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Counterparts - Tragedy Will Find Us
( 2078 letture )
Tornano a distanza di due anni dalla loro ultima uscita discografica The Difference Between Hell and Home, i Counterparts, quintetto votato a sonorità melodic-hardcore e capace di conquistarsi in pochi anni una nutrita schiera di appassionati. In fondo, recentemente, il genere in questione ha preso un po’ il posto del metal-core di qualche anno fa, diventando un modo per esprimere una musica che è facile da fraintendere da chi si reputa metallaro incallito, ma che se supportata da un songwriting potente e vario, avrebbe potuto soddisfare anche gli ascoltatori al di fuori del genere. Ebbene da quell’ultimo disco ci sono stati un po’ di cambi di line-up, con l’ingresso di Brian Kaczmarczyk al basso e di Adrian Lee alla seconda chitarra, a sostituire gli uscenti Eric Bazinet e Alex Re. Sempre sul piedistallo, invece, lo schizofrenico vocalist Brendan Murphy capace di passare dalle clean vocals allo scream più esasperato in un battito di ciglia. Dietro le pelli troviamo sempre Kelly Bilan, mentre alla sei corde Jesse Doreen, capaci di intessere brani di ottimo livello nell’ultimo disco. Ora, che i Counterparts non siano una di quelle band che cerca di cavalcare l’onda di successo di un genere fin troppo spremuto da ragazzini inconcludenti -almeno per quanto riguarda la frangia più metal-core, lo si sapeva già da tempo. Il talento di Brendan Murphy e soci è innegabile e l’impegno che hanno impiegato negli scorso album negano fortemente una loro appartenenza a questa schiera di band da cestinare dopo un singolo ascolto. Quello che invece ci dobbiamo domandare è: dove saranno andati a parare? Dopo un disco come The Difference Between Hell and Home potrebbe essere oltremodo difficile confermare il proprio livello, ma la curiosità di fondo che ci hanno inculcato ci spinge ad ascoltare questo nuovo lavoro stracolmi di buone aspettative.

Da Stillborn a Solace, sono trentacinque minuti di puro hardcore melodico, che fa del sound moderno il suo cavallo di battaglia. Tragedy Will Find Us è un album che va apprezzato nella sua interezza, senza paraorecchie e con una certa attenzione verso le scelte tecnico-musicali apportate dalla band in sede di songwriting. Stillborn attacca con un buon riff in crescendo, subito aggredito da Brendan Murphy e dal suo scream tipicamente metal-core, che tuttavia varia con alcune sezioni più clean, dimostrando una certa padronanza delle proprie corde vocali, non così scontata in gruppi del genere. Thread, Resonate e Stranger sono tre mazzate di puro hardcore, sostenute da un drumming sempre incalzante e mai troppo improntato agli iper-sfruttati breakdown; la band lavora sul via uno, dentro l’altro, regalandoci refrain abbastanza catchy che però non cozzano con l’impatto violento delle strofe. Tre minuti e stop, quanto basta per farsi apprezzare dagli amanti del genere e mette in campo ancora una volta, una bravura esecutiva e compositiva particolarmente rara nel panorama metal-core più recente. Burn, che merita probabilmente la palma di miglior pezzo del lotto, è una pura cavalcata infarcita di elementi -core, a cui si alternano riff variopinti e pronti a spaccare tutto, sui quali le vocals del frontman dimostrano ancora la loro versatilità. Meraviglioso, quindi, lo stacco nella seconda parte della traccia, dove i nostri si dilettano con sound più puliti, evocativi e meno volti alle mazzate indistinte. Tragedy e Withdrawal tornano sui canoni moderni del gruppo, per degradare poi nella violentissima Choke che, con i suoi due minuti, riesce a far piazza pulita per la chiusura della setlist, formata da un’altra triade di buon livello che termina con Solace, uno di quei pezzi che è potrebbe garantire il tipico climax ascendente in un’esibizione live tutta sangue e sudore.

In sostanza, il quarto album dei Counterparts conferma quando di buono detto dal precedente The Difference Between Hell and Home, mantenendosi su quel livello più che buono e continuando a fare della propria forza una certa varianza degli elementi preponderanti del genere. Troviamo breakdown, ma mai esagerati o troppo prolungati; troviamo sezioni in pulito, chitarre che suonano delicate e soffici come piume prima di gettarsi a capofitto nella distorsione più "hardcore" possibile; troviamo linee di batteria incalzanti ma mutevoli, capaci di incitare la folla al massimo del delirio. La prova strumentale del quintetto è ottima, messa in buona luce da una produzione appropriata e che permette a tutti i musicisti di ritagliarsi la propria zona, esponendo ogni sfaccettatura del songwriting tutt’altro che banale o scontato. Insieme ai Capsize, i Counterparts si confermano come tra le migliori nuove leve di questa frangia dell’hardcore che arraffa a piene mani melodia e potenza, scream e clean, impulsività e ragionamento. In conclusione, se state cercando un disco di sano hardcore moderno, che strizza l’occhio al metal-core ma è sostenuto da una mutevole struttura di buon livello, allora Tragedy Will Find Us è un album che vi soddisferà. Chi ha sognato e si è esaltato con il disco precedente, non rimarrà deluso. Allo stesso modo, chi apprezza band come Hundredth, It Prevails, Defeater, Heart in Hand, rimarrà piacevolmente stupito dai Counterparts e dalle loro più recenti produzioni. E se non siete molto avvezzi alle sonorità o ad ogni genere che possiede il suffisso -core al termine della propria definizione, potete comunque dare un ascolto a questo album: le capacità indiscusse di questo quintetto potrebbero stupirvi e, per una volta, farvi cambiare idea su questa frangia moderna.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
97 su 2 voti [ VOTA]
LUCIO 77
Giovedì 22 Aprile 2021, 22.13.14
1
Album che mi ha preso molto.. Picchiano che è un piacere e anche quando rallentano, mantengono alta l'intensità.. Prendono fiato ma la tensione non cala.. E ripartono più cattivi che mai...
INFORMAZIONI
2015
Pure Noise Records
Hardcore
Tracklist
1. Stillborn
2. Thread
3. Resonate
4. Stranger
5. Burn
6. Tragedy
7. Withdrawal
8. Choke
9. Collapse
10. Drown
11. Solace
Line Up
Brendan Murphy (Voce)
Jesse Doreen (Chitarra)
Adrian Lee (Chitarra)
Brian Kaczmarczyk (Basso)
Kelly Bilan (Batteria)
 
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