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Pyramaze - Disciples of the Sun
( 1770 letture )
Sette anni lontani dalle scene non sono affatto pochi, soprattutto per una band tutto sommato giovane e che necessita ancora di confermare la propria identità, affermarsi e crearsi il giusto seguito. Va aggiunto inoltre che la band in oggetto, nonostante i primi due dischi interessanti, ha attirato l’attenzione di stampa e critica per la presenza di uno speciale ospite di livello come Matt Barlow dietro al microfono nel terzo lavoro in studio. Purtroppo i Pyramaze nel corso degli anni hanno affrontato innumerevoli cambi di line up, perdendo anche il membro fondatore Michael Kammeyer, e della formazione originale ormai restano soltanto il tastierista Jonah Weingarten ed il batterista Morten Gade Sørensen. Le redini del gruppo ora sono nelle mani del bassista Jacob Hansen, che i più attenti ricorderanno aver collaborato alla consolle di band come Epica, Pretty Maids e Delain. La band così assume il chitarrista Toke Skjønnemand ed il cantante Terje Harøy ed inizia la fase di songwriting del nuovo lavoro, che si concretizza con il qui recensito Disciples of the Sun.

La proposta musicale della band è un raffinato heavy metal melodico, ogni tanto tendente al power e ogni tanto al progressive, che richiama Royal Hunt, Fates Warning e Threshold, con tastieroni sognanti, molta melodia e tanta atmosfera. Ovviamente un cambiamento rispetto al passato, soprattutto con il precedente Immortal, c’è ed è inevitabile. I cambi di line up, soprattutto per quel che riguarda la voce, si sentono e, per quanto il genere proposto sia il medesimo, Disciples of the Sun è da considerarsi come un nuovo inizio per i Pyramaze. Il singer Terje Harøy, da poco arrivato, si dimostra inoltre uno dei pezzi forti del disco, capace di una prestazione convincente e coinvolgente, dal timbro melodico senza risparmiare un certo “graffio”, dimostrandosi dunque la scelta azzeccata per sostituire una voce carismatica e distinguibile come quella di Barlow. Le atmosfere sono spesso cupe, malinconiche e sempre con una vena dark, lontano dai canoni power progressive, vicine forse solo ai Kamelot per le atmosfere, anche se meno teatrali; è ancora presto e un po’ esagerato parlare di originalità, la band deve ancora dimostrare e confermare la propria personalità, ma siamo sulla buona strada. E per quanto riguarda i pezzi? Godibili e scorrevoli, senza mai stancare, anche se manca quella hit vera e propria che faccia alzare la testa e strabuzzare occhi e orecchie, ma qualità e spunti interessanti non mancano. The Battle of Paridas è un crescendo di epicità in cui i protagonisti sono le melodie vocali e le atmosfere create dal tappeto di tastiere; più immediata la title track con una interpretazione malinconica e sentita di Terje Harøy. Più di impatto sono poi Fearless e Hope Springs Eternal, mentre brani come Perfectly Imperfect ed Exposure mostrano un lato più progressivo e raffinato, mantenendo una certa pesantezza di fondo, grazie ad un muro sonoro fatto di chitarre rocciose e batterie potenti. Tutti i brani possiedono comunque un certo fascino e sono ben strutturati. Il difetto è però la grande omogeneità di questi ultimi; si sente che sono scritti e composti da chi sa il fatto suo, complice lo zampino di un produttore come Jacob Hansen anche in fase di songwriting, ma per contro manca appunto qualche pezzo che si possa elevare sopra la media, il classico lampo di genio, che purtroppo difficilmente si scrive in modo ragionato.

