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Kiske/Somerville - City of Heroes
( 1854 letture )
A distanza di cinque anni dall’esordio discografico, che ha diviso gli ascoltatori fra chi lo riteneva un lavoro splendido e chi poco meno di un abominio, torna sugli scaffali un prodotto nato dalla collaborazione fra Amanda Somerville e Michael Kiske; fortemente voluto dalla Frontiers Records, il sodalizio puntava a far coesistere una cantante talentuosa e nota per la sua collaborazione con molteplici band sinfoniche (Epica, After Forever, Avantasia fra le tante) ed un pezzo da novanta della storia del metal, benché lo stesso Kiske si sia effettivamente riavvicinato al genere che lo ha reso celebre solo negli ultimi anni, dopo diversi lavori totalmente differenti dai bei tempi dei due leggendari Keeper. Il primo album targato Kiske/Somerville, come dicevamo poc’anzi, ha tuttavia creato qualche discussione: benché la qualità media dei brani fosse nel complesso buona e la produzione splendidamente curata, paradossalmente proprio i due cantanti sembravano costituire l’anello debole della catena. Ciò, chiaramente, non si è verificato a causa della loro bravura, totalmente fuori discussione, bensì a causa di una certa freddezza e di una alchimia non impeccabile. Saranno riusciti i nostri a limare questo difetto nel qui presente City of Heroes, fresco di stampa? Scopriamolo assieme.

Come per l’eponimo esordio, la composizione dei brani è affidata al bassista Mat Sinner, noto per i suoi lavori con Sinner e Primal Fear ed al polistrumentista Magnus Karlsson, la mente dietro al progetto Allen/Lande e già al lavoro con Kiske nei Place Vendome. Un pezzo, inoltre, è a firma di Somerville e di Sander Gommans, celebre per esser stato il chitarrista degli After Forever e, benché la cosa non aggiunga o tolga nulla all’album, da due anni marito della stessa vocalist: gli ingredienti per far bene, insomma, ci sono tutti, a patto che siate consapevoli del fatto che l’anima dell’album e del progetto è squisitamente AOR. Pronti, via, a dar fuoco alle polveri provvede la title-track, inaugurata da un buon riff di chitarra e da una batteria efficace; il primo ad entrare in scena è Kiske e, come ogni volta, sentire la sua voce non può che provocare un brivido. Meno entusiasmante, viceversa, è l’ingresso di Amanda Somerville, intrappolata in tutto il brano su tonalità medie che non le rendono giustizia. Come era facilmente immaginabile, i due si uniscono sul ritornello, un po’ debole nella parte conclusiva ma comunque piacevole, per quanto probabilmente le strofe siano meglio costruite. Le tastiere si prendono la scena sulla seconda traccia, Walk on Water, il cui punto di forza è viceversa proprio il ritornello: è piuttosto classico e prevedibile, sia chiaro, ma appare meglio riuscito rispetto alle strofe, non eccezionali. Il primo brano davvero ben riuscito e congegnato in tutte le sue parti è dunque Rising Up, che unisce strofe intriganti ad un ritornello arioso e godibile, con le tastiere che puntellano il tutto senza essere invasive ed una chitarra che, quando serve, fa sentire la propria presenza in maniera efficace. Certo, lo schema “Prima strofa a Kiske, seconda a Somerville e via tutti assieme nel ritornello” è un po’ abusato, ma del resto un progetto a due voci comporta necessariamente questo genere di situazione. Salvation è un altro brano riuscito, un pezzo dall’attitudine fortemente teatrale dove anche la vocalist mostra finalmente di cosa è capace, con Kiske che naturalmente non demerita e tastiere dolci ed eleganti al tempo stesso. Dopo il classico avvio in sordina, insomma, il lavoro sembra aver preso una buona piega, convenite? Peccato che Lights Out, per quanto impeccabile dal punto di vista strumentale e con la miglior prestazione di Mrs. Gommans fino ad ora, sia