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Negura Bunget - Zirnindu-sa
( 1926 letture )
Con Zîrnindu-să l'underground black metal sudeuropeo si avvale di un nuovo nome, quello dei Negură Bunget, band romena che rimane tuttora una chicca per intenditori: non sono in molti a conoscerli, ma chi li conosce li ama. Zîrnindu-să esce nel 1996 in formato cassetta, il che ovviamente si fa notare nel suono sporco e poco definito dell'album, in cui le chitarre sono rumorose e poco chiare e le tastiere sono invece troppo presenti, con un volume che copre quello degli altri strumenti. Un tipo di suono che forse farà storcere il naso ai metallari più giovani, abituati alla pulizia ed alla grandiosità che caratterizzano molte produzioni odierne, ma che riempirà di nostalgia i fan più datati, che hanno per tanti anni fruito della loro musica preferita "indovinandola" dietro a questo tipo di sonorità.
Nel 1996 i Negură Bunget avevano già due anni d'attività ed un demo alle spalle. Si trattava allora di un duo, formato da Negru (batteria, tuttora a capo della band) e Hupogrammos (voce e tutti gli altri strumenti). Il terzo membro storico della band, il chitarrista Sol Faur, non si sarebbe infatti unito prima del 1997. La musa ispiratrice dell'opera artistica di questi romeni è, come per tanti altri alfieri del black metal più introspettivo, la natura, in particolare quella che anima le oscure foreste transilvane con le loro creature, i loro spiriti ed i loro misteri. Il nome stesso riflette questo tipo di ispirazione: Negură Bunget è infatti una nebbia particolarmente fitta e nera che proviene da un'oscura foresta. Questo tipo di immaginario viene espresso anche dalla copertina del disco, raffigurante della foschia che sembra come intrappolata dai rami degli abeti di un bosco, con una cupa montagna che incombe sullo sfondo. Anche i testi riflettono questi scenari, intrecciando odi alla forza ed alla spietatezza della natura con tematiche belliche e spirituali.
La musica racchiusa in questa confezione è, ovviamente, un black metal atmosferico oscuro e riflessivo, che rimanda proprio l'impressione di essere intrappolati tra alberi ed alberi talmente fitti ed intricati da lasciar filtrare solo pochi raggi di luce pallida. Le influenze prog che la band svilupperà con i lavori successivi sono già presenti in alcuni passaggi di chitarra e batteria, mentre l'elemento folk è ancora completamente dietro alle quinte. Gli strumenti popolari romeni, inoltre, sono ancora assenti dalla proposta della band, ed emergeranno solo nelle uscite successive.
Zîrnindu-să contiene un totale di otto pezzi, che stupiscono per la brevità (il più lungo dura 5 minuti - i tempi delle canzoni da 12 minuti sono ancora lontani) e che rimangono piuttosto omogenei come stile, senza bruschi cambi di mood o di ritmo. Nel complesso, si tratta di un debut interessante che non può mancare nella collezione dei fan della band, di chi ama il black metal sudeuropeo e dei nostalgici delle produzioni low-fi degli anni '90.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
82.25 su 4 voti [ VOTA]
Aceshigh
Domenica 1 Novembre 2020, 20.44.51
5
Debutto un po’ grezzo e un po’ troppo omogeneo, ma che mostra già delle belle intuizioni. Manca l’elemento folk che caratterizzerà gli album più maturi, ma siamo comunque di fronte ad un black atmosferico già particolare e affascinante. Punto di partenza per un decennio di grande crescita. Voto 75
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 29 Luglio 2015, 9.14.31
4
Bello, come tutta la discografia di questa eccellente band. Certo, non siamo alle raffinatezze che seguiranno e come qualcuno ha già citato, ai vertici di Om. Probabilmente avevano mezzi ed esperienza un po' limitate. Ma come dice Monsieur Theo, qui di idee ce ne sono veramente molte. Grandissima band. Au revoir.
.:alekos:.
Martedì 28 Luglio 2015, 9.27.24
3
Quel che si dice un album seminale... ma ascoltato in prospettiva rende palesi i percorsi artistici che hanno permesso alla band di arrivare a vette di assoluta eccellenza come OM.
Baron The Red
Sabato 25 Luglio 2015, 16.03.05
2
Cavolo....questo non ce l'ho!!!!!....e neanche l'ho mai ascoltato....Tuttavia rimedierò....gran bella rispolverata!
Theo
Sabato 25 Luglio 2015, 15.24.53
1
Splendido nelle sue mancanze produttive quanto ricco di idee (nonostante ciò a dirla tutta valorizzate nell'interezza del disco). Dire che rappresenta il punto più basso nella carriera del combo transilvano è dir tutto. Sarei stato anche un filo più alto con il voto vista l'importanza storica del platter nel '96, e considerato che si celano in questi quaranta minuti scarsi più idee che in intere discografie di altre band sfortunatamente da sempre più celebri. 75 adeguato, il meglio (e che meglio...) doveva ancora arrivare...
INFORMAZIONI
1996
Bestial Records
Black
Tracklist
Side A
1. Blăznit
2. Negrii
3. În miăz de negru
4. Dîn afundul adîncului întrupat

Side B
5. Pohvala hulă
6. De rece sîngie
7. Dupre reci îmbre
8. Vel proclet
Line Up
Hupogrammos (Voce, Chitarra, Basso, Tastiera)
Negru (Batteria)
 
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