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Litfiba - Litfiba 3
( 7600 letture )
Tutte le cose belle finiscono prima o poi, almeno così si è soliti dire.
Nessuno avrebbe potuto immaginare nel 1988 che il terzo disco dei Litfiba sarebbe stato la fine di qualcosa, dopo gli ottimi responsi dei primi due album e la pubblicazione della prima testimonianza live ufficiale, 12-5-1987 - Aprite i Vostri Occhi, registrata al Tenax di Firenze e documento indelebile di un momento irripetibile per il combo fiorentino. Ma questo, appunto, nessuno poteva saperlo in quel 1988.
Il terzo disco dei Litfiba, intitolato appunto Litfiba 3, sarebbe dovuto essere nelle intenzioni una svolta nella carriera del gruppo ma tante cose in seno ad esso erano cambiate, non formalmente dato che la squadra era la stessa, bensì dal punto di vista dell'ispirazione. Ghigo Renzulli e Piero Pelù avevano cominciato ad allontanarsi dalla matrice dark e new wave per avvicinarsi a quella rock, mentre Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi continuavano a spingere per la vecchia strada. In mezzo a questo "scontro" puramente artistico c'era il produttore/manager Alberto Pirelli e la sua I.R.A., vista da alcuni come una gabbia dorata, rassicurante ma contemporaneamente castrante.
In questo clima nacque quindi Litfiba 3, il cui titolo inizialmente doveva essere Prigionieri, forse più calzante rispetto a tutta questa situazione ma scartato alla fine. Secondo quanto dichiarato da Pirelli, questo disco fu il primo registrato interamente in digitale in Italia e questa propensione verso il futuro si rispecchia anche nella quantità di tracce, qui dieci (dunque meno rispetto al precedente 17 Re) perfette per il formato CD che si stava facendo largo tra gli ascoltatori.
La copertina, ancora una volta, è graficamente anonima, per quanto portatrice di un messaggio interessante: il personaggio raffigurato è infatti Willie Darden, detenuto condannato alla pena capitale in Florida, rimasto quindici anni nel braccio della morte e andato per ben sette volte al patibolo prima di morire il 15 marzo del 1988, con ancora il dubbio della colpevolezza per l'opinione pubblica. Come dichiarato dagli stessi protagonisi e accennato ad inizio recensione, Litfiba 3 fu un disco di compromesso, per quanto molto più rivolto al rock in generale. L'apertura è però una bordata sia dal punto di vista musicale che testuale: Santiago è subito uno dei pezzi di punta dell'album con le melodie di basso e tastiera prepotenti nella strofa e il ritornello anthemico dove la chitarra mostra i muscoli, come anche sull'assolo. Ma sono forse le parole ad essere il primo importante strappo col passato, mai prima di ora Pelù era stato così esplicito nelle sue invettive, scagliandosi con forza contro la visita di Papa Giovanni Paolo II nel Cile del dittatore Pinochet avvenuta un anno prima. Amigo mantiene più o meno le stesse coordinate, con Maroccolo e Aiazzi a dominare nella strofa fino all'esplosione del ritornello. Il testo è qui forse meno impegnato, ma nel 2013 durante il tour della Trilogia sarà dedicata allo scomparso Ringo e non si può fare a meno di pensare che, almeno inconsciamente, non fosse ispirata a lui già afflitto da diversi problemi con le dipendenze. Dopo due momenti elettrici, i Litfiba tornano su lidi più intimistici con quella che è probabilmente una delle migliori ballad della loro carriera. Louisiana è il pezzo giusto al momento giusto, a ricordare all'ascoltatore che l'impronta del gruppo fiorentino è ben presente, con la melodia sorretta dal basso ed un Pelù trascinante nel ritornello. Il testo è un evidente riferimento alla pena di morte ed alla sedia elettrica e si collega con la copertina, dato che la Louisiana era infatti lo stato americano con il maggior numero di esecuzioni e lo stesso giorno della morte di Darden ne venne eseguita una anch'essa molto discussa, quella di Wayne Robert Felde.

