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Obituary - Back from the Dead
( 3337 letture )
Gli Obituary, autori di dischi fondamentali per l'intera scena death metal mondiale a partire dal folgorante esordio Slowly We Rot, non hanno certo avuto una carriera priva di intoppi. Ottenuti sempre più consensi di album in album, grazie prima a quel capolavoro che risponde al nome di Cause of Death e poi all'incredibile successo commerciale di The End Complete, gli statunitensi fanno in tempo a sfornare solo altri due dischi prima di arrivare allo scioglimento del gruppo, mai definitivo e durato infatti fino al 2003. La band dei fratelli John e Donald Tardy ha saputo nel tempo conquistarsi la fiducia della critica e di una folta schiera di fan, soprattutto grazie alla validità dei lavori pubblicati. Gli Obituary sono stati in grado di evolvere nel contempo il proprio sound, inserendo nello specifico elementi più moderni in un album pur solidissimo come World Demise e più in generale trovando sempre una varietà di stili vincente all'interno dei propri pezzi, mostrando così di non volersi adagiare sugli allori dei primi tre dischi e senza per questo perdere di vista la miscela di base fatta di crudo e viscerale death metal. Back from the Dead è la quinta fatica della band originaria della Florida e si presenta come un album più legato alle radici del gruppo, violento e grezzo, ma in maniera ragionata, con una produzione capace di esaltare i singoli strumenti. Back from the Dead non è certo la miglior istantanea che gli Obituary ci hanno saputo mostrare, ma rappresenta un commiato più che valido alla loro prima parte di carriera.

La violenza dell'opener è indicativa della direzione che prenderà l'intero album, con un buon numero di brani brevi, veloci nell'esecuzione ed incisivi, intervallati da altri più oscuri e dal ritmo cadenzato, come la successiva By the Light. La voce di John Tardy è sempre molto riconoscibile, cavernosa come se provenisse direttamente dall'oltretomba ed aggressiva come se avesse un diavolo in corpo. Il suono delle chitarre è volutamente corposo e pesante, a seguire l'andamento di basso e batteria, ma limpido durante gli assoli. Il terzo brano, Inverted, è un altro esempio della potenza devastante di cui sono capaci i cinque musicisti floridiani, ma non aggiunge ancora niente di veramente interessante. Il muro ritmico innalzato da Watkins e D. Tardy è un esempio di forza di cui gli Obituary fanno spesso e volentieri sfoggio, come accade in Platonic Disease, deliziata dal solismo di Allen West. Neppure Download scherza nel suo approccio folgorante, elemento che resta uno dei punti di forza dell'album e questo brano insieme a Rewind è tra i migliori estratti a livello tecnico, per personalità e capacità esecutive messe in mostra in modo assolutamente professionale. Death e doom nella loro forma più primigenia fanno invece capolino in Feed on the Weak, canzone all'apparenza semplice ma sorprendentemente efficace, che è anche retta da una prestazione esemplare di John Tardy, qua più oscuro e spaventoso che mai a livello interpretativo. L'assolo di West, diviso in due parti, rende il tutto ancora più apprezzabile. Lockdown si mantiene su questa stessa scia qualitativa, ma è un brano diverso dal precedente, impostato su ritmi veloci e con molto più groove, a ricordare in parte quanto fatto tre anni prima in World Demise. Lascia un po' perplessi Pressure Point, che riempie due minuti senza trasmettere alcunché, mentre sul finale la titletrack un po' riporta le cose al loro posto. Contrassegnata da un andamento assolutamente doom, tutto si regge sul cantato caratteristico di J. Tardy e sui riff portanti delle due chitarre, lenti e circolari a suggellare il movimento tipico dei morti viventi. Ma la vera chiusura dell'album è affidata ad un brano che per forza di cose esula dal contesto generale, un remix con tanto di voci rappate che con gli Obituary ci azzecca ben poco.

Anche a distanza di quasi vent'anni, Back from the Dead resta un lavoro degno di considerazione e capace di percuoterci a dovere. Pur non presentando al suo interno brani eccezionali, le qualità innate di questa band riescono comunque ad emergere e a farci capire come è stato possibile per loro raggiungere un tale stato di grazia. La stessa formazione di Back from the Dead tornerà otto anni più tardi per realizzare il disco del ritorno sulle scene, intitolato Frozen in Time, in seguito al quale Allen West lascerà definitivamente il ruolo di chitarrista principale passando lo scettro a Ralph Santolla, già negli Iced Earth e nei Deicide. Se state cercando un disco che rappresenti gli Obituary al meglio della loro forma e al massimo delle loro potenzialità, Back from the Dead non è certo la prima scelta, ripiegate tranquillamente sui primi tre lavori in studio. Ma resta il fatto che se un domani la band dei fratelli Tardy pubblicasse ancora un album di questa caratura avremmo ben poco da rimpiangere.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
83.27 su 22 voti [ VOTA]
thrasher
Lunedì 31 Dicembre 2018, 20.18.14
21
E dal vivo sono sempre una garanzia
ElectricVomit
Lunedì 31 Dicembre 2018, 19.24.27
20
Ce ne fossero di band come loro: 6 cd 6 album imprescindibili per il genere (sì, ho contato anche FIT - vuoi perché l'ultima produzione di Burns?). E checché se ne dica anche l'ultimo, Obituary, è molto bello. Questo BFTD è una mazzata sui denti di un'onestà disarmante. Niente di eclatante, vero, ma avete mai riflettutto su quanto sia difficile stare su un livello qualitativo alto per così tanti anni? Loro ce l'hanno fatta. Grandi. Punto.