un po’ più banalotta. Poco male, Breaking Neptune (composta dalla coppia, in tutti i sensi, Somerville/Gommans) ci riporta su livelli consoni alle abilità dei musicisti coinvolti, prima della classica ballad da accendini, intitolata Ocean of Tears, evocativa e splendidamente interpretata, ma sinceramente noiosa prima dell’esplosione sonora nella seconda metà. Una certa altalena qualitativa, insomma, assurge indubbiamente a difetto di questo nuovo lavoro del sodalizio Kiske/Somerville. L’altalena, però, presuppone che a momenti bassi ve ne siano anche di alti: Open Your Eyes e Last Goodbye, dove l’intesa fra i due cantanti funziona a meraviglia (finalmente, verrebbe da dire!), appartiene indubbiamente ai secondi. Avvicinandosi alla conclusione del disco, i nostri ci riprovano con la ballatona, After the Night is Over, prevedibile come la precedente, ma indubbiamente meglio riuscita, grazie ad un ritornello intrigante e ben interpretato dai nostri e ad un lavoro di chitarra impeccabile da parte di Karlsson. Run with a Dream parte in modo discutibile, ma cresce col passare dei secondi, mettendo in mostra un bel chorus melodico, per quanto forse eccessivamente infarcito di tastiere; infine, è un peccato trovarsi di nuovo a che fare con un brano sottotono, dopo il buon livello della seconda parte di City of Heroes, ma Right Now non eguaglia la qualità delle tracce precedenti e non bastano le ugole dei due cantanti per migliorare il giudizio.

La maniera migliore per giudicare questo album e, in fondo, l’intero progetto Kiske/Somerville è innanzitutto comprendere che abbiamo a che fare, appunto, con un progetto: dubitiamo fortemente che i e musicisti abbiano provato assieme i brani ed è estremamente più facile pensare che le due menti dietro ai brani abbiano composto il tutto, fornendo poi ai cantanti dei prodotti “preconfezionati” su cui limitarsi ad incidere le proprie parti. Tenendo presente questo fatto e considerando che stiamo parlando di AOR, il risultato non è affatto malvagio: il disco è altalenante, lo abbiamo notato, ma nel complesso sono più i brani funzionanti che quelli non riusciti, soprattutto nella seconda metà di City of Heroes. L’affiatamento fra i due cantanti, seppur ancora non certo impeccabile, è migliorato rispetto all’esordio e, sebbene Amanda Somerville risulti a tratto un po’ sprecata, mostra maggiormente le propri abilità. Poco da dire, invece, sulla prestazione degli altri artisti coinvolti: Kiske è Kiske e, anche se tutti noi lo preferiamo impegnato a sforzare le ugole su melodie trascinanti, con la sua voce nobilita ogni cosa che tocca, mentre Kalrsson e soci svolgono bene il loro compito. Il problema principale, insomma, risiede proprio nelle canzoni in sé, non sempre brillanti, ma tutto sommato ci accontentiamo di avere a che fare con un prodotto già migliore rispetto alla prima fatica del duo Kiske/Somerville.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
79 su 11 voti [ VOTA]
Radamanthis
Giovedì 30 Aprile 2015, 19.38.15
26
Dici bene: Kiske non canta ma INCANTA! \m/
L'Orso Bruno
Giovedì 30 Aprile 2015, 17.33.57
25
Voto 80
L'Orso Bruno
Giovedì 30 Aprile 2015, 17.32.07
24
Kiske è una leggenda, un Dio sceso in terra e ogni cosa che canta la fa diventare oro colato! Lo preferisco su basi più heavy ma anche qui INcanta!
HyperX
Lunedì 27 Aprile 2015, 21.04.38
23
Purtroppo troppo leggero, per i miei gusti.
Radamanthis
Sabato 25 Aprile 2015, 20.03.45
22
Comunque tornando al disco, dopo ripetuti e ripetuti ascolti devo dire che una cosa non mi è piaciuta molto: nei ritornelli viene "privilegiata" la voce di Amanda Somerville rispetto a quella di Mr. Kiske, è proprio a livello di produzione e regolazione livelli credo. A ciò non trovo una giustificazione (pur apprezzando la bionda), mi viene solo da dire....misteri della Fede....
