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Kreator - Enemy of God
( 3376 letture )
Signori miei, quest’oggi parliamo di una delle più grandi leggende del thrash metal mondiale, in grado di riassumere con la propria discografia l’intera storia del genere musicale estremo più amato della seconda metà degli anni ottanta. Partiti con un quartetto di dischi in grado di rappresentare in grande stile l’efferatezza del thrash teutonico, con il capostipite Pleasure to Kill a fronteggiare Reign in Blood degli Slayer, i Kreator si sono piegati al decadimento del genere musicale negli anni novanta, dopo aver pubblicato l’ancora ottimo Coma of Souls. I dischi successivi sono stati controversi, come per la stragrande maggioranza di band thrash nel pieno degli anni novanta, tuttavia invece di scadere nella commercializzazione vera e propria del sound, Mille Petrozza si è raggomitolato nella claustrofobia delle sfumature industrial sino a giungere al culmine della sperimentazione e della trasposizione di uno Sturm Und Drang musicale con Endorama. Nonostante questo disco vanti una qualità oggettiva di buon livello, con una line-up invidiabile grazie anche alla presenza di Tommy Vetterli alla chitarra ed alla programmazione, la folta schiera di thrasher al cospetto di Re Mille si è dichiarata soddisfatta solamente nel 2001 con la riconquista del trono di Violent Revolution. Questo album ha tracciato il percorso più recente della band di Essen che, verosimilmente, può essere intesa come la miglior rappresentazione del verbo kreatoriano di tutta la carriera. Infatti, dopo un assestamento della line-up con l’ingresso del fantasioso ex-chitarrista dei Necrophagist, Sami Yli-Sirnio, la band ha pubblicato una tripletta di dischi di altissimo livello che l’ha catapultata in cima alle band più in forma del panorama thrash dell’ultimo decennio.

La mazzata iniziale viene riservata alla title-track, uno dei pezzi forti dell’intero album e cavallo di battaglia della band in sede live: Enemy of God attacca con un riffing tagliente, riprendendo il discorso chiuso da System Decay in Violent Revolution. Rispetto ad esso, grazie all’ulteriore cura per la produzione dell’album consegue un abbassamento del volume generale della registrazione, che rende gli strumenti più definiti nella loro distorsione, senza mai peccare a livello d’impatto sonoro. I cambi di ritmo, il refrain coinvolgente e lo scambio di solismi tra i due chitarristi suonano thrash al cento per cento, senza tradire le aspettative di chi ama il genere ed era rimasto deluso dalla svolta novantiana della band. Pur mancando della registrazione in presa diretta che sarà il vanto del meraviglioso Hordes of Chaos, i brani della setlist di Enemy of God sono ottimamente legati tra loro come se stessimo ascoltando un vero e proprio concerto "in studio": Impossible Brutality ci consegna un Ventor in grande spolvero che spezza il ritmo della title-track con un ritmo sincopato, il quale sfocia nella rabbia più pura, dove le sdoppiate la fanno da padrone. La voce abrasiva di Mille Petrozza è, come sempre, l’elemento di spicco della band, capace di rendere riconoscibile ogni pezzo dei Kreator come un marchio di fabbrica. La dimostrazione di quanto il frontman della band sia in forma la si può trovare nella ricerca della qualità dei refrain che, pur mantenendo uno stampo predefinito d’efferatezza, risultano anche catchy e melodici, facili da ricordare sin dalla primissima riproduzione. Ne è un chiaro esempio World Anarchy, così come Murder Fantasies, brani che pur non raggiungendo l’eccellenza assoluta, sono capaci di mantenere un livello generale che la maggior parte delle thrash metal band storiche potevano solamente sognarsi nel 2005. Parlare dei singoli brani, come spesso può accadere nei dischi thrash, è fuorviante: infatti, pur mantenendo un canovaccio di base simile, i pezzi si sviluppano secondo una personalità ben definita, andando a stimolare le emozioni dell’ascoltatore in modo differente a seconda dei momenti. Si può parlare di pezzo bomba di un brano come l’anthemica chiusura di The Ancient Plague, piuttosto che della poderosa One Evil Comes (A Million Follow) dal refrain in grado di caricare decine di migliaia di persone ad un concerto dal vivo, come se appartenessero ad un battaglione che fa riferimento allo