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Bad Religion - Suffer
( 3272 letture )
Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo (Voce Narrante, "The Butterfly Effect")

Secondo quanto sostenevano alcuni illustri matematici e studiosi del ventesimo secolo con parole e motivazioni più complicate delle mie, anche un minimo, impercettibile cambiamento della situazione iniziale di un sistema può determinarne un radicale cambiamento nella situazione finale.
La situazione iniziale era questa: la Los Angeles dei primi anni 80; il panorama musicale di quegli anni vedeva l’hardcore punk quale genere nascente e di spicco negli ambienti sotterranei della musica, grazie soprattutto ad un elevato numero di band affascinate da questo modo più radicale e veloce di vedere il punk. In questi anni vengono pubblicati album che diveranno veri e propri capisaldi del genere, due su tutti Fresh Fruit for Rotting Vegetables dei Dead Kennedys e Rock For Light dei Bad Brains, due album su cui si potrebbe (e dovrebbe) scrivere un’enciclopedia intera per la bellezza e l'influenza che ebbero sul genere che noi tanto amiamo. In questo periodo però accade una cosa che, come un battito d’ali di farfalla, agli occhi dei contemporanei non fece alcun effetto: nel 1979 cinque persone formano i Bad Religion, una band vogliosa di fare punk e di dire la propria; cinque persone accomunate dal fatto che nessuno all’interno della band aveva ancora terminato la propria crescita fisica. Dei ragazzini in tutto e per tutto, con la voglia di spaccare il mondo suonando e scuotendo le menti dei contemporanei; purtroppo per loro non riuscirono in questo intento e fecero, in realtà, molto di più.
Il lato positivo dell’iniziare una determinata cosa di buon mattino è che se sbagli o non ti piace hai sempre modo e tempo per rimediare. Due EP e due album in studio passati praticamente inosservati fanno inizialmente cadere la band nello sconforto, la portano allo scioglimento, avvenuto nel 1984. Ma ancora è l’alba e c’è tempo per riposarsi un po’, il sole non é alto. Non troppo tempo a dir la verità, il 1987 è alle porte e bisogna muoversi, si decide che per il successivo album sará necessaria una pratica molto comune all’epoca: auto-pubblicarsi. Come? Fondando un’etichetta indipendente. Un secondo battito d’ali di farfalla più forte del primo dato il nome che diedero all'etichetta: Epitaph Records. L’etichetta che negli anni 90 farà i milioni grazie a band come NOFX, Rancid e The Offspring -quest’ultimi con Smash e i suoi 11 milioni di copie vendute pubblicheranno l’album più venduto da un’etichetta indipendente. Il motivo scatenante di tutto ciò era la voglia di rivincita dei ragazzini che ora sono più maturi di otto anni rispetto al debutto e che hanno ancora molto da dire e forse non sono ancora consapevoli di quello che riusciranno a fare.

Siamo nel 1988 e viene pubblicato da quest'etichetta ai tempi sconosciuta Suffer, terzo album in studio per i Bad Religion, primo album dopo la reunion e punto zero della musica che riempirà le classifiche negli anni 90: l’hardcore punk melodico. Poco più di 26 minuti divisi in 15 canzoni, o meglio, in quindici pepite incandescenti che sputano sentenze riguardo la società e i suoi dogmi. Secondo il cantante dei NOFX questo album fu quello che "cambió ogni cosa" ed in effetti é difficile dargli torto; perché album come Dookie dei Green Day o Conspiracy of One dei The Offspring difficilmente sarebbero venuti fuori senza questa gemma di nome Suffer. Il cambiamento, il terremoto piú che nei contenuti, che erano degli standard in quell'ambiente musicale, é nella forma e nella musica che viene condensata in brani dalla durata brevissima. Brani formati da riff fulminei fatti da accordi aperti e un basso pulsante armonizzato alla perfezione. Oltre a questi aspetti non poco importanti c'é peró il cantato che é il vero artefice del cambiamento. Cori di protesta, filippiche contro questo mondo dominato dai dogmi, sentenze non urlate a squarciagola bensí chiarite e scandite da un cantato melodico e aggressivo allo stesso tempo che raramente si era sentito