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Children Of Bodom - Are You Dead Yet?
( 4632 letture )
"Questo è il primo album che ho mai ascoltato loro!!! Non ho parole da quanto è splendido!!! Il miglior album di sempre!!! lo amo!!"
"Non c'è nulla che non funzioni in questo disco, ho come l'idea di avere di fronte il loro miglior disco di sempre."
"Riuscito a metà, troppa elettronica e filtri, però è aggressivo. Uno di quei dischi da ascoltare, e magari un paio di volte, prima di acquistarlo."
"Alcuni riff sono troppo sempliciotti, ci sono pochissime tastiere rispetto al passato."
"Al momento, il peggiore della loro discografia."
"Una volta erano loro stessi a creare le loro strutture ritmiche, oggi invece l'idea è quella di un gruppo che copia ciò che è già stato fatto da altre band."

Sono solo alcuni dei commenti che si possono trovare in giro per la rete in merito a Are You Dead Yet?, quinto fatidico album della storia dei Children of Bodom. Possiamo sin da ora confermare l'impossibilità di trovare un accordo comune che porti tutti ad una soluzione semplice ed efficace per giudicare questo lavoro. Ancora più difficile è riuscire a decodificare la linea compositiva che lega ogni album dei nostri; tanto criticati ed indipendenti, hanno dalla loro il riuscire a non riproporre mai qualcosa di "già sentito" solamente per far carinerie verso i propri seguaci. Criticare dunque è doveroso, i gusti sono semplicemente soggettivi, ma essere un vero fan spesso e volentieri significa accettare i cambiamenti perché oltre la musica ci sono delle persone, che valgono molto di più di una ideologia fondata su ipostatiche basi teoretiche. O li si ama o li si odia, è impossibile rimanere indifferenti ai finlandesi, che ad ogni album cambiano pelle, rendono arduo il parallelo con ogni precedente album; come oramai sappiamo da decadi a questa parte (anticipando i vostri commenti): "Ah beh, ma i primi tre non si battono!"; dovrebbero saperlo anche loro dunque, ma oggi, dieci anni dopo, che peso ha all'interno della discografia questa creatura?

La prima cosa che si nota è il cambio di ascia con Roope Latvala che, con un upgrade discretamente notevole, prende il posto del dimissionario Kuoppala; già membro dei Sinergy, entra in pianta stabile e ancora oggi lo ritroviamo tra le fila a tirare avanti il carrozzone. Ma che volete mai che cambi con la sostituzione di un solo chitarrista se, come oramai tutti sanno, le redini compositive sono nelle mani di Lahio? Un padre padrone con un senso del ritmo notevole e una magnanimità cooperativa alla pari della Cina di Mao Tse-Tung. Ad ogni cambio di rotta della sua creatura tutti ne risentono, se lui è su di giri magari escono album geniali, mentre, se le bevute notturne hanno effetti protratti sul lungo periodo, escono discutibili aborti come… no, meglio non fare nomi. Il titolo stesso è stato scelto dopo una combinazione vodka-ghiaccio-tettuccio dell'auto-non so stare in piedi-ospedale. "Non sono ancora morto?", si è chiesto al risveglio e un altro giro sull'autoscontro della vita merita di portare in dono un cambio radicale nella musica; alla faccia del cambio verrebbe da dire perché, se come detto in precedenza, ogni album è difficile da paragonare ai precedenti, è indubbio che dal 2005 i connotati stilistici non siano più stati gli stessi. Già con il precedente Hate Crew Deathroll molti barocchismi erano stati limati e portati ad una struttura più essenziale, ma qui l'introduzione di alcuni elementi "innovativi" come le defilate aperture elettroniche (Living Dead Beat), una tendenza più thrash che death in alcuni passaggi (Thrashed, Lost & Strongout) combinata a ritornelli al limite del "poppeggiante" (Next in Line) innalza la proposta sotto ogni aspetto. Probabilmente è proprio con Are You Dead Yet? che i Children of Bodom fanno il balzo definitivo dentro un mondo prima sconosciuto fatto di meno neoclassicismo fine a se stesso con una coerenza maggiore verso i tempi che cambiano. Il metal non è più quello che ai tempi Something Wild cavalcava, l'onda del symphonic con tastiere e con eccentriche ed epiche "non-soluzioni"; i fan sono aumentati e bisogna dare spazio anche alle nuove sfumature, sperimentando, facendo