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MasterdoM - Schizophrenia
( 1293 letture )
Originari della Toscana, e più precisamente di Pistoia, i MasterdoM si formano nel 2005 per volere del tastierista Daniele Vento e dei gemelli Thomas e Simone Frediani, rispettivamente chitarrista e batterista. Con l’aggiunta di un secondo chitarrista, un bassista e un cantante la band è al completo. La proposta iniziale è quella di un power metal dalle venature epiche, ma presto -e dopo alcuni cambi di formazione- i Nostri virano verso lidi più classici e prettamente heavy metal. Tra il 2006 ed il 2010 i MasterdoM pubblicano ben tre demo, dai quali emergono tanto i pregi quanto i difetti della band, che ancora non sembra del tutto pronta per compiere il grande passo rappresentato da un lavoro più completo. Ma nel frattempo la formazione cambia ancora, e con l’abbandono in via definitiva delle tastiere e l’arrivo di un nuovo cantante, Matteo Bottaro, il gruppo inizia a lavorare a quello che sarà finalmente il primo album ufficiale. Schizophrenia, questo il titolo, esce nel maggio del 2015 e presenta otto canzoni, di cui una cover, frutto del lavoro della nuova line-up (anche se con tutta probabilità la sesta traccia, MasterdoM, è ripresa dal primo demo del 2006, cosa che non possiamo però sapere con certezza). Cosa sarà scaturito da tutti questi anni di rodaggio? Scopriamolo insieme.

Presentato da una copertina che nel suo piccolo rende l’idea di cosa abbiamo di fronte, l’album, come detto, contiene otto canzoni per una durata totale di appena trentadue minuti. L’heavy metal dei MasterdoM va dritto al sodo, senza girarci troppo intorno, e fin da un primo ascolto si capisce che l’attitudine e la voglia di fare non mancano di certo alla band toscana. I sentori del power metal che fu, però, emergono ancora, e lo fanno stranamente nella voce acutissima di Matteo Bottaro, subentrato solo negli ultimi anni e quindi non legato ai primi lavori del gruppo. Bottaro avrebbe fatto un’ottima figura -pur con tutti i limiti del caso che elencheremo a breve- anche quando la proposta era quella degli esordi della band toscana. Il suo timbro sembrerebbe infatti più adatto a sfornare i tipici acuti del power metal che alla potenza ed incisività vocale richiesta in maggior misura dall’heavy. In più di un’occasione, invece, la resa vocale e l’interpretazione del cantante si rivelano piuttosto carenti, colpa anche di una pronuncia ancora un po’ troppo “italiana” dei termini inglesi. Ma attenzione: le potenzialità ci sono tutte e con una maggiore cura delle parti vocali in futuro i risultati potrebbero stupirci in positivo. A dispetto di una sezione ritmica quadrata ma ancora limitata e poco propositiva, una nota di merito va data alle due chitarre di Thomas Frediani e Simone Del Carlo, capaci di sfornare riff e soli di notevole fattura. Gli episodi migliori di questo breve full length si contano purtroppo sulle dita di una mano: su tutti, la titletrack posta in apertura e Glory in the Night valgono da sole l’intero ascolto dell’album. La prima, dal mood arrembante, ci mostra fin dove può spingersi la voce di Bottaro nonché l’importanza delle chitarre di cui sopra, fondamentali nelle ritmiche quanto essenziali per la buona riuscita del brano nelle parti solistiche. La seconda è anch’essa fornita di un mood arrembante e presenta i tratti tipici di un brano epic metal. Qui la voce di Bottaro può esprimersi al meglio e la canzone stessa ne giova parecchio. Brani come Never, Cutting Blades e MasterdoM fanno il loro sporco lavoro (la prima in special modo), ma non dicono poi tanto nemmeno dopo svariati ascolti e mancano di un pizzico di personalità in più per lasciare davvero il segno. E ora veniamo alle note più che mai dolenti dell’album: se fino ad ora ci siamo trovati ad analizzare brani tutto sommato piacevoli e ben realizzati, le rimanenti Serial Killer e Werewolf affossano il giudizio finale in maniera assolutamente impietosa. Unica canzone cantata interamente in italiano, Serial Killer presenta delle liriche che non farebbero del male a una mosca accompagnate da un’interpretazione vocale in tutto e per tutto forzata ed esagerata. Si salvano in minima parte solo le chitarre, specialmente quella solista, ma il tutto si rivela ben poco piacevole all’ascolto. Werewolf, che pure avrebbe al suo interno delle buone idee, viene letteralmente uccisa da una pronuncia dell’inglese assolutamente non giustificabile a questi livelli. Anche in questo caso il testo non aiuta, per via della sua eccessiva banalità, ma nel complesso quello è il problema minore. Come se ciò non bastasse, sul finale dell’album arriva la cover (metal version) di El Diablo dei Litfiba. Il paragone con l’originale vede purtroppo i MasterdoM uscire sconfitti dal campo di battaglia; tentativo di cover passabile solo ed esclusivamente per le ritmiche di fondo, ma il resto -voce in primis- non si rivela assolutamente all’altezza.

