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Gorgoroth - Instinctus Bestialis
( 4864 letture )
Infernus!
No, Gaahl!
I Gorgoroth sono morti!
Non scherziamo, sono i God Seed a essere ridicoli!
Mah, io li preferivo nel 1994…
Che dici, nel 1997 erano tutta un’altra storia!


Chiacchere da bar. Quasi esclusivamente chiacchere da bar. I Gorgoroth, specialmente nell’ultima scarsa decina anni, sono balzati alle cronache più per le interminabili dispute interne, che per quanto effettivamente pubblicato. Decisamente una patata bollente, specialmente nel momento in cui si voglia optare per un giudizio esclusivamente musicale, prescindendo dal prendere in esame le vicissitudini personali, discutibili decisamente all’infinito.
Ecco quindi l’atteso ritorno, a ben sei anni dall’ultimo vero e proprio full-length, Quantos Possunt ad Satanitatem Trahunt (non dimenticando comunque la ri-registrazione di Under the Sign of Hell del 2011, per quanto lungi dall’essere nulla di inedito), di Infernus e -relativamente nuovi- soci, questa volta sotto l’olandese Soulseller Records.

Un inizio in medias res, senza preamboli o intro di alcun tipo: Radix Malorum (per una volta un titolo grammaticalmente corretto, senza però il prevedibile seguito …est cupiditas, che forse avrebbe dato adito a più di un commento sarcastico) dà inizio alle danze in maniera fulminea, ma sufficiente per far capire una prima caratteristica della release, che rimarrà solidamente confermata fino all’ultima nota: Infernus ha deciso di andare avanti, di non ripiegare su uno stile alla vecchia scuola a tutti i costi, la cui solidità sarebbe probabilmente stata maggiormente apprezzata dai supporters di lunga data, bensì di portare alle stampe un disco che mischi black slavato, ibridazioni di death alla svedese, riff melodici, testi inneggianti al diavolo e vocals che sanno non far rimpiangere i vecchi squali Gaahl e Pest. 31 minuti che, fossero stati prodotti da tante altre band, avrebbero potuto attirare l’attenzione, ma che in questo caso si ritrovano ad essere stretti, schiacciati sotto il monolitico titolo Gorgoroth. La sensazione che questa lunga attesa sia stata, almeno in parte, inutile, lo confermano le tracce successive: convincono poco sia Ad Omnipotens Aeterne Diabolus, con la sua grammatica da cartellino rosso (o da featuring con i Ghost B.C.) e riff da mezzo auto plagio (avendo la pazienza di rispolverare brani come Human Sacrifice), che tracce più aggressive come Burn in His Light, e la sensazione non scompare nemmeno nell’uno-due finale, Kala Brahman/Awakening, che sembra più voler fungere da filler, che altro. Una sensazione che si spiega analizzando la solida parte ritmica (soprattutto a livello di chitarre, guest e non), spina dorsale e imprescindibile di questa produzione, che tuttavia lascia alquanto perplessi sia a livello di originalità e ricercatezza, che di appartenenza ad un black che sembra ultimamente sempre più scomparire dagli orizzonti norvegesi. Infatti, a ravvivare (o rabbuiare?) la componente black sembrano rimanere solo i vocals di Atterigner che, con uno stile proprio, si mantengono fino alla fine sempre molto cupi e bassi, variando poco o nulla, quasi a voler sostituire le urla aguzze più tipiche del genere con un growl gutturale d’effetto, ma certamente appartenente a ben altri lidi.