Oh, Louisiana
L'ultima sigaretta
Miccia al tabacco
Poi il mio trono esploderà
Apritevi finestre
Suonate campane
Il mostro nero elettrico


L'unico brano già conosciuto della tracklist è Ci Sei Solo Tu, presentato durante il precedente Sanremo Rock, col suo andamento etereo e psichedelico dato dalla chitarra lontana di Ghigo tratta il tema delle malattie mentali e la Legge 180. Paname è l'episodio più bizzarro ed atipico del disco e forse l'ultimo vero esperimento dei Litfiba. Per buona metà cantato in francese, il pezzo si regge sulle note della fisarmonica mentre viene narrata la fantasiosa storia dei senzatetto di Parigi che una notte sognano la rivoluzione contro gli annoiati parigini. È un omaggio alla canzone francese di Edith Piaf ed alla Francia che più di una volta ha accolto i Litfiba in concerto e probabilmente anche un tentativo di fare breccia in quel mercato, dato che poi sarà pure pubblicato come singolo. Con Cuore di Vetro si torna su lidi propriamente rock grazie ad uno dei pezzi forse più sottovalutati dei Litfiba, forse anche dal gruppo stesso. Potente e allo stesso tempo riflessiva, Cuore di Vetro mette in mostra le capacità di tutta la band, quasi strabordante nel finale e dal vivo, per anni rimarrà nel cassetto fino ad essere ripescata dalla nuova incarnazione del gruppo senza Piero. Non credo di esagerare affermando che si tratta del mio pezzo preferito in assoluto di tutta discografia dei Litfiba. Probabilmente però il più famoso di 3 (e forse di tutta la prima parte di carriera del combo) è Tex, che diventerà un grande classico del gruppo, mantenuto dal vivo fino all'orribile svolta pop e qui presente nella sua prima versione alla quale manca un po' di cattiveria, essendo incentrata come arrangiamento più su basso e tastiera piuttosto che sulla chitarra. Nelle versioni successive Tex mostrerà molto di più i muscoli musicalmente, coerentemente con il testo incazzato nel quale Piero parla della situazione dei pellerossa. Quest'ultima parte del disco è quella nella quale emergono maggiormente le difficoltà del gruppo nel trovare degli arrangiamenti o soluzioni condivise che andassero bene a tutti. Di Tex abbiamo già detto, anche la successiva Peste soffre di questo problemi, con una strofa poetica ed un ritornello che invece non convince. Il pezzo è etereo e sognante, la batteria di Ringo è presente solo alla fine; il testo è di stampo ambientalista, con i versi delle balene a fare da intro ed una cantilena finale forse un po' ingenua ma che entra in testa. Corri per certi versi e potrebbe essere intesa come il pezzo di unione tra la Trilogia del Potere e la Tetralogia degli Elementi dato il suo svolgimento più lineare e rock, con la chitarra di Ghigo a dettare la melodia principale. La chiusura è affidata ad un altro pezzo più intimista, la poetica Bambino che mostra un Piero inaspettamente più roco nell'oscura strofa con basso, tastiera percussioni a creare un'atmosfera dark che si alleggerisce in parte nel ritornello.

Come detto all'inizio, Litfiba 3 doveva essere il disco della svolta ma non lo fu nel modo sperato. Le differenze di opinione e di vedute artistiche avrebbero potuto creare dei contrasti interessanti dal punto di vista musicale, ma le parti in causa preferirono "combattere" per le proprie idee piuttosto che collaborare e così ecco spiegate certe soluzioni non proprio riuscite. Le versioni successivamente ri-arrangiate di alcuni brani (quando la svolta rock aveva oramai preso piede) infatti rendono di più e sarebbe stato interessante vedere anche Peste in una chiave diversa, a dimostrazione che il tessuto a disposizione era valido. Lo stesso Maroccolo (quasi sempre in aperto contrasto col produttore Pirelli) anni dopo dichiarerà che se avesse la possibilità di remixare i nastri della pre-produzione di Litfiba 3, vedremmo il disco con un'ottica diversa. Affermazione, questa, forse un po' influenzata dall'insofferenza del bassista verso il manager/produttore, reo a suo dire di massacrargli i dischi.
Insomma, nonostante il successo di pubblico e critica, Litfiba 3 lasciò dell'insoddisfazione tra i protagonisti, approfondendo il solco tra Gianni ed Antonio da una parte e Piero e Ghigo dall'altra, acuito anche dalle decisioni sulle questioni manageriali e discografiche che incombevano sul futuro. La situazione non poteva durare e infatti non durò: Maroccolo dopo aver provato in tutti i modi di accasare i Litfiba con un altro management decide di mollare il gruppo, mentre Aiazzi lascerà la società rimanendo come collaboratore esterno. Di questa formazione rimarrà solamente il live pesantemente ritoccato in studio Pirata come malinconico lascito.

