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Carbonized - For The Security (Reissue)
( 2101 letture )
Risale al 1990 il debutto della formazione svedese Carbonized, che rientrano quindi tra le primissime formazioni nazionali ad aver prodotto un full-lenght. Il demo dello stesso anno, Re-Carbonized, seguiva le orme del primo demo Au-To-Dafe, con la differenza di essere stato un po’ penalizzato dalla partenza del cantante Matti Karki, celebre per la sua militanza in Dismember e Carnage ma anche per aver prestato la propria voce a diversi progetti death metal del tempo. Tuttavia la demotape dei Carbonized seppe attirare l’attenzione dell’etichetta francese Thrash Records (che produsse anche i debutti di Convulse e Sentenced); così, il trio formato da Lars Rosemberg degli Entombed al basso e alla voce, da Christoffer Johnsson dei Therion alla chitarra e Piotr Wawrzeniuk alla batteria entrò negli storici Studios Sunlight di Stoccolma per registrare For The Security.

A tutti gli effetti, si tratta di un album singolare nel contesto musicale del death metal svedese, che mostra infatti altre peculiarità che non corrispondono esattamente allo stile dei nostri. For The Security è ricchissimo di parti grind ed è generalmente tiratissimo, con una voce estremamente aggressiva, un uso molto abbondante del blast e un sound massiccio. A rendere unico il modo di suonare dei Carbonized è però il gusto decisamente particolare dei riff, che sfruttano spesso dissonanze, accordi inusuali e cambi di tempo quasi techno-thrash, tanto che spesso i nostri potrebbero ricordarvi i Voivod di fine anni ’80, o altre formazioni analoghe insomma. Nonostante la validità della proposta e il periodo di uscita assolutamente azzeccato, ossia nel periodo di massima esplosione del movimento death metal svedese, l’etichetta forse non fu in grado di dare sufficiente visibilità al lavoro del trio, che essendo peraltro molto impegnato negli altri progetti (Therion ed Entombed appunto) si sciolse dopo breve tempo. Il motivo per cui ne parlo, oggi, a quindici anni di distanza, è la ripubblicazione del disco da parte della Vic Records, con l’inclusione del commento della band e di due tracce prima mai pubblicate.

Nonostante la datazione, l’effetto di questo album è tuttavia ancora impressionante: le parti grind sono efferate, veloci e unite ad una prestazione vocale satura di cattiveria. Inoltre anche il lato più creativo dei nostri, che sfogano le proprie influenze più progressive in groove inusuali e successioni melodiche originali, risulta incredibilmente avanti coi tempi e quasi unico nella scena (citerei solo gli Afflicted Convulsion, che cercarono di fare qualcosa di simile nei loro primi demo, prima di prendere il nome definitivo di solo Afflicted). Naturalmente, aggiungete a queste peculiarità del gruppo una solida ossatura death metal svedese ’89-’91: d-beat non certo rari, i riff grassi e pastosi alla Nihilist, o ancora i rallentamenti più marcescenti alla Carnage. Si va quindi da pezzi come ReCarbonized, che manifestano un’attitudine ancora dischiaratamente hardcore, a Euthanasia, che palesa tutta l’influenza Voivod su cui avevo prima posto l’attenzione, sia negli accordi che nella rapida progressione atonale di note in palm-mute (caratteristica decisamente rara in una scena che ha fatto dell’essenzialità dei riff un vero e proprio trademark). Un pezzo come For The Security manifesta tutta la passione del gruppo per leggende del grind come Napalm Death o Repulsion: blast beat a profusione, uno stacco di basso arrogante nel centro e poi ancora velocità folli (assolutamente introvabili in ogni altro gruppo death svedese), una costruzione compositiva assolutamente punk e un assalto vocale impulsivo.

Pezzi come Syndrome riportano a galla la continuità tra questo progetto e gli altri in auge nella scena svedese, tra cui Therion e Entombed, ma in generale questo album è un caso a parte: è più veloce, più furioso e più aggressivo, ha un’attitudine punk vigorosa e un tiro che non lascia scampo. Certo, fatta eccezione per quegli spunti un po’ prog-thrash, i pezzi di per sé non sono eccezionali come si potrebbe dire per altri capolavori usciti da altri connazionali a quel tempo, ma l’energia di quest’album e il suo carattere valgono di per sé un altarino anche per questa gemma.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
72.5 su 4 voti [ VOTA]
LexLutor
Domenica 29 Gennaio 2017, 17.41.18
6
Conobbi i Carbonizzati all'epoca quando uscirono. Erano gli anni dei grandissimi fermenti creativi, di fittissimo scambio di materiale, di continue ispirazioni, suggestioni e influenze reciproche. Prima del vinile acquistai anche il loro 7" no canonization edito per i tipi della Thrash rec.. Un death grind saturo e intricato. Brutale ma diverso dalle produzioni svedesi dell'epoca, tutto T. Skoegsberg del sunlight studios e di un certo Dan Swano degli Unisound. Il vinile lo scambiai. Ma oggi ne sono pentito. Come accade per l'80% dei casi. Voto, stesso numero di qui a fianco.
Giasse
Sabato 2 Maggio 2015, 8.30.36
5
Ho l'originale in vinile. Bello senza essere un capolavoro.
Galilee
Giovedì 30 Aprile 2015, 22.52.18
4
Figata, devo averlo assolutamente. Ne hanno fatti altri due, molto diversi tra loro ma sempre interessanti.
NihilisT
Giovedì 30 Aprile 2015, 13.56.34
3
album acquistato ai tempi....che cazzo di tempi quelli....pieni di gemme grezze...made in Sweden.....prendevo il mio trenino da Latina...direzione Roma....e poi casa...6/7 vinili da bruciare...Grave Carnage Cadaver....figata!!!
er colica
Giovedì 30 Aprile 2015, 13.48.02
2
buon gruppo dei tempi che furono in svezia, belli pesanti e aggressivi ma sempre con quelle caratteristiche svedesi. consiglio di recuperare pure i demo.
LAMBRUSCORE
Giovedì 30 Aprile 2015, 13.23.01
1
Hanno fatto bene a ristampare questa piccola gemma , un bel crossover tra Death, grind e hardcore.. ma secondo me di techno -thrash qua ce n'è veramente pochino, ahahah.....
INFORMAZIONI
2015
Vic Records
Death / Grind
Tracklist
1. Recarbonized
2. Hypnotic Aim
3. Euthanasia
4. Blinded By The Veil
5. Syndrome
6. Reflection of the Dark
7. Third Eye
8. Purified
9. For The Security
10. Monument
Line Up
Christofer Johnsson (Voce, Chitarra)
Lars Rosenberg (Basso, Voce)
Piotr  Wawrzeniuk (Batteria)
 
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79
 
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