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Stratovarius - Eternal
( 6933 letture )
Che gli Stratovarius siano stati e rimangano per molti uno dei capisaldi del metal melodico finlandese è cosa ormai nota. Dopo aver dato, negli anni Novanta, un sostanziale contributo alla nascita di quel sound epico e fortemente enfatizzato, divenuto poi vero e proprio marchio di fabbrica e dopo essersi ripresi (più o meno dignitosamente a seconda dei diversi giudizi) dalla dipartita dal gruppo di Timo Tolkki, storico chitarrista nonché principale compositore della band, Kotipelto e soci ritornano sotto i riflettori con Eternal, nuova fatica in studio che promette di riservare non poche sorprese anche ai fan di vecchia data.

Nessuna introduzione, gli Stratovarius del 2015 non hanno alcuna intenzione di perdersi in futili convenevoli e preferiscono dare il via alle danze dimostrando di essere ancora capaci di saper sfornare un pezzo power metal diretto e senza troppi fronzoli: così a dare il benvenuto all’ascoltatore ci pensa My Eternal Dream, cavalcata che, pur sfoggiando forti venature sinfoniche, si rifà in tutto e per tutto alle vecchie glorie del passato e che segna altresì il ritorno dei classici ritmi serrati fatti di doppia cassa, con le tastiere di Jens Johansson sempre in prima linea ad intessere melodie eroiche mentre le chitarre del giovane ma sempre abilissimo Matias Kupiainen snocciolano veloci fraseggi ed assoli nei quali si ravvisano, fra le altre cose, chiari rimandi a quei toni neoclassici che mancavano da ormai molto tempo nelle composizioni dei Nostri. L’album prosegue poi con Shine in the Dark, introdotto da synth dal sapore quasi dance, che sfociano ben presto in un brano più lento del precedente, ma non per questo meno potente. Nemmeno il tempo di riprendere fiato che veloci scale di chitarra aprono in maniera concitata Rise Above It, altra cavalcata epica, immediata e spezzata solo da un ritornello fatto di cori ariosi, seguiti a ruota da break di batteria ed assoli eseguiti in maniera tecnicamente impeccabile. Con Lost Without a Trace i ritmi rallentano ed i toni si fanno un po’ più cupi, andando a comporre un brano che si distingue forse più per la sua particolarità e per le sue atmosfere fatte di chitarre arpeggiate (ma ben lungi dall’assomigliare ad una ballata), nelle quali trova finalmente un po’ più di respiro un Kotipelto che, nei pezzi più carichi, risulta un po’ affossato dal resto degli strumenti, ma che, pur non abbandonandosi ad acuti e vocalizzi particolarmente degni di nota, offre una performance generale che fa la sua figura. Feeding the Fire e In My Line of Work sono figlie dei nuovi Stratovarius: sempre epici, ma leggermente più votati a sperimentazioni, con suoni e melodie più moderne. Sperimentazioni che trovano il loro apice con Man in the Mirror, brano dai toni cupi, che fa ampio sfoggio di synth ed effetti a richiamare quasi l’industrial, candidandosi come il brano più inusuale dell’intera opera. Note di piano introducono Few Are Those, brano più melodico che funge quasi da tramite per Fire in Your Eyes, la consueta ballata nella quale il pianoforte di Johansson si alterna con la chitarra pulita di Kupiainen nel ricreare un’atmosfera malinconica, che esplode poi in un ritornello pomposo. Chiude l’album, peraltro in maniera più che dignitosa, The Lost Saga. Trattasi di una suite di quasi dodici minuti, nella quale gli Stratovarius sfoderano tutte le loro carte vincenti: non manca nulla, da passaggi più concitati, fatti di batteria serrata e veloci duelli tra chitarra e tastiera, fino ad arrivare a sezioni fortemente symphonic, con cori maestosi ed accompagnamenti orchestrali ben eseguiti, il tutto spezzato da un lungo intermezzo acustico che sfocia poi nuovamente in un ultimo pomposo ritornello prima di sfumare in una chiusura fatta di cori a cappella davvero di grande effetto.

Eternal è un omaggio al fascino che evoca tutto ciò che è monolitico, inamovibile e duraturo. È il tentativo di una band, con una carriera ormai quasi trentennale sulle spalle, di guardare al futuro con un occhio rivolto al passato, tenendo sempre presente che quest’ultimo non tornerà mai più indietro, ed è dunque inutile rincorrerlo. Quindi, considerando anche gli ultimi trascorsi dei Nostri, ci troviamo davanti al loro miglior album dei tempi recenti, capace di far contenti tutti i fan indistintamente? Molto probabilmente no. È semplicemente un ibrido poco riuscito tra vecchio e nuovo? Assolutamente no. È Stratovarius? Dannatamente sì!



