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Nile - What Should Not Be Unearthed
( 6045 letture )
I Nile sono uno dei gruppi più intrinsecamente complessi dell'intero panorama metal moderno. Da un punto di vista musicale, la loro offerta rappresenta quasi un unicum, uno "σφραγίς" (un segno) eternamente riconoscibile e inimitabile. I californiani sono tra i più grandi esploratori delle umani sensazioni, attenti osservatori delle intime e più vivide pulsioni. Limitarsi ad approcciarsi alla loro musica come curiosi amanti della civiltà egizia o di un death metal tecnico e veloce la ritengo quasi offensivo. L'intima natura della loro musica, insita in un complesso apparato di accademia (sia essa musicale e filologica), si poggia su un'intricata e complessa visione, quasi un sogno distante, impossibile da comprendere in maniera superficiale oppure oltremodo oggettiva. Bisogna penetrare questo complesso architettonico, osservarne ed esplorarne a fondo le più buie stanze, le caverne dell'oscurità e delle antiche paure.
La lezione che intimamente brucia, che è veicolata tra i complessi passaggi e le voci di Karl Sanders e Dallas Toller-Wade non è una mera riscoperta dell'antiquariato egizio, il passatempo di un bambino curioso, ma una pulsione sanguinante e possente, una necessità che si riscopre e si reinventa costantemente tra le pieghe dell'intero apparato musicale.
Attraversando le trame di What Should Not Be Unearthed ci si abbandona a quella squisita complessità che va ad unire velocità, tecnicismo e spiccato gusto per melodie che richiamano le fertili terre bagnate dal Nilo in un prezioso lavoro di cesello. Un'estetica disarmante, dunque, alla quale l'ascoltatore non può che piegare la testa. La distanza tra questa nuova fatica e il precedente At the Gates of Seth è tangibile. È una questione di sensazioni, forse, ma ci troviamo davanti un lavoro che è talmente somigliante da essere dissimile in ogni singolo punto. C'è quel bagliore di sublime estasi, parimenti romantico e terrificante, che assale l'animo e lo percuote con forza, facendo vibrare la sua mente e il suo cuore.

Prominent Muslim clerics had begun to call for the demolition of Egypt's Great Pyramids or, in the words of Saudi Sheik Ali bin Said al-Rabi'i, those "symbols of paganism" […] Indeed, most of the lyrics to "Call To Destruction" are actual direct quotes from the words of Abd al-Latif al-Mahmoud […] An American Metal band called Nile singing about tearing down the Pyramids is obviously completely tongue in cheek sport: as in, NO, I personally do not think the pyramids should be thrown down.

Eminenti uomini di fede musulmani hanno incominciato a parlare della possibile demolizione delle Grandi Piramidi di Egitto o, come le ha chiamate lo sceicco saudita Ali bin Said al-Rabi'i, quei "simboli del paganesimo"[…] Gran parte del testo non è che diretta citazione dalle parole di Abd al-Latif al Mahmoud […] Dunque, un gruppo metal americano chiamato Nile canta della distruzione delle Piramidi? Questa è ovviamente una cavolata: perché, ASSOLUTAMENTE, non penso che le piramidi debbano essere distrutte.


Con Call To Destruction ci troviamo di fronte alla cruda attualità. Secoli di odio e di guerre hanno piantato, nel cuore di molti, il seme della malattia e dell'odio, di una follia che è più vicina all'apostasia che all'iconoclastia. Il pezzo di apertura è uno dei più forti dell'intera release. L'architettura strutturale è complessa, ben equilibrata tra preziosismo tecnico e estetica della violenza. Non sono contemplate pause: l'ascoltatore è assalito da ogni parte dalle chitarre di Sanders e di Toller-Wade, dalla disumana potenza e meccanica di Kollias. Quando il pezzo rallenta, si è assaliti da un brivido di tremendo orrore.

The preservation of human heritage
And the enduring achievments of mankind
Are secondary to the Will of Allah.

We must eradicate all that is not in accordance with the writings of the Messenger,
We should abrogate these Architectures of Profane Ideology, engage the destruction machines.

We shall unwrite all human histories of heathen origin,
We must become as like as unto the Prophet himself.

La preservazione dell'eredità umana,
gli eterni successi dell'umanità
sono secondari alla Volontà di Allah.

Dobbiamo sradicare tutto ciò che non è contemplato nelle Scritture del Messaggero,
dobbiamo abrogare queste Architetture di Ideologia Profana, innestare macchine di distruzione.