stesso Mille Petrozza. Le mazzate si alternano in brani come Dystopia o When Death Takes It’s Dominion, andando a controbilanciare pezzi più ragionati come Dying Race Apocalypse che vanta un intro che ricorda i primi momenti di Pleasure to Kill. Nonostante tutto quanto detto finora, rimane comunque da segnalare il top della setlist che si rispecchia in Voices of the Dead, vero capolavoro dell’album e quasi sicuramente uno dei brani migliori in assoluto dei Kreator. Infatti, dopo un intro in cui il basso di Christian Giesler gioca col tapping, costruendo un tappeto ritmico delicato sul quale l’ispiratissimo Mille Petrozza sfoggia le sue corde vocali in una linea molto più soffusa e delicata, il pezzo si apre in una cavalcata rabbiosa che incita l’ascoltatore all’esaltazione più totale. Oltre ai solismi di rara bellezza, sia quelli schizofrenici e "slayeriani" di Mille Petrozza, sia quelli tecnici e melodici di Sami Yli-Sirnio, ad elevare il brano sopra buona parte della discografia della band è il refrain irresistibile che incita quasi spontaneamente l’ascoltatore ad urlarlo a squarciagola.

Enemy of God è il perfezionamento di quanto è stato messo in mostra con Violent Revolution, sfoggiando una consolidazione della line-up in cui Mille Petrozza la fa sempre da padrone a livello di songwriting, senza mai abbandonare le sue linee portanti preferite, ma dimostrando una certa fantasia nella costruzione di riff e di refrain accattivanti. L’altro elemento di spicco è sicuramente Jürgen Reil, vera macchina da guerra dietro alle pelli, capace di regalarci prestazioni potenti ed efficaci con il suo sapiente uso della doppia cassa. Sfrutta anche il suo spazio il bravissimo Sami Yli-Sirnio, lasciando presagire più di una volta la sua ottima capacità nell’intessere assoli melodici e tecnici contrapposti a quelli più sanguigni e furibondi del frontman; ovviamente, questa qualità verrà messa in mostra ulteriormente con Hordes of Chaos e, soprattutto, Phantom Antichrist al cui interno spicca una delle sue migliori prove in assoluto, la grandiosa From Flood into Fire. La produzione dell’album è energica, ben lontana dalla scarsa definizione ottantiana e con un particolare occhio di riguardo per tutti gli strumenti. Se vogliamo tirare le somme, possiamo definire Enemy of God come un perfetto esempio di puro thrash metal del ventunesimo secolo, forse per alcuni un po’ troppo di mestiere, ma che dimostra come il genere che ha fatto faville trent’anni fa possa ancora strabiliare ai giorni nostri, se suonato con passione ed esperienza. Qui non ci sono tracce di contaminazioni metal-core, non ci sono sfuriate death, non si prende a prestito nulla dall’oscura vena del black: in Enemy of God, così come nei successivi Hordes of Chaos e Phantom Antichrist, si suona il thrash vero, senza compromessi e senza scandalosi ritocchi digitali. Se appartenete alla folta schiera di amanti della band di Essen, saprete già quanto sia valida l’ultima parte della discografia, oggettivamente migliore dei dischi ottantiani da un punto di vista stilistico e tecnico, pur rimanendo -per ovvi motivi- meno importanti ai fini storici, che hanno consacrato Pleasure to Kill ed Extreme Aggression a pietre miliari del genere. Se invece non lo sapeste, siamo felici di ragguagliarvi su come i Kreator siano una di quelle band che non è mai scesa sotto un livello discreto in nessuna delle sue pubblicazioni, che fossero le più sperimentali o le più sanguigne, guadagnando una seconda giovinezza proprio grazie ad un album come Enemy of God. Insomma, se la sacra Triade del thrash teutonico ha la band di Mille Petrozza come punta di diamante, un motivo di fondo ci deve pur essere. E se questi ragazzini alla soglia dei cinquant’anni continueranno sulla strada intrapresa, potete star certi che di motivazioni ne arriveranno ancora parecchie.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
91.23 su 17 voti [ VOTA]
thrasher
Domenica 26 Febbraio 2017, 9.16.44
18
Eh che posso dire sono tutti dischi che non mi dicono niente... purtroppo non mi accontento.... anche violent revolution mi fa schifo è commerciale ritornello facile e via... tutti dicono che è bello... mah... I kreator per me i primi 5 e stop
Steelminded
Sabato 25 Febbraio 2017, 23.38.42
17
Thrasher ma a te non ti piace niente... ça va sans dire...
