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Continuum - The Hypothesis
( 1816 letture )
Per capire cosa facciano, da dove provengano e sotto quale etichetta stiano i Continuum, basterebbe dare uno sguardo alla copertina (disegno, colori) al logo, al titolo del disco ed ai titoli dei brani. Non servirebbe neanche star lì a vedere chi siano i musicisti, perché tutto ciò basta e avanza a far capire di cosa stiamo parlando. Nati come una sorta di “super gruppo”, i Continuum sono composti da membri di Son of Aurelius, Decrepit Birth, Arkaik, Deeds of Flesh, Animosity e Flesh Consumed. Con musicisti di questo calibro provenienti dai gruppi elencati, è scontato dire che The Hypothesis sia il classico album technical death marchiato Unique Leader.

Da subito si viene gettati in un turbinio di note e controtempi che la faranno da padrone per tutta la durata del disco. Le influenze musicali arrivano principalmente dai progetti in cui milita il bassista/chitarrista Ivan Munguia (Arkaik, Deeds of Flesh), e perché no, anche dai Disavowed di Stagnated Existence. Non aspettatevi però di avere a che fare con le complesse strutture degli Arkaik (pur essendone influenzati per forza di cose), con il gusto melodico degli ultimi Decrepit Birth, con il sound marcio dei Flesh Consumed o con il taglio progressive degli ultimi Son of Aurelius; i musicisti infatti si gettano in un technical death metal “meno elaborato” e più immediato, complice anche una durata complessiva che si aggira sui 32 minuti con brani che si assestano sui 2 minuti di durata. È sicuramente un aspetto positivo, poiché nonostante si abbia a che fare con composizioni ricche di virtuosismi e tecnicismi funambolici, il disco scorre facilmente riuscendo a non risultare tedioso o troppo stravagante. Il problema è che a differenza dei lavori realizzati con i loro gruppi, The Hypothesis è un disco troppo generico. È un album che non ha nulla di particolare o caratteristico, ma anzi rientra in quel marasma di gruppi simili a loro che da tempo affollano la scena. Sono 32 minuti piuttosto anonimi, che salvo qualche momento non trascinano come dovrebbe fare un album simile; le cascate di sweep picking, i blast beat e i controtempi repentini non lasciano alcun segno, e dispiace dirlo, perché dai musicisti coinvolti ci si sarebbe aspettato di più. Un disco che quindi vive di momenti e non proprio di brani; proprio per questo viene difficile dire quali possano essere le composizioni più significative, ma nonostante questo qualche passaggio riuscito lo abbiamo in The Epiphany, The Awakened Creator e A Surreal Descent. L’unica traccia che ha veramente qualcosa di caratteristico è la conclusiva The Steppes to Ascension, in cui il gruppo si getta in un pezzo di 9 minuti interamente costruito su due riff giocati su controtempi e piccole variazioni.

Anche prendendo The Hypotesis come un disco senza troppe pretese e considerandolo come un album buono per una mezz’oretta senza pensieri, è veramente difficile premiarlo; se proprio dovessimo prenderlo così, dovremmo confrontarlo a lavori riusciti comunque meglio. Resta poi da chiedersi per quale motivo il gruppo si classifichi progressive death metal, in quanto di progressive, non ve ne è nemmeno l’ombra. Un disco che a parte pochi momenti, non regge il confronto con i lavori dei gruppi principali dei membri e che, se paragonato ad altre uscite tech death (anche semplici ed oneste, non per forza capolavori) dell’ultimo periodo, suona decisamente sottotono.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Jukka
Venerdì 1 Maggio 2015, 13.43.12
1
Il bassista non è Munguia ma Willbrand resta comunque una band inutile come poche
INFORMAZIONI
2015
Unique Leader Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Hypothesis: A Profound Discovery
2. The Epiphany
3. Hypothesis: Evolution
4. Absolute Zero
5. The Awakened Creator
6. Wasps In the History of the Weak
7. Perspective
8. Where the Worlds Were left
9. A Surreal Descent
10. The Steppes to Ascension
Line Up
Riley McShane (Voce)
Chase Fraser (Chitarra)
Ivan Munguia (Chitarra)
Nick Willbrand (Basso)
Spencer Edwards (Batteria)
 
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