Dobbiamo cancellare tutte le storie umane di origine pagana,
dobbiamo diventare come il Profeta stesso.


L'orrore dell'oblio della storia, della nostra eredità vibra nelle visionarie e folli parole del testo. Senza addentrarci in un commento che non potrà che risultare demagogico e populista, superficiale e decisamente poco approfondito al riguardo, continuiamo il nostro viaggio.
A Call To Destruction, quale caposaldo inossidabile dell'intero lavoro, si deve aggiungere Liber Stellae Rubeae. Basata sul "Sacro Libro di Thelema" che il filosofo occultista inglese Aleister Crowley (1875-1947) dichiarò non essere stati scritti da lui, ma attraverso di lui, e più specificatamente calco del "Liber LXVI: Liber Stellae Rubae", dove si descrive un segreto rituale di Apep che include magia sessuale velata dal misticismo, il pezzo è un inno perverso e seducente. Le sue melodie, irrefrenabili pulsazioni, si rincorrono in un continuo arpeggiare di scale ascendenti e discendenti di rara bellezza. Nel suo rallentare, nell'incantevole e oscura chiusa, l'ascoltatore è adagiato nel climax della lasciva poesia, volontario voyeur e intimo aticofilo.

New Life shall illuminate thee with the Light that is beyond the stars,
Thou shalt scream with the joy and the pain and the love;
But there shall be no sound heard but this my lion roar of rapture.

Nuova Vita t'illuminerà con Luce che è oltre le stelle,
griderai con gioia, griderai con dolore, griderai con amore;
ma nessun suono se non il mio ferino ruggito di estasi s'udrà.


What Should Not Be Unearthed è disco che ha una tremenda eco. Il senso di asfissia e di claustrofobia è diluito, nella complessità dei brani, in stupende atmosfere. In the Name of Amun, la brillante gemma strumentale, Ushabti Reanimator o la stupenda e conclusiva To Walk Forth from Flames Unscathed, rinnovano con i loro richiami oscuri reami profondamente sepolti dalla sabbia. Vi alberga la grandiosità dell'oscurità, vi si avverte la pesante essenza delle carni putrefatte e degli organi divorati dai cani, quell'orribile sentimento di chi, emergendo pallido e carico di ricordi dai recessi della notte, non avrà più pace, lontano dai delicati canti e balli al leggero suono di flauti, sistri e arpe ondulate o dai gentili profumi degli olii e dei fiori di loto.
Il pezzo più riuscito dell'intero lavoro, tuttavia, rimane Evil To Cast Out Evil. Da un riff che combina estetica tecnica e melodica, si schiude un capolavoro di assoluto valore che, a mio avviso, entra di diritto tra i grandi classici del gruppo californiano. Intimamente legato alla figura del demone Pazuzu, il portatore delle carestie durante le stagioni secche e delle locuste nelle stagioni piovose, essere demonico la cui presenza, tuttavia, scacciava altre maligne divinità proteggendo, così, l'umanità dalla peste e da altre sventure, il pezzo è la delicata sinfonia della malvagità e dell'odio che, scevro da qualsiasi pausa o stasi, è deciso e possente movimento, eternamente amorfo in un cangiante colorarsi di stupendi tecnicismi, ai quali va ad aggiungersi una sezione strumentale intimamente melodica ed evocativa.

