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Textures - Drawing Circles
( 4939 letture )
Vincere una scommessa fa sempre piacere, anche quando in ballo non vi è nulla, e la disputa quindi si traduce in una semplice previone di quel che sarà!

Vedo di tradurre questi vaneggi in qualcosa di comprensibile ai più: era il 2003 quando un gruppetto olandese sconosciuto si presentò con un disco dal titolo Polars.
Probabilmente a questo punto non stupirò nessuno, soprattutto dopo l'incipit, scrivendo che quel lavoro mi entusiasmò, mostrandomi una realtà innanzittutto brava a metabolizzare quanto il panorama thrash/death/core era riuscito ad esprimere, e soprattutto riuscendo a rielaborare la corrente in chiave personale, con forte propensione verso eleganti schemi progressivi.
E' risaputo che tali "minostroni" spesso sono risultati essere sinonimo di confusione, ma in questo caso il prodotto finale, nonostante fosse un debut, suonò già soprendentemente fluido e maturo, oltrettutto lasciando intravedere margini di miglioramento.

A distanza di tre anni i Textures concretizzano le mie (e non solo) ottime impressioni, traducendo le aspettative in un album che a tutti gli effetti può essere considerato un masterprice!
Probabilmente consapevoli di quanto ben fatto nella precedente fatica, i nostri con questo nuovo Drawing Circles puntano a smussare gli angoli affinnando ulteriormente la proposta.
I primi rimandi sono avviamente verso compagini come Devin Townsend Band e i più ispirati Mastodon e Soilwork, senza dimenticare i primi Meshuggah; ma ripeto: nonostante i pochi anni di militanza nella scena il gruppo orange è dotato di grande personalità, caratteristica questa assolutamente evidente in fase di songwriting.
Dieci brani che trovano la perfetta sinergia in un mix più che riuscito di luci ed ombre, melodie e sfuriate, riff e arpeggi.
Netti miglioramenti nel reparto vocale, che in questo nuovo episodio concede più spazio al clean vocals, in particolar modo nella seconda metà del disco. Le stesse chitarre sembrano seguire questa linea morbida lasciando maggiore ossigeno per interessantissime sezioni ritmiche, per non parlare dei numerosi break sparsi nelle varie composizioni, interrotti da micidiali riprese capici di togliere il fiato.
Ogni elemento è curato nel dettaglio, e non difettano certo la perfetta produzione, che aggiunge il giusto tocco di eleganza a l'intero elaborato, come l'intricante artwork.

In definitiva un prodotto che, oltre ad essere di indiscutibile livello, risulta appetibile per una vasta fascia di mercato, visto il riuscito binomio tra assoluta qualità e fruibilità della proposta.

Imperdibili!



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
51.22 su 45 voti [ VOTA]
Awake
Venerdì 23 Agosto 2013, 2.02.40
5
Album pauroso, sottovalutatissimo dalla solita intellighentia mainstream. Broks alle pelli è formidabile per originalità, eleganza, precisione e sana incazzatura post-adolescenziale (all'epoca). Veramente un ottimo lavoro. Consigliatissimo.
Aelfwine
Venerdì 23 Marzo 2012, 13.21.28
4
Che recensione concisa ed efficace! E non parliamo poi della bellezza del disco, qualcosa di raffinatissimo. Ma non capisco però il voto dei lettori, che al momento è 46.2, forse c'è stato qualche errore...
Savatage
Domenica 14 Novembre 2010, 17.17.52
3
Copertina splendida!!!! A quando le recensioni degli altri dischi??
Nikolas
Domenica 17 Maggio 2009, 23.04.32
2
Il disco è ottimo... e vogliamo parlare della copertina???
Savatage
Lunedì 14 Aprile 2008, 13.13.17
1
Secondo me è stato uno dei dischi più belli del 2006. Acquisto obbligato per gli amanti del genere.....
INFORMAZIONI
2006
Listenable/Audioglobe
Melodic / Techno / Death
Tracklist
1. Drive
2. Regenesis
3. Denying Gravity
4. Illumination
5. Stream Of Consciousness
6. Upwards
7. Circular
8. Millstone
9. Touching The Absolute
10. Surreal State Of Enlightment
Line Up
Eric Kalsbeek (Vocals)
Jochem Jacobs (Guitars, Vocals)
Bart Hennephof (Guitars)
Dennis Aarts (Bass)
Richard Rietdijk (Synths)
Stef Broks (Drums)
 
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