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Impellitteri - Venom
( 2151 letture )
Sono passati ormai sei anni dall’uscita di Wicked Maiden e la band Impellitteri torna con il suo nuovo disco, Venom, a ricordarci lo stile incalzante adottato dal chitarrista fondatore da cui il gruppo stesso prende il nome, Chris Impellitteri. Al suo fianco ritroviamo il cantante Rob Rock che, dopo essere stato assente per gran parte del decennio scorso ed essere tornato già nel disco precedente, rinnova la sua collaborazione con il chitarrista americano.
Secondo quanto auspicato dalla band, Venom dovrebbe essere un album in grado di soddisfare gusti musicali diversi, avvicinando i fan del metal agli ascoltatori che necessitano di melodia, fondendo diversi elementi e stili che hanno influenzato il songwiriting di Impellitteri dagli anni ottanta fino ai giorni nostri. Le aspettative sono quindi ampie e non facili da raggiungere.

Venom, come già il precedente Wicked Maiden, si apre con la titletrack, un brano dall’indole veloce ma anche varia, in grado di non risultare piatta all’orecchio. Già nell’apertura si riconoscono gli elementi power, venati di attitudine thrash e quelli di ispirazione classica, presenti ma non troppo soffocanti. Seguendo la stesso percorso, Jehova è un brano facile da ascoltare, in cui gli elementi si presentano esattamente dove e come ci si aspetta di trovarli. Time Machine, caratterizzata dalla medesima prevedibilità, dimostra come non sia sempre necessario creare qualcosa di innovativo; l’intro, il cui tema viene ripreso in conclusione del brano, è semplice ma estremamente orecchiabile. We Own The Night presenta uno stile diverso, più cantabile, che ricorda, con la dovuta distanza, i Whitesnake di 1987. Ancora diversa è Face The Enemy, specialmente nell’intro che è più calcolato e non subito veloce; il brano prosegue poi solido e potente. Rise è invece il brano più cupo, quasi caustico dell’intero disco, arricchito da un passaggio sabbathiano che precede l’assolo. Il disco si conclude con Holding On, che dimostra anche in chiusura come Impellitteri riesca ad inserire passaggi di chitarra senza essere troppo invadente; l’assolo si fonde poi con il ritornello, tra i più cantabili.

Non è facile dire se l’obiettivo che la band si era prefissato, quello di coinvolgere musicalmente ascoltatori con gusti diversi, sia stato raggiunto pienamente; di sicuro il disco presenta una piacevole combinazione di elementi veloci e componenti melodici che sono probabilmente l’espressione più evidente di questo intento. In particolare, il dosaggio di semplicità e complessità è calcolato attentamente; le strutture sono predisposte in maniera lineare, ma non falliscono nel coinvolgere l’ascoltatore. Allo stesso tempo, è presente la velocità che contraddistingue lo stile di Chris Impellitteri, ma coniugata alla varietà e priva della volontà del chitarrista di mettersi in mostra a discapito degli altri strumenti o dello sviluppo dei brani.
Il rovescio della medaglia di questo atteggiamento è rintracciabile nella brevità degli assoli. Il genere musicale che la band presenta è ricco dell’eredità degli anni ottanta ma cerca di sposarsi con la tendenza relativamente recente di limitare i virtuosismi. In brani come la titletrack e Jehova, ad esempio, si avverte però il bisogno di un spazio in cui la chitarra possa esprimersi in modo più articolato e soprattutto gli amanti dello strumento ne sentiranno la mancanza. Inoltre, Chris Impelletteri si dimostra musicalmente intelligente nelle parti più melodiche e questo non fa che acuire il bisogno di un assolo che non sia funzionale solamente all’esibizione tecnica.
In conclusione, Venom è un disco omogeneo, che non lascia mai un momento di respiro, a tratti ripetitivo ma non stucchevole, poiché ogni canzone è coinvolgente con la propria individualità; lo stile che emerge nell’ascolto non è forzato, non sembra predisposto con razionalità ma, al contrario, scelto naturalmente. Nonostante questo, la forte uniformità non permette dopo i primi ascolti di ricordare una canzone in particolare o un momento melodico preciso, in quanto tutto è interamente scorrevole e orecchiabile. Non manca l’efficacia di ogni singolo brano, ma nell’insieme Venom tende a configurarsi nel ricordo come un unico blocco compatto.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
68 su 2 voti [ VOTA]
Lemmy
Domenica 26 Marzo 2017, 20.43.16
6
Bel dischetto, l'ho trovato a prezzo contenuto in un supermercato insieme ad altri dischi, anche se concordo in parte con Lambru e con la rece in particolare per un po troppa uniformità, e poco decollo strumentale e vocale, in passato han fatto cose egregie in primis ad esempio, un disco che mi regala sempre grande sussulto , parlo di Stand in Line , che oltre al magico Impellitteri autore di ua prova maiuscola c'è anche la strepitosa e affacinante ugola di Bonnett, un disco che reputo un capolavoro, spero chiedendolo con cortesia che Metallized lo recensisca.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 18 Novembre 2015, 20.10.22
5
Discreto ma non è che mi abbia entusiasmato, secondo me ha fatto di meglio in passato, per me è da 65, dai...
Mauroe20
Venerdì 24 Aprile 2015, 20.06.33
4
non vedo l'ora di ascoltarlo perche' e' un po' seguo questa uscita.Acquistero' poi a scatola chiusa .,impellitteri difficile che mi deluda..poi con rob rock alla voce ..Bellissima la cover
Lizard
Martedì 21 Aprile 2015, 22.12.15
3
Ehm... Ma sì dai, non lo conosci? é famosissimo colpa mia, hai ragione Fango, grazie della segnalazione.
fango
Martedì 21 Aprile 2015, 21.50.06
2
Non sapevo che i Whitesnake avessero fatto anche 1986.....
MrFreddy
Martedì 21 Aprile 2015, 18.31.05
1
Screaming Symphony mi era piaciuto, ma non avevo ascoltato altro di questo progetto! Sentirò con piacere!
INFORMAZIONI
2015
Frontiers Records
Shred/Metal
Tracklist
1. Venom
2. Empire of Lies
3. We Own the Night
4. Nightmare
5. Face the Enemy
6. Domino Theory
7. Jehova
8. Rise
9. Time Machine
10. Holding On
Line Up
Rob Rock (Voce)
Chris Impellitteri (Chitarra)
James Pulli (Basso)
Jon Dette (Batteria)
 
RECENSIONI
73
 
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