I Nile, dunque, ci regalano un disco che riesce a riproporre i livelli dei precedenti capolavori. L'intima accademia filologica è rinnovata, rispetto al lavoro precedente, in un apparato tecnico-strumentale e in un'estetica estremamente complessa, capace di ridare all'ascoltatore quel ben noto brivido di piacere che spesso, tra le pieghe e le note delle composizioni del gruppo californiano, abbiamo avuto modo di provare.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
78.76 su 21 voti [ VOTA]
Macca
Mercoledì 11 Aprile 2018, 15.37.12
53
Un buon ritorno, soprattutto dopo il moscio Sethu. Non al livello dei predecessori, ai quali peraltro è debitore in termini di forma canzone e soluzioni adottate (soprattutto lo stupendo AOTW), però si tratta di un buon disco. Ottimi anche la produzione, uno dei tasti dolenti del precedente, e il tentacolare Kollias. Speriamo che con la dipartita di Toler-Wade riescano a mantenersi su questi livelli. Per me voto 75
Thrash Til' Death
Giovedì 21 Dicembre 2017, 17.50.44
52
Un ritorno come si deve, dopo la mezza delusione di At The Gates Of Sethu: un album technical brutal da manuale, una produzione pulitissima (oserei dire quasi troppo), con chitarre che sciorinano riff da capogiro, batteria disumana e fantasiosa e 2/3 tracce super (Call To Destruction, In The Name Of Amun e Evil To Cast Out Evil) che per me sono già classici. Non è esente da difetti, come certi momenti non esattamente esaltanti e la mancanza di linee di basso che si facciano valere (ma questo i Nile se lo trascinano dietro praticamente dagli inizi). Si merita un bel 79 e si colloca appena sopra a Ithyphallic. CAAAAAAALL, TO DESTRUCTIOOOOOOON!!!!
tartu
Martedì 27 Ottobre 2015, 16.07.47
51
devastanti come le 10 piaghe d'Egitto!!!
Arkan
Giovedì 17 Settembre 2015, 11.06.15
50
Dopo anni passati a polverizzare la concorrenza a suon di capolavori, era davvero troppo aspettarsi che tornassero ai livelli di BSOV e ITDS, a maggior ragione dopo un mezzo passo falso come il freddo e monocorde ATGOS. Questo nuovo lavoro non raggiunge il livello elevatissimo di perle di tecnica e brutalità quali AOTW o TWTGD, però ci consegna un gruppo di nuovo ispirato e in grado di sciorinare bordate di estremismo sonoro senza dimenticarsi della propria personalità che da anni li distingue dal resto del panorama death. Non è un capolavoro e qualche piccolo momento di stanca si sente, ma la perizia tecnica al servizio della violenza ripaga ampiamente. Voto 76.
Uno
Mercoledì 16 Settembre 2015, 11.36.29
49
Caro Punto Omega, stai scrivendo esattamente ciò che penso io! Ti ringrazio perchè, scrivendo tu i commenti al posto mio, mi lasci più tempo per fare altre cose!
lux chaos
Mercoledì 2 Settembre 2015, 22.41.13
48
Si si era chiarissimo il tuo discorso @puntoomega, se X è uguale a Y, com'è possibile che giudichi X un capolavoro e Y una merda?
Punto Omega
Mercoledì 2 Settembre 2015, 21.20.12
47
Infatti i Nile possono non piacere, il discorso era un altro...
lux chaos
Mercoledì 2 Settembre 2015, 21.11.01
46
Si, in modo più "sintetico" è quello che io e francis stiamo cercando di dire da un po di commenti a questa parte ...cmq è bello discuterne!
Baron the Red
Mercoledì 2 Settembre 2015, 21.07.08
45
Ahhh😆....penso che il commento n.43 del Cinico sia quello più saggio di tutti😁!!!...lo volevo quasi scrivere io....
lux chaos
Mercoledì 2 Settembre 2015, 20.58.20
44
Grazie a te @francis
Il Cinico
Mercoledì 2 Settembre 2015, 15.41.21
43
Madonna qui si va di filosofia...ma un gruppo deve piacere a pelle...mica ci si può perdere nell'esegesi di un gruppo come i Nile...mica stiam parlando di Bach. O no?!?
Prometheus
Mercoledì 2 Settembre 2015, 15.14.21
42
Io stavo solo stimolando la discussione portandola verso schemi più razionali. In realtà, checché ne pensino i miei attacchi di insonnia, ho un esame universitario tra poco e quindi non ho tempo per dedicarmi a certe discussioni. ^_^ Anche perché ribadisco che i Nile mi piacciono, ma non mi fanno strappare i capelli dalla gioia.
Francisarbiter
Mercoledì 2 Settembre 2015, 14.36.54
41
@lux chaos Perfetto! Ora ho capito cosa intendevi! Grazie
draKe
Mercoledì 2 Settembre 2015, 12.52.37
40
anche qui straquotone a Punto Omega commento 38 !!
