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Goat Semen - Ego Svm Satana
( 765 letture )
Il culto della morte è molto sentito nel Sud America, basti pensare alla Santa Morte venerata in Messico o il San La Muerte in Paraguay. Tutti riti non riconosciuti dalla Chiesa e dai suoi Ministri, ma senza scendere nella blasfemia più spinta, nell’America Latina queste credenze hanno un riscontro molto intenso, soprattutto da chi ha uno stile di vita pericoloso e criminoso.
La cultura della morte e della guerra è nell’indole primitiva di quelle popolazioni, sin dagli antichi culti delle civiltà spazzate via dalla furia conquistatrice degli Spagnoli, ma quell’indole si è mantenuta pressoché pura col tempo e con il giungere dell’Era Moderna, questa ha assunto espressività diverse, è stata accostata ai cambiamenti artistici e generazionali.

La musica metal è nata come simbolo di ribellione, una divulgazione delle proprie insoddisfazioni verso società di cui –forse- non ci sentiamo di far parte e con l’estremizzazione che questo genere ha subito negli anni, è nata una scena assolutamente ricca di gruppi nel Sud America, tutti spietati, che raccontano storie di rituali, di blasfemia, inni alla guerra e alla morte, con una sessione ritmica estremamente semplice, ma molto efficace, capace di creare quel mood di violenza sanguinaria e al contempo disperazione, fulgida sensazione che attanaglia e accomuna fra loro i vari gruppi provenienti da un po’ tutti i paesi sudamericani.
I peruviani Goat Semen sono un gruppo obiettivamente non troppo datato, pur essendo ormai attivi da quindici anni. Tuttavia, sono nati dopo l’esplosione di questa becera salsa sudamericana iniziata da illustri colleghi come i primi Sepultura e Sarcòfago, e negli anni sono sempre rimasti nell’ombra più tetra dell’underground, producendo esclusivamente demo e split per quei pochi interessati a questo mondo disposti ad addentrarsi tra questi meandri, mossi da mera curiosità e talvolta fascino. Ego Svm Satana è quindi il primo vero album della band e nella sua durata viene trasmesso un ripudio totale alla vita, una vendetta contro l’esistenza, una rabbia incessante che colpisce come frustate, un castigo sonoro il quale dura neanche quaranta minuti, ma che fa trasparire chiaramente l’indole della band, una selvaggia indole che trasuda violenza guerrafondaia e satanismo, il tutto salta subito all’orecchio dell’ascoltatore sin dall’intro, una sorta di rielaborazione blasfema del Letanias de Satan di Charles Baudelaire, il quale fa da apripista a Holocausto, una canzone brutale, veloce e in perfetto stile grindcore, non dà assolutamente un briciolo di respiro nella sua breve durata di un minuto e venti secondi.

Le influenze primarie della band sono chiaramente Beherit, Sarcòfago e Anal Vomit, tuttavia non disdegnano alcuni passaggi di scuola Blasphemy, soprattutto nella canzone Genocidio armata di un solido riffing, intenso, la quale c’è appunto un continuo alternarsi di stili tra i canadesi e brasiliani, ma per tutta la durata il disco risulta omogeneo e una corposa veemenza nella sessione ritmica, con inserimenti di brevi e frenetici assoli, il tutto con accompagnato da una batteria solida, quanto semplice.
La successione di brani risulta assolutamente travolgente, una massiccia violenza che infonde un senso di rifiuto verso la razza umana, suscitando naturale sgomento nei pochi rallentamenti presenti, parti d’atmosfera che ricordano i Mystifier, altra gloriosa formazione black metal brasiliana anni ’90, inserendo parti di tastiera che non guastano affatto: Madre Muerte è l’esempio migliore del disco, un inno alla morte armata di una granitica struttura e delle fameliche e disperate urla (cosa che in un certo senso può ricordare Christ’s Death dei Sarcòfago). La canzone è in realtà una vecchia conoscenza per chi segue la band peruviana dagli esordi: infatti, è un pezzo presente sin dal primo demo e che è stato riproposto più volte nelle successive uscite, stesso discorso vale per Warfare Noise, altra canzone di grande effetto e unico pezzo cantato in inglese, con una sirena antiaerea che anticipa un’esplosione di violenza sonora.
Continuando, si arriva ad un pezzo di circa dieci minuti, una salsa mista tra rituale e violenza, aperta dalle stesse urla fameliche che abbiamo trovato nella traccia precedente e con le prime strofe cantate in coro che sanno di maledizione, un abietto rituale di perdizione, il tutto accompagnato da una ritmica cadenzata che si unisce allo spietato scream del cantante fino a giungere al riffing che dà vita alla canzone, la quale prosegue su un alternarsi di cambi di tempo, tra sfuriate e rallentamenti, fino alla conclusione affidata a delle fameliche urla di astio, che precedono la terminale titletrack, armata di un riffing prepotente, la cui potenza resta alta per tutta la durata, spezzata dai lamenti centrali da anime dannate in continua lotta con il proprio infernale destino.

La Hells Headbangers Records inizia bene questo 2015, portando sul mercato un nome estremamente underground come i Goat Semen, ma abbastanza valido e, sebbene sia un prodotto di nicchia, che non fa certamente gridare al miracolo -ma risulta piacevole all’ascolto- e rivolto a pochi estimatori di questo tipo di musica, i palati che masticano Sarcòfago, Anal Vomit e Mystifier, avranno un discreto passatempo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
73.5 su 2 voti [ VOTA]
Gemini72
Martedì 9 Giugno 2015, 15.21.07
1
Gran bella recensione, che mi ha incuriosito al punto giusto: acquisto obbligato per me, che già sono un fan di vecchia data dei maestri Sepultura (quelli degli esordi, e quelli veri fino agli album che hanno fatto scuola) e degli storici Sarcofago. Lunga vita al metal estremo brasiliano, e sudamericano in generale
INFORMAZIONI
2015
Hell’s Headbangers
Death / Black
Tracklist
1. Letanias de Satan (Intro)
2. Holocausto
3. Genocidio
4. Warfare Noise
5. Revelaciones
6. Altares de Pandemonium
7. Madre Muerte
8. Hambre, Peste, Guerra y Muerte
9. Ego Svm Satana
Line Up
Erick Neyra (Voce)
Wa Han Beleth (Chitarra)
Necro (Basso)
Satyricon (Batteria)
 
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