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The Kill - Kill Them… All
( 927 letture )
Dunque, dunque.
Mi è sempre piuttosto ostico fare recensioni di album brutal e grind, sebbene il genere ben rientri nelle mie corde.
Il fatto è molto semplice: il grind incontaminato, è quello. Inutile cercare creatività, innovazione, personalità. Rinnovo: il grind è quello. Se è senza inquinamenti di sorta o pasticciamenti di genere, il grind è quello.
Recensirlo è complesso: viene da dire “è il solito grind”, viene da dire “è troppo derivativo”, viene da dire “trascina il merito dei predecessori”, viene da dire, viene da dire. Ma non c'è molto da dire in questi casi: non resta che disaminare tutti gli aspetti tecnici e compositivi del lavoro.

Quando prendo in mano l'album, la quantità e la durata delle liriche mi suggeriscono senza troppi dubbi che ho di fronte appunto un rilascio grind: 19 brani della durata media - tipica - di 1 minuto e 20.
Sto parlando dei The Kill, gruppo australiano alla loro seconda fatica; il secondo evidente indizio sul genere che andrò a recensire viene proprio dal nome del gruppo: The Kill, omaggio al brano dei Napalm Death contenuto nell'album Scum.
Senza scendere a compromessi, l'album ti entra subito a gamba tesa: è feroce, ti polverizza alla sedia, è abrasivo. Un massacro di suoni fedeli al genere.
I The Kill esprimono al meglio quella sensazione che solo in grind e il brutal riescono a darti: il metallo dal quale nascono è, in questo genere, incandescente, devastante, disumano. Se sei qui a leggere di grind è perché anche tu cerchi quell'impatto furioso da martellate nello stomaco e puoi stare pur certo che con questo album lo ritrovi.
Che poi sia “ortodosso”, “oltranzista”, “ripetitivo”, come ho letto in giro è innegabile, ma avanti, cerchiamo di fare gli onesti: qui stiamo parlando di grind, non di prog. Se ti metti in cuffia un album grind - o brutal che sia - devi già mettere in conto un aspetto fondamentale del genere stesso: scordati l'originalità e la creatività.
Se ci si lamenta di questa caratteristica del genere (e ripeto: parlo solo di brutal e grind) sarebbe bene forse spostare i propri binari su un genere che potrebbe offrire dei guizzi di personalità che farebbero la differenza pur senza corrompere l'autenticità del sound, come il death, ad esempio.
I suoni dei The Kill, pur nei loro dejà-vu, sono dei suoni schietti, credibili, di pancia: forse è proprio per il loro aspetto derivativo che riesce ad arrivarci la loro più profonda passione e dedizione al genere: la percezione che si ha non è quella di una becera scopiazzatura, bensì di una forte devozione e attaccamento alle sonorità grind.

L'animo di questo album è un rogo di violenza insanabile, uno sfogatoio di brutalità e disordine.
La furia massiccia si palesa in 26 minuti di apnea furibonda, velocità alla nitroglicerina, marciume che ribolle.
Le sezioni ritmiche sono dinamiche e definite; la chitarra suona in modo consapevole e intenzionale; i riff sono spigolosi, indigesti ma saggiamente implicanti: ti trascinano via in mezzo a grovigli di dissonanze e disarmonie, strizzando l'occhio a transiti dal sapore innegabilmente death metal.
La batteria rivela un tamburo secco che trattiene le onde senza disperderne l'impatto energico, è ben suonata, tecnica, blast-beat a raffica. Riesce a reggere l'intero guitarwork grazie a un ottimo intreccio di corrispondenza tra strumenti.
Il vocalism è un growl iroso e potente, affiancato da uno screaming acido e sapientemente espresso.
Gli arrangiamenti rafforzano grinta e autorevolezza; la qualità della registrazione permette una buona definizione degli strumenti senza creare la solita paccottiglia grezza di barattoli di latta che sbattono tra loro: è tutto incisivo, equilibrato. Certo, alcuni potrebbero preferire un montaggio più deforme e insano, forse per alcuni aspetti più adatto al mood del genere: io personalmente preferisco quell'attenzione in più, quel barlume di pulizia e tecnicità che mi fa apprezzare al meglio un genere così estremo.
Direi di aver detto tutto sull'album, ma prima di chiudere la recensione, voglio soffermarmi su un aspetto di questo rilascio che è un valore aggiunto: le tematiche.
Sdoganati i temi splatter e di medicina forense, ritroviamo in queste liriche le argomentazioni politiche che ricordiamo essere quotidiane nei brani, appunto, dei Napalm Death ma qui, inaspettatamente, leggiamo dell’ironia in quelle parole, sentiamo vetriolo oliato dalla satira. Una critica fatta di humor che porta a riflettere, una satira che allontanata da autopsie e putrefazione punta la luce su tematiche attuali e sociali.
E in ultimo, altro valore aggiunto: le due godibilissimi cover, Metal Thrashing Mad degli Anthrax e The Pulsating Feast… dei Regurgitate. In particolare la cover degli Anthrax ridotta all'osso (1:34), senza assoli ad ammorbidire i domini dello svolgimento: una furia folle e schizofrenica costruita sulla forza e la veemenza esecutiva. Ben fatta, davvero ben fatta.

Che dire, quindi?
Beh, quanto detto in apertura: trovare un album, all'interno del microcosmo grind e brutal, che si distingua dagli altri è davvero faticoso.
I The Kill, però, nonostante l'indiscutibile discendenza montano un album godibile, affidabile, ben costruito.
Un album che non è una pappagallata di ciò che è stato, ma un'eco di rinnovato vigore: un lavoro che dona lucentezza e valore a un genere che ha sempre viaggiato nel crepuscolo.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
99 su 2 voti [ VOTA]
LAMBRUSCORE
Venerdì 24 Aprile 2015, 13.30.05
2
Ma sì che mi è venuto in mente, il loro precedente Make 'em suffer mi era piaciuto , l'ho riascoltato, per me meglio di questo, il suono mi piace di più...
LAMBRUSCORE
Venerdì 24 Aprile 2015, 13.07.56
1
Li ho ascoltati, forse ero io un po' suonato ma non mi hanno detto molto, li devo risentire, forse è la produzione che non mi ha convinto...o forse colpa degli mp3, booo...
INFORMAZIONI
2015
Obscene Production
Grindcore
Tracklist
1. Insults
2. Instant Fighter
3. Heavy Metal Professional
4. Lunch in QLD
5. Holiday's Over
6. Let's Get Mad
7. Into the Drink
8. The Divine World
9. Public Execution
10. Not the Voice
11. Evil Dead
12. Spittin' Chips
13. The Pulsating Feast... (Regurgitate cover)
14. Full Body Bang
15. Metal Thrashing Mad (Anthrax cover)
16. Burn Craigieburn. Burn
17. Smooth and Shiny
18. Pit Victim
19. All Dead by Sunset
Line Up
Nik (voce)
Rob (chitarra)
Jay (batteria)
 
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