Punto Omega
Mercoledì 2 Settembre 2015, 11.29.44
39
Ovviamente il mio post è da incastonare nel dibattito con Prometheus.
Punto Omega
Mercoledì 2 Settembre 2015, 11.28.28
38
Scusami, ma non fai prima a vederti i tabulati delle canzoni. Diciamo che accordi e intervalli, pur non proponendo nulla di innovativo ed essendo simili a quelli già proposti nel passato, sono originali e hanno una varietà tale da non annoiare (sempre paragonando con i lavori precedenti). La produzione invece come fattore di valutazione oggettivo ci sta, considerato che se l'album in questione avesse una produzione cacofonica tale da non far comprendere quello che sta accadendo, probabilmente avrebbe ricevuto voti bassissimi. Stessa cosa dicasi della tecnica esecutiva: se i componenti non sapessero padroneggiare i loro strumenti, probabilmente la ricezione del disco sarebbe stata bassa (specialmente in considerazione del genere proposto). Poi definisci autocitazionismo: se consideri il presentare strutture simili, allora siamo d'accordo, se consideri il ripresentare pari pari le stesse strutture allora no.
lux chaos
Mercoledì 2 Settembre 2015, 11.00.20
37
Ritorno un pezzettino indietro @francis, esatto, hai esemplificato ancora meglio quello che intendevo sul discorso "emozione"...possiamo fare tutte le analisi che vogliamo, e GIUSTAMENTE riconoscere la estrema bontà di un disco anche senza apprezzarlo, ma alla fine ci dovrà essere sempre quel "qualcosa" che lo fa diventare mio e preferito più di altri....per il resto sono io ad averli definiti "amelodici", il termine è probabilmente scorretto, intendo dire che sono talmente "apparentemente" caotici che anche dopo molti ascolti non riesco a memorizzare nulla della loro musica, non c'è mai un passaggio che mi resti in testa (se non raramemnte in alcune canzoni)...con altri gruppi dello stesso genere ma più "melodici" (un esempio di disco che ho molto apprezzato, l'ultimo Sarpanitum) non mi capita, con loro mi annoio molto e penso che l'assalto devastante al 100% li renda meno efficaci di quel che potrebbero essere inserendo qualche parte più memorizzabile...spero si sia capito ciò che intendo, ovviamente, tornando al discorso iniziale, è solo gusto mio
Prometheus
Mercoledì 2 Settembre 2015, 4.11.52
36
I riff azzeccati, la produzione ottima e la tecnica elevata non hanno nulla a che fare con le critiche riguardo la banalità e l'auto-citazionismo della proposta (e quindi la sua effettiva utilità come opera a sé stante). Si tratta di qualità adatte anche a un ottimo album di cover o a degli esercizi tecnici per scopi didattici. Le strutture varie sono un argomento calzante, ma bisogna vedere cosa si intende per varie: rispetto a cosa? Un album può avere canzoni tutte diverse tra loro, ma tutte ugualmente banali per motivi diversi. Forse è il mix a essere inedito? E questa ricombinazione lo è abbastanza da giustificare il resto?
Punto Omega
Mercoledì 2 Settembre 2015, 2.58.37
35
Riff azzeccati, strutture delle canzoni alquanto varie, produzione ottima, tecnica strumentale elevata. X e Y possono essere entrambi banali e criticabili. Il problema si pone se (più o meno) X=Y e si critica Y, elogiando X.
Prometheus
Mercoledì 2 Settembre 2015, 2.28.01
34
*a me quest'album sembra (scusate, è tardi e ho il cervello in pappa per lo studio). E con ciò non vi tedio più coi miei papiri. xD Buona discussione.
Prometheus
Mercoledì 2 Settembre 2015, 2.26.59
33
Detto ciò, a me quest'album mi sembra la solita minestra riscaldata, mi sembra nato vecchio di vari anni. Però sono disposto a cambiare idea di fronte ad argomentazioni ben strutturate e spiegate. Quindi sapreste spiegarmi nel dettaglio perché quest'album in realtà non è banale? Non dico che dovete dimostrare che sia originale, perché non tutti gli album possono innovare o rivoluzionare, però tutti dovrebbero avere quel minimo di personalità e freschezza tali per cui ne abbia senso la pubblicazione e l'acquisto. I Nile mi piacciono e ho ascoltato tutti i loro album, alcuni varie volte, ma non sono un fan e quindi non li ascolto spessissimo. Potrebbe essermi sfuggita qualcosa, così come potrebbe essere sfuggita ai vari altri che hanno parlato di album banale e già sentito.
