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Faith No More - Sol Invictus
( 7657 letture )
Tanti anni sono passati e tante cose sono cambiate in casa Faith No More dalla pubblicazione di quello che fino a pochi giorni fa era ancora considerato l’ultimo album in studio, ovvero Album of the Year del 1997. Diciotto anni di silenzio sul mercato discografico, quindi, un periodo necessario per maturare una seconda giovinezza o forse solo per ritrovare la scintilla giusta a smuovere una volta per tutte le acque. Perlomeno il silenzio (già interrotto nel 2009 col primo tour della nuova era) è stato limitato al nome della band e non ai singoli musicisti coinvolti, che hanno infatti avuto modo di concentrarsi su altri progetti mantenendo sempre viva la loro -e la nostra- fame di musica. Il batterista Mike Bordin ha preso parte, lungo la prima decade del Duemila (per l’esattezza dal 2001 al 2007), agli album solisti di Ozzy Osbourne; il bassista Bill Gould, già nei Brujeria, ha potuto stringere alcune interessanti collaborazioni (Fear Factory su tutte); e mentre del tastierista Roddy Bottum e del chitarrista Jon Hudson si erano quasi perse le tracce, chi più di tutti non si è mai allontanato dalla scena musicale è stato il cantante Mike Patton. Già attivo nei Mr. Bungle, l’istrionico singer statunitense fonda dapprima i Fantômas, coi quali incide alcuni dischi tra il 1999 e il 2005, poi entra a far parte dei Tomahawk, che hanno finora all’attivo quattro album. Innumerevoli le altre collaborazioni e le varie apparizioni che Patton ha continuato a fare e parlarne in questa sede rischierebbe di sviare l’attenzione sull’oggetto della recensione. Ciò che ne ricaviamo, comunque, è la figura di un musicista a 360 gradi, incapace di domare la propria vena artistica -e per fortuna, possiamo affermare. Il ritorno di una band del calibro dei Faith No More, vista in quest’ottica, è una conseguenza del tutto naturale di quel desiderio di mettersi continuamente in gioco che rientra completamente nelle corde di Mike Patton. Il fatto che la formazione sia anche la stessa di Album of the Year è inoltre un valore aggiunto che non può far altro che spingerci all’ascolto del nuovo materiale con qualche certezza in più del solito. Sol Invictus è stato pubblicato per conto dell’etichetta fondata da Mike Patton nel 1999, la Ipecac Recordings, e prodotto dal bassista Billy Gould; per questo motivo può essere considerato alla stregua di un autoprodotto, pur non essendo tale. I primi vagiti del nuovo album risalgono al novembre scorso, quando la band ha reso disponibile il primo singolo Motherfucker, seguito circa tre mesi dopo dal secondo singolo, Superhero. I due brani sono molto diversi tra loro e individuano solo due delle molteplici sfaccettature di cui si avvale la musica dei Faith No More. Ciò che rende coinvolgente il disco, infatti, è proprio questo fattore, ovvero la capacità di spaziare tra i più disparati sentieri percorribili, senza timore di smarrire la via maestra, ma anzi aumentando di volta in volta il proprio “range” stilistico. In un primo momento si potrà avere l’errata impressione di trovarsi dispersi e, appunto, smarriti in un caleidoscopio di suoni e parole, ma ascolto dopo ascolto si riuscirà piano piano a rintracciare un filo conduttore tra un brano e l’altro e si potrà così godere appieno di un’esperienza di ascolto senz’altro straniante ma allo stesso tempo soddisfacente. Resta il fatto che, volendo mettere a paragone questo nuovo lavoro con le precedenti releases della band statunitense, il responso non sembra volgere più di tanto a favore di Sol Invictus, eccezion fatta per alcuni notevoli estratti. Il tutto tende infatti a stabilizzarsi su livelli qualitativi molto buoni, ma mai più di tanto significativi. La voce di Mike Patton è sempre decisiva per rendere giustizia alle ottime composizioni strumentali, ma nel complesso si avverte la mancanza di qualche punto di forza in più, oltre al fatto che sono presenti alcuni lievi cali di tono e tensione, seppur in minima parte.