diventare maturo ciò che nei primi album era rimasto acerbo (secondo loro, sia chiaro, perché se al sottoscritto togliete Hatebreeder manca l'aria). Ecco che una volta per tutte quelle reminiscenze black che potevano essere ritrovare sino a qualche anno prima vengono nascoste, assopite, messe al guinzaglio e chiuse a chiave nella stanza delle punizioni; la produzione è moderna, tagliente e diretta, con un suono meno corposo ma più cibernetico e minimalista. Se escludiamo alcuni passaggi all'interno di certi brani non riusciti alla perfezione (If You want Peace… Prepare for War e Punch Me I Bleed), di veri filler non v'è presenza, ogni canzone è un potenziale singolo con una verve ed una grinta che sono sempre dieci passi avanti rispetto a gruppi che lavorano sulle stesse dinamiche compositive. Ha venduto una flotta di copie quest'album, il merito non è solo del nome in copertina ma anche di questa nuova direzione che in certi istanti pare proprio come una mera operazione economica; come si fa a rendere un gruppo metal primo in classifica? Facile, basta sommare ad un nome conosciuto canzoni ancora più veloci e melodie vincenti (In Your Face). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: questo album si piazza al 485esimo posto di sempre nella classifica dei migliori album rock-metal secondo "Rockhard". Sapete benissimo che queste mere operazioni di marketing non nascono da sole, sapete ancora di più che la pubblicità oggi la si fa anche con un sottaceto rivestito di pelle di babbuino con su scritto il nome della band, riuscendo così perfino ad ottenere introiti dalla vendita del ghiaccio agli eschimesi.

L'album è confezionato bene, non c'è da segnalare nessuna traccia più debole o qualcosa andato storto, ma non si può nemmeno classificarlo tra i migliori album di sempre, visto il materiale uscito negli ultimi due-tre anni sia dalla band (Halo of Blood) che da altri sulla stessa riga (Seventh Swamphony). Ha una durata che permette di poterlo ascoltare quasi due volte in un'ora, entra in testa come un martello pneumatico: questo è il grande merito di Are You Dead Yet?, portare allo sfinimento una volta che la melodia si sia conficcata nelle meningi. Se a livello prettamente umano questo rimarrà tra i miei preferiti di sempre, indubbio è che si colloca perfettamente a metà strada tra il mancato capolavoro e la vittoria a mani basse rispetto ai due album direttamente successivi. I Children of Bodom hanno confezionato un altro bersaglio per le classifiche di mezzo mondo. La cover e la spalla usano il giallo, che mai era stato utilizzato in precedenza, ma ad ognuno il suo: meglio del blu? Peggio del nero? Alla pari con il rosso? Mal che vada girate la tabella del twister, ma occhio con chi giocate.
Strega comanda coloreee….



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
82.12 su 32 voti [ VOTA]
Fox
Lunedì 1 Aprile 2019, 18.54.55
28
Non è ovviamente il migliore ma quando mi passa tra le mani lo riascolto sempre con piacere. Prima o poi tutti fanno il proprio "Black album", quello del "bello ma hanno cambiato stile...". Il problema che è spesso presagio di declino ed i COB non hanno fatto eccezione. Un 80 secondo me lo merita.
AM
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 2.26.42
27
Molto bello. Lo riascolto sempre volentieri. Se dovessi dargli un voto, direi un 85
Metallycra
Venerdì 18 Dicembre 2015, 17.36.16
26
Per me voto anche troppo stretto. E' forse il mio preferito, anche se devo ammettere che negli ultimi due o tre brani si smoscia un po'
DEATHESTROYED
Domenica 23 Agosto 2015, 15.20.24
25
"Questo è il primo album che ho mai ascoltato loro!!! Non ho parole da quanto è splendido!!! Il miglior album di sempre!!! lo amo!!"Tolte le parole di bocca voto 95 !
Marco 75
Venerdì 1 Maggio 2015, 11.36.22
24
Per me è un ottimo disco, uno di quelli che ascolto più volentieri. E' dopo questo lavoro che i Children hanno cominciato ad ammosciarsi. Non ho ancora ascoltato Halo of blood, perchè Blooddrunk e Relentless, per quanto siano entrambi buoni dischi, mi hanno lasciato un pò di amaro in bocca, anzi nelle orecchie. Ma se dovessi consigliare un disco dei Bodom a chi ancora non li conosce Are you dead yet è tra quelli che nominerei.