Prometheus
Mercoledì 2 Settembre 2015, 2.21.47
32
Però, c'è un però. E se critiche soggettive vengono spacciate per oggettive? E si si afferma che un album sia ripetitivo, auto-citazionista e banale senza esserlo davvero? E se fosse solo un giudizio affrettato e superficiale? In tal caso, bisogna essere in grado di argomentare e di spiegare in cosa consiste la personalità unica dell'album in questione. Ma tentare di fare ciò usando altri casi come confronto non è una buona strategia argomentativa: per quale motivo se X è banale, allora Y non lo è? Potrebbero essere entrambi banali, ma con sfumature e gradazioni diverse, magari anche in ambiti diversi. Inoltre se X è peggiore di Y, questo non salva Y. L'esistenza del gelido inverno russo non permette certo di andare in giro a Milano in maniche corte e infradito a gennaio! E ancora: se X è banale e nessuno lo critica, ciò non vuol dire che la banalità di Y non è criticabile, ma semmai che vanno criticate entrambe. E questo in special modo quando entra in gioco un meccanismo di "divinizzazione laica", che crea culti dogmatici attorno ad alcuni artisti e punisce col rogo gli eretici che osano dubitare della loro perfezione.
Prometheus
Mercoledì 2 Settembre 2015, 2.21.27
31
La ripetitività, la banalità, i cliché e il troppo auto-citazionismo sono dati oggettivi, non riguardano la sfera soggettività. Ci sta che un album che abbia le suddette caratteristiche possa piacere ed emozionare, così come ci sta che possa essere apprezzato per altri pregi in grado di bilanciare i difetti. In entrambi i casi non c'è nulla di male. Il problema si pone quando si cerca di oggettivare la soggettività, negando problematiche indipendenti dai gusti. Ecco, quest'ultima reazione credo sia da persone immature, non in grado di scindere il piano soggettivo da quello oggettivo. E penso sia anche da fan immaturi, perché se il proprio idolo riceve solo complimenti e mai critiche, non sarà spronato a migliorare e correggere i propri difetti.
Francisarbiter
Mercoledì 2 Settembre 2015, 2.16.56
30
@lux chaos PS per me sono altri i gruppi più sopravvalutati, ma leggendo i tuoi commenti comprendo benissimo il tuo pensiero, che si avvicina molto, credo, al mio riguardo questo gruppi!
Francisarbiter
Mercoledì 2 Settembre 2015, 2.14.34
29
@lux chaos e @Punto Omega Ora intervengo in maniera più seria. Quindi, tralasciando il Nido del Cuculo e riattivata la modalità studente serioso, posso solo dire che, ovviamente, la mia opinione è che questo disco sia superiore al precedente e che, all'interno della discografia, si debba andare a collocare un grandino sotto i grandi classici, insieme al disco che avete più volte citato "Those Whom The Gods Detest". Questa ovviamente è la mia opinione che credo traspaia abbastanza bene dalla recensione. Mi trovo d'accordo, però, quando si parla di dare giudizi, più con @llux chaos che con @Punto Omega. Mi spiego: un disco deve darmi sensazioni positive, al di là dell'accademia tecnica e filologica. Se un disco non mi colpisce anche da un punto di vista emozionale, non riesco a farmelo piacere. Ovviamente, se ne può notare l'importanza (non sono un grande fan dei Maiden o degli AC/DC per esempio, ma mai mi sognerei di sminuirne l'importanza) e la bontà, ma per forza di cose dal momento che si deve esprimere un voto su quella che è e rimane (fortunatamente) una forma d'arte e non una materia scientifica, non posso prescindere dall'interiorità. Questo disco, tra l'altro, mi sconfessa un po': di solito sono dubbioso di fronte a quelle che chiamiamo di solito "minestre riscaldate", invece questo disco mi ha conquistato fin da subito. Sono uno storico e, per professione, se una cosa tende a non evolversi per me è soggetta al caos e alla morte. Questo disco, invece, riprende al contrario qualcosa che pensavo essere superato, però lo fa, a mio avviso, dandogli nuova linfa. E in questo punto mi trovo molto d'accordo con @Punto Omega. In poche parole, la discussione è tremendamente interessante. Una cosa mi piacerebbe sapere: ma chi li ha definiti amelodici, saprebbe spiegarmi cosa intendeva? Perché se incominciamo a parlare di cosa è melodico e di cosa non lo è, entriamo in un ginepraio che, da un punto di vista prettamente accademico, classico e di postura ci porta a cancellare gran parte della musica del '900 e non mi riferisco solo al metal.