I Pyramaze con Disciples of the Sun confezionano dunque un disco interessante e che può riportare interesse per la band dopo i lunghi anni di silenzio. Nonostante i problemi sopracitati, l’impressione è di una band compatta che sa dove andare e sta maturando una certa personalità. Il disco scorre piacevole e si stacca dai canoni classici del genere. L’augurio è che finalmente possano aver trovato una formazione stabile e che nel futuro possano fare ulteriori passi in avanti per guadagnarsi la giusta visibilità.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
68.33 su 9 voti [ VOTA]
metallo
Venerdì 24 Luglio 2015, 15.23.50
7
Io di voti stratosferici in giro a questo lavoro non ne ho visti, qualche 90 si (che ritengo esagerato),ma voti altissimi non direi, una media di voti che va dal 75 a 80 c'e' in giro, e io a dire il vero dopo un bel po di ascolti mi ci rispecchio in pieno, concordo sul fatto che siano mancati un psio di brani ad alto impatto diretto, ma ricordiamoci che non fanno mica pasta e ceci qualsiasi fanno prog power, non fanno metal commerciale e seguibile dalla massa all'istante, ci sono dei dischi prog omprog o prog power cge faccio fatica ancora oggi ad assimilarli, anzi qui ci ho trovato delle canzoni non troppo ampollose e cervellotiche, cge dopo vari ascolti si fanno apprezzare e atmosfere cinvolgenti strettamente unite a linee vocali che non annoiano quasi mai, e sr consideriamo che sono agli inizi di un nuovo corso con un gruppo quadi interamente rinnovato il miracolo al primo colpo credo che sia difficiissimo per chiunque, nonostonte cio'hanno sfoderato un buon lavoro ricvo di spunti interessanti di belle melodie e atmosfere, con un bel equilibrio tra parte prog e parte poer heavy, un disco di buona qualita', che in futuro sta a loro migliorare e portare ai piu' alti vertici del settore, 70 a mio modesto parere gli sta un po stretto, hannomdumostrato una qualita' e un coinvolgimento davvero buoni e promettenti, ma soprattutto almeno a me hanno regalato emozioni e attraente bellezza musicale, mi emoziona piu' questo che gli ultimi degli Angra e dei Kamelot messi insieme, e si sa, alla fine in fin dei conti sono le emozioni che contano, spero che continuino sulla strada intrapresa, e' quella giusta per loro.
lux chaos
Venerdì 24 Luglio 2015, 9.56.56
6
Come dice mauro pezzi godibili, buone canzoni e un discreto livello. Finalmente un voto obiettivo per un buon album che ha preso, a mio gusto, voti esageratamente alti dappertutto
HyperX
Giovedì 23 Luglio 2015, 21.23.36
5
anche per me un discone. 85 pieno.
metallo
Giovedì 23 Luglio 2015, 21.22.25
4
la penso come Daveg68 sono molto meglio dei Kamelot(si dessero una svegliata al più presto) che anche a me non esaltano per niente, certo in questo album la mancanza della chitarra fondante si sente, ma considerando questa nuova line-up se la son cavata piu' che bene, forse gli son mancati quei due pezzi ad alto impatto e dall'effetto assimilante immediato e duraturo, ma sono sulla strada giusta, avrebbero potuto anche organizzare un po meglio la seconda parte del disco, comunque , più lo ascolto e più mi piace, davvero bravi , salgo a 78/80 e qui mi fermo, spero che si migliorino sempre piu', promettono bene.
Daveg68
Giovedì 23 Luglio 2015, 21.06.17
3
Gran bel disco, molto personale potente e melodico più dei Kamelot che non mi esaltano più da qualche album ormai io ci sento qualcosa degli ultimi Evergrey, complice quel geniaccio di Jacob Hansen Voto 80 tondo tondo. Voce bella potente e personale. Sezione ritmica potente e prog quel tanto che basta. Forse alla chitarra si sente un pochino la mancanza del fondatore di questa ottima band ma penso che la nuova formazione possa fare molto bene in futuro. Uno dei dischi prog Power migliori fino ad oggi in questo caldo 2015 Da comprare.
SymphXIUndici
Giovedì 23 Luglio 2015, 19.48.06
2
Rispetto la recensione, ma' non la condivido assolutamente !!! album da' 90 per il sottoscritto, poi sono ancora scioccato dopo aver appena finito di ascoltare il nuovo album dei leggendari SINFONIA 10, UNA SOLA PAROLA PER QUESTO NUOVO ALBUM : MOSTRUOSO !!!!! A buoni intenditori poche parole, aspetto tutti al varco per la recensione, il mio voto dopo il 1 ascolto e' 100/100 !!!!!!!!!!! Il minimo che possa dare.
metallo
Giovedì 23 Luglio 2015, 19.39.17
1
condivido l'analisi di Mauro, spero che con questa attuale line-up abbiano trovato finalmente l'affiatamento congeniale alla loro proposta musicale, senza dubbio sanno emozionare e limate alcune ripetititivita' e sfumatore sonore,possono diventare tra i gruppi pi' emozionanti e interesanti in ambito prog-power, li preferivo con il mio idolo Barlow(che considero una delle più belle voci del metal,per timbro ed estensione), ma con la bella nuova voce di Terje hanno dimostrato di saper inaugurare un nuovo corso ancora tutto da esporare per il futuro della band,concordo sul fatto anche che siano meno teatrali dei Kamelot, ed e' anche vero che manca ancora una hit che lasci il segno duraturo, ma diamo tempo al tempo, siamo solo agli inizi , prima o poi il discone lo sfornano,the battle of paridas e' davvero bella, ma anche la titletrack e le tracce 4, 6, 8 10 e 11 mi sono piaciute, certo si sente ancoro qualche retaggio musicale del periodo con Lance KIing,e come detto se limano ancora un po sul lato sonoro rendendolo ancora piu' convincente, la loro proposto puo' essere davvero valida, per me 75/76.
INFORMAZIONI
2015
Inner Wound Recordings
Power/Prog
Tracklist
1. We Are the Ocean
2. The Battle of Paridas
3. Disciples of the Sun
4. Back for More
5. Genetic Process
6. Fearless
7. Perfectly Imperfect
8. Unveil
9. Hope Springs Eternal
10. Exposure
11. When Black Turns to White
12. Photograph
Line Up
Terje Harøy (Voce)
Toke Skjønnemand (Chitarra)
Jacob Hansen (Chitarra, Basso)
Jonah Weingarten (Tastiere)
Morten Gade Sørensen (Batteria)
 
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