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Extrema - Tension At The Seams
( 8364 letture )
Quando nel 1993 uscì Tension At The Seams fu senza dubbio un piccolo grande caso. Una band metal -gli Extrema- si presentò con un disco che come si suol dire "spaccava", e supportata da un piccola etichetta discografica riuscì a piazzare un numero inverosimile di copie per la scena metal nostrana, ossia 15000 (c'è chi dice 18.000, ma è stato lo stesso Tommy a confermare il primo numero durante l'intervista al Sikelian Hell) e ad entrare nel circuito di primo livello del metal e non solo, suonando con Megadeth, Metallica e -per quello che può valere- anche con Vasco Rossi.
Cosa aveva Tension At The Seams per procurare ad un gruppo fino ad allora rimasto sostanzialmente all'interno dei confini dell'Underground una esposizione così massiccia? Semplice, era un ottimo disco, ed anche a distanza di tanti anni può essere tranquillamente considerato uno dei migliori esempi del quinquennio 90/95, e può vantarsi anche del merito di aver stabilito uno standard in un certo settore, almeno all'interno dei confini nazionali.

Il thrash d'assalto dell'opener Join Hands, pur essendo di derivazione panteriana -come un po' tutto il disco- è muscolare e trascinante. Grande sezione ritmica a supporto della vocalità tellurica di GL Perotti.
Influenze Funkeggianti nelle linee del basso di Mattia Bigi in Child O' Boogaow, poco meno di quattro minuti fisici, sostenuti ancora da un grande lavoro strumentale all'interno del quale spicca quello del batterista Cristiano Dalla Pellegrina (che a partire dal 2005 entrerà a far parte dei Negrita dopo lunghe collaborazioni con Biagio Antonacci, scelta più "sicura", ma che non rende più giustizia alle sue doti nella giusta misura), e micidiali rasoiate di chitarra del duo Massara/Loglio. Si rimane su temi panteriani con Displaced, resa più personale ancora dall'innesto di certe ritmiche di derivazioni funky tipiche dell'impostazione musicale degli Extrema. E' il turno di una singolare cover, quella di Truth Hits Everybody, un pezzo punk'n'roll tratto da Outlandos D'Amour, primo fondamentale album dei The Police, qui leggermente estremizzata per avvicinarla allo stile del disco e resa ancora più adatta ad un pogo che già la versione originale del pezzo era in grado di scatenare tra le platee di tutto il mondo, almeno nelle sue prime versioni. Modern Times non è l'apice compositivo dell'album , ma svolge bene il suo compito, che è quello di riportare la tensione -anzi la...Tension- ai giusti livelli per tre pezzi quali Double Face, Road Pirates e Lawyers Inc.: i primi due monoliti thrash, che sfoggiano ancora una volta un ottimo Bigi a legare i vari passaggi di due pezzi estremamente catchy e non scevri dalle solite influenze funky. Influenze più evidenti nel terzo pezzo richiamato, ancora più ritmato e adatto a delle belle ammucchiate di gente sotto il palco durante i concerti. In crescendo continuo la parte finale del disco: And The Rage Awaits riporta sugli scudi il buon Perotti -anche se detto così sembra di citare un personaggio di Amici Miei- mentre la quadratissima For God They Die, ci ricorda per merito di Tommy come mai i soli di chitarra abbiano un ruolo così importante nel rock. Si chiude con la selvaggia Life, una corsa senza freni verso un headbanging che è ragione e giustificazione di un pezzo simile, così come lo è stato per tante hit di grandi gruppi che siamo tutti abituati ad osannare.