lux chaos
Mercoledì 2 Settembre 2015, 1.47.58
28
@punto Omega, rimango della mia idea, ci sta che cerchi un "criterio", però penso che per vari motivi ci possa essere un' uguaglianza di stile ma una differenza di qualità, no? Poi a dire il vero "razionalmente" la penso come te, ma è bene che ti risponda chi di diritto, dato che io non li ho per nulla apprezzati dal post AOTW e li ritengo uno dei gruppi più sopravvalutati della storia, ma questi son problemi miei
lux chaos
Mercoledì 2 Settembre 2015, 1.40.52
27
@Francis ahahahahaha capito!!! Felice di averti strappato una risata!!
Punto Omega
Mercoledì 2 Settembre 2015, 1.38.06
26
Se andiamo nel soggettivo: allora posso affermare che Master of Puppets fa cagare senza motivare (che sia chiaro non lo penso, ma rende bene come esempio), magari aggiungendo che non mi emoziona. I Nile hanno una loro formula che ripropongono da album in album, a volte meglio (in questo caso), a volte peggio (Ithyphallic - non che sia un brutto disco, anzi...), perciò un conto è dire i Nile non mi piacciono, un altro è dire adoro Annihilation of the wicked ma quest'ultimo mi fa cagare. Discorso Cannibal: ok, fra Tomb of the Mutilated e Gallery of Suicide c'è parecchia differenza, così come fra Eaten Back to Life e lo stesso Tomb. Puoi dire la stessa cosa del paragone fra Vile e Gallery? O fra Vile e The Wretched Spawn? Infine nel paragone fra Those Whom the Gods Detest e What Should Not Be Unearthed devo ammettere una cosa: i due dischi si avvicinano nella proposta, perché i Nile tornano a quel sound, dopo aver provato una strada più complessa con At The Gates Of Sethu. What Should Not Be Unearthed è dunque un ritorno a delle strutture più semplici anche se gode di una propria identità e canzoni come Age of Famine e To Walk Forth from Flames Unscathed lo dimostrano ampiamente.
Francisarbiter
Mercoledì 2 Settembre 2015, 0.51.32
25
@lux chaos Di che ti scusi, sono io che sono intervenuto con questo intervento un po' fuori luogo! No, è che quando hai detto "fava e rava" mi hai fatto tornare alla mente i video del Nido del Cuculo di Robin Hood. "Si gioca a Rava..." e "Si gioca a randazzo..." e niente, sono scoppiato a ridere come un cerebroleso! Capitemi, sono in Germania per l'Università e non sento qualcuno fare battute in toscano da almeno 3 settimane, sento solo tedesco o inglese perciò sono proprio crollato! Ti ringrazio per i complimenti comunque, mi dispiace che il disco non ti sia piaciuto!
lux chaos
Mercoledì 2 Settembre 2015, 0.33.54
24
Francesco, scusami, se ho fatto una battuta temo di non essermene accorto ...mi spieghi? Sono un pò tardo Scusami! Cmq complimenti per la rece, anche se non condivido, come al solito è scritta e curata benissimo
Francisarbiter
Martedì 1 Settembre 2015, 23.56.28
23
@lux chaos Scusa se mi intrometto nella vostra discussione con questa stupidaggine, ma volevo davvero farti i complimenti per la battuta! Da quando mi è arrivata la mail di notifica, sono qua che mi immagino i video del Nido del Cuculo! Comunque, scusate XD
lux chaos
Martedì 1 Settembre 2015, 23.53.30
22
Assolutamente d'accordo con Resurrection, non cerchiamo una "coerenza" dove regna la soggettività....dovete sempre cercare di leggere tutto secondo una misura che, ovviamente, non è la vostra...quindi niente discorsi sulla perdita di esclusività, niente discorsi sull'autocitazione, sulla ripetitività...chissene frega per me di questo, ha detto bene resurrection, è semplice: i Cannibal gli trasmettono qualcosa, i Nile no, fine. Con un gruppo prova emozioni, con un altro no, punto. Sono gusti, non bisogna tirare in ballo ogni volta la rava e la fava partendo dal presupposto che la vostra teoria è quella giusta e gli altri sono stupidi...
Resurrection
Martedì 1 Settembre 2015, 20.30.35
21
Per chiudere il discorso Cannibal (ho dimenticato un pezzo): io quando ascolto gli ultimi pezzi dei Cannibal non ho la sensazione di deja-vu che ho quando sento gli ultimi Nile: poi magari analizzando i riff si scopre che anche i Cannibal li riciclano ma se lo fanno sono decisamente più bravi dei Nile a farlo.