La Trilogia del Potere si chiude dunque così con l'album più esplicito come testi e da questo punto di vista più accessibile. Per qualcuno i Litfiba finiscono qui, dato il radicale cambiamento che avverrà con l'inizio della Tetralogia. Inferiore ai primi due, Litfiba 3 risulta comunque un disco contenente belle canzoni, forse non tutte perfette in questa versione, che si porta dietro la situazione di disagio che c'era all'interno del gruppo. Ma nonostante questo, il terzo disco dei Litfiba rimane imperdibile per i fan del gruppo, il gioiello finale (seppur meno prezioso degli altri due) di una prima parte di carriera bellissima ed irripetibile.
Quello che verrà dopo sarà diverso e ricco di soddisfazioni, sebbene artisticamente meno rilevante rispetto all'eccellenza mostrata fino a qui.

Il sogno si fermò
Comincia a sanguinare


Ma di questo parleremo in un'altra occasione.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
67.51 su 68 voti [ VOTA]
patrik
Giovedì 13 Febbraio 2020, 10.24.01
22
nemmeno una di queste canzoni soffre di mancanza di iispirazione , per me qua c'è una maturita molto particolare, i primi sono freschissimi e anche con qualche problemino che deriva dalla poca maturita , qua ci sono le mie canzoni favorite di sempre ..... , grandissimo album
MetalFlaz
Venerdì 19 Aprile 2019, 8.05.17
21
lo ascolto oramai da più di 25 anni, e continua a regalarmi emozioni. voto 100 tondo tondo
Aceshigh
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 18.23.10
20
Come dice qui sotto Area è un album di passaggio, con brani che riecheggiano il passato ed altri che guardano al futuro. Nonostante questa dualità di fondo (che può magari risultare un po' spiazzante), Litfiba 3 rimane un capolavoro, a mio avviso l'ultimo vero capolavoro della band, che con Pirata chiuderà una fase creativa spettacolare. Voto 94
Area
Lunedì 21 Maggio 2018, 13.14.32
19
Per alcuni l'inizio della fine, per me come per altri invece é solamente l'inizio non a fuoco di un evoluzione sonora che con Pirata avrà il là definitivo. L'ho sempre percepito così... molti pezzi qui presenti saranno resi meglio dopo su "Sogno ribelle", su tutti direi "Tex", "Bambino", "Paname", ma soprattutto "Ci sei solo tu" che dal vivo é sempre stata proposta o come su questo disco oppure in una versione più energicamente rock e allegra. I pezzi migliori qui sono "Santiago", "Louisiana" e "Cuore di Vetro".
Salvatore Frangiosa
Domenica 20 Novembre 2016, 22.10.04
18
Il grande album dei Litfiba, non bisogna commettere il grossolano errore di estrapolare nessun singolo da questo disco, non si deve scadere nel preferire questa o quella canzone; è un album nel vero senso della parola, va ascoltato per intero, tutto d'un fiato,con un solo filo conduttore: il Rock, inteso come arte antagonista NON fine a se stessa. Ancora oggi, tremendamente attuale, spogliato dalle infarciture new wawe dei primi due album e non ancora "imbastardito" di un hard rock, forzato e presunto, di stampo Metallica (Black Album) o G'n'R dei successivi dischi. Mio personale e modesto parere.
Simo
Venerdì 12 Febbraio 2016, 23.31.59
17
dimenticavo, Peste non soffre di alcun problema è semplicemente un capolavoro
Simo
Venerdì 12 Febbraio 2016, 23.30.58
16
lambru non penso proprio al giorno d'oggi altrimenti sarei pieno di fibe...oggi devi farle ascoltare justin bieber
Metal Maniac
Mercoledì 6 Gennaio 2016, 16.40.21
15
il disco che prepara il terreno per l'imminente svolta dei '90... decisamente più rock e con un piero che ormai anche lui si sta tramutando sempre più in quello che tutti conoscono, ormai la new wave è presente solo di rimando... il meno bello della trilogia, ma pur sempre di livello, con picchi come "cuore di vetro" e "tex" (che a me non dispiace nemmeno in questa versione più "morbida").
Ozzy
Lunedì 14 Settembre 2015, 18.20.18
14
ignoranti coloro che hanno votato basso codesto album, ascoltatevi fabri fibra bimbi minkiaaaaaaa
roby5150
Giovedì 3 Settembre 2015, 0.19.22
13
Molto bello, non una perla come i primi due ma forse più "fruibile" da tutti. Cuore di vetro stupenda, Tex anche e tutte di buon livello con dei testi che lasciano il segno. Si inizia ad avvertire uno scollamento tra Pelù e Renzulli orientati verso il rock e Maroccolo e Aiazzi ancora new wave. Un disco dai Litfiba stessi definito come "di compromesso"
