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Whorion - The Reign of the 7th Sector
( 1436 letture )
I Whorion hanno impiegato parecchio tempo per pubblicare questo lavoro, soprattutto per una serie di cambiamenti di line up e una scrupolosa ricerca del suono perfetto, ma quasi al "giro di boa" di questo 2015 la band finnica ci presenta finalmente il proprio full length sotto la casa discografica Inverse Records. Ci troviamo di fronte ad un death metal tecnico, ma che a dire la verità non calca troppo la mano su sfiziosi passaggi cervellotici e meccanici, accompagnato da orchestrazioni dai tratti neoclassici che trasportano in "pompa magna" il suono. Infatti le reminiscenze di gruppi che si contraddistinguono per atmosfere dai tratti gloriosi, come per esempio i Behemoth, sono persistenti ( troppo, a mio avviso).

A primo acchito, The Reign of the 7th Sector è un disco abbastanza ricettivo, tanto per la durata non eccessiva (poco più di mezz'ora), quanto per il fatto che comunque le strutture delle canzoni sono semplici da captare già dai primissimi ascolti. Questo non si può di certo considerare un punto di forza, però: la band utilizza, con una certa e insolita costanza, riff cadenzati, molto contratti, che rendono il suono statico. A parte qualche riempitivo sweep delle chitarre e interessanti fraseggi di basso ( come in Forbidden Light, dove questo emerge con rapidi slap), il lavoro maggiore è fatto dalle tastiere che ricoprono i riff granitici delle chitarre con passaggi avvolgenti e distesi, ma talvolta anche più elaborati, tecnici e meditati. Un elemento quindi essenziale che conferisce eterogeneità e moto alle canzoni, sebbene non siano così palpabili i riferimenti metafisici e astronomici che la band vuole trasmettere, non centrando pienamente il concept; il punto di forza della band è la capacità di ricreare atmosfere ricche di pathos, ma quello che si percepisce è un suono per molti versi incompleto. In ogni caso, i passaggi di "stacco" sono sempre affidati a strumentali sinfoniche, come in The Awakening, canzone brevissima che fa da filo conduttore fra seconda e la quarta traccia dell'album, e Gates of Time che introduce l'ultima parte del disco. Questa traccia è una marcia tenebrosa che parte lentamente per poi esplodere nel finale in un concerto sinfonico trionfale, un intermezzo molto evocativo e sicuramente azzeccato. Le ultime tracce riescono a salvare in corner il lavoro raccolto in questi anni dalla band: Immaculate e Arrival of Colossos sono sicuramente i pezzi migliori. Le canzoni hanno una struttura più elaborata, grazie a un lavoro più deciso delle chitarre che riescono a rendere il suono più dinamico e coinvolgente, senza rimanere in secondo piano rispetto alle parti orchestrali, con passaggi più tecnici.

In ogni caso, complessivamente non ci si può ritenere soddisfatti del lavoro svolto dai Whorion in questi anni, anche tenendo conto delle relative attenuanti per i mutamenti della line up, le aspettative non sono state soddisfatte appieno. Il potenziale per creare qualcosa di importante è innegabile, ma a questo punto non ci resta che aspettare dell’altro tempo per verificare se queste capacità per ora inespresse, potranno finalmente esplodere.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
55 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2015
Inverse Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Flesh of Gods
2. Whem the Moon Bled
3. Awakening
4. Blood of the Weak
5. Forbidden Light
6. Gates of Time
7. Immaculate
8. Arrival of Coloss
Line Up
Ari Nieminen (Voce)
Ep Mkn (Voce, Chitarra)
Antti Lauri (Chitarra)
Vili Itäpelto (Synth, Orchestrazioni)
Jussi Kirves (Synth, Orchestrazioni)
Dorian Logue (Basso)
Heikki saari (Batteria)
 
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