thrasher
Sabato 25 Febbraio 2017, 23.25.43
16
Due ascolti poi tanti sbadigli
Steelminded
Sabato 25 Febbraio 2017, 21.05.57
15
Invece per me trattasi di una bomba nel vero senso della parola. Disco che per me ha segnato una vera svolta nella carriera di una band che non avevo mai apprezzato più di tanto nelle sue precedenti uscite (qui ovviamente so di essere probabilmente isolato). Qui abbiamo delle rasoiate memorabili e dei veri e propri inni di violenza sonora come Enemy of God, Impossible Brutality, Suicide Terrorist, World Anarchy, Dystopia... vabbè mi fermo perchè dovrei citarle tutte. Si ripeteranno ancora, ancora e ancora con i successivi tre monoliti. Evviva!
nonchalance
Domenica 8 Gennaio 2017, 14.57.05
14
Non voglio creare nessuna polemica con il recensore, ci mancherebbe..però, non mi tornano alcune cose: quand'è che Sami Yli-Sirnio è stato chitarrista dei Necrophagist..? _ E, soprattutto, va bene dire che qui suonano "puro thrash metal del ventunesimo secolo" però, va detto anche che: le più prominenti melodie chitarristiche presenti derivano direttamente dal cosiddetto "Gothenburg sound" o, che dir si voglia, dallo "swedish metal"! _ E, per finire: "la band ha pubblicato una tripletta di dischi di altissimo livello che l’ha catapultata in cima alle band più in forma del panorama thrash dell’ultimo decennio." Se si include anche "Live Kreation" son d'accordo..altrimenti, penso sarebbe meglio specificare che si parli, nel caso, dei successivi album in studio! _ Detto tutto ciò, sebbene il voto sia soggettivo, lo trovo comunque un po altino per quel che riguarda le tracce che compongono il disco: sono tutte ottime ma, non così memorabili! _ P.S.: Anch'io ero presente al Rolling Stone quella volta..
Metal Shock
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 14.05.01
13
Altro album da 90 per i tedeschi, un disco devastante!!! Gia` la title track fa capire che aria tirera` nel corso del disco, con un sezione ritmica che martella alla grande e Mille e Sami a deliziarci con riff e solos grandiosi. Grandi!!!!!
Hm is the law
Sabato 25 Aprile 2015, 11.50.30
12
Nel 2005 i Kreator seppero sfornare questo album di incredibile potenza che asfalto' tutti e tutto. Li vidi quell'anno esibirsi dal vivo e povere le mie ossa!
jek
Lunedì 20 Aprile 2015, 18.31.48
11
Altro disco da paura. Non sbaglino un colpo.
matthew hamnett
Lunedì 20 Aprile 2015, 13.17.10
10
grandi kreator anche in veste "melodica". probabilmente il migliore del dopo coma of souls se la gioca con violent revolution e phantom antichrist che è pure un gran album .hordes of chaos non mi piace per nulla invece . voices of the dead ca-po-la-vo-ro.
