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Possessed - Beyond the Gates
( 3164 letture )
Ad esattamente un anno di distanza dal celeberrimo debutto Seven Churches, il quartetto più feroce di San Francisco pubblica nel 1986 il suo secondo (e ultimo) full-length Beyond the Gates. In parte si assiste ad una notevole maturazione dello speed metal marcio e aggressivo del debutto, ancora acerbo e accecato dalla furia adolescenziale dei musicisti e forse anche per questo così seminale per tutta la scena death metal, statunitense e non, che di lì a breve avrebbe preso piede con Mantas, Necrovore, Incubus e Xecutioner, prima di divenire un fenomeno su più larga scala.

Beyond the Gates infatti si distingue per un'esecuzione musicale di fatto quasi al pari di altri gruppi della scena thrash statunitense quali Slayer e Dark Angel. Anche da punto di vista compositivo le eccellenti intuizioni musicali mostrate nei primi anni di attività della band vengono rielaborate e messe a fruttare in un quadro decisamente più consapevole delle potenzialità musicali sconfinate del sound dei nostri. Si assiste ad una grande varietà di riff, in cui si riconosce la persistenza della matrice Bay Area thrash (ben più che su Seven Churches), ma che si arricchiscono di stilemi pressoché inediti, quali il tremolo picking su melodie sinistre, come quelle di No Will To Live, che saranno decisivi per tutto il metal estremo a venire e che porteranno per sempre l'eredità delle due asce LaLonde e Torrao.
La rapidità d'esecuzione è una componente chiave e il drumming di Mike Sus dimostra una notevole maturazione, tanto che velocità come quelle di The Heretic risultano tuttora degne di nota per una band di questo tipo, figuriamoci nel 1986; l'eccellente incastro del d-beat su questa formula di speed metal inferocito e distorto sarebbe divenuto davvero una colonna portante di tutto il death/thrash degli anni immediatamente successivi. L'insistenza del rullante, il two-step della cassa e i piatti che tagliano i timpani si dimostrano essere la vera essenza della batteria nello sviluppo della musica estrema. Anche un pezzo mid-tempo come Phantasm, l'estratto più vicino al sound tipico del thrash della East Coast, risulta pesante e incisivo, sebbene il meglio dei nostri si possa sentire sui pezzi più aggressivi, come la breve e veloce Seance.
In Beyond The Gates, la voce di Jeff Becerra, che sconvolse la scena metal per l'acidità mostrata nel debutto, risulta meno abrasiva e graffiante, forse concordemente alla ristrutturazione del sound degli stessi Possessed, ma non al punto che si possa dire che sia meno malsana e dannata, soprattutto se accoppiata ad alcuni dei testi più malvagi a cui si fosse assistito fino a quel momento, insieme a quelli di Hell Awaits degli Slayer. Dopotutto, l'ossessione di qualsiasi band death metal nella fine degli anni '80 per tematiche occulte, satanismo e omicidi passa anche da qui, dai Possessed e dal loro taglio oltranzista e instancabilmente provocatorio (mentre già Araya e soci avevano abbandonato accorgimenti scenici quali pentacoli, face-paint e altro).

Il perché un album del genere sia stato in un certo senso dimenticato negli anni, perlomeno rispetto ad altre uscite di quel periodo, si palesa subito. Innanzitutto è uno di quei classici che pur restando tale soffre non poco della produzione, che è fangosa, piuttosto piatta sulle chitarre e a volte poco comprensibile, eccezion fatta per la batteria, molto presente nel mixaggio. Gli standard per questo tipo di thrash e in quella data scena si stavano già alzando, mentre i Possessed non fecero questo passo avanti che avrebbe potuto garantire un responso più caloroso. Vero è anche che rispetto al debutto, che è di una ferocia ineguagliabile, Beyond The Gates ha l'aspetto più squadrato di un tipico album thrash: sebbene sia lontano dalla definizione di "standard" (e figuriamoci da quella di "mediocrità"), non ha la stessa verve e freschezza del debutto, che invece continua a lasciare senza parole per intensità chitarristica, energia batteristica e aggressività vocale, assolutamente inedite nel 1985.