prima di allora in queste condizioni. Tutto questo é subito chiaro dalla prima canzone You’re (The Government) che contiene tutti gli elementi sopra descritti, una bellezza bruciante che non ti da il tempo di gustarla appieno. Tutto l'album scorre su standard elevatissimi con brani dalla struttura praticamente uguale e, nonostante ciò, ciascuno con una propria dignitá e bellezza. Proseguendo troviamo How Much Is Enough? con ritmi ancora più sostenuti e ottime armonizzazioni vocali. Dopo un pezzo senza nulla di eccezionale da segnalare ci troviamo di fronte al brano più bello di tutto il platter: Give You Nothing, rabbia ferina, meno melodia nella voce e cambi di riff fulminei fino ad un rallentamento a metà che lascia a bocca aperta per incisività e bellezza. Subito dopo Land of Competition si distingue per un bellissimo testo che raffigura uno scorcio di gioventù losangelina nella sua alienazione e vacuità, tutto molto attuale. La traccia numero otto, Best for You, mostra un suono molto corposo grazie ai vari musicisti ospiti che hanno dato il loro contributo e si scaglia contro la chiesa, da copione se ti chiami in quel modo. Sul finire del disco si segnala Delirium of Disorder per l’intro spettrale data da una voce distorta cupissima con ritmi quasi heavy e un riff serratissimo. Queste erano alcune tracce ma si potrebbe parlare anche delle altre in quanto l’album è un blocco monolitico lungo un po’ meno di mezz’ora dov’è condensata un’idea ben precisa di una band all’apice del proprio splendore compositivo. Risulta dunque difficile scegliere quali brani siano migliori di altri dato che la differenza è lo spessore della carta velina. Questo il grande merito dei Bad Religion.

Tirando le somme , con Suffer i Bad Religion vengono proiettati nell’Olimpo dei grandi gruppi del ventesimo secolo, di quelli che fanno sempre discutere e se ci sono loro in qualche festival allora si possono già iniziare a ringraziare e lodare gli organizzatori per aver portato un pezzo di storia sul palco. Bisogna ascoltare questo album perché ci insegna come nulla é perduto e c'è sempre tempo per inseguire e ottenere i propri sogni, perché é bellissimo e ogni canzone mette una carica impressionante, perché i ragazzi sono dei musicisti eccellenti e questo si vede dalle varie armonizzazioni lungo le varie canzoni e dalla freschezza che è presente in ogni singola composizione, perché se qualcuno di voi ha iniziato ad ascoltare musica distorta e pesante grazie ai Blink 182, ai Green Day, ai NOFX il merito è soprattutto di questo album. Un album ed una band che fa della coerenza il proprio punto di forza, l’idea musicale di base è stata mantenuta per tutti i ventisei minuti, poteva essere un flop ed invece non lo è stato. Grazie a questo album infatti abbiamo l’hardcore punk melodico.
Ascoltiamo musica perché ci piace, ci coccola, ci fa stare in pace col mondo. Eppure ogni tanto, dietro quattro note sgangherate riusciamo a trovare il filo del discorso, riusciamo a trovare ragioni che ci fanno crescere, troviamo la crescita. Spesso sono album che si distinguono dagli altri perché non iniziano dalla prima traccia, iniziano molto prima, da un minuscolo e impercettibile battito d’ali di farfalla.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
96.73 su 52 voti [ VOTA]
GRC
Venerdì 8 Marzo 2019, 19.39.11
12
Capolavoro Punk. Non sono espertissimo di Punk tanto meno di Hardcore, preferisco il Metal e comunque i generi derivati dal Rock and Blues più che quelli dal Rock and Roll, ma questo, e il successivo No Control, credo siano tra i migliori dischi Punk, perlomeno di quelli che conosco io
Area
Mercoledì 20 Giugno 2018, 14.58.53
11
Uno dei migliori album Punk Americani degli anni 90 e di sempre. Molti dei classici della band in questo lavoro ci sono! Sono tra quelli che se l'é ascoltato un milione di volte nel tragitto in pullman dalla scuola superiore a casa. Quanti ricordi! XD Come già ottimamente detto in recensione praticamente Suffer ha ispirato tutte quelle band Pop Punk o Melodic Hc che sono nate negli 80 e sono esplose definitivamente anche nel mainstream nei 90.
