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My Dying Bride - 34.788%...Complete
( 2440 letture )
Lay me by the fire
I'm alive and I'm bleeding for
everyone
pull me from this mire
hold me till I'm home


Se dovessimo fermarci per analizzare con lucidità i cinque lustri di carriera dei My Dying Bride e scegliere una pecora nera tra i loro -ormai- tredici album, difficilmente la risposta non sarebbe 34.788%...Complete.
Si tratta senza alcun dubbio del titolo più bistrattato prodotto dalla band britannica e che tutt'oggi continua a dividere i loro fan più intransigenti da quelli più aperti alle novità.
34.788%...Complete è infatti un disco che potremmo -solo con un eufemismo- definire sperimentale, arrivato oltretutto subito dopo l'abbandono del loro primo batterista (nonché membro fondatore) Rick Miah.
Si parlava prima di “pecora nera”, espressione che in italiano sempre più spesso porta con sé una connotazione negativa, in questo caso però trovo che sia più giusto interpretarla nella sua accezione più legata al concetto di diversità.
34.788%...Complete, non è per niente un brutto disco e non mostra un calo evidente dell'ispirazione di una band che ha sempre mantenuto negli anni un livello altissimo, né una volontà di adeguarsi a qualsivoglia tipo di esigenze di mercato.
Semplicemente suona diverso, suona come non avevano mai suonato prima i My Dying Bride e suona anche come non suoneranno più, considerando che la strada che hanno qui tentato di percorrere è stata abbandonata subito dopo questo tentativo.
Pentimento?
Forse, ma nessun artista che si rispetti dovrebbe mai pianificare i contenuti di un'opera a tavolino prima ancora di concepirla, la creatività è un flusso volubile e chi vuole produrre Arte non deve incanalarlo secondo criteri esterni.

Ma cos'hanno dunque fatto di diverso qui i My Dying Bride?
Immaginate quel possente scheletro di riff doom e di malinconici intarsi armonici che li ha sempre caratterizzati preso e dilatato -in diverse occasioni- in maniera inverosimile, con un riffing notevolmente ridotto nell'intensità per lasciare spazio a lunghe divagazioni atmosferiche fatte di echi e modulazioni di delay e flanger, mentre il basso spesso distorto di Ade ronza con disagio sui vocalizzi di Aaron che spaziano dal suo classico pulito a parti narrate in cui filtri e lievi distorsioni rendono la sua ugola quasi irriconoscibile, il tutto mentre una batteria (suonata da Bill Law, alla sua unica prova con i My Dying Bride) porta avanti ritmiche ripetute in modo ossessivo come a voler sottolineare la profonda anima industrial e quasi elettronica di 34.788%...Complete.
Ci sono pezzi come Heroin Chich che -nomen omen- rappresentano a meraviglia il disagio e lo smarrimento quasi menefreghista di chi vuol divertirsi non sapendo cos'ha veramente da perdere e altri come Apocalypse Woman o Base Level Erotica che continuano a funzionare come il perfetto manifesto di questo esperimento, senza però risultare così traumatici visto il lavoro più presente delle chitarre di Andrew e Calvin e un minore apporto di effetti elettronici di cui è stato fatto ampiamente uso.
Merita di essere citata anche l'ottima The Stance of Evander Sinque che, pur non distaccandosi per molti versi dallo stile del disco, ci ripropone riff apocalittici ed intensi che dimostrano quanto la profonda anima doom della band sia sempre lì ad accompagnarci.

La produzione -per essere il 1998- è forse un po' poco definita, oltre che un po' spenta per quanto riguarda la batteria (che sembra quasi relegata ad un ruolo da comprimaria).
Nel complesso però è comunque dotata di una sua anima, e non si può escludere che un certo alone di rudezza nella definizione dei suoni sia stato voluto per incrementare l'impatto psicologico delle canzoni, dando più importanza all'effetto che quella strana nube elettronica di fondo doveva imprimere sull'ascoltatore più che curare che questi suoni si distinguessero in maniera ideale l'uno dall'altro o che si miscelassero correttamente nel resto del mix.