Prometheus
Sabato 25 Aprile 2015, 14.18.26
21
Lione non mi pare affatto preparatissimo, eh. Anzi, il sui vibrato oscillante ed esagerato è indice del fatto che il diaframma non sappia proprio cosa sia, e spesso mi sembra ingolato. Anyway, è chiaro che la tecnica serve a tante cose: in primis per salvaguardare la salute delle proprie corde vocali, ma anche per controllare meglio la propria voce in tutti i suoi aspetti (estensione, potenza, intensità, agilità...) e, soprattutto, per esprimersi. Se non sai utilizzare gli strumenti della tecnica per scopri espressivi/interpretativi, sei semplicemente un cantante inutile. Non scordiamoci che la tecnica del canto è nata in primis per l'Opera, che è recitata cantando. Un cantante (anche moderno/leggero) davvero bravo deve avere anche un minimo di capacità attoriali e l'intelligenza di modellare la voce su ciò che si vuole comunicare. Poi sì, il piano soggettivo e quello oggettivo sono separati e molto dipende dai gusti. Ad esempio, Ville Valo tecnicamente fa schifo, ma io vado in estasi a sentire il suo timbro così scuro e sexy.
Radamanthis
Sabato 25 Aprile 2015, 13.46.50
20
@Prometheus: si, il mio era un discorso tenendo presente solo ed esclusivamente voci che hanno a che fare con il metal, l'universo musicale è talmente ampio e soprattutto vario che di voci di alta qualità si possono trovare ovunque! Il mio discorso però non era fine alle tecnica e basta, era un isnieme di cose e per questo ho citato Ozzy e Neil, forse sarebbe più semplice parlarne a voce piuttosto che cercare di farsi capire dietro a una tastiera! Degli Stram of passion conosco ben poco quindi non riesco a darti un mio parere su Marcela Bovio ma ci credo! Luppi a me piace un sacco e lo trovo molto preparato, sul freddo non saprei, a me comunica emozioni il suo cantato a differenza di Lione che è anch'esso preparatissimo e di assoluta qulità ma mi lascia un pò più indifferente. E' sempre una questione di gusti alla fine!
Prometheus
Sabato 25 Aprile 2015, 12.39.54
19
*Diablo Swing Orchestra. Ah, dimenticavo la Simoncina: è un cantiere a cielo aperto. Aveva smesso di studiare ed era andata a peggiorare fino alla figuraccia del Retrospect. Ma la maternità le ha fatto bene, l'ha fatta diventare più seria. Ha ricominciato a studiare e, considerando il suo grande talento di base, è migliorata velocemente. Ora l'importante è che continui su questa strada, perché se spreca una voce come la sua vado fino in Olanda a insultarla. E lo dico proprio perché a me piace molto e quindi ci tengo a lei. Poi va be', nel metal ce ne sono anche altre da citare in quanto brave, ma non ne usciamo più. xD Non Tarja, però. Anyway, siamo alquanto OT, me ne rendo conto, per cui chiudo qui. Torniamo a parlare del cd, di Kiske e di Amanda.
Prometheus
Sabato 25 Aprile 2015, 12.14.09
18
Comunque sì, Kiske è molto bravo, su quello non contesto. Non credo sia il più bravo in ambito rock/metal, ma tra i migliori sicuramente.