metallo
Domenica 30 Agosto 2015, 22.03.16
12
Insomma cosi' cosi',bello ma senza eccellere a mio avviso, le mie preferite Santiago, Cuore di Vetro Tex e Corri, ma e' quello che ho ascoltato meno di tutti dei loro album, qualche altro ascolto glielo concedero' pero',per il momento lo colloco sul 75-76.
manaroth85
Domenica 30 Agosto 2015, 12.42.29
11
grande disco, peccato x i suoni, ma canzoni come bambino, corri, cuore di vetro o amigo sono immortali, santiago la hit dimenticata, molto simile al el diablo, ottimo disco voto 90
MetalFlaz
Mercoledì 26 Agosto 2015, 17.03.18
10
aaaaah quanti ricordi, consumato sia questo che Desaparecido... 17 RE invece non mi è piaciuto
galilee
Martedì 25 Agosto 2015, 13.48.24
9
Mah, stranamente è il mio preferito è lo preferisco ai due precedenti. Con questo disco i Litfiba imparano a scrivere canzoni come si deve, mentre prima tutto era più indirizzato allo sperimentalismo. Più che qualitativamente migliore, direi che è proprio l'approccio a cambiare, meno prog è più rock.
Screamforme77
Martedì 25 Agosto 2015, 1.28.39
8
Concordo con molte cose sulla rece. Nettamente inferiore ai due splendidi predecessori e le versione remixate in futuro di Tex e Bambino saranno un altra cosa. Con gli album della tetralogia degli elementi si riprenderanno alla grande(a mio avviso) cmq le buone canzoni non mancano. Forse Corri la mia preferita.
Voivod
Lunedì 24 Agosto 2015, 9.13.53
7
Ottimo album, quello tramite il quale ho conosciuto i Litfiba! "Cuore di vetro" è il pezzo forte del disco, splendide pure "Bambino" e "Louisiana", "Peste" è l'anello debole.
Metal4ever
Venerdì 21 Agosto 2015, 23.27.48
6
Giustissima la parte su "Cuore di Vetro", miglior brano del platter e con uno dei più bei assoli di Ghigo. L'album è di certo inferiore ai primi due, ma stiamo ancora a livelli altissimi, contando anche che c'è un classicone come "Tex".
LAMBRUSCORE
Venerdì 21 Agosto 2015, 21.02.38
5
Io l'ho sempre detto, se in macchina fai sentire i Litfiba alle fibe, avrai molte probabilità di farti dare la fiba....
Doomale
Venerdì 21 Agosto 2015, 17.18.01
4
Grande album anche questo!
Goths
Venerdì 21 Agosto 2015, 11.54.22
3
ci sono arrivato tardi, per motivi anagrafici; ho comprato la cassetta credo nel 1993, sicuramente non affascinato dalla copertina (l'unica dei Litfiba che non ho mai apprezzato - molto meglio, per dire, la versione francese). Il cd, per me, è arrivato qualche anno dopo. Musicalmente che dire: la chiusura di un periodo irripetibile, le tracce ospitate su 3 sono di una bellezza sconcertante, per quanto mi riguarda, al pari del resto della Trilogia (al quale aggiungo, per motivi affettivi anche Terremoto). Capolavoro.
Radamanthis
Venerdì 21 Agosto 2015, 10.18.52
2
Della triologia del potere è l'ultimo anche nei miei gusti personali, bello ma non capolavoro. Voto 73
Red Rainbow
Venerdì 21 Agosto 2015, 9.38.50
1
Album indimenticabile, figlio delle contraddizioni in seno alla band di cui parla giustamente Diego, ma che secondo me hanno arricchito il risultato con tonnellate di spunti e ispirazioni. Dai muscoli di Santiago e Corri allo sperimentalismo di Paname è tutto un germogliare di soluzioni che attraversano l'intero spettro rock italico, per una volta sprovincializzato anche nei testi (non dimentichiamoci che siamo cronologicamente in pieno furore ottantiano e il respiro internazionale della musica italiana degli anni '70 si era fatto affannoso da un pezzo). E "quel" finale, Bambino, che già all'epoca mi aveva mandato in orbita.... poi ho incontrato il doom e ho capito perchè....
INFORMAZIONI
1988
I.R.A. Records
Rock
Tracklist
1. Santiago
2. Amigo
3. Louisiana
4. Ci sei solo Tu
5. Paname
6. Cuore di Vetro
7. Tex
8. Peste
9. Corri
10. Bambino
Line Up
Piero Pelù (Voce)
Ghigo Renzulli (Chitarra)
Antonio Aiazzi (Tastiera)
Gianni Maroccolo (Basso)
Ringo De Palma (Batteria)

Altri musicisti
Francesco Magnelli (Tastiera, Pianoforte)
Guido Guidoboni (Armonica)
Francesca Mariotti (Nacchere)
Daniele Trambusti (Percussioni)
 
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