Chiariamolo fin da subito: Sol Invictus non è un album dal facile approccio (e c’era da chiederselo?), tantomeno una trovata commerciale volta a svuotare i nostri portafogli con la solita scusa dell’ennesima reunion in grande stile. Al contrario: si tratta di un lavoro molto interessante, di una certa classe, ricco di sfumature e dalle più disparate influenze, dai più vari sottogeneri del metal a quelli del rock, dal funk al country/blues, e chi più ne ha più ne metta. È un disco sperimentale? Sì, ma al di là della sperimentazione, l’esperienza in fase di composizione accumulata negli anni dalla band è un elemento che emerge in maniera netta. Le varie tracce non sembrano mai perdersi per strada, sono invece ricche di spunti intelligenti ed eseguiti a regola d’arte. Parlando di influenze, per chi conoscesse gli Alabama 3, band al di fuori del campo metallico e famosa soprattutto per aver realizzato la sigla del serial televisivo I Soprano, il paragone tra le due band sarebbe il più calzante per individuare la direzione musicale che va per la maggiore all’interno di molte di queste tracce. Ciò è quantomai evidente in un pezzo come Black Friday, in cui la voce bassa di Patton fa da collante con un ritmo country/blues, che esplode a sprazzi con delle sfuriate metalliche. La stessa Motherfucker sembra seguire questa sottile linea di congiunzione, con un Mike Bordin a dettare la marcia sul rullante. Non così distante da tale direzione musicale si pone anche la precedente Rise of the Fall, che potrebbe benissimo far parte di un disco dei System of a Down per il tipo di melodie e per l’aggressività contrastante che emerge sullo sfondo. Ma facciamo un passo indietro: la doppietta iniziale Sol Invictus/Superhero è quanto di più diverso la band statunitense ci potesse proporre. Le melodie lente e dolci dell’intro sono la prima faccia della medaglia, mentre il rovescio è rappresentato dalla rabbia istintiva e dalla potenza ritmica di Superhero, alleggerita però in alcuni passaggi dalle tinte oscure di tastiere e chitarra. Traccia migliore dell’album? Difficile dirlo, ma senz’altro si tratta di quella che meglio lo rappresenta. Sunny Side Up è invece una canzone dall’atmosfera molto più calma, pacata, ma non per questo priva di quell’aggressività di fondo che caratterizza ogni composizione di Patton e soci. A riprova di ciò ecco Separation Anxiety, canzone folle e ossessiva che mette alla prova l’eclettismo vocale di Patton, qui a metà tra punk/hardcore e nu metal (non per niente il brano ricorda vagamente i Korn del primo album). A smorzare la nostra fame di buona musica troviamo altri due buonissimi pezzi come Cone of Shame e Matador. La prima nelle strofe iniziali ricorda addirittura i Moonspell, grazie ad un’interpretazione vocale da parte di Patton molto simile a quella di Fernando Ribeiro, ma nel prosieguo cambia volto andando a riparare su un alternative metal più canonico; la seconda -che è anche la canzone più lunga dall’alto dei suoi sei minuti- gode di un lento e straniante incedere, ma tutto sommato riesce ad esprimere tante belle sensazioni e, pur non risultando uno dei migliori estratti, strappa tranquillamente il nostro consenso. La conclusione è affidata a From the Dead, il brano più debole del lotto che si regge sull’ennesimo ritmo “marziale” messo in atto da Mike Bordin, delle note sognanti di chitarra e una voce lontana ma densa di speranza, tutti elementi che ci fanno terminare l’ascolto con una certa soddisfazione latente.

Qualche riga più sopra si parlava del fenomeno delle “reunion in grande stile”, di cui quella dei Faith No More avvenuta nel 2009 è certo una delle più importanti avvenute negli ultimi anni. E come detto già prima, potrebbe non essere solo una questione di soldi, una volta tanto -anche se quelli certamente non smettono di girare attorno ai nomi qui coinvolti-, ma potrebbe trattarsi anche di una sincera predisposizione da parte di Patton e soci a comporre musica insieme, materiale inedito in grado di smuovere l’opinione comune e il normale stato delle cose. Un po’ per mettersi ancora in gioco, dunque. Se così fosse, a giovarne sarebbero una volta tanto i veri appassionati e non solo il music business. Ma sta davvero a noi giudicare l’operato altrui? Per farlo dovremmo conoscere a fondo tutte le cause e gli eventi che hanno portato dopo tanto tempo e tanta attesa alla realizzazione di questo Sol Invictus, ma non è in nostro potere svolgere il ruolo di individui onniscenti. A conti fatti, però, un giudizio oggettivo lo si può certo dare: Sol Invictus è un disco che trasuda Faith No More da ogni angolo, lontano dai capolavori che la stessa band ha dato alle stampe anni orsono, ma vicino ad essere considerato un ottimo punto di (ri)partenza su cui poggiare le basi per un futuro possibilmente roseo e proficuo, oltre che -speriamo- prolifico. I fan di vecchia data saranno accontentati, gli ascoltatori occasionali probabilmente no, potrebbero infatti trovare troppo ostico questo particolare modo di far musica. Ma non si può certo accontentare tutti.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
73.16 su 61 voti [ VOTA]
Maurilio
Sabato 6 Luglio 2019, 23.33.17
43
Una dellle band che più ho stimato/ascoltato nella mia vita. L'ho ascoltato un paio di volte appena uscito e poi mai più. Devo riprenderlo, forse non l'ho capito all'epoca, mi deluse tantissimo.
