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Magnum - Escape from the Shadow Garden – Live 2014
( 1412 letture )
Come già espresso recentemente in occasione della recensione del Live at Koko - London 2014 degli Uriah Heep, quando una band può vantare una carriera che sfida i decenni è facile che un live album non sia il primo -proprio per nulla, in questo caso- e nemmeno il migliore. Ad ogni modo, quando si tratta di gruppi connotati da una classe indiscutibile, è altrettanto probabile che una nuova uscita dal vivo sia perlomeno di buon livello, ed è proprio il caso di Escape From The Shadow Garden – Live 2014 dei colleghi Magnum. Tratto dal tour europeo della primavera del 2014, il disco si compone di dodici brani, selezionati in modo tale da coprire la parte migliore della loro carriera andando a pescare da sette dei diciotto album dati alle stampe tra i loro inizi ed il 2014 stesso.

Tutto quello che si può e si deve ragionevolmente chiedere ad un lavoro del genere è di ritrovare la band in buona forma, desiderosa di suonare per il suo pubblico e non soltanto di immettere sul mercato un disco per semplici questioni economiche e, infine, capace di pescare le migliori perle dal repertorio classico mettendo al loro fianco solo i brani realmente in grado di non sfigurare tra quelli più recenti. I Magnum, nonostante l'ovvia mancanza di molti pezzi da 90 della loro produzione (non sarebbe bastato un doppio CD ad includerli tutti), sono riusciti a fare proprio questo. Partendo da una registrazione "live" come si conviene, ossia con gli effetti del pubblico ben presenti e qualche imperfezione qua e là che non guasta affatto, ma anzi contribuisce a creare l'atmosfera giusta -anche se in questi casi è sempre il cantante a farne maggiormente le spese- la band di Birmingham coinvolge ancora con canzoni quali How Far Jerusalem, Les Mort Dansant, All England's Eyes, Vigilante e Kingdom of Madness, tratta dal primo album. Esaminando a fondo la scaletta, poi, ci si accorge che i classici sono concentrati per lo più nella seconda parte del disco, mentre quella dedicata ai pezzi più recenti, posti in primo piano -questi si- per ragioni commerciali, pesca a piene mani dai dischi degli ultimi anni, con quell'Escape From the Shadow Garden che giustifica anche il titolo ed al cui tour promozionale ci si riferisce, rappresentato dai primi tre brani dell'originale, largamente i migliori del lotto. Anche riascoltati in sede live, infatti, questi risultano ancora freschi ed appaganti, con la migliore in assoluto, Falling For The Big Plan, strategicamente piazzata alla posizione numero nove della scaletta, in modo da riaccendere le fiamme dell'attenzione per gli eventuali ascoltatori più giovani e non edotti dell'importanza dei vecchi brani. Il lavoro scivola via sempre più che gradevole, forse un filo troppo lungo, con tutti i componenti del gruppo in buona forma, fino all'amarcord di Kingdom Of Madness, pezzo targato 1978.

In un disco del genere, paradossalmente, le cose più interessanti possono essere considerate quelle più recenti, dato che ogni fan dei Magnum possiede già varie versioni live, ma anche le versioni in studio delle canzoni più storiche, alcune delle quali già incluse anche nel precedente lavoro dal vivo intitolato Wings of Heaven Live, risalente solo al 2008. Ciò non toglie che Escape From The Shadow Garden – Live 2014 sia un prodotto gradevolissimo ed a tratti capace di divertire molto e, proprio a questo proposito, è opportuno sottolineare ancora come gran parte di questo divertimento derivi dai tre brani estrapolati dal disco che il tour supportava, a testimonianza di come i Magnum siano vivi e vegeti a dispetto della carta di identità. Classe, capacità, gusto e buona musica; vale sempre la pena di interessarsi ad un gruppo come questo. L'opera è disponibile, per chi lo volesse, sia in versione CD Super Jewel Case che in quella doppio vinile + CD Double Gatefold.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
94.5 su 2 voti [ VOTA]
Full metal jacket
Lunedì 29 Giugno 2015, 15.55.54
4
a me l'ultimo dei Magnum è piaciuto. Comunque prima di Barker i Magnum hanno avuto se non erro altri due batteristi, tra cui l'ex Ufo Jim Simpson. Però Barker secondo me fu uno dei responsabili della svolta tecnologica, un po alla Power Station, avvenuta con Vigilante
Lele 12 DiAnno
Lunedì 29 Giugno 2015, 10.28.50
3
Gorin
Janko
Domenica 28 Giugno 2015, 22.25.33
2
Amo i Magnum da sempre ma, da quando se ne è andato il batterista originale, Mickey Barker, il loro suono fa letteralmente cagare. Come le canzoni. Un gruppo che prima aveva una potenza sdi suono incredibile, sono ora un band come tante. Trsite fine.
warrior63
Lunedì 22 Giugno 2015, 13.48.59
1
Secondo me un grande grande album che affascina ascolto dopo ascolto ottimo. Recensione impeccabile. How far jerusalem un gradino sopra ma. ..questione di centimetri. Consigliato a tutti. Immensi MAGNUM
INFORMAZIONI
2015
SPV/Steamhammer
Hard Rock
Tracklist
Super Jewel Case
1. Live ‘til You Die
2. Black Skies
3. Freedom Day
4. Dance of the Black Tattoo
5. Blood Red Laughter
6. Unwritten Sacrifice
7. How Far Jerusalem
8. Les Morts Dansant
9. Falling For the Big Plan
10. All England’s Eyes
11. Vigilante
12. Kingdom of Madness

Vinyl version

LP 1

Side 1
1. Live ‘til You Die
2. Black Skies
3. Freedom Day

Side 2
1. Dance of the Black Tattoo
2. Blood Red Laughter
3. Unwritten Sacrifice

LP 2

Side 1
1. How Far Jerusalem
2. Les Morts Dansant
3. Falling For the Big Plan

Side 2
1. All England’s Eyes
2. Vigilante
3. Kingdom of Madness
Line Up
Bob Catley (Voce)
Tony Clarkin (Chitarre)
Al Barrow (Basso)
Mark Stanway (Tastiere)
Harry James (Batteria)
 
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