Peraltro, lo speed metal nei dintorni di San Francisco diede il suo picco di violenza, odio e maleducazione proprio in quel 1985, con dischi come Hell Awaits degli Slayer, We Have Arrived dei velocissimi Dark Angel, Seven Churches dei qui trattati Possessed, e perché no, il thrash-punk-metal degli Exodus su Bonded By Blood, tutti editi dalla storica Combat Records. Di lì in poi, questa scena musicale prese i caratteri effettivi di quello che sarebbe diventato il thrash, con il suo apice nei due o tre anni successivi, cercando in un certo senso un sound più pulito e tecnico. È inutile dire quindi che un'uscita come Reign In Blood, squadrata, tirata ed incisiva, finì per essere un metro di paragone insostenibile anche per Possessed e Dark Angel, che furono relegati all'underground.

La figliata di Becerra e soci però è evidentemente una delle più prolifiche che si possano conteggiare nella storia del metal, con stuoli di band da ogni parte del globo ad osannare il loro debutto e a ricordare anche questo album, che sotto ai difetti di produzione e al di là dei paragoni tra contemporanei e conterranei risulta essere uno dei più intensi del metal ottantiano.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
91.16 su 6 voti [ VOTA]
Rik bay area thrash
Giovedì 30 Maggio 2019, 20.14.34
17
Onde evitare equivoci inutili, sappiamo tutti del valore di seven churches. Questo beyond the gates è un degnissimo follow up. Come già evidenziato un po' da tutti, ha una produzione più pulita, più in linea con altri album di note megaband. Il songwriting è più curato, più ricercato. Le trame chitarristiche si fanno un pochino più complesse, si cercano nuove soluzioni, per un risultato finale molto buono. Anche la voce di becerra è meno 'cattiva' se mi lasciate passare il termine, ma cmq imprime il trademark ai possessed in modo incredibile. Sarà che questo album è più vicino al tipo di thrash che mi piace ed apprezzo, cioè sì un thrash furioso, ma con una spiccata qualità nel songwriting, molto vario ed articolato, come beyond the gates ben rappresenta.
Aceshigh
Venerdì 22 Marzo 2019, 15.04.29
16
Ottimo seguito dall'epocale debut, del quale però qui sento un po' la mancanza della rabbia, della violenza primigenia, ragione per cui la mia preferenza va a Seven Churches. No Will To Live, Seance, come pure Phantasm o The Beasts of the Apocalypse sono comunque pezzi eccellenti: negli ultimi due citati si avverte palesemente la distanza dal primo album e il tentativo di proporre qualcosa di più ragionato (sempre considerando che è dei Possessed che stiamo parlando eh). Mi accodo agli ultimi commenti nel considerare The Eyes of Horror un grandissimo EP. Incrociamo le dita per il prossimo imminente full lenght! Voto 85
thrasher
Venerdì 15 Marzo 2019, 21.05.00
15
Grazie gianmarco
gianmarco
Venerdì 15 Marzo 2019, 20.39.52
14
concordo thrasher .
thrasher
Giovedì 28 Febbraio 2019, 10.59.02
13
Il successivo non recensito è da 100... Un mini album eccezionale
ilvinox
Mercoledì 8 Novembre 2017, 8.51.51
12
secondo me non è proprio come scrivi, certo c'è una matrice thrash però c'è molto dei possessed, per dire, si vale molto di più di bonded degli exodus, e secondo me è anche meglio di seven church in quanto i brani sono decisamente più curati, mentre quel disco ha un songwriting piu confuso
hermann 60
Sabato 11 Giugno 2016, 16.25.06
11
Impossibile eguagliare 'Seven churches', è comunque un ottimo album che per me vale 85
MetallaroRosso
Martedì 8 Marzo 2016, 21.02.48
10
per me i Possessed con questo album hanno dato il meglio Seance è una traccia metal indimenticabile per via della sua furia, gli do un 80 meritato
LAMBRUSCORE
Mercoledì 6 Maggio 2015, 8.11.51
9
Comprato anni fa ristampato dalla Century Media, col mini The eyes of horror, cosa dire oltre a quanto avete già scritto? Certi mi fucileranno ma per i miei gusti personali merita un 70. Per il valore storico e d'importanza su quella scena lì, che stava crescendo a dismisura, senza dubbio 90, quindi gli do un 80...che non è poco ,comunque, ahahah
Masterburner
Lunedì 4 Maggio 2015, 11.10.39
8
Anche per me questo è "l'album" dei Possessed, molto più devastante del debutto, anche se meno sconvolgente se inserito in un discorso storico-temporale. Concordo anche con il voto finale. Ho la stampa originale della Combat con la copertina che si apre, che è na figata.