UATU
Venerdì 24 Novembre 2017, 23.00.44
42
Della serie: a volte è meglio non tornare. Se questo allbum insignificante vale 77, Angel Dust (sia sempre lodato) merita 140
Undertow
Venerdì 29 Settembre 2017, 18.08.39
41
Come non detto, avevo letto 70. No, voto recensione anche eccessivo.
Undertow
Venerdì 29 Settembre 2017, 18.07.45
40
Mi ha fatto lo stesso effetto di King for a Day, disco che forse non ho mai davvero capito. Anche qui alcuni pezzi notevoli, altri super-inutili. Voto recensione giusto.
TheSkullBeneathTheSkin
Venerdì 8 Settembre 2017, 15.16.56
39
Non so. Io apprezzo molto i FNM ma sto disco mi fa letteralmente... interrogare! Non ne capisco l'anima, non ci trovo un pezzo che si elevi dal piattume generale e no, non cresce con gli ascolti, almeno secondo me. Sarei stato felicissimo di un ritorno in grande stile dei FNM, ma questo non lo è, e me ne rammarico
Havismat
Mercoledì 19 Luglio 2017, 10.51.40
38
Disco 100% Faith No More che ho attteso a lungo e ascoltato parecchio. Nessun miracolo, ma più che soddisfacente per un vecchio fan della band come il sottoscritto. Teniamo presente che sono passati parecchi anni da Album Of The Year... come dice giustamente Mirco Morgese, molto, ma MOLTO meglio di altre Reunion ridicole.
InvictuSteele
Domenica 21 Maggio 2017, 21.02.39
37
Rispolverato da poco, l'impressione resta la stessa di tempo fa. Album piatto, le canzoni non ci sono, come ha scritto qualcuno più in basso, ma ci sono solo riff sui quali Patton si esercita alla voce. Non so, l'impressione è quella, ma di sicuro è l'album peggiore della band (con Patton alla voce). Gli altri dischi li adoro, anche il tanto criticato Album of the Year, che ho sempre trovato bellissimo.
freedom
Giovedì 28 Aprile 2016, 13.27.19
36
Avendolo acquistato qualche mese fa', ho avuto modo di ascoltarlo per bene e devo dire che è veramente un gran bell'album. Al primo ascolto non l'avevo "compreso" appieno per così dire...un 80 lo merita.
Mirco Morgese
Sabato 23 Aprile 2016, 21.20.39
35
A me piace molto... è sicuramente meglio di tante reunion penose.
Rob Fleming
Sabato 23 Gennaio 2016, 18.28.23
34
Bellissimo dall'inizio alla fine 85
Galilee
Mercoledì 24 Giugno 2015, 12.41.09
33
Patton nei live non ce la fa più? Ma non è assolutamente vero, A Milano tra l'altro è stato un DIO. Meglio di cosi era impossibile. E senza sforzo alcuno. Comunque, ho preso il disco anch'io. Secondo me si tratta di un comeback coi fiocchi; stilisticamente è una via di mezzo tra KFAD e Angel dust. Chi dice che assomiglia a the album of the years probabilmente non l'ha ascoltato molto bene, o addirittura per nulla; visto che TAOTY puntava sulla struttura canzone classica, mentre qua tutte le song sono all'insegna della pura espressione artistica come su Angel dust. Quindi non c'è sempre la solita struttura strofa, bridge ritornello e via.. Qualitativamente penso sia eccelso, e dal punto di vista emotivo devo ammettere che mi ha gasato di brutto. Promossi a pieni voti, e sicuramente per me, uno dei dischi dell'anno.
