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Execration - Morbid Dimensions
( 990 letture )
Al loro terzo full-length i norvegesi Execration fanno un passo avanti nella definizione del loro death metal, definibile a grandi linee sperimentale, inglobando una gamma più vasta di influenze nel loro sound, in cui chiaramente ora si riconoscono elementi black metal marcati, e altri ancora provenienti dalla tradizione del primo speed/thrash, fino ancora a decisi tagli punk e atmosfere e riffing puramente doom. Il tutto è amalgamato da una marcata tensione verso l’approccio atmosferico, che rende questo Morbid Dimensions una sfida interessante sia per il musicista che per l’ascoltatore.

Per il primo, perché l’intento di scavarsi una propria nicchia, assieme al portare a realizzazione idee originali ed interessanti, è una sfida non trascurabile, che richiede non solo un affinato gusto per la composizione, ma anche una cura fuori dal comune per ogni soluzione, che è quello che determina la sottile linea di separazione tra mediocrità e compimento, soprattutto quando un po’ coraggiosamente si cerca di tendere e quando possibile superare i canoni di un genere musicale senza snaturarne l’essenza. Gli Execration ci riescono, consegnando alle stampe un lavoro vario, maturo, piuttosto originale e quasi sicuramente unico, che si contraddistingue per freschezza, varietà di soluzioni e continua progressione musicale, ma mantenendo solidissime radici nel death metal classico. Il tutto senza suonare retro, ma senza nemmeno alienarsi da quella forza espressiva musicale, da quella tensione verso l’oscurità che contraddistingue questo genere stesso, al di sopra di ogni attitudine, cliché o estetismo. Difficile infatti trovare un paragone musicale unico e calzante, sebbene mi abbiano quasi immediatamente ricordato i tedeschi Drowned e il loro death/doom sperimentale.

Morbid Dimensions è un viaggio attraverso arpeggi sinistri, drum patterns inusuali, melodie sinistre e ancora tanto death metal primitivo e nervoso, che assume un carattere assolutamente personale alla luce di quei rinnovamenti stilistici che elencavo prima. Chi fosse alla ricerca di riff orecchiabili o facilmente memorizzabili non troverà pane per i suoi denti, essendo questo un miasma di riff viscosi e in continua evoluzione, grida sinistre e lamentose, atmosfere quasi aliene. Le tracce sono inoltre notevolmente lunghe, tanto che il disco, con i suoi 9 pezzi, arriva all’ora esatta di durata. Non si scoraggi però chi è incuriosito da questa pletora di blast fangosi e punkeggianti e armonie malate, perché il disco ha varietà da vendere ed è sinceramente tutt’altro che stancante. Eccellente anche il lavoro del basso, udibilissimo mentre opera sotto lo strato chitarristico e vocale manipolando l’intero sound, che ne risulta più vivo ed estremamente rimpolpato, ottenendo quell’aspetto cosmico e viscerale che ho adorato in questo album.

In un certo senso (forse a causa della mia ossessione per i prog/thrasher canadesi) mi sentirei di dire che gli Execration sono come i Voivod di Dimension Hatross che approcciano gli Autopsy di Retribution for the Dead. L’attitudine musicale dei primi è richiamata da questo susseguirsi di progressioni musicali e sperimentazioni spaziali su una base ritmica ancora pregna di punk e speed, mentre quella dei secondi riemerge nelle atmosfere malsane, nei riff lenti e fangosi, come una pece nera che è colata su ogni traccia. Una formula davvero curiosa, non trovate?



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
60 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2014
Duplicate Records
Death
Tracklist
1. Cosmic Mausoleum
2. Ritual Hypnosis
3. Doppelgangers
4. Morbid Dimensions
5. Tribulation Shackles
6. Vestiges
7. Ancient Tongue
8. Miasmal Sabbath
9. Funeral Procession
Line Up
Jørgen Maristuen (Voce, Chitarra)
Chris Johansen (Voce, Chitarra)
Jonas Helgemo (Basso)
Cato Syversrud (Batteria)
 
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