Prometheus
Sabato 25 Aprile 2015, 12.13.12
17
Radamanthis, se parliamo di "oggettività", la Turunen non dovrebbe esserci. È molto, ma molto sopravvalutata e in realtà tecnicamente è messa male. Marcela Bovio è su tutt'altro livello. Mentre Roy Khan, pur essendo il Dio dell'espressività e del pathos, negli ultimi anni di carriera aveva vari difetti tecnici (Karevik, invece, è molto più preparato tecnicamente). Dickinson è un altro che tecnicamente non andrebbe neppure considerato. Fermo restando che nel metal non ho ancora trovato cantanti all'altezza non dico di certi cantanti operistici o jazz, ma anche di certi cantanti da musical. Una Sierra Boggess si mangia a colazione tutte le Lady del metal, e lo dico pur apprezzando molto Marcela Bovio e Simone Simons (e varie altre, come la cantante dei Ravenscry). L'ex cantante dei D:O era molto preparata, ma ha preferito (giustamente) darsi alla carriera operistica. Preparatissimo, stavolta in senso pienamente moderno/leggero, c'è anche Luppi, che però io trovo alquanto freddo.
xXx
Sabato 25 Aprile 2015, 10.11.53
16
sul gusto personale nulla da obiettare ma oggettivamente kiske è tra i migliori cantanti della storia del metal e dell'hard rock. a qualcuno può non piacere, a qualcuno sembra meglio deris addirittura ma kiske è kiske, una voce sopra tutte!
Radamanthis
Venerdì 24 Aprile 2015, 23.46.37
15
Karevik non Kavernik...scusa!
Radamanthis
Venerdì 24 Aprile 2015, 23.44.09
14
Beh Prometheus, credo che alla fine ognuno abbia i propri gusti e quelli sono sacrosanti. Ovviamente ognuno prova delle emozioni musicali grazie alle ugole di certi cantanti (maschi o femmine che siano)! Ciò che entusiasma uno non entusiasma l'altro e viceversa. Tommy Kavernik e Roy Khan anche per me sono due cantanti di altissimo livello ma anche qui potremmo citarne all'infinito e ognuno potrebbe stilare la sua classifica e la verità non sta ne da una parte ne dall'altra essendo la cosa esclusivamente soggettiva. Poi naturalmente c'è l'oggettività delle cose ovvero che un Kiske, un Khan, un Dickinson, una Turunen, una Simons eccetera sono dei cantanti di livello assoluto e questo credo nessuno possa metterlo in discussione mentre (faccio un esempio, sia chiaro) un Ozzy Osburne che ha scritto la storia del rock e del metal sia per la sua voce sia per il personaggio straordinario che è non ha quella classe dietro al microfono che hanno altri ma ciò non toglie che il carisma che ha ne ha fatto l'icona che è stata e che è comunque tutt'oggi (idem per Vince Neil, non certamente paragonabile a un Michael Kiske vocalmente parlando ma che frontman straordinario è sempre stato?). La voce non è tutto, ovvio, ma nella buona riuscita di un prodotto aiuta parecchio!
Prometheus
Venerdì 24 Aprile 2015, 22.31.13
13
Preciso: la preferisco a Kiske in generale. In quest'album, come ho detto, è limitata da linee vocali inadatte alle sue modalità espressive.
Prometheus
Venerdì 24 Aprile 2015, 22.18.28
12
Sinceramente, io preferisco la Somerville a Kiske. E preferisco di gran lunga Marcela Bovio degli Stream of Passion a Tarja. E se parliamo di voci maschili, Tommy Karevik, Roy Khan e Thomas Vikstrom stanno una spanna sopra tutti. Non linciarmi! ^_^
Radamanthis
Venerdì 24 Aprile 2015, 21.58.47
11
@Surymae: decisamente, rincuorati serenamente perchè Walk on water se non è il pezzo più debole è tra i più deboli! Ti consiglio l'ascolto del disco, è veramente ben suonato e ben cantato da entrambi i singers. A proposito di ciò non mi sembra così sbagliato il paragonare due voci anche se maschile e femminile e non credo che il dire che Kiske spazzi via la Somerville sia una cosa così fantascientifica, anzi, pure io nel mio post ho detto la stessa cosa. E' proprio una questione di pathos, di emozioni, di brividi che una voce riesce a dare mentre un'altra no, probabilmente in brani come questi o simili a questi; la stessa cosa è ravvisabile in ANIA, Avantasia, Ayreon ecc. Al di là del fatto che sia una voce maschile o femminile il pathos che conferisce un certo timbro è qualcosa di molto personale e soggettivo. Amanda Somerville è una grandissima cantante, ha fatto cose notevoli in Ania e Trillium oltre che Avantasia e certo non sfigura al fianco di una svariata serie di singers (male / woman) ma al cospetto di un Kiske sono in pochi a non rimanere nell'ombra della sua luce, oggi come oggi come spesso dico e ripeto di quel livello in ambto clear vocals solo Dickinson e Halford tengono quel livello, Dio era uno di questi ma ha pensato bene di farci un brutto scherzo, Tate è calato in maniera apocalittica e delle grandi voci del metal a mio avviso a certi livelli sono rimasti loro 3 oltre che (female voice) Tarja Turunen e Simone Simons (gran belle donne tra l'altro...a differenza di Michi, Bruce Bruce e Rob)!
