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Tiamat - The Astral Sleep
( 2909 letture )
Una intro cupamente gotica affidata alle sole tastiere di Jonas Malmsten, che si ripeterà in forme simili anche in chiusura, apre il secondo album dei Tiamat indicando fin da subito e con chiarezza la direzione verso la quale stavano in quel momento dirigendosi, a passi peraltro spediti, i Nostri. Il tragitto è quello che li condurrà al loro grande capolavoro, Wildhoney, che non esaurisce il loro iter artistico ma ne rappresenta senza dubbio l’apice qualitativo.
Scompaiono da The Astral Sleep quelle ingenuità ed incongruenze (vedi i rari ma orripilanti inserti blues) che avevo rilevato nel disco d’esordio, l’appena precedente Sumerian Cry, ma permane e si rafforza il sulfureo connubio tra un death ed un black ancora piuttosto essenziali e scabri il cui impatto emotivo viene enfatizzato dalla voce ferale di Edlund e la cui sostanza sonora già di sua natura ibrida è resa più varia da rallentamenti doom, da più classici passaggi rock (ricordiamo a tal proposito il contributo della chitarra ospite di Waldemar Sorychta in Ancient Entity) e persino da qualche cenno thrash.
Ma ciò che davvero incarna il cambiamento è la presenza, molto più evidente rispetto al disco che lo precede, di inserti e passaggi contraddistinti da una malinconia cupa ed estenuata ed affidati per lo più alla tastiera ed alla chitarra solista.
The Astral Sleep si fonda su atmosfere che possiamo senz’altro definire lovecraftiane: una congerie di visioni tetramente oniriche avvolte da melodie che diventano via via più eleganti e decadenti, ma che arrivano anche, nei momenti più aspri, a sfiorare l’atrocità dell’incubo. L’ispirazione è ancora una volta nutrita da tematiche occulte, misteriche che sortiscono sulla sensibilità dei Tiamat un effetto sorprendentemente galvanizzante.
La band svedese giunge con questo lavoro ad una prima, significativa definizione del proprio sound che raggiunge in tal modo un assetto del tutto peculiare, liberandosi nel contempo in modo graduale delle componenti più meramente derivative.
Le pietre preziose impiegano secoli per formarsi, una gemma come Wildhoney ha per nostra fortuna beneficiato di un tempo di gestazione a dimensione umana ed a umana proporzione.
The Astral Sleep è il sonno astrale saturo di presagi, gemmante frammenti adamantini che precede ed anticipa le migliori espressioni della creatività artistica.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
87.71 su 14 voti [ VOTA]
Aceshigh
Lunedì 27 Aprile 2020, 15.39.36
6
Primo album dei Tiamat che ho ascoltato. Già quando uscì si intuiva al primo ascolto che - nel gran calderone di bands estreme scandinave - questa band aveva tutta una sua peculiarità. Dall’esordio in poi è stata un’evoluzione continua, di cui quest’album è uno degli step. I migliori album per me sono i due successivi capolavori, ma anche questo è un album notevole, con brani come la stupenda Angels Far Beyond o The Southernmost Voyage che anticipano le future evoluzioni. Voto 83
Doomale
Mercoledì 9 Settembre 2015, 12.59.30
5
Concordo con tutti i commenti qui sotto....assolutamente..e anche per me Clouds è il mio preferito...
enry
Sabato 5 Settembre 2015, 15.20.08
4
Adoro tutto quello che hanno fatto fino a Wildhoney con in testa Clouds. Grande disco, 85 ci può stare.
enry
Sabato 5 Settembre 2015, 15.20.08
3
Adoro tutto quello che hanno fatto fino a Wildhoney con in testa Clouds. Grande disco, 85 ci può stare.
galilee
Sabato 5 Settembre 2015, 12.35.57
2
Gran bel disco si, il meglio arriverà dopo, ma già questo lavoro mostra quanto i tiamat fossero una band avanti decenni.
Baron tbe Red
Sabato 5 Settembre 2015, 11.53.36
1
Toh!!...lo ascoltavo proprio qualche tempo fa!...bel dischetto dei grandi vecchi Tiamat....ci sono nei pezzi veramente che intravedono le successive mosse del gruppo in Clouds. Diciamo che preferisco questo al precedente...e a sua volta gli preferisco il successivo...appunto il grande Clouds. Mi piacciono tutti comunque...
INFORMAZIONI
1991
Century Media
Death / Doom
Tracklist
1. Neo Aeon (Intro)
2. Lady Temptress
3. Mountain of Doom
4. Dead Boys' Choir
5. Sumerian Cry (Part III)
6. On Golden Wings
7. Ancient Entity
8. The Southernmost Voyage
9. Angels Far Beyond
10. I Am the King (Of Dreams)
12. A Winter Shadow
12. The Seal (Outro)
Line Up
Johan Edlund (Voce, Chitarra)
Thomas Petersson (Chitarra)
Jonas Malmsten (Tastiera)
Jörgen Thullberg (Basso)
Niklas Ekstrand (Batteria)

Musicisti ospiti:
Waldemar Sorychta (Chitarra su traccia 7)
 
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