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Ghost Booster - Freaks
( 1024 letture )
Dal sud Italia arrivano, raggianti, nuovi musicisti pronti a rafforzare la scena metal nostrana con le proprie qualità. Arrivano col sole che trasmette positività e con gli scogli che trasmettono pesantezza. Prendete questi due fattori ed uniteli in modo che non si capisca cos’è raggio e cos’è pietra, in modo che i vostri occhi abbiano comunque difficolta a guardare, non è ancora finito. Aggiungere le onde del mare, quelle non mancano mai. Non onde tranquille ma valanghe acquatiche che si infrangono e non fanno vedere a più di un palmo dal naso. Questo sono i Ghost Booster, cinque ragazzi alle prese col primo full lenght dal nome Freaks. Il genere proposto dal gruppo è molto particolare; si tratta di un groove metal dalle forti tinte progressive riscontrabili nei molteplici cambi di tempo, nel lavoro chitarristico si avverte l’influenza di gruppi come i Machine Head, caratteristica peculiare dell’album sono i testi, di carattere per lo più comico. Ma analizziamo meglio l’album.

Nove brani dalla durata media di 4 minuti formano Freaks, contribuendo a rendere il tutto compatto ed uniforme; peccato che i brani siano stati ordinati in modo dissennato. Infatti la qualità dei brani (a differenza della durata) non è uniforme e dunque è semplice incappare in qualche errore di posizionamento dei brani all’interno del disco. Tutto diventa più chiaro quando parte il lettore ed iniziano le note dei primi due brani. Monster e God on TV sono senza ombra di dubbio i brani più deboli dell’intero album; nonostante si evincano chiaramente le qualità tecniche della band, il risultato è scadente dal punto di vista compositivo. Riffoni aggressivi si perdono nel nulla, non supportati da una traccia vocale che si rivela non all’altezza; l’unica nota positiva è la sezione ritmica sugli scudi e mai banale. Nulla è perduto però, già alla terza traccia le cose iniziano ad essere diverse: il bassista inizia a far vedere cosa sa fare nell’intro confezionando un piacevole assolo e il cantante offre una buona prova soprattutto nel ritornello. The X-Zone e …De Gustiboost hanno caratteristiche simili ma strutture diverse, entrambe infatti hanno il loro punto di forza nei cambi di tempo e nelle atmosfere cupe e angosciose che qua e là dipinge Sectio al basso. La prima inizia in quiete col basso che ci trasporta in mezzo alle cose strane, che ci attirano proprio perché non sappiamo bene cosa siano, il secondo con un riff di chitarra killer che se non siete preparati ci rimanete secchi. Due colpi più che vincenti per una band che dopo un inizio infelice ribalta la situazione a proprio favore.

Proseguendo nel disco, veniamo catapultati in un altro film. Space Blackout (Greetings From South). È sempre lui, il basso, regista della band, che con l’aiuto della chitarra pulita disegna un piccolo paesaggio tetro, poco tempo prima dell’arrivo di un riff ammazza-collo che però come le nuvole tende a trasformarsi subito in qualcos’altro. Il brano è dominato dalla paranoia di qualcosa che non arriva e non si sa se arriverà mai fin quando il chitarrista non decide che, si, è il momento: verso i tre minuti parte un assolo che fa letteralmente rizzare le carni dalla bellezza, ma tutto è fugace, tutto è caduco, è dunque tutto ancora cambia e questa volta è merito del cantante che ci delizia con qualcosa che non vi voglio svelare. Brano migliore dell’album. Nei due brani finali non c’è molto da segnalare se non un bel bridge nell’ultimo brano in cui chitarra e basso giocano, danzano, si scambiano di posto e mostrano al mondo quanto sia bello per un musicista suonare.

La bellezza e il piacere di suonare. Questo è ciò che ci arriva alle orecchie dopo l’ascolto di Freaks: la freschezza e anche l’inesperienza di una band agli esordi ma che sicuramente potrà stupirci in quanto le qualità non le mancano affatto. La tecnica dei ragazzi è ottimale e si nota lungo tutto il corso dell’album, da segnalare l’ottimo lavoro solistico dei chitarristi a cui viene dato non molto spazio e le prestazioni di bassista e batterista, veramente una coppia affiatata. La qualità dei brani, come già detto, è altalenante dal punto di vista compositivo; si apprezza di più quando il cantante si assesta su un cantato più votato alla melodia. Nonostante ciò non manca ne l’originalità della proposta musicale ne le capacità tecniche, basta solo unirle ad un lavoro compositivo più accurato e allora la band sarà pronta a spiccare il volo nel magnifico mondo del groove...o del prog…o del metal… insomma, a spiccare il volo e basta. La musica non ha fermate intermedie ma solo una destinazione, incomprensibile.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
64.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2014
Crank Music Group
Groove
Tracklist
1. Monster
2. God On TV
3. Be(er) Yourself
4. The X-Zone
5. ...De Gustiboost
6. Energy Drunk (Beer Yourself Pt. 2)
7. Space Blackout (Greetings From South)
8. Pojosky
9. Running With Scissors
Line Up
Paolo "PaBlo" Nardelli (Voce)
Luigi "Lewis" Capristo (Chitarra)
Piergiorgio "Scorn" Vercillo (Chitarra)
Gualtiero "Sectio" De Lio (Basso)
Giuseppe "DarKane" Nardelli (Batteria)
 
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