Surymae
Venerdì 24 Aprile 2015, 21.11.54
10
Beh, se mi dite che il singolo è tra i pezzi peggiori mi sento un po' rincuorata...
xXx
Venerdì 24 Aprile 2015, 17.41.35
9
@prometheus: mi spiego meglio...ho usato un termine un pò forte, è vero, ma la voce di kiske ruba la scena ad amanda, sei li che aspetti quasi smetta lei di cantare e riprende michael... poi hai ragione quando dici che non si possono paragonare sxo di aver fatto capire meglio. ciao
Prometheus
Venerdì 24 Aprile 2015, 14.59.26
8
In realtà Amanda è bravissima. Il problema è che qui sta a cantare linee vocali piatte che la limitano molto e la svalutano. Amanda, oltre ad avere un'estensione notevole, spicca per l'espressività e per il suo modo di giocare con le sfumature della voce (molto simile a quello di Simone Simons, tant'è che si vociferava che la Somerville fosse stata la sua insegnante). Amanda va sentita in altre cose, tipo "Serenade of the Netherworld" degli HDK, "Coward" dei Trillium e "Windows" del suo secondo album solista. Il confronto con Kiske non ha alcun senso perché parliamo di una voce femminile e di una maschile: come diavolo si può dire che Kiske polverizzi Somerville?! Ma per piacere, certi paragoni non stanno né in cielo né in terra!
Diego
Venerdì 24 Aprile 2015, 14.47.42
7
Un po' presto per il nuovo disco, Light of dawn è del tardo 2014
xXx
Venerdì 24 Aprile 2015, 14.12.18
6
cmq ora non vedo l'ora di ascoltare il nuovo unisonic. si hanno news a riguardo?
xXx
Venerdì 24 Aprile 2015, 13.44.15
5
disco nettamente superiore al primo cmq bello anche lui. cantato molto bene sopratt da kiske che effettivamente polverizza amanda. 2/3 filler di troppo ma alla fine lo fanno tutti no? io l'ho preso x la voce di kiske e non mi ha deluso x nulla. bella la recensione ma right now è una delle migliori x me. voto 85
Radamanthis
Venerdì 24 Aprile 2015, 10.19.15
4
KISKE si sa essere mio artista preferito, più che artista direi cantante poiché è un immenso esecutore più che un compositore (anche se i suoi dischi solisti a me piacciono tutti, soprattutto Instant clarity e Kiske 2006). Qui è solo esclusivamente un esecutore poiché tutti i brani portano la firma del duo Sinner/Karllson (premiata ditta Primal Fear) e quindi il giudizio su di lui è ancora più semplice in quanto non è in alcun modo messa in discussione nemmeno sta volta la sua performance vocale che spazza via in mezza strofa tutto ciò che canta la pur brava SOMERVILLE in tutto il disco (basti sentire la strofa di Salvation tanto per citarne una). Le canzoni sono quel che sono, un pò AOR un pò Pop Metal, un pò Hard rock, qualcosina di power spruzzato qua e là, composto bene, suonato e prodotto egregiamente e con due voci messe giù a tavolino alla "il primo pezzo lo faccio io, poi attacchi tu, poi insieme". Questo forse è il limite maggiore di questo Kiske / Somerville (come lo era del primo e come lo è di un disco qualsiasi di Allen / Lande o compagnia bella). Il singolo Walk on water è forse tra i pezzi meno riusciti (consiglio dunque a Suymae di ascoltare il disco in toto) mentre la title track mi