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Autunna et sa Rose - L’Art et la Mort
( 3334 letture )
Teatro? Musica? Letteratura? Filosofia? L'Art et la mort è un concept che può essere tutto questo ed il suo contrario, e sfugge alle facili classificazioni come un pesce che si dibatte tra le mani. Il CD, inconsueto già dal booklet che ricorda più i piccoli cataloghi che di solito troviamo alle mostra di pittura ed il cui concept per la massina parte è da attribuire a Disorder, è una collezione di pezzi di artisti che hanno a che vedere direttamente o indirettamente con l'area wave-gothic/industrial reinterpretati, o meglio destrutturati in linea con la lezione cubista di Braque ( e ritorna la commistione concettuale musica/pittura), e restituiti al fruitore densi di contenuti e sfaccettature nuove, alcune inserite da Disorder, altre probabilmente da sempre contenute nella struttura atomica dei brani, ma da sempre intrappolate negli schemi delle partiture originali ed ora liberate dal lavoro degli Autunna et sa Rose e che li rendono apparentemente "altra cosa", ma solo apparentemente.

Su queste tracce aleggia poi lo spirito errante di Antonin Artaud, mentore della ricerca filosofica dell'inconoscibile dietro il mistero della morte e della vita eterna. E' curioso notare come le composizioni di artisti importanti (alcuni dei quali personalmente apprezzavo molto nei primi anni '80 e che non sentivo più da molto tempo come Virgin Prunes ed Einsturzende Neubauten, o che hanno nel tempo manifestato una influenza indiretta anche in aree a noi più congeniali come i Bauhaus), manifestino una voglia di esprimersi oltre il conosciuto, e di far fluire dalla scomposizione operata nel CD aspetti di insospettata vitalità. Nulla a che vedere quindi con la semplice reiterpretazione di brani, per altro così in voga al giorno d'oggi, ma, molto Braqueianamente, necessità di andare oltre la forma.

Il lavoro si apre con la nuova versione di L'Art et la Morte, qui reintitolata Qui, au sein, come lo scritto di Artaud, ed è soffertamente recitata da Disorder. L'autore francese viene utilizzato anche nella seguente Quand nous reverrons-nous?, versione destrutturata di Decline and Fall dei Virgins Prunes. Si prosegue con destrutturazioni di canzoni di gruppi in stretti rapporti con gli Autunna, incontriamo quindi Kyfi, versione di Egypt dei Tuxedomoon per piano e chitarra elettrica, per poi passare a Lune et Arcadia, niente altro che Canzona degli Ataraxia proposta per trio classico piano/cello/soprano con il testo di Francesca Nicoli che racconta la discesa di Lybra dalla Luna d'Ottobre. Medesima proposta in trio per Ostia, destrutturazione di Ostia (The death of Pasolini) dei Coil con testi premonitori dello stesso Pasolini. Anywhere out of the world dei Dead can dance diventa N'importe où hors du monde, dialogo tra poeta e anima di Baudelaireiana memoria. Nueu wirklichkeit (Leben-Tod), è da porre in relazione con il lavoro del pittore/architetto Austriaco Hundertwasser e la sua affermazione della possibilità dell'esistenza post-mortem. Ewing-Dunkel (destrutturazione di Der tod ist ein Dandy degli E. Nuebauten), è messa in giustapposizione con la piece Der tor und der Tod di Von Hofmannsthal. Giungiamo a Et je souviens aussi de... tratta da Antonin Artaud dei mitici Buahaus, pezzo al quale sono molto legato perchè lo vidi a suo tempo eseguire dal vivo dalla storica band Inglese, e che qui, mediante speciali distorsioni vocali, ci fa rivivere la sofferenza del pensatore ricoverato in ospedale psichiatrico tramite le sue stesse parole.

E' il piano di Disorder in Hidden track a condurci al termine del viaggio sofferto di L'art et la mort.
Disco difficile, poco affine alle sonorità tipiche trattate in questo sito e che probabilmete rende di più accompagnato da altri mezzi di espressione visiva, ma da consigliare a chi vuole andare oltre ed apprezza cose come Ataraxia et similia.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
27.33 su 27 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2006
Ark Records
Inclassificabile
Tracklist
01. Qui, au sein…
02. Quand nous reverrons-nous ?
03. Kyfi
04. Lune et arcades
05. Ostia
06. N’importe où hors du monde
07. Neue Wirklichkeit
08. Ewig-Dunkel
09. Et je me souviens aussi de...
10. Hidden Track
Line Up
Sonia Visentin: soprano
Simone Montanari: cello
Gianluca Lo Presti: electric guitars, electronics, programming
Disorder: vocals, piano, percussive effects, radios, electronics, sampled orchestra and composition.

Laura Lo Buono: violin on "Neue Wirklichkeit"
 
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