Resurrection
Martedì 1 Settembre 2015, 20.27.50
20
@Punto Omega: appena ho tempo riascolto entrambi, magari ho problemi con le orecchie e ho bisogno di sturarmele, io ci sento TWGD e non mi sembra di essere l'unico (probabilmente abbiamo tutti lo stessa problema alle orecchie), il disco non mi ha fatto schifo per quanto la mia critica sia molto pesante e in effetti a rileggere i commenti la mia sembrava una stroncatura netta ma così non è, il disco si fa anche ascoltare in certi punti ed è più che dignitoso. @Painted Skies: i Cannibal nel primo decennio della loro carriera hanno avuto un cambiamento evidente ad ogni disco (Tomb of The Mutilated è diversissimo da Gallery of Suicide, almeno A ME sembra così). Gli ultimi dischi sì, ripropongono la stessa solfa ma sai qual è la differenza? Che gli ultimi dei Cannibal quando li ascolto mi divertono e intrattengono come dovrebbe fare un disco di musica di qualsiasi tipo. E quando finisce mi viene voglia di riascoltarli (vale soprattutto per gli ultimi due questa cosa). At The Gates of Sethu ,i viene voglia di riascoltarlo solo perchè c'è scritto Nile sulla copertina. Ovviamente queste sono mie opinioni, voi avete le vostre che sono diverse, penso che non sia un principio difficile da capire.
Painted Skies
Martedì 1 Settembre 2015, 16.41.53
19
Premetto di non aver ascoltato il disco per intero,ma chi capisce certa gente è brava. Ci sono i colleghi Cannibal Corpse che da più di vent'anni ripropongono la solita roba di splatter e sbudellamenti, eppure i loro dischi vengono sempre esaltati da critica e pubblico ( Non ho nulla contro i Cannibal Corpse). Questo viene criticato perchè troppo ripetitivo o perchè pieno di auto-citazioni, ma cazzo la coerenza. Poi ci sono i dischi dei Motorhead che sono quarant' anni che ci propinano il loro dischetto copia-incolla e vengono considerati capolavori. Cazzo spiegatemi un po voi, perchè qualcosa mi sfugge.
Punto Omega
Martedì 1 Settembre 2015, 14.24.10
18
Vabbè tanto ormai si critica tutto. Poi, appena una band estrema riceve un minimo di visibilità in più viene criticata con degli argomenti a dir poco irrisori. Sembra quasi che la perdita di un'esclusività sulla conoscenza di un gruppo generi astio verso il medesimo. Con tutta la comprensione che mi è possibile, io non riesco a vedere come ad una persona che ha apprezzato i Nile da Annihiliation in poi questo lavoro possa non piacere. Inesplicabile a dir poco. Infine, Those Whom The Gods Detest pt. 2???? Ma riascoltate entrambi!!!
Ad astra
Martedì 1 Settembre 2015, 14.04.44
17
sethu alla lunga annoia, questo, pur avendo momenti di notevole spessore non è paragonabile a tutto quello fatto fino ad annihilation of the wicked. per quanto sia affezionato alla band devo ammettere che c'è molto di meglio in giro, probabilmente il nome conta, e la vista si appanna aldilà delle autocitazioni costanti.
Malleus
Martedì 1 Settembre 2015, 12.22.22
16
Sì Punx, sorridiamo e annuiamo tutti quanti, grazie per la lezione di musica
Punx
Martedì 1 Settembre 2015, 0.36.26
15
Questo album e' uguale agli altri della band, e ve ne stupite? È' death metal uno dei generi,tolta la sua accezione melodica, più insensati e amusicali mai esistiti, la maggior parte degli album sono fotocopie, e non venitemi a fare i precisini dicendo robe come quelli hanno gli assoli più tecnici o i pattern di batteria più fighi, perché queste sono solo piccolezze che poco c'entrano. Realtà e' che sono solo cagnolini arrabbiati dal primo all'ultimo, preferisco gli ugandesi che suonano coi cani a sto punto
Malleus
Martedì 1 Settembre 2015, 0.32.12
14
Già Sethu era un disco improponibile, qui abbiamo un minestrone di idee tritissime arrangiate con la solita formula, per me l'88 non sta nè in cielo nè in terra, gli do un 60 giusto perchè ha una buona produzione, ma i Nile che piacciono a me non sono proprio questi, il timbro di Dallas è diventato incredibilmente fastidioso, i riff sono stantii. Dai ma sul serio, se diamo 88 a questo a un ITDS quanto diamo? 800.. Band allo sbando, ridategli Vesano e forse anche Laureano, e poi forse tutto tornerà ad essere epocale come era un tempo. Per me è no.
