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Sinners Moon - Atlantis
( 1124 letture )
Il percorso dei Sinners Moon inizia quando nel 2011 il mastermind e chitarrista del gruppo, Luken, inizia a cercare i musicisti per poter mettere in pratica la sua creatività e fantasia, ma prima di trovare l'equilibrio giusto e una certa continuità si susseguono numerosi stravolgimenti nella line-up e perciò soltanto nel 2014 prendono finalmente il via le registrazioni per il tanto agognato esordio.
Atlantis è un disco che fin dalle prime note è facilmente riconducibile al filone di symphonic metal con qualche sporadica deriva nel power, ma ora scendiamo più in profondità dopo questa brevissima premessa e andiamo a conoscere meglio il frutto dei giovani musicisti slovacchi.

L'opener dell'album, Inner Demons, ci trasporta subito in un atmosfera sinfonica molto alla Nightwish, con l'aggiunta di qualche harsh vocals, che da una parte hanno il pregio di dare varietà al brano e dall'altra permettono di percepire ancora di più quale sia l'impronta musicale che il gruppo darà a tutto il disco.
La tracklist infatti si dipana senza troppi scossoni: i riff di chitarra sono quasi da manuale, alternando palm muting aggressivi a plettrate più ariose o qualche tirata più powereggiante, mentre il tappeto ritmico fornito dalla batteria si rivela dinamico, fornendo comunque uno scheletro solido e inserendo rare, ma efficaci, sfuriate che danno velocità a pezzi come Fly To The Moon.
Il basso invece sa essere protagonista soprattutto quando la sei corde tace, talvolta con un suono sferragliante, mentre altre volte dal suono più morbido e melodioso, ma rimane nascosto dagli altri strumenti soprattutto nei momenti più concitati.
Le ritmiche sono immerse nelle partiture della tastiera, la quale crea una costante trama di archi e choirs, da notare la breve porzione di clavicembalo che, se non risulta del tutto originale, dà per lo meno un tocco di varietà e di barocco a Buried; infine a completare il sound della formazione slovacca è la soave e cristallina voce di Simona Janovičová, che non si può fare meno di accostare a quella di Tarja, non solo la cantante dei Sinners Moon utilizza un cantato simil-operistico, ma anche certe soluzioni della linea vocale utilizzate dalla Janovičová ricordano l'ex singer dei Nightwish, in particolare le backing vocals e arrangiamenti della melodia.

Dunque potrebbe sembrare una discreta partenza per i Sinners Moon: le capacità tecniche possono ancora essere affinate, ma comunque sono musicisti che partono da una buona base, in più si nota anche una certa passione per ciò che suonano (uno degli elementi fondamentali nella musica), ma il limite vero e proprio di questa uscita è la troppa devozione ai propri modelli, soprattutto verso i già citati Nightwish, tanto da ricreare non solo le stesse atmosfere tramite arrangiamenti -soprattutto delle tastiere- e struttura delle canzoni o costruendo assoli alla Emppu, ma riprendendo addirittura alcune melodie (Sinners Moon non vi dice niente dell'inizio di Over The Hills And Far Away?).
Nonostante ciò non manca qualche guizzo di originalità, come nella titletrack, che -malgrado la lunghezza- è costruita in modo da non far sentire stanchezza dopo i primi minuti, o ancora Fly To The Moon e My Servant, proprio in quest'ultima compare anche Tony Kakko, illustre ospite sapientemente sfruttato in un intenso duetto con Simona.
In conclusione, non si deve dimenticare che Atlantis è pur sempre la prima esperienza di una giovane band, che sta cercando di trovare la propria strada, ma si presenta ancora con le idee confuse e priva di quel quid che permetterebbe loro di non essere l'ennesimo gruppo clone e di distinguersi dalle innumerevoli uscite symphonic, perciò ora non ci resta che attendere i prossimi sviluppi e vedere se la band slovacca è riuscita a trovare la propria “isola perduta”.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
30 su 2 voti [ VOTA]
luis
Giovedì 18 Giugno 2015, 16.40.46
3
maaaaaaaaaaaaaa poco copiati i Nightwish! ma come cavolo fanno ad esistere band simili?????!!!!!!! cosa pagano????!!!
Rubbio
Mercoledì 13 Maggio 2015, 15.03.45
2
2 palle di disco!! ho perso 1h di tempo!! ma ci sono tante band nostrane che valgono di più!! perché recensite sti gruppetti inutili e non vi concentrate sull'Italia????????
Le Marquis de Fremont
Giovedì 30 Aprile 2015, 12.24.52
1
Divertente. Ora ogni nazione, inclusa la Slovacchia, ha la sua band symphonic/gothic metal. Dovrebbero renderla obbligatoria, come la bandiera o il national anthem. Pero, se fossi nelle vesti dei Nightwish, mi rivolgerei a qualche tribunale internazionale per tutelare i diritti di brevetto sulle invenzioni... Au revoir
INFORMAZIONI
2015
Inverse Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. Inner Demons
2. Memento Mori
3. Buried
4. Pray For The Child
5. Falls Of The Neverland
6. My Servant
7. Fly To The Moon
8. Dark Episode
9. Sinners Moon
10. Atlantis
11. Upon A Star (Bonus Track)
Line Up
Simona Janovičová (Voce)
Derrik (Growls)
Luken (Chitarra)
Jarthuusen (Tastiera)
Viktor Války (Basso)
Mort (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Tony Kakko (Voce nella traccia 6)
 
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