Conan
Giovedì 4 Maggio 2017, 23.19.51
19
Sono convinto che su 100 fan degli Obituary 99 preferiscono "the end complete" a "back from the dead" (che a mio avviso è un lavoro più che buono)... Questo,a mio modo di vedere, rende "the end complete" oggettivamente superiore.
lux chaos
Martedì 25 Aprile 2017, 21.55.29
18
@nonchalance: tu dici??? ...ma infatti è assolutamente il mio giudizio, non ho mai detto il contrario, e non pretendo che sia condiviso, perchè la musica è un fenomeno percettivo molto soggettivo, non voglio convincere nessuno
nonchalance
Martedì 25 Aprile 2017, 19.48.01
17
@lux chaos: C'avrei scommesso che "Blessed.." ti faceva più o meno lo stesso effetto..magari, a te non piacciono i "trascinamenti" nel death?! Comunque, ognuno ha i suoi gusti. Però, dire che è "pallosissimo" e "poco ispirato" sono dei semplici punti di vista. O meglio: è il tuo giudizio. Che ci sta tutto, ci mancherebbe.. Come ci sta che, per me, non è un CAPOLAVORO.
galilee
Martedì 25 Aprile 2017, 19.06.04
16
Che siano capolavori non ci piove. Almeno i primi 4 degli Obituary lo sono. Come i primi 4 dei Morbid Angel. Poi i gusti sono un altra cosa. Anyway questo è un buon disco di sicuro. Poi si può mettere in discussione tutto. Ma se lo si fa si accetta tutto.
lux chaos
Martedì 25 Aprile 2017, 18.20.32
15
@doom ma infatti ci mancherebbe, so che scateno sempre il polverone quando tiro fuori questa cosa, se è il tuo preferito sono ben contento , è solo gusto personale, e non può cambiare anche se lo dicono gli annali del death!!! per me è cosi ciao! @undercover innanzitutto è un piacere leggerti, dato che sei stato assente per molto tempo, per il resto ricordo benissimo come la pensi, su una cosa siamo d'accordo: è un gruppo eccezionale e fondamentale @nonchalance per me è palloso e molto meno ispirato degli altri, cosi come BADS per me è il meno ispirato dei primi 4 lavori dei Morbid, che adoro, però adesso che col tuo commento hai ribadito che è OGGETTIVO che invece sono capolavori e nessuno può dire il contrario, allora ritratto e chiedo scusa per la mia poca obiettività: è un CAPOLAVORO!
nonchalance
Martedì 25 Aprile 2017, 12.19.12
14
Se "The End Complete" è palloso e poco ispirato, probabilmente, lo è anche "Blessed Are the Sick". Comunque, i gusti personali esistono ma, bisogna essere anche obiettivi: i primi quattro degli Obituary sono come i primi quattro dei Morbid Angel: tutti diversi e non si butta via niente. Poi è arrivato il declino per entrambi.. Proseguendo il discorso: questo è l'ultimo degno di nota. Anche se, a me piace anche "Frozen In Time" per i suoi tribalismi derivanti da "World Demise". P.S.: Se non si era capito, il mio preferito è "The End Complete" e, dei primi (quattro) "Cause of Death" è quello che mi piace meno..sarà che manca Allen West?!
Undercover
Martedì 25 Aprile 2017, 11.02.30
13
Io comprendo la tua posizione Lux, ma confermo quanto scritto al tempo, con gli acquisti mi sono fermato a "Frozen In Time", ma avendoli macinati per decenni, ritengo che questo sia il loro capitolo leggermente, e ci tengo a sottolineare il leggermente, meno valido, tenendo sempre conto che nel mio post precedente ho parlato di un 80 eh Gli Obituary sono uno di quei gruppi di cui non potrei mai fare a meno.
Doom
Martedì 25 Aprile 2017, 11.00.44
12
@Lux, ciao! Tranquillo a me non disturba affatto! Se non ti piace non ti piace! anzi, mica deve piacerti per forza ci mancherebbe. Pero' quello e' un classico, ma mica perché li dico io...lo dicono gli annali del Death! E comunque per me e' moooolto ispirato e contiene una serie di riff e assoli ( ma anche atmosfere malate ) che purtroppo da li in poi non avremmo piu. Complice anche il piccolo cambiamento che ci fu da WD in poi. Ma apparte questo, concordo su una cosa...lo dico sempre le classifiche personali ( di tutti ) contano solo per gli interessati fondamentalmente! Ciao!