Theo
Giovedì 16 Aprile 2015, 13.40.02
23
@Followthecheater: Fortunatamente quello che dici non è vero. Fanno al massimo la title-track e "In Your Face" (il pezzo più brutto della loro intera discografia, per me) da questo disco. E ripeto, fortunatamente, perchè hanno saputo fare davvero di meglio. E poi anche fosse, non lo reputo un criterio convincente per difenderne una supposta qualità obbiettiva.
entropy
Giovedì 16 Aprile 2015, 12.22.42
22
Si potrebbe obbiettare che ciò sia dovuto al fatto che tutta la loro produzione sia mediocre! non lo so , scherzi a parte, rispetto il fatto che sia una band così amata, ma dopo il primo album tutti gli altri per me mancano di qualcosa, scivolano via indifferenti.
Followthecheater
Mercoledì 15 Aprile 2015, 19.53.02
21
Ma chi definisce i pezzi di questo album mediocri è a conoscenza del fatto che almeno la metà di questi è presente in ogni live?
enrico86
Mercoledì 15 Aprile 2015, 15.03.34
20
non il piu bello, di sicuro il piu tamarro. 80
AL
Mercoledì 15 Aprile 2015, 14.50.01
19
un buon album. pezzi discreti che però non fanno gridare al miracolo. per me un 70. da ascoltare ogni tanto ci sta.
HMF LucaR16
Martedì 14 Aprile 2015, 23.13.08
18
If You Want Peace... Prepare For War strepitosa, Bastards Of Bodom molto buona, il resto non all'altezza, però buono. Devo riascoltarlo, per quel che ricordo, un buon disco. 77\100
MauroE20
Martedì 14 Aprile 2015, 22.04.16
17
Voto 70 pieno ,un disco che ho ascoltato molto.Mai sopportato la cover della Spears.Una pessima scelta.
Followthecheater
Martedì 14 Aprile 2015, 20.44.44
16
Album che ho ascoltato maggiormente, un vero piccolo capolavoro! È la fusione perfetta tra melodia, tecnica e pesantezza... Alexi laiho ha un genio musicale impressionante... Il successivo mi è piaciuto molto meno, rrf è discreto mentre Halo per ora è quello che ascolto di meno, non è male però contiene tutte canzoni molto anonime Anyway, voto per questo album :95
Oligarc
Martedì 14 Aprile 2015, 16.00.16
15
Il video di 'Are you dead yet' è una stronzata da ragazzine e pure le chitarre si sono indebolite in riff senza palle. W Wintersun! che il sole del nord cauterizzi questi germi commerciali.
David De La Hoz
Martedì 14 Aprile 2015, 13.27.26
14
Questo disco mi riporta alle superiori! Quanti ricordi! Sicuramente non il migliore album loro o del genere, ma nemmeno il peggiore. Concordo con il voto della recensione, un bel 70-75 ci sta tutto.
Carmine
Martedì 14 Aprile 2015, 10.27.58
13
Uno dei migliori album dei COB. Voto 90
Macca
Lunedì 13 Aprile 2015, 15.25.10
12
Anche secondo me si tratta di un buon album, con uno stile differente e un minore impatto rispetto ai predecessori (fisiologico peraltro vista la loro caratura). Per me canzoni come Living Dead Beat, Next In Line e soprattutto In Your Face sono spettacolari.
entropy
Lunedì 13 Aprile 2015, 13.40.41
11
Per me il primo è un gran album. Ma già da hatebreeder mi sono iniziati a sembrare ripetitivi. Quest album in particolare è uno dei loro peggiori (insieme a bloodtruck). Voto 60. Halo of blood di cui tutti parlate bene, probabilmente l'ho preso sotto gamba... mi conviene ascoltarlo un pò meglio.
Theo
Lunedì 13 Aprile 2015, 13.07.42
10
@d.r.i.:
d.r.i.
Lunedì 13 Aprile 2015, 10.48.59
9
Theo disamina perfetta, concordo!
Master Killer
Domenica 12 Aprile 2015, 10.32.18
8
Secondo me quest'album è un misto tra il distinto e il discreto, poche sono le traccie che colpiscono letteralmente, e sinceramente sono d'accordo con il voto recensore, anche se gli avrei dato un 74-72
Valentina 88
Sabato 11 Aprile 2015, 21.03.31
7
Un album che adoro letteralmente. Voto 85.
