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Jack Starr`s Burning Starr - Rock the American Way (Reissue)
( 1074 letture )
Sono sempre di più i dischi usciti vari lustri fa che vengono sottoposti a mastoplastica additiva sonica, al fine di farli suonare moderni ed appetibili per il pubblico di oggi. Talvolta si tratta solo di operazioni commerciali messe in piedi per sfruttare l’aura di leggenda che circonda un determinato periodo storico, che rende appetibile qualsiasi cosa dell’età giusta, talaltra si tratta di rendere invece giustizia a lavori che all’epoca della loro uscita non rendevano come avrebbero desiderato i loro autori, ora in grado di suonare come erano stati pensati a causa dei miglioramenti tecnologici intercorsi. In altri casi, la minoranza, ambedue le situazioni coesistono. Nello specifico, la ristampa di Rock the American Way di Jack Starr ad opera della Minotauro, ha un suo senso.

Dato per scontato che il suono del disco originale dell’ex Les Variations e Virgin Steele sia inferiore, questa nuova edizione viene immessa sul mercato di concerto tra artista e casa discografica in un’edizione che comprende una confezione digipack a due ante completa anche di un DVD con due live tratti da The Stage e L’Amours Queens i quali, ad occhio e croce, sono stati ottenuti direttamente da un originale in VHS. Rivoluzionata totalmente la formazione rispetto alla prova precedente, il 1985 salutò un musicista/gruppo completamente nuovo, dato che i Jack Starr’s Burning Starr di Rock the American Way virarono con decisione, pur senza screditarsi più di tanto, verso un suono molto più commerciale e radiofonico. In una parola: americano. Utilizzando una formazione che prevedeva, oltre al chitarrista, Frank Vestry alla voce, John Rodriguez al basso e Tony Galtieri alla batteria, il franco-americano confezionò un lavoro destinato ad aprirgli la strada verso fette di mercato irraggiungibili da Out of the Darkness, decisamente più heavy. Mantenuta la copertina dal discutibilissimo gusto se vista con occhi contemporanei, la rimasterizzazione dell’album è stata condotta con un certo criterio, ossia lasciando i suoni abbastanza credibili, ma vestendoli con un mantello di modernità piuttosto discreto. Musicalmente parlando, Rock the American Way era ed è il festival dell’inno da concerto spensierato con testi in linea. Rock and Roll Is the American Way, She’s on Fire, Fight the Thunder e Woman rispondevano grosso modo a questi requisiti, ed il tutto era integrato sia dalla più che canonica e scontatissima ballata In Your Arms Again, che dall’altrettanto canonica accelerazione decisa che fa tanto heavy, in questo caso intitolata Live Fast, Rock Hard. Di discreto livello anche i mids Heat of the Night e Born to Rock se inquadrati nel contesto di questo album, posti esattamente al centro della scaletta a fare da spartiacque col resto della tracklist.

Se posto a confronto con la discografia pregressa di Jack Starr, Rock the American Way risulta essere un disco minore sotto tutti i profili, rivolto com’era alle classifiche più che alla voglia di comporre effettivamente qualcosa di importante. Detto questo, però, va anche aggiunto che il long playing fu orchestrato con grande criterio e dignità, dando a tutti il giusto spazio, mantenendo l’atteggiamento più corretto e, soprattutto, senza mai scadere nel becero, ma piazzando anzi parecchi bei pezzi di genere. Rock the American Way, infatti, risulta ancora abbastanza piacevole da ascoltare anche a distanza di tutti questi anni e la classe di Jack lo nobilita a più riprese. Senza contare la voce di Frank Vestry, assolutamente in focus rispetto alla realizzazione, ed il fisico del soggetto in questione, adatto a ricoprire il ruolo di sexy-singer così adatto alla bisogna. Ad innalzare ulteriormente la piacevolezza dell’edizione Minotauro, molto americana, la presenza di un pieghevole di ampie dimensioni che, una volta dispiegato, mostra di racchiudere i testi del disco e vario materiale d’epoca. Inoltre, esiste anche la possibilità di avere un mini LP. Per spiegare meglio quanto questo lavoro, pur smaccatamente commerciale e rivolto ad un pubblico preciso, sia comunque connotato da precise qualità a monte, alla fine le parole più adatte sono ancora quelle riportate sul retro dell’LP a cura dello stesso Starr:

Play this record loud for best results! There are no keyboards on this LP. No use of a locking tremolo on guitar and no use or mention of the word “baby” in the lyrics.

Magari era solo una ruffianata per non dare troppo l’impressione di essere un “traditore” al pubblico che lo aveva seguito fin lì, ma suona bene lo stesso e contiene delle verità.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
57.5 su 2 voti [ VOTA]
Raven
Sabato 21 Ottobre 2017, 14.59.33
3
Infatti ha preso 72. Se poi, a fronte di una recensione che analizza la versione reissue con annessi e connessi e non quella originale, volessi anche spiegare il perché della tua sentenza, questa sarebbe certamente più utile a tutti.
fra
Sabato 21 Ottobre 2017, 14.56.37
2
Non scherziamo, è di una banalità e scontatezza assurda, 75 non lo vede neanche con il binocolo. 40 e sono gentile.
jek
Martedì 7 Luglio 2015, 20.22.35
1
Interessante il fatto che per non sputtanarsi troppo prenda le distanze dalla pianola, probabilmente sapeva di averla fatta un po' troppo grossa. Bella recensione bisognerà dargli un ascolto anche se penso sia lontano anni luce dai miei gusti.
INFORMAZIONI
2014
Minotauro Records
Heavy
Tracklist
1. Rock and Roll Is the American Way
2. In Your Arms Again
3. Woman
4. Heat of the Night
5. Born to Rock
6. She’s on Fire
7. Live Fast, Rock Hard
8. Fight the Thunder
Line Up
Frank Vestry (Voce)
Jack Starr (Chitarre)
John Rodriguez (Basso)
Tony Galtieri (Batteria)
 
RECENSIONI
75
 
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