TheSkullBeneathTheSkin
Venerdì 7 Luglio 2017, 14.18.18
10
Scorrendo la pagina, avevo il terrore di vedere il voto dei lettori... le sentenze tipo "questo non è metal" che puzzano di latte... invece sono sbalordito! Voto 90, grande album, anche se gli preferisco No Control, Recipe for Hate, The Empire Strikes First ma soltanto perchè sono uno più bello dell'altro... ed anzi, ascoltatevi True North che è il sediciesimo in studio dopo 31anni di fottuta carriera e ditemi se hanno perso un solo byte della loro grinta. Semplicemente dei fuoriclasse. Grazie Nino
Silvia
Venerdì 5 Maggio 2017, 11.03.20
9
Che gruppo fantastico, qui si parla davvero di Storia con la S maiuscola. Non si possono contare i gruppi che sono esistiti grazie a loro! Suffer è molto bello però personalmente preferisco Generator e Recipe for Hate, velocità, ritmiche di base ma fantastiche armonizzazioni vocali.E poi i testi!!! Bellissime rasoiate che a prima vista non ti dicono niente, ma poi ci pensi e ne comprendi la profondità: 21st century digital boy, Fertile Crescent o anche la famosissima American Jesus (e mille altri). Qualcuno addirittura pensava che fosse un testo sull'orgoglio americano, perchè a prima vista sembra.....
matt2
Venerdì 29 Maggio 2015, 13.20.54
8
concordo con quello che si dice qui sotto , no control forse è più "definitivo" di questo nel senso che forse definisce meglio il concetto di hardcore melodico che tanti proseliti farà negli anni a venire sotto il marchio epitaph. su suffer poco da dire giusto il 90, due album questi che potrebbero essere fusi in uno solo tanto i pezzi si somigliano , questa signori miei è arte. estrema ma arte.
Danny boy
Venerdì 29 Maggio 2015, 11.39.48
7
Suffer e No Control sono dei capisaldi. Dischi bellissimi che è sempre bello riascoltare ancora oggi e tornare adolescenti arrabbiati con il mondo, pronti a vivere tutto alla velocità della luce. Un disco come Suffer raccoglie la carica di quegli anni, l'attitudine e la voglia di esplodere. Lo fa e lo trasporta in musica. Bello !!!
Macca
Domenica 24 Maggio 2015, 21.24.36
6
Gruppo e album fondamentali per la mia crescita musicale e non solo. Pennywise, Lagwagon, Descendents, Bad Religion, Jawbreaker... bei tempi!! Gran recensione, voto un po alto ma a certe chicche ci sta.
ThreePieces
Sabato 23 Maggio 2015, 11.48.14
5
@Sonny73 Grazie mille! Continua a seguirci
sonny73
Sabato 23 Maggio 2015, 11.32.05
4
Dimenticavo, bella recensione. concordo anche sul voto.
sonny73
Sabato 23 Maggio 2015, 11.29.39
3
Bad Religion. Mi accompagnano quotidianamente dal 1993, dall'uscita di Recipe for Hate non li ho più lasciati. Visti un paio di volte dal vivo. Cosa dire se non FANTASTICI!!!
Ivory Coffin
Sabato 23 Maggio 2015, 11.12.41
2
Ascoltato un miliardo di volte nel tragitto che portava al liceo. Mi dava una carica pazzesca. Sempre. Anche quando c'era il compito di mate. Anche quando la vita ti vomitava addosso tutta la sua schifezza. 26 minuti di splendore che potrei recitare a memoria in ogni dove, pure fra cent'anni. Altro che le poesie di Montale o le leggi di Ohm...
LAMBRUSCORE
Sabato 23 Maggio 2015, 11.05.51
1
Grande disco, visti live nel 1993, hanno fatto storia, poi per me hanno toppato un po' di dischi, diciamo che anche loro si erano commercializzati un po', eh???? verso la fine degli anni '90....
INFORMAZIONI
1988
Epitaph Records
Hardcore
Tracklist
1. You're (The Government)
2. 1000 More Fools
3. How Much Is Enough?
4. When?
5. Give You Nothing
6. Land of Competition
7. Forbidden Beat
8. Best for You
9. Suffer
10. Delirium of Disorder
11. Part II (The Number Game)
12. What Can You Do?
13. Do What You Want
14. Part IV (The Index Fossil)
15. Pessimistic Lines
Line Up
Greg Graffin (Voce)
Brett Gurewitz (Chitarra)
Greg Hetson (Chitarra)
Jay Bentley (Basso)
Pete Finestone (Batteria)
 
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