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W. Angel`s Conquest - Taste of Life
( 1031 letture )
Il power metal d'impianto nordico è uno stile musicale spesso solare, arioso, contraddistinto da vibranti aperture melodiche. Alcuni lo definiscono un genere adolescenziale, molti non lo sopportano; quasi a nessuno verrebbe in mente di associare lo scanzonato e frizzante power metal di derivazione scandinava alla lontana Ucraina, l'Ucraina dei conflitti armati e della guerra civile. Eppure è proprio dall'Ucraina che si gettano ancora una volta nella mischia del power metal i W. Angel's Conquest, veri e propri veterani della scena est europea. Elemento estremamente peculiare (pur nell'epoca di internet e dei download online): i W. Angel's Conquest suonano precisamente come una band finlan-tedesca.

Partiamo da un importante presupposto: i W. Angel's Conquest (moniker a parte) ci sanno davvero fare. Tutto è al posto giusto; già dalle prime note si ha l'impressione di trovarsi di fronte a una band power melodica formata da veterani navigati, lontana da ogni forma di citazionismo compulsivo o di autocompiacimento deleterio. Il sound dei Conquest c'è, è tangibile, risuona, si espande, invece che deflagrare su sé stesso (malattia comune nella scena power contemporanea). A qualcuno, d'altra parte, potrebbe non piacere la scelta - consapevolmente operata dalla band e invero piuttosto netta - di negare quasi in toto ogni legame sonoro e atavico con l'Est Europa. Immaginando di non conoscerne la provenienza geografica, i Conquest, anche dopo diversi ascolti, continuerebbero a sembrare all'ignaro ascoltatore una band dell'Europa Centrale (longitudinalmente parlando). Il sound dei Conquest può essere definito come una commistione tra un robustissimo impianto à la Stratovarius (tastiera, cantato, velocità d'esecuzione, brio, pathos), qualche, rara, spolverata di power più trasheggiante (Symphony X) e una vena più contemporaneo-trasversale (Pagan's Mind). Dal punto di vista delle nuance melodico-compositive, inoltre, è impossibile non notare una fortissima rassomiglianza con i lavori degli Edguy del periodo fine '90-inizio '00 (Theatre of Salvation, Mandrake); i ritornelli e le linee vocali di Taste of Life ricordano molto quelli delle composizioni del Sammet più power (Laars - il singer dei Conquest - ha però una voce decisamente più morbida, anche se meno personale, di quella di Sammet stesso). Un punto a favore di Taste of Life va sicuramente riscontrato nel buon lavoro svolto in fase di architettazione della tracklist, ben equilibrata e sempre in grado di cambiare marcia, con brani tra loro efficacemente amalgamati e sapientemente distribuiti. Anche il lavoro realizzato in sede di produzione è positivo; siamo lontani dal sound cristallino di alcune produzioni top-class, ma, dato il missaggio di medio-alto livello, non c'è nulla di cui ci si possa lamentare. La componente prettamente musicale di Taste of Life, come già accennato, è di pregevolissima fattura. Il singer Laars non perde mai un colpo ed è in possesso di apprezzabili doti interpretative, Nicholas W. Angel è la vera spina dorsale della band (grazie a buonissime linee melodiche di chitarra e tastiera), il comparto ritmico fa il suo (ottima la calibratissima batteria di Erland, un po' sottotono il basso di Ouen Raida). Bravi davvero questi Conquest.

Il pregio maggiore di Taste of Life, in ogni caso, è il suo saper proporre idee musicali funzionali, convincenti, mai derivative nel senso degenere del termine. Il disco ha tantissime sfumature: forse il relativo isolamento dei Conquest ha permesso loro di effettuare una sostanziosa scrematura nei confronti di quanto uscito negli ultimi anni nel Vecchio Continente. I riferimenti scelti dai cinque ucraini sono i più elevati possibili e, cosa ancora più importante, i W. Angel's Conquest dimostrano di avere introiettato tali riferimenti fino in fondo e di aver superato la trappola del citazionismo di superficie. E così Taste of Life si divide quasi equamente in brani a tinte progressive (l'opener Revolution, Mirror of Truth, Martian Gods, Taste of Life), in classiche cavalcate power (Fellowship, Don't Live Like a Slave) e in semiballads vicine a una sorta di pop-rock metallizzato (Sunrise, Spirit of Freedom, Blooming Day, The Road), con il minimo comune denominatore dell'incisività e della personalità. Che siano ucraini, finlandesi o tedeschi poco importa, i W. Angel's Conquest sono una piacevole sorpresa. Datelo, un assaggio, a questo Taste of Life.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2015
Ferrum
Power
Tracklist
1. Revolution
2. Mirror of Truth
3. Sunrise
4. Martian Gods
5. Spirit of Freedom
6. Fellowship
7. Blooming Day
8. Taste of Life
9. Don't Live Like a Slave
10. The Road
Line Up
Laars (Voce)
Agnarr (Chitarra)
Nicholas W. Angel (Chitarra, tastiere)
Ouen Raida (Basso)
Erland (Batteria)
 
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