lux chaos
Sabato 2 Maggio 2015, 19.38.05
7
@er colica: anche se non va molto di moda dirlo, non avresti potuto esprimere meglio il mio parere. E questo vale per mille album catalogati come "capolavori". Un conto è l'influenza che ha avuto un determinato disco, il peso "storico", un conto la qualità, e secondo me questo album è molto meglio del primo. E questo vale per tanti altri album della storia. Un peccato effettivamente, perchè tante perle sono così sottovalutate
er colica
Sabato 2 Maggio 2015, 19.13.40
6
questo probabilmente è meno considerato del primo perché a volte si da più retta alla storia scritta o divulgata che all'orecchio, senza nulla togliere al primo. il primo era brutale grezzo con un cantato che era più brutale di altri (il motivo che lo cataloga sempre secondo la storia come cosi detto Death metal) ma musicalmente era nullo e non è che me lo invento per sputtanare quel disco se sente da se, però quel fatto di essere catalogato dalla storia e furbamente dai stessi musicisti come primo lavoro Death metal allora gli fa raggiungere quella sorta di gloria inarrivabile anche se poi musicalmente è molto sega a parte la brutalità. è come con i slaughter canadesi, strappado e considerato moltissimo e da una parte è giusto cosi ma poi quando hanno iniziato sul serio a fare roba qualitativamente un po' più buona e rifinita allora nessuno se li è praticamente più cagati anche se quei demo e il disco dei strappado (altro gruppo nato dopo i slaughter) sono entrambi roba molto buona e musicalmente più curata del primo materiale. per finire la storia molte volte tralascia roba buona solo perché non ha quell'alone di leggenda dato molte volte da altri ed ecco che roba magari anche migliore viene sfanculata. parere mio.
Alcibiade 70
Sabato 2 Maggio 2015, 18.44.11
5
Quelli attempatelli come me si ricorderanno che la copertina del vinile era apribile e si trasformava in un poster. Be a me questo disco piace molto certo meno brutale di Seven churches ma ugualmente efficace,purtroppo da li a poco si sarebbero sciolti peccato sarei stato curioso di vedere l'evoluzione del loro sound visto che il thrash stava già morendo ed il death metal iniziava a muovere i suoi primi passi.
Blackout
Sabato 2 Maggio 2015, 18.13.50
4
Purtroppo è un po' sottovalutato per la supremazia totale di Seven Churches, inarrivabile, ma c'è del buon materiale anche qui.
metallo
Sabato 2 Maggio 2015, 16.26.09
3
La volonta' di rompere col primo album c'era tutta, vengono infatti eliminate tematiche sataniche , persino la copertina ne e' sprovvissta(non ci sono piu' croce rovesciata) , la produzione e' migliore e il sound meno grezzo il tutto per dare un taglio diverso sonoro, mena rozzezza piu' qualita' la sezione ritmica rimane sempre veloce, decisa e accattivante, ma si voleva dare il segnale sonoro di trasmettere meno rozzezza e grossolanita' rabbiosa, rispetto al precedente, con riff piu' elaborati e curati ma lo stesso coinvolgenti, avviati ed indirizzati pero' piu' verso il genere thrash, disco ingiustamente seppellito dalla critica storica, andrebbe rivalutato, se non altro per la qualita' espressa, recensione ben fatta, e mi riconosco anche nel voto.89.
er colica
Sabato 2 Maggio 2015, 15.20.53
2
si bono ce sta tutto, più pulito i riff più curati che inevitabilmente tradiscono quello speed o thrash metal che li ha sempre caratterizzati a parte il vocione. l'ep successivo the eyes of horror per me è pure meglio, produzione buona e riff mooolto più vari e fatti bene, diciamo il canto del cigno.
Doomale
Sabato 2 Maggio 2015, 12.54.11
1
Quest'album ricordo mi metteva inquietudine solo dal titolo...Comunque cavolate a parte...non sarà ai livelli del debutto in quanto a impatto deflagrante sulla neonata scena death-thrash.... ma rimane un bell'album...forse più vicino ad un certo speed thrash più grezzo e demoniaco...l'ugola di Becerra è sempre stata una delle mie preferite. Ad onor del vero bisogna anche dire che rimase colpevolmente quasi ignorato...giusto rendergli onore.
INFORMAZIONI
1986
Combat Records
Death / Thrash
Tracklist
1. Intro / The Heretic
2. Tribulation
3. March To Die
4. Phantasm
5. No Will To Live
6. Beyond The Gates
7. The Beasts of the Apocalypse
8. Seance
9. Restless Dead
10. Dogfight
Line Up
Jeff Becerra (Voce, Basso)
Larry LaLonde (Chitarra)
Mike Torrao (Chitarra)
Mike Sus (Batteria)
 
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