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The Devin Townsend Band - Accelerated Evolution
( 2535 letture )
Oh Tracy please, can't you see? It's just me!

Apriamo la recensione con un estratto autoreferenziale di Devin Townsend che, proprio nel suo periodo più turbolento, tira fuori dal cilindro due album agli antipodi, ovvero SYL (detto anche "Red Album" o "Chicken Feather" dei riformati Strapping Young Lad) e questo Accelerated Evolution, che dà il via alla sua nuova incarnazione solista, ovvero la Devin Townsend Band (o DTB) che avrà vita breve ma intensa.

L'album è un vortice emozionale che colpisce diritto allo stomaco. Ci sono echi di Terria, uscito pochi anni prima, ma il contesto, il guscio e la sostanza sono, a conti fatti, piuttosto differenti questa volta.
L'incipit dell'album è affidato alla veloce ed heavy Depth Charge, una possente rappresentazione del personalissimo progressive metal di Townsend, con riff di chitarra complessi ma digeribili, sample futuristici, cori intrecciati e un drumming di alto livello. Spicca, in primis, una produzione decisamente particolare: suoni tondi, ben definiti, con chitarre limpide, tastiere ariose ma non invadenti e batteria "umana". Uno degli aspetti che più ci sorprende è l'efficacia melodica creata da Townsend, capace sì di creare musica complessa, matematica e cerebrale, ma anche di dipingere melodie sognanti e suadenti all'interno di brani dalla spiccata propensione metallica (vedi Random Analysis).
Accelerated Evolution è una sorta di flusso di coscienza, pensieri, sentimenti umani e inumani, coadiuvati da liriche sempre ricercate e di spessore, spunti umoristici (e umorali) e, in certi frangenti, di quel "non-sense" tipicamente Townsend-iano, che non tarderà ad affiorare con prepotenza negli anni successivi.

Cause it's all in the heat of the moment, it's all in the pain!!!

La riflessione interiore dell'artista è espressa con veemenza e decisione, talvolta attraverso pezzi dal mood "ondulato" e particolare, quali Storm, in cui Devin chiede perdono alla moglie Tracy, e Deadhead, maestosa e graffiante, altre volte tramite pezzi heavy e drammatici come Suicide, con il suo break centrale in doppia cassa e il suo assolo prolungato, da brividi lungo la schiena.
Insomma, in Accelerated Evolution c'è moltissima anima. Il Townsend che abbiamo imparato a conoscere e amare negli anni precedenti viene fuori solo a tratti, rivelando un'anima sempre camaleontica e ferale, ma anche più aperta e melodica. Immancabile, come sempre, il "wall of sound" tanto caro al Mad Canuck, così come i fraseggi chitarristici che profumano di Steve Vai e le digressioni rock a tout-court, come il divertissement finale Slow Me Down, un pezzo pop-rock iper-vitaminizzato da cantare a squarciagola sotto la doccia, che chiude un album dalla copertina quasi monocromatica, ma dallo spirito cangiante e colorato.

Consiglio questo pezzo pregiato della sua discografia a tutti coloro che hanno scoperto il canadese solo negli ultimi anni, così da potersi rendere conto dell'evoluzione multi-direzionale e policroma che il multi-strumentista di Vancouver ha avuto nel corso della sua carriera.
Un "must have" sottovalutato da ascoltare e riascoltare; una sfera luminescente di saggezza progressive e modernità metallica.

Thank you goodnight everyone, let the roasting begin!