Il primo album dei toscani MasterdoM risente quindi pesantemente delle gravi lacune fin qui citate, ma non è un lavoro da mettere subito nel dimenticatoio. La passione di questi cinque giovani musicisti emerge a gran voce tra i solchi del disco, e questo non può che essere un punto in loro favore soprattutto per una crescita futura che ci auguriamo poter avvenire senza troppi ostacoli. Dispiace davvero tanto quando un album frutto di anni di duro lavoro, per il quale musicisti in erba ma dalle grandi potenzialità hanno speso sudore e soldi, fallisce nel suo intento, ma a conti fatti le carenze di questa prima release sono difficili da non notare. La speranza ora è che i Nostri sappiano far tesoro di queste critiche per continuare a migliorarsi e presentare al grande pubblico canzoni in grado di stupire e di farci cantare a squarciagola come la tradizione dell’heavy metal più classico vuole. Alla prossima, MasterdoM.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
74.66 su 6 voti [ VOTA]
Flight 666
Lunedì 10 Aprile 2017, 20.51.02
2
La recensione è stata scritta ai tempi dell'uscita del disco, la data non c'è perché al tempo non avevamo ancora introdotto questa opzione. Se provi a guardare tra le recensioni in homepage noterai che tutte hanno la data scritta in alto a destra.
Nome
Lunedì 10 Aprile 2017, 18.30.06
1
Vista la media (anche tua) dei voti dati a tanti, io direi che un 6 almeno poteva essere dato cmq anche a questo lavoro (li conosco dall'inizio in pratica loro). Poi, non c'entra nulla ma m'è tornato in mente ora: sbaglio o finché qualcuno non commenta non si può mai capire quando è stata pubblicata una recensione, la data insomma, non c'è nulla di nulla in giro nella pagina. E poi anche i commenti indicano poco, perché non si sa se anche il primo eventualmente sia stato fatto subito dopo la pubblicazione della rece (o cmq nel giro dello stesso giorno o il giorno dopo al massimo) o magari dopo giorni, settimane, mesi o addirittura anni. Io per esempio questa l'ho notata ora a destra perché li conosco appunto e ho visto "bocciatura" e ero curioso di leggere (anche fosse stato tra le promozioni avrei cliccato lo stesso magari), cosa che in realtà poi neanche ho fatto (per ora almeno), quindi suppongo sia stata pubblicata ora o da poche ore, ma non saprei con sicurezza. Se fosse stata fatta da poco, mi vien da dire "classica recensione con tempismo", visto quando è uscito il cd.
INFORMAZIONI
2015
Nerocromo Music / Heart of Steel Records
Heavy
Tracklist
1. Schizophrenia
2. Never
3. Serial Killer
4. Werewolf
5. Cutting Blades
6. MasterdoM
7. Glory in the Night
8. El Diablo (Metal version)
Line Up
Matteo Bottaro (Voce)
Thomas Frediani (Chitarra)
Simone Del Carlo (Chitarra)
Marcello Bindi (Basso)
Simone Frediani (Batteria)
 
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