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Chaos Plague - Existence Through Annihilation
( 1523 letture )
Suonare technical death oggigiorno necessita di moltissime competenze stilistiche e compositive da potenziare quotidianamente, affacciandosi su un mondo dove spuntano realtà più o meno importanti praticamente ad ogni alzata del sole: imprescindibile è il porsi costantemente un obbiettivo da superare. Se il cerchio lo si restringe ulteriormente al nostro bel paese, è possibile notare come negli ultimi anni siano stati compiuti notevoli passi avanti, con una scena che precedente rimaneva appisolata nelle retrovie che ora ha deciso di alzarsi e far sentire la propria voce. Band quali Hour of Penance, i redivivi Antropofagus,gli Unbirth o gli Hideous Divinity giusto per citarne qualcuna, hanno rialzato il nome della penisola a livello globale, “indi per quindi” è possibile che i giovani Chaos Plague riescano a ritagliarsi uno spazio a loro consono, visto il proliferare di così tanti acts in circolazione? Certo che sì, viste le qualità messe in atto su Existence Through Annihilation, primo full length ufficiale uscito a due anni di distanza dal precedente EP omonimo, con al suo interno due tracce riregistrate per l’occasione su questa fatica. Se ad un primo ascolto le linee compositive non sono state modificate, è la line-up ad aver subito uno scossone attraverso il cambio di uno dei due chitarristi e lo split dal precedente vocalist. Ma ora, a conti fatti, dopo ascolti ripetuti cosa vi posso raccontare? Cosa dovrei raccontarvi per non farvi cadere nel tranello classico del recensore di turno? Che…

…che le potenzialità qui ci sono! Un applauso via etere i ragazzi se lo meritano tutto; pregi e difetti che lasciano, sì, un leggero amaro in bocca, ma che offrono un spiraglio su una strada totalmente in discesa, sempre che la sorte e il "dio della musica" li assista. La base compositiva è tutta sulle spalle di Matteo con il suo fretless schizofrenico di matrice jazzistica: che male c’è a prendere la struttura di un classico death anni Novanta statunitense, personalizzarlo e buttarci dentro una matrioska di intricati archibugi? Nulla, ammesso il fatto che si venga supportati a dovere dalla band intera. Abbiamo la spunta positiva anche su questo, poiché si percepisce ad ogni cambio di tempo come la ricerca non sia monodirezionale: sia Davide che Luciano riescono ad imbastire una ragnatela che evoca continuamente ricordi di un tempo lontano. Salgono echi che sussurrano i cari e mai dimenticati Sadist degli albori, shakerateli con una verve tangenzialmente accostabile ad Oscura, Necrophagist (R.I.P.) ed ai primordiali Pestilence ed il gioco è fatto. Brani come I Annihilation, la soffocante Collision of Entities e la strumentale Inner Vision of External Disillusions possono essere alcuni degli esempi su cui l’ascoltatore X, che si approccia per la prima volta, riesca a crearsi un’idea della band e di cosa potrebbe incontrare ascoltando tutta l’ora di musica qui registrata. Dall’altra parte invece si possono inserire quelle tracce che riservano il lato nascosto della luna, il dark side che offre la globale accettazione della proposta al 100%, ovvero Coil,Chirality, Trascendental Liberation o Siren’s Regret, che stupiscono grazie alla sorpresa che non ti aspetti. La classica cacofonia del growl si mischia ad harsh e/o clean vocals lungo il consistente minutaggio delle tracce, aprendosi a moltissime soluzioni fini e arzigogolate, raramente è possibile riscontrare tali capacità così spontanee e fluide. Se in molti brani è l’aspetto strumentale che vige sovrano, con lunghe dilatazioni strumentali che invogliano insani trip mentali, in altri è l’ugola che parte per la tangente in clean; qui il dubbio ti assale: "Poteva probabilmente essere messa più in secondo piano, posta in un’altra prospettiva o anche solamente essere studiata leggermente meglio?” Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, come si suol dire. Se il sentiero sino ad ora ci ha riservato alcuni lati molto positivi riscontrabili lungo Exisitence Throught Annihilation, oltre la performance in clean, v’è da segnalare una produzione non perfetta che, seppur lasciando ascoltare ogni singolo strumento alla perfezione, offre una visione statica e macchinosa, poco vibrante, delle diverse sezioni compositive. Terzo ed ultimo fattore è la lunghezza (non facciamo le solite battutine ragazzi): un’ora abbondante porta alla lunga a perdere attenzione su passaggi che già non han nulla di facile, rischiando di influire drasticamente sulla visione finale; probabilmente un dieci minuti in meno, un taglio su alcune porzioni di transizione potevano essere risparmiati, ma come detto sono dettagli.
Tracciando una linea circolare, sezionando un planisfero, ritoccando le stagioni e moltiplicando i pretzel con le aragoste si può comprendere quanta carne al fuoco si possa trovare attraverso i pertugi bellamente insiti nella creatività dei Chaos Plague. Un mondo che respira in simmetria con gli elementi di un death metal che oggigiorno non esiste più, affrontando le sfide a braccetto con un tecnicismo moderno spregiudicato e mai domo. Le potenzialità ci sono, si può solo migliorare e fare tesoro di questa prima fatica, andando oltre i limiti che ogni esordio porta sulla tavola. Limati alcuni difetti si potrà dischiudere la crisalide ma, per il momento, in attesa del definitivo passo evolutivo, godiamoci Exisitence Throught Annihilation attraverso i suoi pregi e i suoi difetti, lo merita al 100%.

Bella Italia! Mamma miiiiaaaaa, Wonderful, Bellissima, Smack!
Direbbe Uno statunitense se gli si chiedesse di ascoltare quest’album



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
85.25 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2015
Revalve Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. A Fair Vendetta
2. Chirality
3. Coil
4. Collision of Entities
5. Fall of Reason
6. I Annihilation
7. Inner Visions of Internal Disillsusions
8. Sinner’s Regret
9. Trascendental Liberation
10. Ubermensch Path
Line Up
Daniele Belotti (Voce)
Davide Luraghi (Chitarra)
Luciano Duca (Chitarra)
Matteo Salvestrini (Basso)
Stefano Tarsitano (Batteria)
 
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