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Steel Raiser - Regeneration
( 1080 letture )
Una colata di acciaio incandescente uscita dalle pendici dell’Etna. Così si potrebbe descrivere in poche parole il secondo album degli Steel Raiser, che già dal moniker ci fanno intuire cosa andremo ad ascoltare nelle nove tracce che compongno questo Regeneration. A cinque anni di distanza dal precedente Race of Steel tornano questi heavy metallers siciliani guidati dal chitarrista e principale songwriter Gianluca Rossi insieme al vocalist Alfonso Giordano già in forza ai Noble Savage. I nuovi innesti rispetto al primo album sono: Giuseppe Seminara alla seconda chitarra, Salvo Pizzimento al basso e Antonio Portale dietro alle pelli. L’album è uscito nel 2013 per l’etichetta teutonica Pure Steel Records, fra i nomi indipendenti di riferimento per gli amanti del classico sound heavy/speed/power.

Gli Steel Raiser sono una band che non vuole inventare nulla di strabiliante colpendo l’ascoltatore con qualcosa di mai sentito prima, preferiscono suonare un classico puro e tracotante heavy metal, con forti influenze dalla scena power/speed a stelle e strisce. Voce aggressiva, chitarre taglienti e drumming roccioso sono gli ingredienti principali e il loro punto di riferimento più evidente, fino a sconfinare quasi nel plagio, è quella gemma imprescindibile e immensa partorita dai leggendari Judas Priest nel 1990 che risponde al nome di Painkiller. All’interno della tracklist di Regeneration i riferimenti ad uno dei masterpieces del Sacerdote di Giuda sono frequenti e facilmente individuabili: dal riffing dei due chitarristi alla prova vocale di Alfonso Giordano in alcune tracce. Quando la band spinge forte sull’acceleratore ricorda invece il miglior power di stampo americano con un sound assimilabile ai mai abbastanza lodati Vicious Rumors o ai primi e acerbi lavori dei Savatage.
La produzione è decisamente uno dei punti deboli della release che, visto il genere e il sound, avrebbe bisogno di una perfetta separazione dei vari strumenti che sia in grado, dopo il mixaggio, di restituire la forza d’urto “in faccia” all’ascoltatore. Quanto ottenuto invece non è molto soddisfacente e soprattutto nelle parti più intricate c’è troppa confusione fra i suoni; la potenza, che in questo caso è una delle variabili più importanti, ne va non poco a risentire. In generale, chitarre e voce sono troppo sbilanciate, lasciando il basso e la batteria in secondo piano.

Delle nove tracce che compongono l’album i punti di forza si trovano nell’opener Cyber Laser e nella seguente Finalizer compatte, sparate a tutto gas e la voce di Alfonso Giordano sugli scudi, con un timbro che oltre ad avere come riferimento il Metal God ricorda in alcuni frangenti anche l’alieno tedesco Udo. Il resto della tracklist alterna rocciosi mid-tempo, Regeneration e Wings of the Abyss ad esempio, ad altri episodi più veloci e simili alle prime due canzoni, come Magic Circle o The Executioner . Particolari sia Love is Unfair, sorta di ballad decisamente più tirata degli standard, e l’ultima song Chains of Hate con un riff portante eseguito dalla tastiera con il classico sound power di stampo teutonico alla Freedom Call e un ritornello che però manca un po’ dell’incisività che caratterizza sempre questi ultimi.

Una seconda prova discografica tutto sommato positiva per gli Steel Raiser. Certo non ci si può e, forse, non ci si deve aspettare grandi sforzi innovativi, ma solo sano, onesto e cromato heavy metal con qualche spolverata di power. Probabilmente una produzione all’altezza e un songwriting un po’ più personale potrebbero far fare il definitivo salto di qualità a questa band che ha tutte le carte per fare bene.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2013
Pure Steel Records
Power
Tracklist
1. Cyber Laser
2. Finalizer
3. Regeneration
4. Magic Circle
5. Wings of the Abyss
6. Metal Maniac
7. Love is Unfair
8. Executioner
9. Chains of Hate
Line Up
Alfonso Giordano (Voce)
Gianluca Rossi (Chitarra)
Giuseppe Seminara (Chitarra)
Salvo Pizzimento (Basso)
Antonio Portale (Batteria)
 
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