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Black Majesty - Cross of Thorns
( 1315 letture )
Dopo le loro ultime prove non certo esaltanti, a patto che se ne possano rintracciare di tali all’interno della loro discografia, il 2015 registra anche il ritorno dei Black Majesty, gruppo power metal australiano il quale, con Cross of Thorns, taglia il traguardo del sesto album in carriera senza contare la presenza di un EP. Dediti ad un power metal di stampo molto melodico, i nostri hanno sempre sofferto di un difetto fondamentale: l’assoluta mancanza di personalità che li ha sempre portati a saccheggiare dalla produzione dei gruppi più blasonati, operando un copia-incolla che, nonostante le buone doti del cantante John Cavaliere, li ha sempre relegati, per usare una similitudine di stampo calcistico, in serie B -se non in Lega Pro- a giocarsi la permanenza nel torneo assieme ad una miriade di band nelle stesse condizioni e senza mai poter sperare in qualcosa in più.

Aggiustata la formazione con l’ingresso di un bassista fisso e cambiato batterista, i Black Majesty pubblicano ora un lavoro che, pur mantenendo sia la loro impronta tipicamente melodica che la costante riproposizione degli schemi di cui al paragrafo precedente, cerca di inserire una nota di potenza in più e di indovinare qualche ritornello che sia almeno in grado di restare in testa. Il tutto curando in misura adeguata anche la ricerca di un suono adatto allo scopo. Per quanto attiene a quest’ultimo aspetto, il risultato desiderato dalla band è stato certamente colto mediante il lavoro oculato di Roland Grapow (ex Helloween, Masterplan), che si è occupato ancora una volta di mixare il disco. Il risultato finale dei suoi sforzi è un buon compromesso tra la melodia levigata che è alla base del suono dei Black Majesty e la ricerca di qualche cavallo in più da inserire nel loro motore. Entrando nel dettaglio dell’album, Cross of Thorns si rivela un altro prodotto di genere, senza alcun vero sussulto che possa riscattare il cammino della band, ma evidenzia anche alcuni miglioramenti, per quanto di contorno. La produzione è effettivamente migliore e di conseguenza il suono appare sempre molto levigato, ma anche piuttosto deciso quando serve, pur restando sempre all’interno di una proposta definibile come melodic-power con qualche velleità epic, beninteso. Il cantante John Cavaliere conferma ancora le sue qualità, associabili ad un timbro abbastanza acuto, privo di aggressività e addirittura garbato, bene in focus con la musica dei Black Majesty ed il gruppo in generale sembra un po’ più compatto rispetto al passato. Ascoltando la scaletta di Cross of Thorns, poi, se è desolatamente vero che l’assoluta incapacità di scrivere qualcosa che non sembri fatto da altri è ancora palese, è comunque vero che Mohamed e compagni azzeccano almeno qualche ritornello che, lungi dall’essere connotato da qualsivoglia caratteristica personale, ha almeno il pregio di arrivare subito e di essere memorizzato con grande facilità. A spiccare sono quindi le composizioni caratterizzate da questa qualità, ovverosia Vlad the Impaler, Crossroads, One Life e soprattutto Emptiness Ideal. Per il resto, la solita minestra pluri-riscaldata. Commestibile per chi ha davvero fame, ma pluri-riscaldata.

Nonostante siano presentati come la band di punta della scena australiana, i Black Majesty non lo sono e non lo sono mai stati. Quello che i cinque sono in grado di garantire è la ripetizione pedissequa della lezione -se di lezione si può parlare- impartita da gruppi quali HammerFall, Edguy, Dragonforce e via discorrendo e di farlo senza tentennamenti, inserendo stavolta qualche dignitoso commento che, però, nulla aggiunge alla sostanza. Alla fine della fiera abbiamo una bella confezione (la cover è un omaggio allo scomparso Dirk Illing, autore delle precedenti) ad avvolgere il solito prodotto riciclato. Magari un po’ migliorato rispetto al passato, ma non in condizione di cambiare la storia del campionato in cui i Black Majesty possono solo sperare di restare.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Raven
Domenica 20 Settembre 2015, 11.05.41
2
Non è che lo sostengano loro, sono le classiche sparate pubblicitarie delle casa discografica
jek
Sabato 19 Settembre 2015, 20.15.30
1
Già il power mi ha smarronato poi se anche così melodico figuriamoci. Sottoscrivo la recensione di Raven. Certo che invece in ambito thrash l'Australia sta sfornando cose buone ma se per loro sta roba e la band di punta.....
INFORMAZIONI
2015
Pride & Joy Music
Power
Tracklist
1. Phoenix
2. Anneliese
3. Vlad the Impaler
4. Crossroads
5. Out in the Fields
6. Misery
7. Make Believe
8. One Life
9. Emptiness Ideal
10. Escape
Line Up
John Cavaliere (Voce)
Stevie Janevski (Chitarra)
Hanny Mohamed (Chitarra, Tastiera)
Evan Harris (Basso)
Ben Wignall (Batteria)
 
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