piace parecchio soprattutto grazie al riff portante che è ben incisivo ma è dal terzo di capisce che c’è molto di più di ciò che un progettino studiato a tavolino dalla casa discografica può fare apparire. Brani come RISING UP, SALVATION, LIGHTS OUT, OPEN YOUR EYES, LAST GOODBYE e RIGHT NOW sono veramente validi, a tratti ottimi direi, ed è un peccato che il lotto venga riempito da canzone un pò anonime quali Breaking neptur e Run with a dream (inferiori addirittura alle prime due tracce di apertura). Menzione a parte per le due ballate: OCEAN OF TEARS la trovo superiore ad AFTER THE NIGHT IS OVER per vari motivi ed il crescendo centrale è più che azzeccato! Che dire infine? Io da fan di Kiske ho apprezzato questo disco anche se il suo meglio lo da su altri lidi (Unsionic, Avantasia, Place Vendome, e collaborazioni metal varie, tra l’altro ho ascoltato Rise of the animals con i Wolffpakk, Kiske è da brividi nel brano che interpreta!) perché le tracce che canta lo portano localmente dove solo le aquile volano libere (Eagles fly free….) ma è in questi dischi che si può apprezzare un cantante con un ranch vocale che gli permette di trasformare in oro qualsiasi cosa che canta, manco avesse la bacchetta magica! Valutavo il debut con un 75, a questo gli do come voto 80
Barry
Giovedì 23 Aprile 2015, 21.25.59
3
Posto che giustamente ciascuno ha la sua opinione, posso assicurarti che il singolo è uno dei pezzi peggiori dell'album
Surymae
Giovedì 23 Aprile 2015, 21.10.53
2
Ho ascoltato solo il singolo, ma faccio fatica a ritrovarmi nelle parole del recensore. Quello che ho sentito è molto al di sotto della sufficienza, e non perché non è metal - praticamente assente dai miei ascolti, ormai - ma perché è banale, privo di feeling. Anche a guardarlo come pezzo AOR - ma diciamo pure pop - non brilla, anzi. Avrei quasi preferito una stroncatura piuttosto che questo "70 politico". Poi, ripeto, non ho ascoltato il disco, quindi il parere più autorevole è senza dubbio quello del recensore, a cui faccio i complimenti: ma se il singolo non fa il miracolo, dubitare è lecito. Sarei lieta di sbagliarmi, ma francamente non ho la motivazione per controllare se la mia prima impressione era corretta.
Prometheus
Giovedì 23 Aprile 2015, 18.21.56
1
Troppa banalità e troppi brani mosci che scorrono via senza colpo ferire. Amanda qui è davvero sprecata, farebbe bene a dedicarsi alla sua carriera solista pop/jazz, a sfogare la sua espressività coi Trillium e a ingioiellare i brani degli HDK. A tal proposito, ma com'è che ancora nessuno ha recensito "Serenades of the Netherwold"? È un album molto buono...
INFORMAZIONI
2015
Frontiers Records
AOR
Tracklist
1. City of Heroes
2. Walk on Water
3. Rising Up
4. Salvation
5. Lights Out
6. Breaking Neptune
7. Ocean of Tears
8. Open Your Eyes
9. Last Goodbye
10. After the Night Is Over
11. Run with a Dream
12. Right Now
Line Up
Michael Kiske (Voce)
Amanda Somerville (Voce)
Magnus Karlsson (Chitarra, Tastiere)
Mat Sinner (Basso, Cori)
Veronika Lukesova (Batteria)
 
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