Dagon
Mercoledì 24 Giugno 2015, 12.26.58
32
Attendevo questo disco da 18 Anni...Ascolto i singoli su YT. Come? Motherfucker dovrebbe essere il singolo di presentazione??? Ma che cavolo, mi aspettavo una super canzone "bandiera", pomposa, super, da far restare tutti a bocca aperta, un singolone insomma...deluso...Superhero, si...ok...ricorda un pò alcune produzioni FNM classiche, ma niente di che. Compro ugualmente il disco, ADORO i FNM, non potevo non prenderlo. Deluso anche dal formato, nessun libretto testi all'interno, solo 39 minuti. Il disco non mi piace ai primi 3 ascolti, lo paragono troppo a K4AD, il mio disco preferito (inarrivabile probabilmente) e con questo paragone Perde ovviamente...ma il paragone è stupido e qui mi accodo ad altre recensioni che ho letto. Anche i Queen hanno cambiato 1000 stili da album ad album, non si possono paragonare...Patton è davvero scaduto, non ha più la voce di un tempo, i live lo testimoniano, non ce la fa proprio fisicamente, si sente che è sforza e fa fatica, nessun funambollismo....Bhè fatta questa lunga premessa, scusate...Ho continuanto a sentire il disco più e più volte...bè...ora mi piace parecchio e ho le canzoni in testa che canto a ripetizione in ogni occasione, a lavoro, sotto la doccia, quando la mia ragazza mi dice qualcosa, quando sono al telefono, sembro un rincoglionito! non è mi è successo con nessun altro disco....Piacevolmente colpito!
uatu
Domenica 21 Giugno 2015, 0.04.29
31
Dopo moltissimi ascolti purtroppo è un album abbastanza molle, che non decolla. Alcuni brani interessanti ma ,come è stato detto, la voce di Patton è piuttosto irriconoscibile. Insomma un disco anche piacevole da ascoltare ma che cadrà velocemente nel dimenticatoio. A conti fatti un disco che i FNM potevano anche evitare e che fa venire la voglia di andare a risentirsi Angel Dust. Voto 65
Alessandro Bevivino
Sabato 20 Giugno 2015, 12.48.42
30
Io continuo ad ascoltarlo a ripetizione ed é molto bello musicalmente,, l'unica cosa che non và dopo tanti ascolti (non credo a ciò che sto per scrivere) é la voce di Patton, il modo in cui canta é banale, ripetitivo e troppo simile ad altri suoi progetti / band minori. Peccato che Mike quando ci ha lavorato non ha capito che stava cantando per i Faith No More e non per se stesso.
Elluis
Giovedì 4 Giugno 2015, 14.56.28
29
@Il Rettiliano ma che ti aspettavi da uno che si presenta sul palco vestito come un hare krishna a Sanremo ? (la città dei fiori, per chi non lo sapesse). Patton è così, bisogna non prenderlo mai troppo sul serio, mentre la band è sempre stata ottima, al concerto della reunion del 2009 hanno spaccato davvero, 2 giorni fa invece erano forse un po più sottotono.
Il Rettiliano
Giovedì 4 Giugno 2015, 14.48.29
28
Visti al Sonisphere il 2 giugno, da "Epic" in poi. Nella scaletta della serata c'erano molti classici e qualche pezzo nuovo (come Sol Invictus, Superhero e Motherfucker) che non ha stonato. Il problema, per quel che mi riguarda, è stata la performance: contesto forse inadeguato, qualità del suono di serie B per una band di questo livello, un Patton affaticato (dal caldo anche) e più a suo agio (a causa forse del disagio) con i soliti intermezzi di offese verbali (pirla, frociacci, merdallari). Che dire, i Faith No More live mi hanno un po' deluso e credo che sia perché, nel mio immaginario adolescenziale, sembravano degli intoccabili. Il disco nuovo, comunque, devo ancora assimilarlo bene.
InvictuSteele
Giovedì 4 Giugno 2015, 14.03.52
27
Non mi è piaciuto molto. Magari va ascoltato più e più volte ma per ora non mi ha colpito, inoltre lo trovo troppo leggerino.
