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Decaying - One to Conquer
( 744 letture )
I Decaying sono quattro finlandesi che pagano notevole pegno ai Bolt Thrower, con un death metal generalmente mid-tempo, tematiche belliche e lead chitarristici melodici à la For Victory, con buone dosi di doom tanto da ricordare anche Hail of Bullets e Asphyx.
Ma il confronto con la leggendaria formazione da guerra britannica è tanto palese quanto innegabilmente referenziale: fin dalla struttura dei pezzi, con dei crescendo di doppia cassa, ritornelli con pathos, circoscritte ma intense accelerazioni (si veda un pezzo come Zero Hour) oltre naturalmente all’intento lirico dei finlandesi. Certo è che le melodie dei Decaying hanno qualcosa di più catchy e meno solenne, suonando talvolta fin troppo dolci per l’intento desiderato. Ci sono comunque dei momenti chitarristici degni di nota, sebbene non siano moltissimi i riff brillanti, e questi ultimi parrebbero davvero già sentiti in mezzo alla discografia delle referenze prima citate.

Comunque, a parte la limitazione dell’originalità, è un po’ il mordente a mancare in generale sui pezzi. L’approccio vocale è abbastanza anonimo e le linee vocali poco memorabili; i pochi momenti in cui la voce abbandona il gutturale per usare lo scream, verrebbe da controllare tra i credits chiedendosi se Martin Van Drunen sia comparso su questo disco, ma a quanto sembrerebbe non è così – è soltanto un’imitazione spaventosamente riuscita. Certo è che una timbrica di quel tipo avrebbe giovato alla proposta del gruppo se usata come stile vocale primario, ma sarebbe parsa ridicolmente plagiata, se così si può dire!
La produzione, attuale, conferisce un certo vigore al sound del gruppo, garantendo una discreta pesantezza anche sulle parti meno serrate e più ritmate (ergo i quattro quinti del disco), sebbene un suono di chitarra più saturo non avrebbe che giovato allo scopo, in realtà solo parzialmente reggianto. Sezioni doom/death à la Asphyx come quelle di The 38th Parallels valgono un ascolto, senza dubbio: il gruppo riesce a dare valore a qualche manciata di riff elementari e linee vocali ben scritte, che alla fine sono l’ingrediente migliore per una proposta musicale di questo tipo. Se avessero mantenuto questa alchimia e questa tensione per tutto il disco, avremmo avuto a che fare con un gioiellino quantomeno degno di nota, ma le sezioni puramente old school, con d-beat e riff in gallopp, sono decisamente meno incisive rispetto a quelle della concorrenza, purtroppo, e finiscono con il passare via abbastanza inosservate. L’attenzione premia le parti più lente e solenni e salvando il disco dall’anonimato più totale, ed essendo queste sparse omogeneamente per tutto l’ascolto, rendono quest’ultimo discretamente godibile.

Certo è che qua si tratta un po’ con un ibrido tra un tributo quasi discreto e un’imitazione un po’ pallida: i riff ci sono, le atmosfere anche, lo stile è quello, non ci richiederebbe nemmeno troppa originalità, semplicemente è la qualità complessiva a mancare, le melodie a non essere appassionanti, le linee vocali ad essere piatte, e complessivamente il songwriting a essere mediocre. Che sia anche il fatto che questa release sia la terza in 3 anni, escludendo uscite secondarie, peraltro? Un full-length, specie per una band che ha ancora da dimostrare tutto, è un passo importante e da soppesare con i giusti tempi, anche in senso compositivo, di maturazione ed elaborazione. Alla prossima!



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2014
Hellthrasher
Death
Tracklist
1. Frequent Wind
2. The Fall Of Saigon
3. Zero Hour
4. One To Conquer
5. The 38th Parallel
6. The Balance Of Power
7. Iron Curtain
8. Ho Chi Minh Trail
Line Up
Matias Nastolin (Voce, Chitarra)
Henri Hirvonen (Chitarra)
Sebastian Bergman (Basso)
Benjam Lahdenpää (Batteria)
 
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