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Jungle Rot - Order Shall Prevail
( 1101 letture )
Successivamente alla loro nascita, avvenuta nel 1994 nel Wisconsin, e alla pubblicazione del primo EP autoprodotto, intitolato Skin The Living e ripubblicato dalla Death Records l'anno successivo, nel 1997 i Jungle Rot esordiscono su full length con Slaughter The Weak: se, per quanto riguarda i testi, il disco è incentrato sul tema della guerra (principale argomento affrontato dalla band, tanto da poter essere considerato una costante in praticamente tutta la discografia: si pensi che lo stesso moniker "Jungle Rot" identifica un'infezione ai piedi comune tra i soldati americani mandati nella giungla vietnamita), musicalmente è il naturale proseguimento di un discorso intrapreso qualche anno prima da act come Cancer (soprattutto quelli di Death Shall Rise), Malevolent Creation e Obituary. Il debutto dei Jungle Rot, probabilmente il loro album più "celebre", è di fatto una ripartenza dal sound classico di inizio anni '90 (con qualche momento più comparabile al thrash), semplice sia nella struttura che nel songwriting: dal riffing graffiante ed essenziale fino ai caratteristici e frequenti stacchi accentati con il crash della batteria subito prima delle accelerazioni; tutto rievoca l'atmosfera tipica del death metal dei primordi.

Sebbene con gli anni le coordinate stilistiche siano leggermente cambiate (da Dead And Buried -2001- in poi, infatti, la musica dei Jungle Rot si è fatta leggermente meno veloce e più cadenzata e corposa, mostrando anche un probabile rifacimento al post-thrash sepulturiano), l'impressione che si ha ascoltando la loro produzione discografica è che la band americana punti semplicemente ad accontentare, di album in album, gli appassionati della scena death metal old school, in particolare quella statunitense, senza avere la pretesa, né, molto probabilmente, l'effettiva capacità, di provare ad innovare qualcosa o semplicemente di progredire in sonorità più ricercate o più personali. Una delle poche variabili nel corso della loro carriera, oltre all'etichetta discografica, può essere considerata la line-up: in più di 20 anni di attività, l'unico componente fisso è stato il cantante e chitarrista Dave Matrise, circondato, in quest'ottavo full length (intitolato Order Shall Prevail e pubblicato a Giugno 2015 sotto la Victory Records), da Geoff Bub e James Genenz alle altre chitarre (e con quest'ultimo anche al basso) e da Joey Muha, già membro dei Threat Signal, alla batteria.

Poste queste premesse, non è difficile immaginare quale direzione abbiano preso i Jungle Rot per quest'ultima fatica: Order Shall Prevail, con l'ormai consueta copertina d'ispirazione bellica -ovvero un militare a cavallo su uno sfondo post-apocalittico-, prosegue ciò che Matrise & Co. avevano già fatto sentire nei precedenti due dischi (e non solo, ma la linea di congiunzione con Kill On Command -2011- e Terror Regime -2013- è più che netta): un rabbioso death metal filtrato dal possente thrash/groove novantiano, sicuramente d'impatto e con una produzione massiccia, ma che dà la netta sensazione di trovarsi davanti all'ennesimo lavoro di mestiere partorito per far felici i fan. Ed effettivamente, gli appassionati più tradizionalisti di questa band difficilmente non lo apprezzeranno, date le precedenti considerazioni. Ciò, tuttavia, che non esenta l'album dall'essere prevedibilmente scontato e ripetitivo (e praticamente privo di spunti interessanti per tutta la durata) e che non lo smuove dalla mediocrità più assoluta.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
73.25 su 8 voti [ VOTA]
MrFreddy
Martedì 1 Settembre 2015, 23.25.12
1
Questi mi hanno sempre annoiato moltissimo, ho provato a sentire un paio di tracce da questo ma la musica non è cambiata, mi pare. Non fanno per me.
INFORMAZIONI
2015
Victory Records
Death
Tracklist
1. Doomsday
2. Paralyzed Prey
3. Blood Revenge
4. Fight Where You Stand
5. Order Shall Prevail
6. The Dread Pestilence
7. I Cast the First Stone
8. E.F.K.
9. Trench Tactics
10. Nuclear Superiority
Line Up
Dave Matrise (Voce, Chitarra)
Geoff Bub (Chitarra)
James Genenz (Chitarra, Basso)
Joey Muha (Batteria)
 
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