Quello che probabilmente i My Dying Bride volevano tentare con 34.788%...Complete era di mettere in musica il disagio.
La malinconia, l'angoscia, il nichilismo e il mal di vivere sono sentimenti fondamentali per chi suona e chi “vive” il doom metal, ma è forse più raro vedere gruppi che si distaccano da -comunque fondamentali- elementi più classici per esplorare quest'altra emozione.
34.788%...Complete suona come il pianto mascherato di un drogato (di qualsivoglia sostanza o emozione) che nasconde dietro un'attitudine passiva-aggressiva il suo disagio per ciò in cui si è -volente o nolente- trasformato.
Il risultato è stato un esperimento riuscito a metà forse, in cui certe parti troppo prolisse hanno appesantito un'idea che era decisamente interessante ed ambiziosa, che sfigura certamente al confronto con altri dischi dei My Dying Bride ma che presa di per sé dimostra comunque dei pregi che in superficie è più difficile osservare.

I'll be the one
I'll lose the fight
You sing the songs
Of one hundred nights



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
86.57 su 14 voti [ VOTA]
Legalisedrugsandmurder
Venerdì 1 Novembre 2019, 16.00.42
20
All'epoca non mi piacque, fu stroncato da molti. Con il tempo l'ho rivalutato, veramente interessante anche se certo non un capolavoro
Aceshigh
Venerdì 1 Novembre 2019, 14.52.05
19
L’album “anomalo” dei My Dying Bride. Però alla fine nella sua essenza sperimentale rimane uno di quelli che mi fa sempre piacere rimettere nel lettore. E secondo me anche uno degli album da avere della band, anche se è lontano dai loro canoni classici. Pezzi come la lunga opener, Base Level Erotica e Under Your Wings And Into Your Arms non possono deludere. Voto 85
gianmarco
Sabato 20 Febbraio 2016, 19.23.42
18
voto 90 . Bello ,lucidamente e positivamente e bellamente strano .
gianmarco
Sabato 20 Febbraio 2016, 13.45.21
17
bello , dopo averli conosciuti grazie a the cry of mankind e for you , posso dire chel'inizio dell'album recensito èfantastico .
kaarlo
Mercoledì 23 Settembre 2015, 17.14.36
16
album molto sperimentale rispetto ai loro standard, ma mi sarebbe piaciuto se avessero proseguito su questo percorso per vedere cosa sarebbero riusciti a fare. Gruppo comunque eccezionale. Voto 85
Selenia
Giovedì 3 Settembre 2015, 12.39.18
15
Capisco le riserve nei confronti di questo album, perché è molto molto particolare, come è giustamente stato già detto anche nei commenti sotto. Ma io lo adoro e ho molti ricordi legati ad alcuni dei suoi pezzi. A suo modo intenso.
Nikolas
Giovedì 3 Settembre 2015, 11.03.37
14
Stranamente è forse il mio preferito... non so cosa ci sia che mi prende così tanto ogni volta, ma su pezzi come Base Level Erotica mi viene la pelle d'oca ogni volta. Il mio voto, super-soggettivo, è almeno 85
Kenos
Mercoledì 2 Settembre 2015, 17.44.59
13
Già, un vero peccato che non abbiano più ripreso e approfondito queste sonorità. Non sarà un capolavoro né un ottimo disco ma almeno lo riascolto più volentieri di qualunque cosa da Like Gods of the Sun in poi (con la doverosa eccezione del magnifico Songs of Darkness): tutti compitini con qualche spunto degno di nota in un mare di mestiere, noia, e anche qualche momento di imbarazzo. A Maps of All Our Failures comunque non era male. Staremo a vedere tra poco come si sono sistemati con Feel the Misery...
InvictuSteele
Martedì 1 Settembre 2015, 13.57.30
12
Per me un capolavoro, tra i migliori della band e il mio preferito, il più coraggioso e sperimentale. Lo amo alla follia, Heroin chic è orrenda ok, pop e prolissa, ma il resto è sublime. Se lo considerate un fallimento credo proprio che avete capito poco di questa band geniale. Meglio delle ultime mattonate doom troppo statiche, e spero che il nuovo album sia più sperimentale.
