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Litfiba - Pirata
( 5000 letture )
Il 1988 era stato un anno di demarcazione per i Litfiba, una delle rock band italiane più importanti di sempre: dopo due autentiche gemme di oscuro rock misto a new wave, il sorprendente 3, ancorché contenente perle di indiscutibile valore, aveva mostrato i primi segni di un certo cedimento, ma soprattutto di un iniziale allontanamento da quelle atmosfere sonore, in favore di un rock più muscolare; si era trattato di una svolta incompleta ed incoerente, dovuta fra le altre cose a tensioni all'interno della band, che ebbero come risultato un album comunque valido, ma meno indimenticabile dei precedenti lavori. Il solco, tuttavia, era ormai stato tracciato e, dopo la fine della Trilogia del Potere, la band fiorentina era attesa al varco: cosa avrebbero fatto, a quel punto, Pelù e soci? Avrebbero proseguito sulla strada dell'hard rock o sarebbero tornati alle radici? Una prima, eloquente risposta, ancor prima dell'inizio della Tetralogia degli Elementi, si ebbe nel 1989, con il live Pirata.

In questo album, infatti, i nostri gettarono definitivamente la maschera: il loro nuovo sound, che avrebbe animato i successivi lavori in studio, virò in maniera netta verso l'hard rock, con tanto di sensibili rimaneggiamenti a pezzi precedentemente ammantati di quell'aura tenebrosa che ne aveva decretato il successo. Si tratta di un album decisamente interessante, che mostra la potenza live di un gruppo sì disunito, ma comunque fenomenale sul palcoscenico, eppure spiazzante; in tutto ciò, l'ammissione dello stesso Renzulli che l'album venne ampiamente rimaneggiato in studio non aiuta certamente a farsi un'idea di ciò che effettivamente erano i Litfiba a fine anni 80. Spiazzante è ad esempio la definizione più calzante per Dio, versione live totalmente rivista della meravigliosa Come un Dio, da 17 Re: chitarra e batteria tessono un nuovo sottofondo decisamente più pesante rispetto all'originale, con le tastiere che letteralmente urlano al di sotto degli altri strumenti ed un Pelù graffiante come non mai. Non è semplice ascoltare questo brano, tanto è diverso dalla sua versione iniziale, eppure è difficile anche negare la forza della versione live. L'intero Pirata, insomma, dà spazio contemporaneamente a sensazioni contrastanti ed ammirazione per quelli che possiamo definire Litfiba 2.0; la medesima dicotomia anima naturalmente Lulù e Marlene, lievemente meno modificata rispetto a Dio, ma comunque più veloce e con inserti di chitarra maggiormente presenti. Resta, al di là di tutto, un pezzo da brividi in qualunque versione lo si voglia ascoltare. C'è naturalmente spazio anche per brani dall'ultimo arrivato in studio ed ecco quindi Louisiana, che mantiene il suo mood malinconico e naturalmente l'energica Tex, imprescindibile cavallo di battaglia dal vivo della band. Fedeli alla loro voglia di sorprendere, poi, i fiorentini regalano anche ai propri fan due inediti: abbiamo la trascinante Cangaceiro, poi inclusa nella raccolta del 1992 Sogno Ribelle, ma anche la più dolce Il Vento, bella anche se complessivamente meno convincente; infine, c'è anche spazio per tre cover piuttosto particolari: la band infatti omaggia Cannon Song di Kurt Weill, la nota sigla di Rawhide e Tequila dei Champs. A parte la seconda, le altre due non brillano e, sinceramente, vale la pena tralasciarle per concentrarsi sugli altri brani dell'album.

Come detto, Pirata non è un album totalmente convincente, preda com'è del momento storico della band, letteralmente a cavallo di un'evoluzione sonora molto netta ed a cavallo, volendo esser precisi, anche di due decenni totalmente agli antipodi dal punto di vista musicale. Non tutte le nuove versioni di vecchi brani convincono, non tutti i nuovi appaiono degni dei capolavori del passato, eppure è difficile non rimanere affascinati dalle mille risorse di una band straordinaria, che ha confezionato, con Pirata, un lavoro indubbiamente non del tutto coerente e riuscito, ma egualmente molto interessante.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
60.96 su 56 voti [ VOTA]
Area
Lunedì 12 Giugno 2017, 15.51.30
18
In realtà é uno Studio Album che di Live ha conservato solo alcune parti stando a quanto dice Ghigo. Come live album é certamente più rappresentativo Aprite i vostri occhi. Che dire... é un disco di "passaggio", ma serve per capire l'evoluzione del sound dei Litfiba. Inoltre é la prima VERA esperienza in Major del gruppo, ma anche l'ultimo con la line up originale e con Ringo prima della sua scomparsa. Ci sono alcune cover strane anche se Tequila é caruccia.
