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Hour of Penance - Disturbance
( 1141 letture )
Nonostante qualche elemento di spicco qua e là, in Italia il brutal non era molto considerato. Con il sempre maggior interesse di pubblico e di offerta, si è però andata a creare in questi ultimi anni una vivace seppur piccola scena di metal estremo, che coniuga gli aspetti positivi del nostro paese: creatività ed originalità. Basta pensare a band quali The Orange Man Theory, Dark Lunacy, giusto per citare un paio di gruppi che sono riusciti a varcare anche i confini nazionali.
Poi all'orizzonte si è stagliata una band da Roma, ed occhi ed orecchie di mezzo mondo metal si sono orientati verso il Belpaese, causa una proposta musicale davvero sorprendente ed una vena creativa che poi ha portato al seguente split con i Flashgod Apocalypse, ulteriore incarnazione di creatività e musica che è riuscita ad avvicinare moltissimi fan da tutto il globo terracqueo.
Ma al sound terremotante ed irrefrenabile, oltre che personalissimo, di oggi si è arrivati album dopo album, smussando i difetti, lavorando sulla tecnica ed introducendo piccoli elementi distintivi che ad oggi, fanno degli Hour of Penance uno degli esempi più riusciti e, perché no, unici nella loro proposta, del metal odierno. Non che non ci siano band simili ovviamente, ma la personalità della band è marcatissima e solida, e questo basta per darle quel qualcosa che suona diversa anche da act della stessa impronta.

Disturbance è l'esordio dei romani ed è ovviamente il più lontano da quei Sediction e Regicide che hanno spopolato in lungo ed in largo.
Disturbance è sì una creatura degli Hour of Penance, ma è ancora incastrato in piccoli tasselli di brutal death americano. Non che questo sia propriamente un problema, ma la personalità dei nostri non è ancora del tutto fuoriuscita a dovere. Le ispirazioni da Cannibal Corpse, Hate Eternal ed in generale dal metal di oltreoceano si sentono eccome, ma lasciano già intravedere quanto di buono ci sia nel gruppo e non pregiudicano la riuscita di un disco più che discreto.
La produzione è un po' il punto debole del disco, non che sia fatta male, anzi, come prima uscita è davvero convincente, ma appunto richiama decisamente le band sopra citate, dando maggiormente l'impressione di un sound ancora derivativo. Il seguente The Vile Conception è decisamente su un altro pianeta per efficacia, durezza e personalità, basta dare un ascolto alla tellurica From Hate to Suffering, traccia che abbraccia i più brutali Cannibal Corpse, ma che riproposta nel successivo disco, acquisisce tutto un altro sapore, grazie anche appunto ad una produzione che trasuda metal e potenza da ogni dove. Anche Soul Addicted deve molto agli americani, nonostante sia una mazzata non da poco.
Ma non c'è da disperare, Rise and Oppress è già un bel biglietto da visita dei nostri, From Hate to Suffering è comunque micidiale nel suo incedere e N.E.M.A. è un'ulteriore conferma del talento della band, mentre il disco scorre veloce e compatto, mancando solo di una vera e propria hit per essere un esordio perfetto, ma una caratteristica degli Hour of Penance è proprio quella di offrire album davvero trascinanti e coinvolgenti nella loro interezza, quindi quest'ultimo lo si può considerare un difetto di poco conto.

Insomma, in un colpo solo, gli Hour of Penance colmano un vuoto, quello di una band dal peso internazionale da proporre non solo come capofila del brutal indigeno, ma anche come elemento di spicco e fonte di ispirazione per altre band lungo tutti gli emisferi conosciuti. La proposta dei nostri, seppur rimanendo fedele ad una propria idea di suono, si è sempre evoluta in maniera decisa, magari non sempre efficacissima, ma sempre distinguendosi senza remore per la sua particolarità.
Ascoltare quindi Disturbance prima o dopo i lavori odierni della band romana dà un'idea precisa e netta dei cambiamenti lungo gli anni e, se è vero che il primo album degli Hour of Penance sbiadisce un poco davanti alla classe dei dischi successivi, resta un onestissimo e più che discreto album di esordio; e non solo, ma è anche una splendida conferma di come, anche nel brutal, mutare un sound che molti vogliono statico ed intoccabile per suonare pesante, con idee ben precise ed un po' di folle coraggio può diventare pesantissimo e riuscito. In definitiva, nonostante i tanti problemi che affliggono la scena in Italia, Disturbance è la nascita di un piccolo grande orgoglio del metal italiano.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
66 su 2 voti [ VOTA]
Ad astra
Sabato 30 Maggio 2015, 17.22.25
5
Li conobbi proprio con questo disco e di supporto ai krisiun oramai ...boh nemmeno ricordo... Han passato questa fase seminale poi arrivati grandi dischi fino a sedition dopo l'ultimo sa un po do tappo... Grande realtà. Italiana ad ogni modo
Reek
Sabato 30 Maggio 2015, 17.04.22
4
Per riuscire ad ascoltarmi il promo ho dovuto pazientare almeno 4 anni, perché una buon'anima lo mettesse su youtube
metallo
Sabato 30 Maggio 2015, 15.29.28
3
Purtroppo con questa line-up non li ho mai potuti vedere live, ed e' un peccato, li ho visti in concerto 4 volte e non mi hanno mai deluso ma mai appunto con questi componenti.Per quanto riguarda l'album, concordo sulla personalita' ,l' influenza dei Cannibl si sente, ma gia' allora pero ' la qualita' dei musicisti si sentiva nettamente, Mercurio poi e' veramente stupendo.Comunque concordo anche io il capolavoro verra' dopo, ma questo rimane pur sempre un bell' album,veloce, furioso, efficacemente micidiale e diretto.
andy usurper
Sabato 30 Maggio 2015, 14.37.12
2
Ottimo album,ma poi arrivò Paradogma che cancellò un mucchio di dischi italiani ed esteri tanta è ancor oggi la sua bellezza ,devastante!
LAMBRUSCORE
Sabato 30 Maggio 2015, 11.09.11
1
Li conosco fin dal loro primo demo del 2000, incuriosito da una buona recensione su un giornale dell'epoca, davvero ottimo, me lo avevano spedito loro, poi li ho visti la prima volta nel 2003 e lì ho comprato questo disco, mi piace ancora, grezzo ,veloce, per me il suono è anche meglio di tante produzioni pulite e poco vere, ahaha. Li ho rivisti alcuni anni fa e secondo me non c'era nessuno della formazione originale, mah ,per me un gruppo dovrebbe continuare a chiamarsi così, se almeno c'è un membro originale, tipo i Napalm Death ,aahha, che hanno cambiato tutti, comunque grandi Hour Of Penance, anche nei loro dischi successivi.....
INFORMAZIONI
2003
Xtreem Music
Brutal
Tracklist
1. Der Zorn Gottes
2. Rise and Oppress
3. Mystification as Law
4. From Hate to Suffering
5. Inhaling Disbelief
6. N. E. M. A.
7. Spires
8. Soul Addicted
9. Dawn of Cerberus
10. Blood Tribute
Line Up
Mike Viti (Voce, Basso)
Enrico Schettino (Chitarra)
Francesco DeHonestis (Chitarra)
Mauro Mercurio (Batteria)
 
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