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Sunlight - My Own Truth
( 1097 letture )
La presentazione che ci fornisce la Total Metal Records dei Sunlight è semplice e chiara: una band al debutto discografico, composto da cinque giovani ragazzi provenienti dalla Grecia e grandi appassionati dell’heavy metal del vecchio continente. Con arrangiamenti melodici, qualche scivolata nell’hard rock ed alcune sfuriate power metal, la band presenta My Own Truth con un disco per i fan di Whitesnake, Deep Purple, Iron Maiden ed Helloween, abbastanza nomi da scomodare la leggenda del metallo europeo targato anni settanta - ottanta. In una descrizione del genere, il rischio più grande che una band come i Sunlight può correre nel debut album è quello di comporre un polpettone che unisce hard rock, heavy e power metal senza soluzione di continuità, in uno di quei generi moderni che non sa né di carne, né di pesce, perdendo conseguentemente tutto il sapore che i generi distinti hanno saputo regalarci con i loro rappresentati più famosi. Potrebbe risultare normale, quindi, avvicinarsi a My Own Truth con un po’ di scetticismo, correlato soprattutto al largo spettro descrittivo che ci viene proposto e, soprattutto, alle solite citazioni di band leggendarie, sfruttate dall’ottanta per cento dei gruppi di prossima uscita per descrivere il proprio sound. Che poi, spesso e volentieri, risulta piatto e privo di mordente, consegnandoci un lavoro che pare un copia-incolla senza ritegno. Per la band greca il discorso sarà diverso? Scopriamolo insieme.

Il disco si apre con Back to Life, un mix di heavy/power con qualche venatura di hard rock melodico. Le linee vocali ricalcano gli stilemi del genere, fornendoci una prova squillante del frontman Dimitris Giannakopoulos, unita ad un’elaborazione compositiva abbastanza pedante ma che vanta una bella sezione solista. Follow Your Heart mantiene la direzione su queste caratteristiche, dimostrando l’ispirazione presa da band quali Whitesnake e Triumph, di questi ultimi non solo per il titolo del brano. Se My Own Truth rischiava di diventare un semplice disco a polpettone, è proprio la title-track a negare fermamente: il pezzo è una ballad d’atmosfera, con le tastiere di Panos Anastopoulos che intessono una base evocativa, con leggeri richiami ai lavori di King Diamond. Ad essa si alternano alcuni ingressi della chitarra e certi stacchi di batteria che possono addirittura ricordarci qualcosa dei Symphony X meno progressive, pur rimanendo meno tecnici e complessi. Da sottolineare la prova vocale del frontman che, ancora una volta, riesce a fornire un’interpretazione della base musicale con grande qualità, malgrado la sua timbrica non proprio personale. Questa base viene mantenuta per la successiva ballad When I See You che, tuttavia, è collocata tra Easter Train e Earthquake, due pezzi sparati a mille con il primo a richiamare i Deep Purple con belle linee di hammond, ed il secondo a scomodare una matrice maggiormente blues nel riff portante. Se vogliamo, è proprio questa alternanza tra ballad, pezzi più heavy/power e brani tipicamente settantiani, ad essere croce e delizia dell’album, rendendolo un lavoro vario, eterogeneo e capace di mantenere alta l’attenzione già dalla prima riproduzione. Rockin’ All Around ci riporta un Panos Anasopoulos più atmosferico, mentre le chitarre ci ricordano qualcosetta degli Europe, allargando lo spettro delle ispirazioni inserite all’interno dell’album. La chiusura dell’album è affidata a due brani che rimangono sul buon livello dei precedenti, con Struggle for Deliverance a smorzare un po’ di più i toni prima del gran finale dedicato Lonely Man’s Song, uno dei pezzi più emozionanti del lotto.

Il pregio più grande di questo My Own Truth è l’ordine con cui sono stati disposti i pezzi, ciascuno con la sua caratteristica prioritaria a descriverne il contenuto: la maggior parte dei brani possiede una direzione ben precisa, che sia l’hard rock o il power metal, senza scadere nel polpettone succitato che lascia l’amaro in bocca. Graziati da una produzione cristallina, i Sunlight si dimostrano artisti a tutto tondo, capaci di spaziare dall’hard rock settantiano con linee di hammond e mid-tempo, alle ballad heavy del decennio successivo, senza disdegnare qualche cavalcata power che ci ricorda effettivamente gli Helloween; il tutto mantenendo un discreto distacco tra i generi e tenendo alta l’attenzione dell’ascoltatore nelle prime riproduzioni che, in sostanza, non sa cosa aspettarsi dal brano successivo. Le qualità tecniche ci sono tutte, nonostante la giovane età e sono di buon auspicio per il futuro del combo greco: tra tutti, spiccano sicuramente il singer Dimitris Giannakopoulos con la sua estensione vocale eccezionale ed il tastierista Panos Anastopoulos che spazia con sapienza dall’hammond, ai synth, ai suoni più atmosferici, facendo brillare le proprie tastiere. Ottima anche la sezione ritmica sulla quale si può mettere in luce anche il buon lavoro alla sei corde di Makis Kaponis che ha il grande pregio di non essere il classico chitarrista che vuole mettersi in luce ad ogni costo, ma concentra le proprie linee su un lavoro di squadra che, alla fine della fiera, funziona molto bene. Per contro, se proprio dobbiamo trovare un difetto al disco, allora si deve ricercare il rovescio della medaglia: questo continuo oscillare tra l’hard rock, l’heavy ed il power metal rende il lavoro disomogeneo e non ci permette di inquadrare un preciso marchio di fabbrica della band; nonostante questa naturalissima pecca, i Sunlight possono essere soddisfatti del loro primo album e concentrarsi sul futuro che, se dedito alla ricerca di questo sound personale, non potrà che essere roseo. Il tempo è tutto dalla loro parte ed il mercato europeo non potrà che apprezzare.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
99 su 3 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Giovedì 18 Giugno 2015, 11.01.32
1
Copertina bellissima.
INFORMAZIONI
2015
Total Metal Records
Heavy
Tracklist
1. Back to Life
2. Follow Your Heart
3. My Own Truth
4. Eastern Train
5. When I See You
6. Earthquake
7. Rockin’ All Around
8. Struggle for Deliverance
9. Lonely Man’s Song
Line Up
Dimitris Giannakopoulos (Voce)
Makis Kaponis (Chitarra, Cori)
Panos Anastopoulos (Tastiere, Sintetizzatori)
Panos Mourtzinos (Basso, Cori)
Dimitris Kapoukakis (Batteria)
 
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