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 16.37.28
17
Per me un album assolutamente spettacolare. Ruffiano quanto volete, ma pressoché perfetto. 80
Galilee
Mercoledì 16 Settembre 2015, 11.32.54
16
X Metallo... Potevano diventare e non sono diventati. In teoria i Litfiba, anzi in pratica, si sono comunque sparati almeno 6 dischi che spaccano i culi. Insomma il loro lo hanno fatto. Non è che tutte le band che conosciamo hanno sfornato 10/20 dischi perfetti. Alla fine hanno fatto il loro tempo come tutti, e mi sembra che di successo ne abbiano anche avuto. Più che altro c'erano solo loro....
Ozzy
Lunedì 14 Settembre 2015, 18.18.41
15
Grandi litfiba, è un album di alti e bassi ci sono 4 pezzi che fanno storia altri che sono piu blues che rock.
roby5150
Giovedì 3 Settembre 2015, 0.14.32
14
Band che fino a Spirito compreso ha sempre saputo rinnovarsi e avere qualcosa di valido da dire. Qui si prosegue il cambiamento iniziato con 3 di svolta verso il rock e che farà approdare a El Diablo. Non mi fa impazzire questo finto live (è un album in studio in tutto e per tutto tranne la batteria) ma ha il suo perchè. Fantastica Il Vento... L'orizzonte è nello specchio/ l'orizzonte è dentro me/ e ho distrutto tutto il tempo percè il tempo è solo mio/ Cielo basso sui capelli/ l'orizzonte è dentro me/ e ho scolpito sulla pelle che chi piange riderà...
Bloody Karma
Lunedì 31 Agosto 2015, 11.25.06
13
Diablo a me non mi fa impazzire, ma Terremoto e Spirito li trovo veramente di classe....da Mondi Sommersi in poi si son sputtanati alla grande
metallo
Domenica 30 Agosto 2015, 21.41.05
12
Anche per me veramente strana la scelta delle cover, pero' accidenti quanto son belle Cangaceiro, il vento, Dio,Tex e Gira nel Mio Cerchio, potevano essere davvero il grande rock italiano(apprezzato tra l'alyro anche all'estero), invece sappiamo tutti dove sono andati a parare, come son finiti e che razza di sound si erano ridotti a fare dopo El Diablo, i miei preferiti del gruppo rimangono Desaparecido, 17 Re e Terremoto.
Er Trucido
Domenica 30 Agosto 2015, 20.33.02
11
Disco strano, un po' per le cover effettivamente bizzarre, un po' perché si sente il cambiamento in arrivo. Ho sempre fatto fatica ad apprezzarlo fino in fondo perché quando lo ascoltai la prima volta sapevo già che era stato corretto pesantemente in studio, quindi perdeva un po' di magia. Dio e Il Vento rimangono le mie preferite comunque.
Bloody Karma
Domenica 30 Agosto 2015, 17.57.56
10
disco di transizione...non mi ha mai esaltato molto, ma le versioni di Dio e Tex strameritano...
Lizard
Domenica 30 Agosto 2015, 17.52.01
9
Ricordo con piacere che all'epoca Videomusic cominciò a passare in heavy rotation sia Cangaceiro che Tex e mi colpirono entrambe moltissimo, tanto che quando un mio amico mi disse di avere l'album non esitai un secondo a chiedergli di passarmelo. Sarà che fu il disco del primo incontro con la band, sarà perché il ricordo rende tutto più bello, ma per me all'epoca questo fu un gran disco, uno di quelli che ti spingono ancora di più verso determinate sonorità e che settano un livello di qualità anche per gli altri. I commenti qua sotto e il giudizio qua sopra sono quelli corretti di chi valuta un disco per quello che è, in comparazione con tutto il resto. A me Pioggia di Luce fa ancora venire i brividi e Dio mi piace un sacco, come Il Vento. Erano una grande band, una delle più grandi.
