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Rifftera - Pitch Black
( 908 letture )
Dopo la pubblicazione di una serie di demo nel corso degli ultimi 4 anni, i finnici Rifftera hanno finalmente avuto l’occasione di portare alla luce la prima pubblicazione ufficiale sotto l’etichetta discografica Inverse Records che ha dato così la possibilità alla band di farsi conoscere a una fetta maggiore di pubblico.

Nell’album dal nome Pitch Black ci sono pezzi riarrangiati e rimasterizzati fatti già uscire nelle precedenti pubblicazioni sopra citate che si vengono così ad aggiungere ai nuovi brani inediti.
I Rifftera effettuano in questo full length d'esordio una buona commistione fra thrash metal dallo stampo moderno dai suoni puliti ed elementi appartenenti al fiorente death metal melodico di stampo scandinavo. Inoltre c’è da sottolineare un aguzzo utilizzo dell’elettronica e dei synth che spadroneggiano soprattutto nelle battute iniziali delle diverse canzoni che compongono Pitch Black, ma che ogni tanto si insinuano in modo funambolico fra i variegati riff delle chitarre.
Accanto alla rocciosa voce growl, la band ha optato per una voce pulita che si inserisce soprattutto nei ritornelli rafforzando ulteriormente l’aspetto melodico delle composizioni; questo ultimo elemento citato mostra ancora qualche esitazione, in quanto rimane spesso molto opaca e lontana, ma tutto sommato, è una soluzione che nel contesto complessivo si puo' ritenere quanto meno discreta.
Pur non portando nessuno stravolgimento di genere, Pitch Black è un album molto apprezzabile e dalle sfumature vivaci.
C’è da sottolineare come la band, con un lavoro che sfiora la durata complessiva di un’ora (con brani che sfiorano i sei minuti di media e la titletrack che addirittura arriva a toccare gli undici), riesca a intrattenere l’ascoltatore con un suono dinamico e in costante evoluzione.
Il thrash metal si colora delle sonorità death melodiche dando vita a un suono convincente e compatto; le chitarre sono completamente coinvolte nella costante ricerca di riff in grado di coinvolgere il proprio interlocutore, si sbizzarriscono con frenetici assoli e tirano fuori il meglio di se in fraseggi melodici degni di nota.
Entrando nello specifico i pezzi sono di ottima fattura, più o meno tutti sulla stessa linea per stile e temperamento; si possono sicuramente apprezzare le canzoni che appartengono al blocco centrale e la colossale title track da undici minuti che riesce a non far pesare la propria longevità.
Lightbringer, il primo pezzo di questo trittico, si differenzia soprattutto per una parte centrale dove le tempistiche rallentano per lasciare campo libero alla chitarra che si destreggia in un convincente assolo, segue rapidamente Ashes Fall dove la band riesce a ottenere una bella atmosfera più oscura e introspettiva rispetto alle altre tracce con riff regolari e distorsioni compatte. La “caduta della cenere” sembra così cessare con un vivace e splendente assolo di chitarra che sembra spazzar via i tenebrosi presagi. Canzone questa che viene però indebolita ai fianchi da una voce pulita nel ritornello che non riesce a stare al passo.
Conclude questa fase Rotten to the Core, in cui compare anche Bjorn Strid, cantante dei Soilwork.
Infine importante anche segnalare come la band riesca a sfornare un ottima prestazione nella titletrack di 11 minuti che conclude il viaggio intrapreso in Pitch Black.
Apre la canzone un melanconico arpeggio dalle risonanze folk, il quale degrada rapidamente in un colossale riff di chitarra dalle increspature black per poi riprendere con le canoniche sonorità che si sono fatte apprezzare lungo tutto l’album. Poco dopo la metà orchestrazioni e voci angeliche prendono piede accompagnate da i sintetizzatori a dettare i tempi e per aprire così un intermezzo strumentale, ottimi espedienti per smorzare i tempi nell’attesa degli ennesimi assoli di chitarra.
Sicuramente una scelta azzardata, ma in ogni caso la band si dimostra all’altezza anche con i cronometraggi lunghi.

Pitch Black si dimostra così essere un album con carattere e determinazione ed essere un ottimo esordio per i Rifftera.
In conclusione non si puo’ che essere soddisfatti per il lavoro fatto dalla band e il risultato finale ottenuto. Le sole smacchiature sono date dalla voce pulita che con il passare delle canzoni non convince, ma rispetto all’opera complessiva l’incidenza di questa sbavatura è minima.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2015
Inverse Records
Melodic Death
Tracklist
1. Back to Life
2. One Step Closer
3. Lightbringer
4. Ashes Fall
5. Rotten to the Cure
6. Open Wounds
7. The Ruin of the Empire
8. Pitch Black
Line Up
Janne Hietala (Voce, Chitarra)
Mikko Kuoppamaa (Voce, Chitarra)
Jupe Karhu (Basso)
Antti Pontininen (Tastiere)

Musicisti Ospiti:
Björn "Speed" Strid (Voce nella traccia 5)
 
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