lux chaos
Lunedì 31 Agosto 2015, 23.31.47
13
No no @Uno, tranquillo, io non faccio mai confronti, e non mi frega niente dell'evoluzione o dell'originalità. Mi importa solo che i pezzi mi diano emozioni, la qualità del songwriting. Qui, per il MIO gusto soggettivo, non provo emozioni, se non la noia. Tutto qui, se per te è il disco del secolo, ok, no problem, tanto piacere
Prometheus
Lunedì 31 Agosto 2015, 21.09.32
12
Scusami, Uno, ma come puoi valutare qualcosa senza tenere conto del contesto storico e di ciò che è stato già proposto sia dagli artisti in questione sia da altri?
Resurrection
Lunedì 31 Agosto 2015, 20.52.43
11
Qua non è questione di stile, qua è questione di riff che sono sempre quelli, triti e ritriti, i pattern di batteria per quanto incredibili e tecnici sono sempre quelli, la voce di Dallas è sempre peggio e i pezzi si risollevano solo quando arriva Sanders. Poi non posso esimermi dal tirare fuori i precedenti quando c'è quella sensazione di deja-vu costante che veramente ti fa credere di aver sbagliato a mettere il disco nel lettore. Poi se non si possono criticare perchè sono i Nile chiedo scusa eh.
Uno
Lunedì 31 Agosto 2015, 16.41.30
10
Se continuano con il loro stile annoiano, se cambiano stile deludono... È sempre la stessa storia ragazzi, mai che si giudichi un album per quello che è senza confrontarlo con i precedenti! E poi se non vi sono mai piaciuti non vedo perché dovreste impazzire per questo...
Prometheus
Lunedì 31 Agosto 2015, 16.01.41
9
Loro mi piacciono molto, però che palle quest'album! Ancora, per l'ennesima volta, la stasse minestrina riscaldata. Per carità, è un buon album, ma è nato vecchio. Un 60 glielo do, forse 65 perché alcune tracce sono davvero ben fatte, ma non posso andare oltre.
lux chaos
Lunedì 31 Agosto 2015, 11.32.57
8
Zero totale anche per me, già non mi fanno impazzire quelli che sono considerati i loro "capolavori", trippo caotici e amelodici, ma qui siamo all'ennesima minestra super riscaldata che, a mio gusto, ha stufato da almeno 3/4 album...basta
Bloody Karma
Lunedì 31 Agosto 2015, 11.29.12
7
niente...questi Nile non mi garbano affatto...ormai è da i tempi da Annihilation Of The Wicked che han perso il loro fascino...ogni volta ci provo a sentirli ma nisba, giusto Those Whom mi piaciucchiava un po
Edoom
Lunedì 31 Agosto 2015, 10.40.40
6
La musica tutto sommato è buona e si fa ascoltare abbastanza piacevolmente, ma è una quasi copia di Those Whom the Gods Detest come ha giustamente fatto notare Resurrection. Considerando che Those Whom the Gods Detest mi era piaciuto abbastanza ciò non è malissimo. Considerando invece che i Nile ricopiano se stessi da quando sono nati (è un'iperbole voluta, non attaccatemi per questo per favore) ciò non è per niente buono. Gli darei massimo 70.
Alessandro Stella
Domenica 30 Agosto 2015, 21.21.22
5
L'ho apprezzato molto l'album
Alessandro Stella
Domenica 30 Agosto 2015, 21.19.53
4
Concordo con Resurrection,Dallas in alcuni tratti si sente che non ce l'ha fa ma l'ho apprezzato molto.Per il resto è sempre la piacevole sbornia di brutalità e tecnica. Voto 83
Resurrection
Domenica 30 Agosto 2015, 20.43.07
3
Sembra la seconda parte di Those Whom Gods Detest. E non è un complimento. Seriamente, meglio dell'ultimo, in certi casi anche piacevole ma, per me, nulla di eclatante. Dallas non tiene più voce e la differenza con Sanders è evidente.
Pacino
Domenica 30 Agosto 2015, 20.19.35
2
ho preferito* scusate l'errore
Pacino
Domenica 30 Agosto 2015, 20.18.46
1
Disco imponente, un uragano di suoni che ti sommerge, o preferito però l'ultimo Hate Eternal! voto 82
INFORMAZIONI
2015
Nuclear Blast
Technical Death Metal
Tracklist
1. Call To Destruction
2. Negating the Abominable Coils of Apep
3. Liber Stellae Rubeae
4. In the Name of Amun
5. What Should Not Be Unearthed
6. Evil to Cast Out Evil
7. Age of Famine
8. Ushabti Reanimator
9. Rape of the Black Earth
10. To Walk Forth from Flames Unscathed
Line Up
Karl Sanders (Voce, Chitarra, Basso)
Dallas Toler-Wade (Voce, Chitarra, Basso)
George Kollias (Batteria)
 
RECENSIONI
88
65
75
90
78
90
92
95
89
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