manaroth85
Domenica 30 Agosto 2015, 12.39.26
8
adoro i Litfiba son mio gruppo del cuore, pero pirata non mi ha mai esaltato lo sento fiacco, aprite i vostri occhi era molto più potente secondo me molto più carico, colpo di coda di un altro pianeta. le 3 cover non mi hanno mai esaltato, preferisco babylon burning che si trova in rete che venne suonata in alcune date del terremoto tour, a pirata do un 6.5 solo perché adoro tutto quello che han fatto. sicuramente una amigo, santiago, la preda, cuore di vetro avrebbero risollevato questa scaletta un po fiacca, la vhs decisamente superiore al disco
Goths
Sabato 29 Agosto 2015, 18.54.02
7
..beh..nonostante i noti ritocchi in studio resta un grande classico che ho amato veramente alla follia! Lo ascoltavamo nei primi anni 90 con le cassette in spiaggia, ho tenuto per anni il poster in camera con la cover....solo il nome era evocativo...Pirata! Tra l'altro Un pezzo come 'il vento', uno scarto di '3', vale davvero l'acquisto di questo disco (cd e vinile...bellissima anche la VHS) la sua forza e l'epicita' di questo brano lo rendendo il mio preferito in tutta la loro discografia!
galilee
Sabato 29 Agosto 2015, 14.00.24
6
Un disco di passaggio, il meglio deve ancora arrivare.
Vitadathrasher
Venerdì 28 Agosto 2015, 23.37.32
5
Direi proprio di si: non ci trovo niente di interessante nei lavori successivi, tutte canzoncine, con ritornellini banali.....si salva qualcosa in terremoto, forse, ma da quanto mi ricordo, dopo comprato l'ho riposto alla svelta. Troppo banale, con suoni "arrotondati" per dare in pasto alla pop-lazione italica tutta.
BJP
Venerdì 28 Agosto 2015, 22.15.14
4
Ne possiedo una copia in musicassetta, assieme a "Sogno Ribelle" e "Colpo di Coda 1", mentre gli album in studio (trilogia+tetralogia) li ho in CD. Che dire? Dovrei riascoltarlo, l'ho messo su pochissime volte. Vorrei far notare un errore dove è stata inserita la casa discografica: si tratta della CGD, non CDG. Se non erro, è la loro prima uscita con questa label che, ai tempi, aveva sotto contratto cantanti come Enrico Ruggeri e Raf. @Vitadathrasher: quindi, secondo te, i Litfiba post-"El Diablo" sono da cestinare completamente?
Vitadathrasher
Venerdì 28 Agosto 2015, 20.54.12
3
Anche secondo me è un bel lavoro, del sano rock, il peggio verrà dopo il successo di el diablo, quando pelù diventerà un giullare pop da far girare sui canali musicali del periodo......
dario
Venerdì 28 Agosto 2015, 20.14.33
2
Io amo follemente questo live. La mia vecchia autoradio lo deve avere macinato migliaia di volte credo. Sono comunque d'accordo col recensore e la sua analisi. Alcuni brani possono sembrare spiazzanti visto l'impronta hard rock con cui vengono suonati. Dio suonata così per me è un capolavoro hard rock italiano. Il mio voto è molto alto (complice una certa nostalgia dei vecchi tempi 90.
Gokronikos
Venerdì 28 Agosto 2015, 9.24.52
1
Io consiglio la vhs Pirata live, quella si che non era per niente rimaneggiata in studio, pura energia!
INFORMAZIONI
1989
CGD
Rock
Tracklist
1. Cangaceiro
2. Il Vento
3. Dio
4. Tex
5. Rawhide
6. Cannon Song
7. Pioggia Di Luce
8. Gira Nel Mio Cerchio
9. Tequila
10. Lulù E Marlene
11. Louisiana
Line Up
Piero Pelù (Voce)
Ghigo Renzulli (Chitarra)
Antonio Aiazzi (Tastiera)
Gianni Maroccolo (Basso)
Ringo De Palma (Batteria)

Musicisti Ospiti
Francesco Magnelli (Tastiera)
Candelo Cabezas (Percussioni)
 
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