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
78.90 su 22 voti [ VOTA]
Silvio Berlusconi
Sabato 28 Marzo 2020, 18.52.23
13
più lo ascolto e più lo reputo uno dei miei lavori preferiti del pelatone Canadese
Silvio Berlusconi
Giovedì 5 Luglio 2018, 12.45.15
12
Io amo Devin e di conseguenza apprezzo moltissimo questo disco. La cosa che mi attrae maggiormente della sua musica è che riesce sempre ad imprimera la sua personalità in tutto ciò che fa. Poco importa se questo disco (ed anche molti successivi,specialmente gli ultimi) suona un po' """Pop Rock""" perchè questo è il suo modo di intendere il pop rock,e risulta sempre sincero e personale!
deathuldiner
Lunedì 30 Aprile 2018, 13.54.13
11
l'album in se non è male, ma a me devin piace e penso in questo album abbia trasmesso qualcosa di bello.....nelle prime 4 canzoni, direi 3 visto che random analysis non fa impazzire. Penso che per quel che ho sentito di questo progetto, penso sia un passo indietro dai suoi album da solista, però deadhead e suicide meritano così tanto da poterti fare piacere pure il resto ma...le influenze pop rock arrivano alle stelle qui, e la canzone finale ne è la espresione perfetta. (perfetta nel senso che è proprio una canzone rock) non la intendo perfetta, anzi mi fa un po ribrezzo...
Devinio Taunsendo
Martedì 27 Marzo 2018, 2.21.00
10
Beh ddddai capolavorooooooooooooooo
TheSkullBeneathTheSkin
Mercoledì 21 Giugno 2017, 17.55.16
9
Voto 90, lo ammetto: ho un debole per questo disco. In particolare mi fa impazzire come Devin inizi i refrain in clean voice e li finisca in quasi-growl. Potenza e melodia e non solo...se dovessi afferrare al volo un disco soltanto di Devin, prenderei questo, senza dubbio. Tutto ciò che porta la sua firma vale almeno un ascolto.
Rob Fleming
Sabato 13 Febbraio 2016, 16.23.45
8
Di Devin Townsend in tutte le sue incarnazioni ho solo questo cd e Terria (80) quindi la mia conoscenza è un pò limitata. Questo album, però, è un buon esempio di musica apocalittica, evocativa e...melodica.
Macca
Giovedì 2 Luglio 2015, 17.08.34
7
Molto molto bello, un album che ho trovato accessibile in modo non banale. Di Townsend possiedo solo Terria (che secondo me, sebbene più soft, in alcune parti lo ricorda) ma questo è un ottimo indiziato per fargli compagnia, me lo procurerò al più presto.
Voivod
Mercoledì 8 Aprile 2015, 13.41.02
6
Anch'io ho la special edition e lo reputo un ottimo album!
Davidian
Domenica 5 Aprile 2015, 2.55.56
5
Sempre piaciuto a tratti, e solo con alcune canzoni, secondo me (tranne city) non ha mai fatto un capolavoro, solo buoni ed incostanti album. E' un artista la cui sbandierata "genialità" è sempre stata a mio parere esagerata, nonostante questo ne riconosco l'abilità e il talento, nonchè l'influenza che ha avuto su molti generi metal. @radamanthis: ocio rada che qui entri in un territorio minato, townsend è il classico artista che anche se fa un album di rutti, un fanboy che grida al capolavoro e ti dice che non capisci di musica lo trovi sempre
Lulu'
Sabato 4 Aprile 2015, 21.40.24
4
Rispondo a Radamanthis : sono d'accordo con te : non capisci proprio un cazzo di metal . Scusa, senza offesa. E Devin non è un tizio.
Radamanthis
Sabato 4 Aprile 2015, 19.58.01
3
Con ogni probabilità sono io che non capisco un cazzo di metal, ma questo tizio non mi è mai piaciuto e non riesco proprio ad apprezzarlo...
mardonziak
Sabato 4 Aprile 2015, 10.54.16
2
adoro anch'io questo disco! La palma di miglior brano va a "suicide" (impazzisco quando parte quel ritornello), paradisiaca la strumentale "away" e ottime sono "storm" "deadhead" e "random analysis" stupenda quest'ultima sopratutto nella parte centrale che parte dal minuto 03:05 in poi (e si protrae per quaranta secondi circa...) dotata di un climax che mi rimembra le stesse sensazioni e visioni avute con gli album "TERRIA" e "OCEAN MACHINE - BIOMECH" cosa che riscontrato anche in spezzoni di altri brani. Meno eccezionali e brillanti risultano essere "traveller" e "slow me down". Secondo me con questo disco DEVIN è riuscito a creare un ottima miscela tra i due album che ho citato, riuscendoci alla GRANDE.
Ad Astra
Sabato 4 Aprile 2015, 9.58.03
1
ho ancora la mia versione doppia con il bonus disc elettronico strumentale... ho passato decine e decine di volte, decine ad ascoltare e cantare questo album, lo adoro nel profondo e mi risulta impossibile essere obiettivo.... sono molto contento sia arrivato il suo momento.
INFORMAZIONI
2003
InsideOut Records
Prog Metal
Tracklist
1. Depth Charge
2. Storm
3. Random Analysis
4. Deadhead
5. Suicide
6. Traveller
7. Away
8. Sunday Afternoon
9. Slow Me Down
Line Up
Devin Townsend (Voce, Chitarra, Tastiere, Programmi)
Brian 'The Beav' Waddell (Chitarra)
Dave Young (Tastiere)
Mike Young (Basso)
Ryan Van Poederooyen (Batteria)
 
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