Tension At The Seams è un disco irrinunciabile per fotografare la situazione italiana dell'epoca, per stabilire come e perchè anche da noi, anche in un certo periodo segnato dal disimpegno verso forme di composizione importate dagli Stati Uniti che non sarebbero sopravvissute integre allo scorrere del tempo, si poteva fare qualcosa di più che buono nel campo del metal non commerciale, prendendo magari spunto da gruppi già affermati (non è quasi sempre così?), mettendoci qualcosa di proprio musicalmente, e soprattutto tanta, ma tanta rabbia incanalata nel giusto modo.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
78.78 su 135 voti [ VOTA]
Area
Mercoledì 27 Giugno 2018, 15.09.39
16
Gli Extrema ce l'avevano quasi fatta con questo lavoro. A livello contrattuale agli In.si.dia andò meglio (erano in major) ma loro sono tra quelle poche band Italiane che un bel contrattone con la multinazionale se lo sarebbe meritato. Peccato che non l'abbiano fatto in Italiano... Comunque questo disco me lo fecero sentire quasi 20 anni dopo che vidi Tommy Massara ospite a TMC 2 durante uno speciale sui Metallica.
Suarez
Sabato 27 Gennaio 2018, 0.24.33
15
Mi permetto di dire che l' opener join hands sembra uscita direttamente da un qualsiasi lavoro degli anthrax, spudoratamente simile al loro stile
naoto
Lunedì 24 Luglio 2017, 18.03.39
14
Voto troppo basso. A mio avviso il miglior disco metal italiano di sempre.
paju
Domenica 30 Aprile 2017, 8.58.21
13
ottimo disco per lepoca.. un condensato di tutti quegli anni. Che concerti poi!!!
Voivod
Mercoledì 13 Luglio 2016, 8.36.09
12
Una delle migliori prove (se non la migliore) dell'Italia thrash...nel 1993 non riuscii a credere che fossero italiani!
Raven
Martedì 12 Aprile 2016, 17.37.45
11
Se poi spiegassi il perché saremmo tutti più contenti.
Pacino
Martedì 12 Aprile 2016, 17.20.41
10
uno dei dischi più brutti che abbia mai ascoltato!!!
raven
Mercoledì 15 Agosto 2012, 15.56.25
9
Peraltro nella rece lo cito.
raven
Mercoledì 15 Agosto 2012, 15.54.28
8
Il chitarrista in questione entrò nel gruppo appena prima dell inizio delle registrazioni e ne usci' prima dell uscita del disco. Il suo apporto si limito' ad un testo ed al riff iniziale di displaced.
Khaine
Mercoledì 15 Agosto 2012, 15.30.14
7
Questa recensione è stata recentemente riscritta da Francesco Gallina 'Raven', dato che la vecchia era troppo fuori rispetto ai nostri canoni attuali. Ho cancellato i tre o quattro commenti che si riferivano alla vecchia per evitare confusione. In merito al quesito sollevato da Frank, a breve Francesco potrà dare una risposta.
blackstar
Martedì 1 Maggio 2012, 19.52.56
6
Grande album, fatto veramente bene. Assomigliano effettivamente un po' ai Pantera, ma non una cosa esagerata. Ci sono anche belle influenze funk.
luci di ferro
Martedì 29 Marzo 2011, 23.50.19
5
grandissimo album, veramente bellissimo: 84/100.
Danilo
Lunedì 19 Aprile 2010, 0.55.25
4
Bel disco thrash. Ho un bel ricordo di quest'album. Peccato che non si siano più ripetuti a questi livelli.
Biancosporco
Venerdì 5 Giugno 2009, 23.43.05
3
Julius Loglio è il vero autore di questo album...Se gli Extrema sono così cambiati già da The Positive Pressure è solo colpa della sua dipartita...Per andare a suonare jazz tra l'altro! Grande Julius!
Electric Warrior
Venerdì 5 Giugno 2009, 16.39.35
2
Il lavoro migliore degli Extrema
frank
Giovedì 3 Agosto 2006, 14.38.52
1
Gli Extrema su quel disco erano in 5, c'era Julius Loglio alla chitarra, autore anche di un paio di testi...
INFORMAZIONI
1993
Contempo Records
Thrash
Tracklist
1. Join Hands
2. Child O'Boogaow
3. Displaced
4. Truth Hits Everybody
4. Modern Times
5. Double Face
6. Road Pirates
7. Lawyers Inc.
8. And The Rage Awaits
9. For God They Die
10. Life
Line Up
GL Perotti - vocals
Tommy Massara - guitars
Mattia Bigi – bass
Chris Dalla Pellegrina - drums
 
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