Voivod
Giovedì 4 Giugno 2015, 12.06.35
26
Ascoltato meglio: noioso, banale, i brani sembrano outtakes di "Album Of The Year" (album mediocre)...lontano anni luce da quel trittico ("Introduce Yourself", "The Real Thing" e "Angel Dust") che li rese famosi. Mike, a sto punto voglio la reunion dei Mr. Bungle!
entropy
Lunedì 1 Giugno 2015, 15.00.59
25
Mi ha lasciato un pò freddino. Suonano faith no more questo sì. Però a parte tre/4 di pezzi (superhero su tutti) non mi hanno entusiasmato. Forse mi sono disabituato a certe sonorità, forse sa un pò di già sentito, forse manca la follia di un king for a day. Non lo so. Cmq per me un 70 di stima.
Malleus
Sabato 30 Maggio 2015, 12.56.58
24
Io la sparo convintamente: 99. Il loro album più sperimentale e lontano dal metal, il primissimo ascolto mi ha lasciato l'amaro in bocca ma poi l'ho amato incondizionatamente, questa è musica incredibile, per me è un capolavoro.
lamusicadeldemonio
Venerdì 29 Maggio 2015, 19.22.13
23
io sarei stato un pò più alto col voto. mi sembra un buon lavoro. fremo d'attesa per la loro esibizione del 2.
fango
Giovedì 28 Maggio 2015, 19.19.10
22
Dopo un paio di ascolti mi sembra un buon album...
Tommy T.
Giovedì 28 Maggio 2015, 0.05.42
21
A mio parere un ottimo album ... Sono sempre scettico verso le reunion,quindi l'ho ascoltato con orecchio critico,ma devo dire il disco spacca... per me è un 85!!!
Il cardinale
Mercoledì 27 Maggio 2015, 11.42.19
20
A me è piaciuto....deciso e ben suonato...bentornati!!!!
freedom
Mercoledì 27 Maggio 2015, 0.07.53
19
Ad un primo ascolto mi ha lasciato abbastanza freddo, ma forse ero io ad essere indisposto, boh...però non mi pare sto gran capolavoro. Vedremo se cresce col tempo.
Pablorz
Martedì 26 Maggio 2015, 23.56.38
18
....sono uno dei controcorrente....album decisamente piatto,non sviluppato,da loro ci si aspetta sempre tanto...veramente una noia..e non mi parlate di canzoni,perché qui ci sono solo dei giri/riff...delle jam..dove Patton si esibisce...delusione.
Alessandro Bevivino
Sabato 23 Maggio 2015, 20.05.48
17
Album che cresce ad ogni ascolto. Separation anxieti, Cone of shame e Black friday sono pezzi fantastici.
Sergio
Sabato 23 Maggio 2015, 17.46.26
16
Io davvero non capisco chi dice "è diverso da questo.. è troppo diverso da quello.." Quando uscì, King for a day era molto diverso da Angel Dust, che a sua volta era molto diverso da The Real Thing, che a sua volta era diverso da ecc ecc.. Però tutti questi dischi suonano 100% Faith No More, esattamente come Sol Invictus. Teniamo conto che anche se Mike Patton ha praticamente sempre sfornato musica, è il loro primo disco dopo quasi 18 anni.. Come qualcuno ha già scritto, avercene di reunion così.
d.r.i.
Venerdì 22 Maggio 2015, 14.11.14
15
Premetto che con i FNM c'è sempre la possibilità di cambiare idea, per ora questo disco non mi è piaciuto molto. Ci sono spunti buoni ma mi sembrano delle b (forse c) side fatte tanto per far uscire un disco. Gli do 60 di stima ma per ora non di più.
matt2
Venerdì 22 Maggio 2015, 10.38.36
14
il pezzo sol invictus è terribilmente ostico infatti lipperlì prende un po di sconforto. fortunatamente viavia che il disco va avanti ci si rende conto di essere a casa ,nel senso" i faith no more sono i faith no more ". dovendo cercare un paragone col passato per forza mi viene in mente angel dust , molto più di king for a day . the real thing proprio zero. vedremo, magari fra dieci ascolti sarà già cambiato.voto per adesso giusto.
GT_Oro
Venerdì 22 Maggio 2015, 9.29.20
13
Sarò io che sono in questo periodo mal disposto ma questo disco è stata una delusione pazzesca. Moscio, piatto, svogliato, senza graffio né tiro, un'accozzaglia di canzoni degne di stare in una raccolta di b-side. Dai Faith No More mi aspetto molto di più che sta noia. Voto 50.
quaglio
Giovedì 21 Maggio 2015, 18.20.15
12
A mio parere ottimo disco come tutti gli altri, ogni album diverso dal precedente ma Faith no more 100%!! Difficili i primi ascolti, ma poi quando ti entra nelle vene crea dipendenza! Voto 85
TheDisturbedPriest
Giovedì 21 Maggio 2015, 18.12.14
11
Non entro ancora nel merito del lavoro tutto stesso medesimo ma anche solo "Rise Of The Fall" mi vale da sola già il prezzo del cd.
