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Anaal Nathrakh - The Codex Necro
( 2767 letture )
Con giusto un paio di demo c’erano già riusciti, gli Anaal Nathrakh, a crearsi un certo seguito, soprattutto nella scena underground inglese, grazie al loro approccio unico e deciso, capace di reinventare un black maligno e bestiale, in grado di farsi subito notare e di rapidamente emergere, svettando, dall’infinito limbo della tante band fresche di fondazione. Primo full-length di una lunga serie, The Codex Necro segna, nei suoi piccoli 46 minuti, un passo avanti cruciale e geniale nella storia di questo malefico duo.

Le nove tracce (aumentate poi fino a tredici in alcune successive ristampe, con l’aggiunta di bonus track dal vivo registrate nel 2003 o versioni rimasterizzate di vecchie canzoni datate 1999, fino a quel momento mai pubblicate) al vetriolo creano fin da subito il caos, sconcertando per la loro brutalità e rapidità: l’uno-due The Supreme Necrotic Audnance/When Humanity Is Cancer è devastante e non lascia scampo, ma per estinguere ogni dubbio che fosse ancora insinuato nella mente di un ascoltatore ormai al tappeto, ecco a scendere in campo e porre la parola fine d ogni speranza di redenzione, la granitica e fulminante Submission Is for the Weak, tra le più famose dell’intera release. Se si è finora sopravvissuti all’assalto barbarico del poliedrico e talentuoso Irrumator e alle urla inumane e strazianti di V.I.T.R.I.O.L., rimane ancora sufficiente tempo per poter godere appieno di questo pezzo da novanta, tra riffing sprezzanti, quasi nichilistici, e un drumming marziale e tonante a tutto blast beat (soprattutto in The Technogoat e Human, All Too Fucking Human, ma anche in Pandemonic Hyperblast che di certo non è chiamata così per nulla, ascoltare per credere), il tutto condito da una velocità esecutiva fulminea e inquietante, che non lascia letteralmente un secondo di respiro. Valore aggiunto e integrante lo strumentale sono chiaramente anche le vocals, qui più che in altre release vero marchio di fabbrica di casa degli Anaal Nathrakh, in cui a dominare è soprattutto uno screaming animalesco e disumano, sostituito in brevi passaggi da un growling profondo e greve che, se si aggiunge la miriade di interessanti sample cinematografici scelti con cura dal duo britannico, marca ancor di più l’atmosfera pesante, pressante e disagiante dell’intero disco.

Davvero difficile aggiungere un ulteriore commento ad un esperienza apocalittica e terrificante come questa, ad un ordinato pandemonio che non si ferma davanti a nulla (che dire del fratello di Irrumator soffocato in copertina?) e che proprio per il suo aspetto selvaggio e irruente può essere vissuto appieno solo attraverso una totale immersione nell’ascolto. Die on your knees!, urla ferocemente V.I.T.R.I.O.L. nella famosa Submission Is for the Weak ed è proprio così: non lascia scampo a nessuno, un disco come questo, misantropo, brutale, rabbioso, tagliente fino al midollo. Un classico che assolutamente non si può non conoscere, celebrare e, perché no, utilizzare per fare un primo ingresso in casa Anaal Nathrakh, qualora non ci abbiate ancora messo piede: ha sbalordito e scioccato il mondo, lo farà anche con voi!



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
94.33 su 3 voti [ VOTA]
Punto Omega
Martedì 23 Giugno 2015, 14.51.43
2
L'inizio. Però è dopo che diventeranno una band enorme.
Baron The Red
Sabato 20 Giugno 2015, 9.47.22
1
...Mazzatona....L'ottima recensione di Elena dice tutto...Anche se personalmente penso il meglio verrà dopo.
INFORMAZIONI
2001
Mordgrimm
Black
Tracklist
1. The Supreme Necrotic Audnance
2. When Humanity Is Cancer
3. Submission Is for the Weak
4. Pandemonic Hyperblast
5. Paradigm Shift - Annihilation
6. The Technogoat
7. Incipid Flock
8. Human, All Too Fucking Human
9. The Codex Necro
Line Up
V.I.T.R.I.O.L. (Voce)
Irrumator (Tutti gli strumenti)
 
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