Le Marquis de Fremont
Martedì 1 Settembre 2015, 13.43.02
11
Questi sono sempre difficili da valutare. Alternano cose eccelse e coinvolgenti ad altre di difficile digestione e spesso ripetitive, come il loro ultimo. Questo non è il loro migliore ma mi erano piaciute quelle parti un po' ambient e la voglia di sperimentare. Sono molto prolifici, quindi possono anche provare qualcosa di diverso qualche volta. Enfin, a mia personalissima opinione, lo hanno rivestito con una delle più brutte copertine mi sia capitato di vedere, oltre ad un titolo insulso. Au revoir.
.:alekos:.
Lunedì 31 Agosto 2015, 10.01.55
10
Disco che con tutta evidenza si pone su un altro piano, rispetto la storia precedente e successiva della band, nel suo voler essere una differente traduzione degli stessi scenari emotivi, in questa sede connotati da colori e odori più urbani che gotici, più minimali che epici, come una versione post-moderna e ridotta all'osso del loro tipico song-writing... Peccato non abbiano poi trovato il modo di far coesistere questo lato della loro personalità artistica con quello più convenzionale e tradizionale... ne sarebbero forse potute uscire cose davvero interessanti... Resta comunque uno dei miei preferiti, forse per la mia passione per tutti i randagi e i meticci, nella vita come nella musica.
Theo
Domenica 30 Agosto 2015, 20.02.43
9
Sempre piaciuto. Ostico, è vero, ma coraggioso, profondo d'intenti e premiabile, nonché degno di almeno un ascolto in quanto tale. Non è chiaramente tra i lavori meglio riusciti della band, le vette qualitative sono ben altre, ma li ho sempre preferiti qui a sperimentare (a volte fallendo) che in altri dischi in cui quasi scimmiottavano loro stessi senza troppa inventiva, finendo per tirar fuori album discreti ma inutili per un confronto diretto con i loro capolavori veri e propri. Voto adeguato, forse io avrei dato più sul 70-75, e bella recensione.
Hard`n`Heavy
Domenica 30 Agosto 2015, 13.18.20
8
@ Giasse OK GRAZIE, immediatamente dal mio negoziante di cd.
Giasse
Domenica 30 Agosto 2015, 12.00.33
7
Ciao hnh. Onestamente non lo considero nememno un album a tutti gli effetti essendo una raccolta di 3 EP (di epoche leggermente diverse). Detto questo lo prenderei, quantomeno per completare la visione sulla prima era artistica dei MDB.
Hard`n`Heavy
Domenica 30 Agosto 2015, 10.09.10
6
@ Giasse che ne pensi di Trinity? appartiene ai capolavori oppure no? .....grazie anticipatamente per la risposta
Giasse
Domenica 30 Agosto 2015, 0.33.27
5
Molto meno coinvolgente di altri titoli perche' atipico e prolisso. E' cmq un disco da ascoltare e avere. Per me pero' i capolavori sono altri e ben lontani.
Prometheus
Sabato 29 Agosto 2015, 13.48.30
4
Piace molto anche a me.
Zess
Sabato 29 Agosto 2015, 11.44.03
3
A me piace molto, non concordo che sia il loro peggiore.
entropy
Sabato 29 Agosto 2015, 10.18.44
2
ostico, inizialmente deludente, ma alla fine mi piacque abbastanza. Condivido abbastanza la recesnione, esperimento coraggioso riuscito in parte. Voto 75
Klunk
Sabato 29 Agosto 2015, 9.23.41
1
Veramente ma veramente brutto in assoluto ll peggiore della band
INFORMAZIONI
1998
Peaceville Records
Gothic / Doom
Tracklist
1. The Whore, the Cook and the Mother
2. The Stance of Evander Sinque
3. Der Überlebende
4. Heroin Chic
5. Apocalypse Woman
6. Base Level Erotica
7. Under Your Wings and Into Your Arms
Line Up
Aaron (Voce)
Andrew (Chitarra)
Calvin (Chitarra)
Ade (Basso)
Bill (Batteria)
 
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