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Vreid - Kraft
( 1188 letture )
Per quanto tragica possa essere stata la scomparsa di Valfar è altrettanto vero che è doveroso continuare a guardare avanti e pensare a cosa fare in futuro. Da questo presupposto nascono i Vreid, band composta da tre ex membri dei Windir (Sture, Steingrim, Hvàll) e da Ese, chitarrista che si unisce al terzetto per completare la formazione della neonata band norvegese. Il background del nuovo musicista è più virato verso il punk e anche i Vreid intraprendono una strada parzialmente diversa rispetto alla loro esperienza precedente, nonostante in alcuni momenti sia comunque possibile sentire qualche eco proveniente dal passato. Il viking e la continua sensazione di epicità non fanno più parte del sound che stiamo per ascoltare, e anche le tematiche hanno effettuato una simile modifica aggiungendo argomenti più attuali e storicamente recenti. Ciò che invece non è cambiato è la quantità di rabbia con la quale i Nostri forgiano la propria musica: un black metal ricco di sfaccettature che ci introduce un nuovo modo di intendere il sound old school.

Innanzitutto la produzione, o meglio, le scelte sonore sono indubbiamente azzeccate: il continuo variare delle chitarre tra un sound più corposo e uno più lo-fi è un assoluto piacere all’ascolto, specialmente quando a salire in cattedra sono una serie di riff grezzi e zanzarosi; oltre a questo non aspettatevi un album perfettamente pulito e definito al cento per cento (ad esempio la batteria non è il massimo negli attimi più concitati), ma questo tocco “casalingo” è esattamente uno dei punti forti di Kraft.
L’intero disco scorre molto velocemente e non contiene al proprio interno composizioni complesse e dal difficile approccio, così come non contiene delle inutili filler. All’interno dell’opener Wrath of Mine troviamo qualche piccolo particolare black’n’roll, giusto per avere un antipasto della musica che verrà negli anni successivi alla pubblicazione di questo cd. Come da pronostico non manca uno spiccato gusto per lo melodia, ne sono un esempio la seconda Raped by Light e la conclusiva Songen åt fangen, due canzoni eccezionali che mischiano con estrema naturalezza sonorità più pacate ad altre più aggressive e cariche di veemenza. Un altro fattore che viene messo in risalto durante l’ascolto è l’incredibile scorrevolezza delle parti più tirate: Evig Pine oltre ad essere una delle tracce che più rappresentano Kraft, è anche conosciuta per essere piuttosto catchy senza però perdere quella rabbia che contraddistingue la quasi totalità dei brani. In mezzo a tutto questo black metal privo di fronzoli spiccano Helvete e Empty, due canzoni che, oltre a ricordare qualche atmosfera del passato, svolgono un ottimo lavoro nello spezzare la monotonia (in senso positivo) del disco: la prima contiene al proprio interno forti influenze ambient e si contraddistingue per un mood più canzonato e melodico rispetto al solito, in questa traccia troviamo anche qualche strofa cantata da Marit Silje Husabø che si bilancia piuttosto bene con l’aspra voce di Sture; la seconda invece è completamente cantata in pulito dal guest Biffallo Bull, la componente strumentale si limita alla sola chitarra acustica ed è accompagnata da un ottimo lavoro di batteria e da altrettanto piacevoli rifiniture eseguite dal basso. Il fatto che Empty sia del tutto distaccata (musicalmente parlando) dal resto delle canzoni, non impedisce a questo brano di continuare a trasmettere gelo e freddezza ad ogni singola nota.

In definitiva un debutto di altissimo livello che fissa una serie di paletti che formeranno l’intera carriera dei Vreid. Se volete ascoltare del black metal ben fatto e con qualche riferimento alla vecchia scuola Kraft fa sicuramente al caso vostro. Inoltre tutta l’esperienza accumulata coi Windir continua ad influenzare le note di questo disco e, anche se probabilmente non si tratta di un’opera fondamentale e indimenticabile, è senza dubbio musica al di sopra della media generale. In poche parole un lavoro di assoluta qualità sviluppato da musicisti di assoluta qualità.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
82.5 su 2 voti [ VOTA]
Theo
Sabato 11 Luglio 2015, 12.41.49
1
Splendido disco e splendidi loro. Dallo scioglimento dei Windir hanno dimostrato di essere musicisti e soprattutto Artisti con la A maiuscola, nonché persone splendide, rispettose ed umili. Il tutto è andato di pari passo con una carriera costellata (sia prima che dopo) di unici ed autentici successi senza mai scadere in compromessi o banalità. Serve dire altro? Sì, probabilmente "Kraft" è addirittura il punto più basso di tutta la carriera dei Nostri, e questo la dice veramente lunga... Voto e recensione azzeccatissimi, mi trovo perfettamente d'accordo.
INFORMAZIONI
2004
Tabu Recordings
Black
Tracklist
1. Wrath of Mine
2. Raped by Light
3. Helvete
4. Unholy Water
5. Eldast, Utan å Gro
6. Evig Pine
7. Empty
8. Songen åt Fangen
Line Up
Sture (Voce, Chitarra)
Ese (Chitarra)
Hvàll (Basso)
Steingrim (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Marit Silje Husabø (Voce)
Biffallo Bull (Voce)
Lars Klokkerhaug (Organo)
 
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