Rayan
Sabato 11 Aprile 2015, 18.01.43
6
Album splendido dall'inizio alla fine per chi ovviamente ama questo genere. Il voto del recensore è basso, merita almeno 90!
Theo
Sabato 11 Aprile 2015, 17.43.06
5
Ai tempi giocò sicuramente a sfavore il confronto diretto con i primi quattro dischi, dal quale questo esce obbiettivamente massacrato. Tuttavia, concordo con la recensione di Ad Astra: non vi sono veri e propri pezzi "brutti", il tutto si tiene s'un buon livello e in definitiva l'approccio era diventato molto più easy (per strutture e per melodie). Non per forza un aspetto meramente negativo di per sé, però è altrettanto lecito dire che alcune cose in questo disco sarebbero potute esser fatte meglio. In definitiva un disco che è sempre stato "normale" se confrontato con i precedenti (e nella discografia della band, che è ritornata su alti livelli con "Halo Of Blood" di due anni fa, dopo questa serie di tre dischi non esattamente riuscitissimi). Forse alla pari con il successore "Blooddrunk", per motivi quasi diametralmente opposti direi. Sta esattamente al centro, qualitativamente e temporalmente nella discografia della band. Il titolo, nel 2005, tra l'altro suonava molto nomen et omen. Come voto mi terrei un pochettino più basso: 70 è adeguato.
xXx
Sabato 11 Aprile 2015, 13.41.04
4
disco bello anche se inferiore ai primi 4. voto cmq 75
Halo
Sabato 11 Aprile 2015, 12.11.44
3
Nonostante ogni loro album nuovo presenti qualche piccola variazione rispetto al precedente, riescono a mantenere uno stile unico e inconfondibile. Per quanto mi riguarda questo disco è leggermente inferiore al suo predecessore, tuttavia un bel 78 glielo do tranquillo.
manaroth85
Sabato 11 Aprile 2015, 11.51.03
2
grande disco, li ho conosciuti con follow the reaper che x me rimane il migliore, questo album lo acquistai appena uscito e l ho letteralmente consumato mi piace un mondo, e li vidi pure live in questo tour voto 90 quasi capolavoro
Radamanthis
Sabato 11 Aprile 2015, 9.46.38
1
Children of Bodom un nome, una garanzia. I primi tre CAPOLAVORI indiscussi del death melodico seguiti dal validissimo Hate crew ancora suonano con costanza nel mio lettore, poi la parabola discendente che parte proprio da questo Are you death yet e terminata, fortunatamente, con Relentless (ma ahimè sono passati 7 anni e la parabola è stata abbastanzapendente...) per poi riprendersi e tornare ai livelli degli albori con Halo of blood. Ecco dunque questo Are you death yet che nel suo complesso non ha particolari punti deboli, non ha filler e non ha momenti di pausa, tutte le tracce sono sufficienti e carine ma proprio per questo il tutto risulta abbastanza lineare e senza picchi (ne nel basso ma neppure nell'alto). Ci avevano abituato a vere e proprie hit schiacciasassi, melodie avvincenti, riff massicci, qui scorre via tutto un pò troppo lineare. E' un male? No, se ci si accontenta, no se prima non avessero sfornato 4 dischi pazzeschi ma fortunatamente lo hanno fatto quindi questo disco non può collocarsi ai livelli dei precedenti. E' certamente solo l'inizio della parobola discendente quindi qui siamo ben oltre la sufficienza, ci mancherebbe, ma a vedere ciò che è successo nei due dischi successivi ecco che uno storce un pò il naso. Nonostante questa mia prolissa esposizione il voto che dò a sto disco è comunque 70 am ripeto, un 70 dopo 3 masterpieces e un ottimo album suona un pò come una sconfitta. Voto 70
INFORMAZIONI
2005
Spinefarm Records
Melodic Death
Tracklist
1. Living Dead Beat
2. Are You Dead Yet?
3. If You Want Peace... Prepare For War
4. Punch Me I Bleed
5. In Your Face
6. Next In Line
7. Bastards Of Bodom
8. Trashed, Lost, Strung Out
9. We're Not Gonna Fall
Line Up
Alexi Laiho (Chitarra, Voce)
Roope Latvala (Chitarra)
Janne Wirman (Tastiera)
Hennka T. Blacksmith (Basso)
Jaska W. Raatikainen (Batteria)
 
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