Questa è dunque la creatura Gorgoroth, nella sua aggiornata versione A.D. 2015. Sfaccettata, controversa, inconsueta, discutibile. Prendere o lasciare. Le altre chiacchere, quelle da bar, stanno a zero.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
69.36 su 19 voti [ VOTA]
Enrico
Martedì 29 Novembre 2016, 2.07.18
14
Bellissima Recensione. Sei Top.
Ulvez
Venerdì 9 Ottobre 2015, 9.27.11
13
a me tutto sommato piace, non sono certo i Gorgoroth del '97 ma mi sembra un album dignitoso.
Pete
Lunedì 17 Agosto 2015, 11.11.08
12
per me bocciato.
Vecchio Sunko
Mercoledì 5 Agosto 2015, 11.41.26
11
I bei vecchi tempi non torneranno più, in ogni caso non si può dire che sia un disco da buttar via.
Punto Omega
Sabato 1 Agosto 2015, 15.45.35
10
Boh, secondo me è un disco sufficiente, nulla di ché, ma neanche l'obbrobrio da molti descritto.
AL ALEPH
Sabato 1 Agosto 2015, 0.11.23
9
Per quel che mi riguarda, davvero pietoso. Senza contare che hanno utilizzato come cover un dipinto già utilizzato qualche anno fa da una band italiana che questo disco LO DEVASTA... ma si sa, quando sono i "grandi" a riciclare non si grida mai al "rip offaggio".
simo
Sabato 1 Agosto 2015, 0.06.05
8
Ma questi venerano Lucignolo?
Kenos
Venerdì 31 Luglio 2015, 16.08.58
7
L'ennesimo inutile pezzo di plastica. Definirlo mediocre è un complimento.
l'Accademico
Martedì 28 Luglio 2015, 1.55.36
6
Secondo me, al di là della composizione, il più grande difetto è la registrazione: troppo pulita, troppo cristallina, troppo ''moderna''. Stessa cosa dicasi per le produzioni dell'ultimo decennio. Credo che il nome Gorgoroth sia, essenzialmente, legato al caos infernale dei suoni di Under The Sign of Hell o Destroyer, per cui, con uno sforzo, e immaginando l'album con quei suoni, forse qualcosa da prendere c'è. Il cantante rimane inappropriato, però.
Doomale
Lunedì 27 Luglio 2015, 20.04.23
5
L'ho ascoltato poco...ma devo dire che di certo non mi invoglia a riascoltarlo....Mi dispiace dirlo perchè i Gorgoroth per me sono stati una band importante...Ma devo dire che oramai non ho piu aspettative su di loro...o su Infernus per meglio dire. Peccato...ma preferisco associare questo monicker ai bei tempi. Direi che mi trovo concorde con il voto.
SNEITNAM
Lunedì 27 Luglio 2015, 19.31.38
4
Zess ma fammi una carità, veramente! Saranno 18 anni che non fanno un disco che piace a te! No che sono 18 anni che non fanno un disco decente. Capisco i gusti ma mira meglio con le critiche
Zess
Lunedì 27 Luglio 2015, 18.55.16
3
Che pessima fine, ma dopotutto sono diciotto anni che non fanno un disco decente.
kroky78
Lunedì 27 Luglio 2015, 18.29.54
2
Ops, annacquato naturalmente!
kroky78
Lunedì 27 Luglio 2015, 18.22.07
1
Insomma un altro album scialbo, scontato e annaquato tipo Quantos bla bla bla... Sembrerebbe propro che i tanto bistrattati Gaahl e King a livello compositivo siano almeno una spanna sopra l' Infernus di oggi; almeno basandomi sui due ottimi Twilight of the Idols e Ad Majorem Sathanas Gloriam. Vabbè sto indiscutibilmente facendo chiacchiere da bar. P.S. nota per i recensori saccenti: la quasi totalità dell' interazione con gli utenti e tra gli utenti di questo e altri blog, musicali e non musicali, si basa inevitabilmente su superflue, noiose e trascurabili chiacchiere da bar... Prendere o lasciare.
INFORMAZIONI
2015
Soulseller Records
Black
Tracklist
1. Radix Malorum
2. Dionysian Rite
3. Ad Omnipotens Aeterne Diabolus
4. Come Night
5. Burn in His Light
6. Rage
7. Kala Brahman
8. Awakening
Line Up
Atterigner (Voce)
Infernus (Chitarra)
Bøddel (Basso)
Tomas Asklund (Batteria)
 
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