AL
Domenica 19 Aprile 2015, 20.36.04
9
Un bel cd anche se preferisco Violent Revolurion. Questo mi prendeva di brutto all'inizio ma poi mi stanca presto. Un pó quello che mi capita con gli ultimi album dei kreator. X me 80
Metal Maniac
Sabato 18 Aprile 2015, 14.47.49
8
anch'io li ho visti dal vivo in quel tour lì, al rolling stone di milano insieme ai dark tranquillity, dove il mitico mille declamò davanti all'intera platea le sue origini catanzaresi... grande! lo ricordo come un buon disco, anche se il mio preferito rimane l'iconico "extreme aggression"...
Theo
Sabato 18 Aprile 2015, 12.49.05
7
Spettacolari sempre (tranne la discutibile parentesi dei '90), giù il cappello daventi ad un gruppo simile per quanto mi riguarda. Nel Thrash classico, ma qui è personale, tra i miei preferiti di sempre... Anche e forse dal 2000 in poi, dove hanno saputo (ri)trovare una vèrve e soprattutto una maturità che non aveva precedenti nella loro discografia. Con questo non dico che i dischi post-2000 siano più belli dei primi cinque immensi (capo)lavori: i primi dischi sono semplicemente seminali ed imparagonabili perchè hanno influenzato veramente troppi. Dall'altra parte è indiscutibile che la maturità vera sia avvenuta da "Coma Of Souls" in poi (ripeto, tralasciando la parentesi anni '90) con un sound meno grezzo, più ricercato, ed un gusto melodico nettamente più sviluppato ma sempre perfettamente incanalato e mai fine a sè stesso. Ad ogni modo, per quel che conta, starei per quanto mi riguarda più basso col voto della recensione perchè così in alto ci vado come detto per i lavori imprescindibili della band (e anche del post-2000 ho sempre preferito, a questo comunque ottimo "Enemy Of God", gli ultimi due). 80 è più che adeguato.
LAMBRUSCORE
Sabato 18 Aprile 2015, 12.10.51
6
Visti dal vivo in Germania in quel tour lì, cosa dire? Gruppo commovente, questo disco è da paura, voto giusto, gli do un bel 80 perché per me i capolavori sono da oltre 90, fa niente, sempre grandi Kreator, anche se qualche disco nei '90 non mi aveva esaltato...
Vitadathrasher
Sabato 18 Aprile 2015, 12.00.48
5
I kreator sono una garanzia, anche negli anni 2000, anche se Violent revolution credo sia il giusto mix tra brutalità e melodia.
d.r.i.
Sabato 18 Aprile 2015, 11.48.28
4
In linea con recensione e voto! Immensi kreator!
Malleus
Sabato 18 Aprile 2015, 11.18.44
3
90, per forza
M0RPHE01978
Sabato 18 Aprile 2015, 10.54.46
2
Bel disco, unico dei Kreator nella mia discografia
Electric Warrior
Sabato 18 Aprile 2015, 10.49.06
1
Mamma mia, sono già passati 10 anni? Mi ricordo ancora quando comprai questo disco e quanto ne rimasi sorpreso. I Kreator sono una di quelle rare band che sanno unire potenza e melodia senza cadere nel ridicolo. Questo disco è un capolavoro, ogni canzone è perfetta. voto 90
INFORMAZIONI
2005
SPV/Steamhammer
Thrash
Tracklist
1. Enemy of God
2. Impossible Brutality
3. Suicide Terrorist
4. World Anarchy
5. Dystopia
6. Voices of the Dead
7. Murder Fantasies
8. When Death Takes It’s Dominion
9. One Evil Comes (A Million Follow)
10. Dying Race Apocalypse
11. Under a Total Blackened Sky
12. The Ancient Plague
Line Up
Mille Petrozza (Voce, Chitarra)
Sami Yli-Sirnio (Chitarra)
Christian Giesler (Basso)
Jürgen Reil (Batteria)
 
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