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Melechesh - Enki
( 3173 letture )
Ritorno di classe per i Melechesh che, dopo quattro anni e mezzo d’attesa e un ritorno alle origini nella line-up (con un Moloch ritornato sui suoi passi, uno Xul fuori dai giochi ed un Lord Curse, batterista presente fin dai primissimi esordi della band -nonché nel primo full-length, As Jerusalem Burns... Al'Intisar-, che fa il suo ritorno alle pelli), dà alle stampe una nuova, ricca e intrigante produzione, dal titolo Enki, sempre sotto Nuclear Blast.

Già dal nome scelto per l’album (e da qualche titolo di brani che esso contiene, come Doorways To Irkala) una prima deduzione è immediata: il buon Melechesh Ashmedi , ancora una volta mastermind dietro i testi e buona parte della musica, porta avanti la tematica mesopotamica oramai tipica della band esplorando, tra le tante e diverse, soprattutto la figura di Enki, dio della mitologia sumera (conosciuta forse maggiormente con il nome di Ea, con cui in seguito venne chiamata da babilonesi e accadi) a cui facevano riferimento, tra gli altri, i mestieri, l’intelligenza e la sapienza, così come la creazione e produzione di cose. Tra le diverse gesta della divinità, attenzione viene per esempio rivolta ad uno dei miti più noti che lo vede protagonista con il figlio Marduk, quello babilonese di Enûma Eliš, dove è spiegata la creazione dell’uomo (chiara ispirazione per Enki - Divine Nature Awoken).
Se la natura dei testi non desta dunque sorprese, non molto cambia a livello strumentale. Senza scendere in una noioso e ridondante analisi track-by-track, i Melechesh sanno convincere da subito (provare il massiccio uno-due iniziale Tempest Temper Enlil Enraged/The Pendulum Speaks per credere), con una formula consolidata, ma mai banale: screaming acido e pungente a firma Melechesh Ashmedi , batteria marziale e chirurgica, affidata come anticipato ad un Lord Curse non perde occasione per dar prova del proprio talento; chitarra fluente, che sa dividersi tra riffing epici e maestosi (e, perché no, anche un po’ groovy in Metatron And Man) e quel black/death letale e martellante che non lascia scampo (ed è capace di mantenere pressoché intatta l’attenzione nella lunghissima e rabbiosissima closing-track The Outsiders), basso profondo quanto non mai e quel mix di atmosfere arabeggianti/folk (disseminati lungo l’intera release, come a stuzzicare l’ascoltatore quando meno se lo aspetta, per culminare in tracce come la quasi mistica Enki - Divine Nature Awoken e il gioiello strumentale Doorways To Irkala, un pregiato, serpeggiante intreccio tra percussioni, sitar e saz) che dà quel raffinato e ricercato tocco in più e lega meglio di ogni altro aspetto musica e testi.
Da segnalare, inoltre, l’intervento dei tre ospiti di supporto, ampliamente annunciati prima della pubblicazione dell’album: in ordine di apparizione, Max Cavalera in Lost Tribes, con un growl capace di esaltare ed esaltarsi al cospetto di Ashmedi , Sakis Tolis, sempre alla voce, in Enki - Divine Nature Awoken e Rob Caggiano, con un buon assolo in The Palm, The Eye And Lapis Lazuli.
C’è ancora spazio per un paio di ultimi tecnicismi: tutti gli strumenti presenti in Enki sono stati accordati a 432 Hz e non a 440 Hz (+/- 0,5 Hz), come normalmente è prassi secondo l’ISO 16:1975 (frequenza del la centrale) o, per chi bazzica maggiormente con la terminologia anglosassone, A440/A4/A4 (frequenza dell’A above middle C). La band ha giustificato questa scelta con la volontà di armonizzarsi maggiormente con le vibrazioni del cosmo (al quale dopo tutto i Melechesh fanno riferimento anche nel definirsi “artisti del pianeta Terra”, rifiutando ogni etichettatura geografica che voglia descrivere la loro provenienza legandola a tutti i costi ad un particolare stato tra quelli esistenti) e per migliorare l’esperienza sonora vissuta da una psiche come quella umana. Quest’ultima è anche la ragione per cui, oltre alle tradizionali sei corde, sono state aggiunte anche chitarre elettriche a dodici corde, che fanno capolino qua e là nelle tracce, arricchendole.

Enki conferma dunque la buona forma dei Melechesh che, pur non dando particolari scossoni al proprio stile comunque peculiare, sono chiaramente in grado di dimostrare maggiore maturità rispetto al passato, dall’alto di una formazione che ci si può auspicare rimanga coesa tanto quanto lo sembra in questa release, seppur sempre sotto il solido comando dello storico Melechesh Ashmedi . L’unico ‘marchio di fabbrica’ che si può sperare di veder scomparire nel prossimo futuro è quello riguardante le (tante) annualità tra una produzione e l’altra, purtroppo consolidatosi fin dai tempi di Sphynx. Staremo a vedere.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
95.86 su 30 voti [ VOTA]
Doomale
Sabato 4 Aprile 2015, 9.20.43
8
Ottimo album....più coinvolgente e fresco del precedente Epigenesis che cmq nn era poi malaccio. Ma questo mi suona meglio!
HJ
Giovedì 2 Aprile 2015, 19.34.48
7
D'accordo con spider metallo
metallo
Giovedì 2 Aprile 2015, 17.45.44
6
bello, veramente bello, ottimo black/death mescolato a folk e sonorita' medioorientali, il che gli dona una buona dose di personalita' e originalita', forse c'e' un eccessivo minutaggio in alcuni brani e le tracce non presentano variazioni particolarmente rilevanti fra di loro, ma in sostanza chissene, io l'ho immaginato come una unica grande canzone, e mi ha preso da subito.Ottimo songwriting con tematiche avvincenti e buonissime le prove di tutti i musicisti.Album aggrressivo, oscuro, melodico, potentemente strutturato.Per me 87
raven
Mercoledì 1 Aprile 2015, 14.56.59
5
leggete l'articolo in focus
Harpies
Mercoledì 1 Aprile 2015, 14.45.51
4
ma perchè tutti sti SV?
Max
Mercoledì 1 Aprile 2015, 14.41.01
3
Non capisco perchè senza voto... E' un disco che si può tranquillamente votare, quindi non vedo problema...
Malleus
Mercoledì 1 Aprile 2015, 14.03.22
2
Secondo me è ricco di spunti ottimi ma sviluppati male.. passaggi frega minuti.. io avrei sparato un 65 e ciao.
l'Accademico
Mercoledì 1 Aprile 2015, 13.59.21
1
questo disco non sa di niente.
INFORMAZIONI
2015
Nuclear Blast
Black
Tracklist
1. Tempest Temper Enlil Enraged
2. The Pendulum Speaks
3. Lost Tribes
4. Multiple Truths
5. Enki - Divine Nature Awoken
6. Metatron And Man
7. The Palm, The Eye And Lapis Lazuli
8. Doorways To Irkala
9. The Outsiders
Line Up
Melechesh Ashmedi (Voce, chitarra, tastiera, percussioni, sitar)
Moloch (Voce, chitarra, saz)
Scorpios (Voce, basso)
Lord Curse (Batteria, percussioni)

Musicisti ospiti
Max Cavalera (Voce in Lost Tribes)
Sakis Tolis (Voce in Enki - Divine Nature Awoken)
Rob Caggiano (Chitarra in The Palm, The Eye And Lapis Lazuli)
 
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