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Tyr - How Far to Asgaard
( 1605 letture )
Nella vastità di proposte musicale che gli ultimi decenni abbiamo potuto vedere ed ascoltare la più grande difficoltà per le band è sempre stata quella di dimostrare la propria personalità. Un problema non da poco, in un mondo, quello musicale, dove buone capacità tecniche e compositive dovrebbero essere ormai scontate ed indispensabili; a conti fatti sono poche quelle band riconoscibili fin dal primo ascolto, se nel passato questo poteva sembrare più semplice, quando tanto era ancora da inventare e quando talenti innovativi che sarebbero poi diventate icone potevano mostrare le proprie capacità. Ma dopo gli anni ‘90 pochi hanno potuto vantare questa peculiarità, quello di essere talmente personali da potersi distinguere dalla massa, e tra questi vanno sicuramente menzionati i Tyr.
La band faroese fin dal suo debutto dimostrava una personalità forte, dovuta all’attaccamento per la propria terra, e quindi alle propria storia ed alle proprie leggende, proponendo poi un viking metal potente ma lontano dalla cattiveria e dalla brutalità dei colleghi scandinavi. Le influenze della band hanno radici nell’heavy classico e nella musica folk, con richiami al power ed al progressive, ma proposto con una gran personalità, grazie ad arrangiamenti ed un guitar work decisamente atipico per il genere.

La line up di How Far To Asgaard non ha mai visto stravolgimenti significativi, quindi troviamo il leader Heri Joesen alla chitarra, che da li a poco ricoprirà anche il ruolo di cantante, Gunnar Thomsen al basso e Kari Streymow alla batteria, che nonostante la recente pausa per problemi di salute non è ancora mai stato ufficialmente sostituito. Le uniche differenti rispetto alla successiva storia dei Tyr riguardano l’ingresso di Terji Skibenæs alla seconda chitarra ed il ruolo di cantante, qui rivestito provvisoriamente da Pol Arni Holm.
Va notato come la band nascesse proprio come un gruppo di amici, spesso alcuni ruoli furono ricoperti, anche se provvisoriamente, proprio da amici o fratelli dei componenti, tutti profondamente legati dall’amore per la musica e per la propria storia e tradizione.

Nonostante si tratti di un debut registrazione e mixaggio risultano moderni ed efficaci, ed anche lo stile della band già ben definito, diretto e senza troppi fronzoli, non troviamo arrangiamenti pomposi e nemmeno troppo articolati. La band ha un suono diretto ed incredibilmente live. Le sovraincisioni si riducono a chitarre armonizzate nel parti di lead ed alcuni cori. Heri Joensen è un leader non invadente, con una buona tecnica chitarristica messa al servizio del risultato globale dei brani e delle atmosfere dell’album. Atmosfere non intese come ambient, ma come creazione di emozioni, non è raro immaginare di trovarsi su una nave vichinga, o in viaggio per lande gelide e fredde verso lontane destinazioni, intonando canti e preghiere verso divinità nordiche.
Hail To The Hammer, opener dell’album, è un esempio perfetto dello stile della band. Il brano è un concentrato di epicità in cui sono evidenti le influenze dei Manowar di album come Sign of The Hammer o Battle Hymns, ma non siamo mai di fronte ad alcun plagio. L’uso di accordature ribassate arricchisce il sound enfatizzando teatralità ed epicità. Il coro ripetuto come un canto di buon auspicio si stamperà nella testa dell’ascoltatore e difficilmente si resterà immuni dal pathos che è in grado di creare. The Rune è un altro brano destinato a diventare un classico della band, con una bellissima ed evocativa parte iniziale di sviluppa poi in una ballad – mid tempo dove ancora una volta sembra di essere proiettati in tempi lontani, terre desolate ed in viaggio tra guerrieri intonando canti epici. Nonostante la lunghezza di alcuni brani il guitar work originale e mai banale e alcuni divagazioni progressive aiutano a non rendere quasi mai noiosi i brani di How Far to Asgaard, anche la lunghissima title track risulta godibile e trova perfettamente la sua dimensione.

I Tyr riescono ad essere epici senza cori pomposi o orchestrazioni, riescono ad essere potenti e dannatamente metal senza spingere mai sulla velocità dei brani o su muri sonori compressi senza dinamica tanto in voga e riescono ad essere dannatamente folk senza usare flauti, violini e compagnia bella. Riescono in tutto questo con una formula tanto semplice quanto rara, senza mai ostentare nulla delle proprie intenzioni, perché sono chiare ed evidenti, e questa è la loro arma vincente. La voce di Pol Arni Holm è matura e la sua prestazione degna di nota, con un timbro a metà strada tra un giovane James Hetfield e Hansi Kürsch dei primi lavori dei Blind Guardian, capace di rendere al meglio su registri medio bassi ma in grado di non sfigurare mai anche quando sale di tonalità.
Successivamente la band virerà parzialmente verso lidi vagamente più power perdendo un po’ di epicità e della personalità che caratterizzava i primi lavori, mantenendo comunque uno standard qualitativo alto. Pur senza mai raggiungere fama e successo su scala planetaria i Tyr si sono costruiti un buon pubblico ed un crescente seguito, meritatissimo, influenzando e motivando numerose band.
Il consiglio è di non lasciarsi sfuggire perle come How Far to Asgaard; per gli amanti del viking, del metal, e della buona musica sarebbe un grande errore.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
83.75 su 4 voti [ VOTA]
duke
Domenica 10 Maggio 2020, 13.00.18
4
....hai ragione....veramento un ottimo disco.....epico e potente....
Kiodo 74
Domenica 10 Maggio 2020, 12.52.33
3
Questo capolavoro si può descrivere con una sola parola che dice tutto..... EPICO! La voce di Holm è perfetta e la tecnica strumentale è grandiosa tanto da creare atmosfere folk suggestive senza strumenti folkloristici.....Esordio da paura! Voto 90. Ossequi!
Baron the Red
Lunedì 31 Agosto 2015, 8.50.47
2
Questo mi manca....ma dopo aver letto la rece sicuramente me lo procurerò..
Cristiano Elros
Lunedì 31 Agosto 2015, 0.37.44
1
Ormurin Langi l'adoro, una delle mie canzoni preferite di questa band e uno dei pezzi Folk che preferisco in assoluto!
INFORMAZIONI
2002
Tutl Records
Viking
Tracklist
1. Hail To The Hammer
2. Excavation
3. The Rune
4. Ten Wild Dogs
5. God Of War
6. Sand In The Wind
7. Ormurin Langi
8. How Far To Asgaard
Line Up
Pol Arni Holm (Voce)
Heri Joensen (Chitarra)
Gunnar H. Thomsen (Basso)
Kari Streymoy (Batteria)
 
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