Testamatta ride
Giovedì 21 Maggio 2015, 16.52.09
10
Bellissimo! Non mi sembra il seguito di Album Of The Year (del quale non è neanche meno aggressivo sinceramente, anzi!) ma un grandissimo compendio della loro carriera. Trasuda Faith No More al 100% e Patton canta da Dio come al solito. Scorre via che è una bellezza e non sfigura per niente nella loro impeccabile discografia. Poi l'errore che facciamo un po' tutti è fare sempre il confronto con gli album precedenti: dovremmo giudicare semplicemente le canzoni ivi contenute a prescindere da cosa propongono, tanto se uno fa qualcosa di diverso verrà criticato perchè si è tradito/venduto, se invece cerca di tenere la stessa rotta viene criticato perchè è ripetitivo. Se i Faith No More (ma ovviamente vale per qualsiasi artista) facessero un album di punk filosovietico e musica melodica emiliana dovremmo giudicarlo per quello che contiene e non perchè, in quanto tale, non avrebbe dovuto essere proposto da un gruppo come i Faith No More (dico questo senza dimenticare la camaleontica carriera solista di Patton). Divagazioni in libertà.
Galilee
Giovedì 21 Maggio 2015, 16.08.48
9
Grande Cynic, cosi si fa
d.r.i.
Giovedì 21 Maggio 2015, 15.55.44
8
@CYNIC: certo che se non vuoi far polemica con la frase "Le chiacchiere stanno a zero e non accetto neanche il confronto con chi non la pensa come me" non so cosa scriveresti se volessi farla
CYNIC
Giovedì 21 Maggio 2015, 15.53.00
7
Senza fare polemica dico anche la mia, ''Sol Invictus'' è un Ca.po.la.vo.ro punto e basta. Le chiacchiere stanno a zero e non accetto neanche il confronto con chi non la pensa come me. L'album lo ho ascoltato in streaming in rete almeno una 50tina di volte, risultato zero filler e tutte canzoni bellissime la durata poi e fantastica 10 canzoni per un totale di 39minuti. Che dire grandissimo ritorno magari tutte le reunion fossero cosi staremo nel paradiso della musica.
Luigi
Giovedì 21 Maggio 2015, 15.47.43
6
Album che merita, cresce con gli ascolti, essenziale, incazzato al punto giusto, non troppo lungo, zero filler, dopo 17 anni cosa chiedere di più. Voto 85
Farmit
Giovedì 21 Maggio 2015, 15.35.55
5
Grande ritorno a mio parere..migliore di Album of the year e assolutamente degno di stare nella discografia di questa band..avercene di reunion così..non vedo l'ora di vederli dal vivo
P2K!
Giovedì 21 Maggio 2015, 9.00.53
4
No, ad Angel Dust proprio non somiglia. Semmai è (come detto dal recensore) il naturale proseguo di Album Of The Year, con un po' meno di aggressività. Sicuramente più maturo. A mio vedere è un buon disco, lo si ascolta anche volentieri, cresce con gli ascolti, ma non è minimamente paragonabile ai grandi capolavori del passato (Angel Dust, The Real Thing e Introduce Yourself).
l'Accademico
Giovedì 21 Maggio 2015, 2.57.06
3
Bel dischetto.
Salvo
Mercoledì 20 Maggio 2015, 22.56.17
2
a parte un paio di pezzi a me non piace proprio. si dice che assomigli ad angel dust...mah...
Galilee
Mercoledì 20 Maggio 2015, 20.29.52
1
Bella recensione, non vedo l'ora di ascoltare il disco che, conoscendo i miei gusti sarà probabilmente uno dei candidati ad Album of the year.. Grandi, bentornati!
INFORMAZIONI
2015
Ipecac Records
Crossover
Tracklist
1. Sol Invictus
2. Superhero
3. Sunny Side Up
4. Separation Anxiety
5. Cone of Shame
6. Rise of the Fall
7. Black Friday
8. Motherfucker
9. Matador
10. From the Dead
Line Up
Mike Patton (Voce)
Jon Hudson (Chitarra)
Roddy Bottum (Tastiere)
Billy Gould (Basso)
Mike Bordin (Batteria)
 
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