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Smash Into Pieces - The Apocalypse DJ
( 1462 letture )
Una ventata di aria nuova, una brezza che spira portando con sé gli elementi che già c’erano da prima e ancora prima. Nonostante tutto si tende spesso a chiamarla “aria nuova”. E ci sta anche bene nel momento in cui la parola ”nuova” è sinonimo di “fresca”. Qua di freschezza ce n’è a palate, ancora non tutto è perfetto, le idee devono ancora districarsi correttamente ma il buongiorno è più che rassicurante, l’aria mattutina giova.
La freschezza è di cinque ragazzi provenienti dal nord Europa, dalla Svezia per la precisione, che hanno deciso di fare della musica la loro professione e con professionalità hanno registrato questo secondo album in studio, The Apocalypse DJ. Gli Smash into Pieces si sono formati nel 2008 e grazie ad un incessante lavoro sono riusciti ad ottenere un contratto con la Gain Music con la quale hanno pubblicato il proprio debutto Unbreakable e l’album in questione. Lungo questi anni la band ha sempre rincorso i propri sogni con passione e dedizione arrivando a dividere il palco con artisti del calibro degli Alter bridge. Però, si sa, anche con tutta la dedizione del mondo è difficile andare avanti a certi livelli se non si ha una proposta accattivante e ben attuata e i nostri ragazzi sono ben armati anche da questo punto di vista. La loro proposta musicale è un alternative metal principalmente votato al passaggio radiofonico, fatto di riff melodici accattivanti, chorus che entrano subito in testa, ritmi semplici e compatti. Tra le influenze che risultano più lampanti troviamo gli Alter Bridge e Rammstein, i primi per quando riguarda il lavoro chitarristico e vocale con il cantante che talvolta pare voler emulare Myles Kennedy nonostante abbia un registro vocale più grave rispetto al cantante di Boston; dai Rammstein invece i nostri prendono ispirazione per quando riguarda i synth che fanno capolino lungo tutto il corso dell’album. Nonostante tutto la band riesce quasi sempre a mescolare particolarmente le due influenze in un composto che appare nuovo e frizzante. Vediamolo meglio.

The Apocalypse DJ conta undici brani di lunghezza che varia dai tre ai quattro minuti e proprio su questa scelta posa la caratteristica principale dell’album e del percorso artistico che la band ha intrapreso: undici brani e altrettanti possibili singoli radiofonici scagliati con tutta la violenza del caso verso l’ascoltatore. Complice di questa scelta non è solo la durata dei brani ma anche la struttura praticamente uguale per tutti, strofa-ritornello-strofa-bridge o assolo- ritornello. L’album si apre con un riff sintetico che annuncia l’imminente entrata delle chitarre massicce e compatte e l’inizio di Stronger, ottime armonizzazioni vocali e un ritornello che non vi uscirà mai più dalla testa. Chi ben comincia è a metà dell’opera dicono. Subito dopo troviamo My Cocaine, il primo pezzo da novanta del platter, una strofa e un ritornello meravigliosi in cui troviamo per la prima volta una commistione tra la voce del cantante e un’altra femminile che si scambiano come e sembrano danzare sulle note, brano da dedicare alla propria fidanzata, moglie, coniuge. Proseguendo fa capolino Checkmate, una power ballad davvero piacevole e ben scritta, chitarre pulite nella strofa e chorus da capogiro. Dispiace però dover constatare la toppa similarità di scelte ed atmosfere con gli Alter Bridge, se infatti questa inclinazione della band negli altri brani è celata dai synth e i chorus femminili qui invece appare lampante. La quinta traccia è Don’t Wake Me Up, piacevole con un ottimo lavoro chitarristico nei riff e degli ottimi orpelli pianistici nella strofa, sul finire abbiamo pure un accenno di growl e un assolo di chitarra, roba che durante l’album sarà rara.
Al centro dell’album è però succede qualcosa, l’inizio è con un pianoforte e dopo un po’ entrano basso, batteria e voce, calda e potente. Piacevole all’ascolto, ma già c’eravamo abituati con gli altri brani, il ritornello no invece. Il ritornello è qualcosa di epico, eccezionale come l’assolo brevissimo di chitarra e il bridge; un brano di quelli che fa cantare uno stadio intero, dalla prima fila all’ultima: Another Day on the Battlefield è senza ombra di dubbio il miglior brano dell’album e uno dei migliori sentiti negli ultimi anni nell’ambito radiofonico rock/metal. La migliore caratteristica di questo album è la costanza con cui brani belli e convincenti compaiono, pezzi tirati dall’inizio alla fine, con ottimi ritornelli (i nostri ragazzi si riveleranno maestri in questo), Bullets ne è la prova con in più un lungo assolo e un ritmo epico. A chiudere l’album Rock N Roll (The Apocalypse Tribute) che nonostante il nome è il brano più danzereccio di tutto il platter, groove che ti prende e ti fa venir voglia di ballare, synth acidi e riff perfetto, una chiusura degna dello svolgimento.

Tirando le somme, l’album e la band purtroppo pagano cara la troppa “genuinità”: non sempre infatti si sente l’amalgama e la personalità di una band che riesca a fare proprie le evidenti influenze, incanalandole in un progetto che abbia sua ragione d’esistere. Bastano solo un paio di tracce composte in questo modo per far crollare un castello che agli albori di qualsiasi band è fatto di carta, nonostante ciò la cosa bella dei castelli di carte è che dopo che sono cascati si può e si deve ritentare per arrivare fino al cielo. I nostri ragazzi possono perciò essere felici di quanto fatto fino ad ora e com’è stato fatto poiché la passione si avverte tutta ed è bellissima. Altro dato fondamentale dell’album è la capacità della band di creare ritornelli che altre band riescono a trovare solo in carriere intere.
Complici anche di un ottimo contratto con la Gain Music gli Smash into Pieces hanno il futuro dalla loro parte e saranno pronti a stupirci magari osando un po’ di più, anche se già l’inizio è qualcosa di cui andar fieri. Album adatto ai nostalgici delle band hard & heavy piene di singoloni e ballad strappalacrime. Questi sono la naturale evoluzione, sono aria fresca e forse un po’ nuova.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
81.33 su 3 voti [ VOTA]
Sonny
Giovedì 4 Giugno 2015, 14.28.25
1
Dopo la bella sorpresa firmata Outtrigger sono proprio curioso di scoprire questi altri svedesi...
INFORMAZIONI
2015
Gain Music
Alternative Metal
Tracklist
1. Stronger
2. My Cocaine
3. Disaster Highway
4. Checkmate
5. Don't Wake Me Up
6. Another Day on the Battlefield
7. Reaching Out
8. Color of your Eyes
9. Bullets
10. Burn
11. Rock N Roll (The Apocalypse Tribute)
Line Up
Chris Adam Hedman Sörbye (Voce)
Benjamin Jennebo (Chitarra)
Per Bergquist (Chitarra, Cori)
Viktor Vidlund (Basso)
Isak Snow (Batteria)
 
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