lux chaos
Martedì 25 Aprile 2017, 10.43.55
11
Ciao Doom! Guarda non scherzo affatto, avevo già affrontato il discorso e preso i fischi dei fan, ma so di non essere affatto l'unico, secondo me the end complete è poco ispirato rispetto ai due precedenti, e anche ai due successivi...poi ripeto, la mia è una critica ai vari OGGETTIVAMENTE SUPERIORE che in musica non esistono, per me regge il confronto, ed è pieno di gente che la pensa come me, e se non è la maggioranza pazienza...possiedo tutti i dischi degli Obies, avrò ascoltato 30 volte the end complete, e mi annoia...pace
Doom
Martedì 25 Aprile 2017, 10.25.25
10
Pallosissimo The End complete Lux? Non scherziamo dai...quello e' un classico e contiene dei brani che a tutt'oggi sono richiestissimi nei loro live. Poi questo di sicuro e' un buon album e magari ancora oggi lo facessero ( anche se gli ultimi due non erano proprio male ) ma classifiche personali a parte non regge il confronto con gli altri. Per me un buon 7,5
lux chaos
Martedì 25 Aprile 2017, 7.35.30
9
"Non può essere superiore"....sono gusti personali, invece per me è superiore ECCOME sia al pallosissimo The end complete che al buon World demise, altro che pezzi che fanno la differenza...qui sono una bomba dietro l'altra, il mio preferito insieme a Cause of death...sottovalutatissimo, per me da 85
lisablack
Lunedì 12 Settembre 2016, 19.50.20
8
Bel disco, comprato all'epoca appena uscito e per me sottovalutato. 80.
Undercover
Mercoledì 1 Giugno 2016, 15.52.26
7
Quinto album e quinto posto nel cuore, non può essere superiore a "Slowly We Rot" perché quello è il manifesto degli Obituary, non può esserlo a "Cause Of Death" perché la prova di Murphy in accoppiata con Perez è magistrale e la cover dei Celtic Frost è divina, al tempo erano di sicuro i figli naturali di Tom G. Warrior e compagnia, di "The End Complete" neanche, la scaletta di quel disco ha almeno 3-4 pezzi di levatura superiore ai migliori contenuti in questo lavoro e in più ci permette di ascoltare Allen West nella sua miglior versione sia in chiave ritmica che solistica, potrebbe combattersela con "World Demise", ma anche lì ci sono due pezzi che fanno la differenza a sfavore di questo, infatti per quanto adoro "Threatening Skies", "By the Light" e "Platonic Disease" vengono decisamente sbaragliate da "Don't Care" e "Solid State". In ultimo quella cazzata di "Bullituary" era evitabilissima. Concordo sul voto, forse avrei dato quel punticino in più che l'avrebbe fatto arrivare a 80.
HERMANN 60
Mercoledì 1 Giugno 2016, 14.59.01
6
Sono d'accordo con lux chaos, lo preferisco a The end colplete per me il migliore dopo Slowly we rot, i pezzi di aperture e chiusura dei veri miti.
AL
Lunedì 31 Agosto 2015, 11.59.29
5
il loro primo album che ho ascoltato. ci sono affezionato. le prime tre le mie preferite. voto 77
Baron the Red
Sabato 29 Agosto 2015, 16.49.48
4
...un buon album...pero la penso come Lambruscone..dopo una buona prima parte cala troppo nella seconda..ma comunqu non male per nulla. Per me pero i primi tre non si discutono e preferisco anche World demise a questo...anche se suonava gia diverso.Rimane il fatto che rimane un album godibile di un gruppo fondamentale per il Death metal.
lux chaos
Sabato 29 Agosto 2015, 14.15.49
3
Sono di parte, primo disco acquistato degli Obies quando avevo 15 anni, ci sono legatissimo, ho sentito Threatening Skies dal negoziante di fiducia e ho detto: ma che cazz??!? fantastica!!! Preso subito, e a seguire tutti gli altri album....lo so, sarò l'unico al mondo, ma lo preferisco anche a the end complete (che trovo ultra sopravvalutato, gusti) e al troppo monolitico WD....per me un grandissimo album, non concordo sul fatto che non ci siano brani eccezionali, per me almeno 4/5 canzoni sono fantastiche, le restanti buone...per me 85, ultimo grande album del gruppo
LAMBRUSCORE
Sabato 29 Agosto 2015, 13.24.32
2
Non il mio preferito della band, anzi...per me valido fino a metà disco, poi troppi pezzi rallentati e poco ispirati, cioè nella seconda parte, peccato, potevano fare di meglio, per me è un 65, non di più.....
Remy
Sabato 29 Agosto 2015, 12.02.18
1
Album clamoroso.
INFORMAZIONI
1997
Roadrunner Records
Death
Tracklist
1. Threatening Skies
2. By the Light
3. Inverted
4. Platonic Disease
5. Download
6. Rewind
7. Feed on the Weak
8. Lockdown
9. Pressure Point
10. Back from the Dead
11. Bullituary (Remix)
Line Up
John Tardy (Voce)
Allen West (Chitarra solista)
Trevor Peres (Chitarra ritmica)
Frank Watkins (Basso)
Donald Tardy (Batteria)
 
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