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
80.04 su 81 voti [ VOTA]
Jeeg80
Martedì 13 Febbraio 2018, 12.57.15
73
Bello, ma per quanto mi riguarda non sufficientemente ficcante, nel senso che i capolavori da ricordare ai posteri qui sono troppo pochi, pur avendo comunque tutto una qualità media elevata (comunque niente male di questi tempi...). Un 75 lo lascio volentieri, ma avrei preferito proseguissero gli interessantissimi spunti di Nemesis, peccato.
Max '74
Martedì 23 Gennaio 2018, 18.48.48
72
Gran bel disco!! Con questo album gli Strato confermano di cavarsela benissimo anche senza Tolkki, che nell'ultimo periodo con la band secondo me era un po' spompato e al corto di idee. Io avrei dato più spazio alla chitarra, ma e' questione di gusti personali.....per me comunque il migliore album del nuovo ciclo rimane E!lysium. Bravi Strato!!!
Aceshigh
Domenica 14 Gennaio 2018, 11.14.46
71
Gran bel disco! Per me gli Stratovarius da Polaris in poi non hanno sbagliato un colpo. Peccato per 2/3 pezzi un po' sotto la media nella seconda parte, ma comunque sia siamo di fronte ad una band definitivamente ritrovata. Speriamo continuino così ancora per tanti anni! Voto 84
Valerio
Sabato 23 Settembre 2017, 18.28.03
70
Un buon vino lo si capisce dall’invecchiamento, nel senso che se migliora e non diventa aceto allora la sua qualità è superba. Penso di poter esprimere il medesimo giudizio in relazione a questo disco che, più lo si ascolta, più migliora ad ogni successivo ascolto/sorseggio. Dopo lo scivolone di Nemesis, sono tornati i vecchi Strato. Evidentemente, questa marcia indietro denota la semplice presa d’atto con cui la band, molto realisticamente, ha constatato il motivo del crollo delle vendite dell’album precedente, con buona pace di tutti quei detrattori arroganti e presuntuosi che mi hanno accanitamente attaccato all’interno della recensione di Nemesis, sostenendo che si trattava di un album meraviglioso e che un profano come me, che ascolta da “solo” 20 anni gli Stratovarius, non era in grado di comprendere.
VALERIO
Mercoledì 16 Agosto 2017, 15.59.46
69
Avete sentito l’ultimo brano del cd The lost saga? Ma è basato su un famoso canto degli alpini!!! Sembra di rivivere il film “La grande guerra” con Alberto Sordi
Valerio
Venerdì 12 Maggio 2017, 17.37.48
68
Dopo il deludente ascolto di NEMESIS, a mio parere il peggior album di sempre degli STRATO, con alcuni brani stile HOUSE/TEKNO come Halcyon Days, alla fine ho ceduto ed ho ugualmente acquistato questo ultimo album ETERNAL. Devo dire che abbiamo fatto un passo in avanti rispetto al precedente e la band si è sforzata di riprendere i suoi cavalli di battaglia che l’hanno resa celebre. Tuttavia, in alcuni brani, l’impressione che se ne ricava è quella di un gran chiasso di strumenti uno accavallato sull’altro, in cui di sicuro non mancano i virtuosismi e gli ottimi tecnicismi di Jens, mai il risultato finale penalizza di sicuro i riff di chitarra del timido Matias e la voce di Timo, oramai non più all’altezza della situazione. A mio parere il punto di riferimento che andava benissimo da portare avanti era quello tracciato da ELYSIUM, album a torto sottovalutato, ma molto equilibrato nella sua semplicità e scorrevolezza.
Vanni Fucci
Giovedì 11 Agosto 2016, 13.11.14
67
Ho un po' rivalutato quest'album che poco meno di un anno fa mi aveva deluso. Non è bello come Nemesis, ma comunque non ha canzoni brutti. Ma solo a me ogni tanto i suoni danno fastidio? Soprattutto le tastiere di Johansson, mi sembrano sparate a mille.... va bene che ha sempre avuto uno stile un po' esuberante che io amo, ma ha un po' esagerato stavolta secondo me...
Togno89
Sabato 11 Giugno 2016, 11.15.44
66
Non ascoltavo gli Stratovarius dai tempi di elements. Devo veramente ringraziarli. Eternal, per un attimo, mi ha fatto tornare un adolescente brufoloso che si sparava cavalcate power metal dalla mattina alla sera. Gli strato sono come una ex che fa sempre piacere rivedere
Alessandro Piria
Giovedì 8 Ottobre 2015, 21.42.45
65
Il disco si apre con la velocissima 'My eternal dream' in cui i 5 musicisti danno subito sfoggio delle loro qualità, dalla doppia cassa in primo piano si arriva ai pattern neoclassici dell'esperto keyboarder J.Johansson, passando per le scale precise del buon Kupiainen che non fa rimpiangere l'eredità pesante di TT, il tutto condito sulle metriche di un pezzo piacevole di speed metal symphony. Nel secondo brano 'Shine in the dark' i 5 finlandesi si divertono quasi a scimmiotare gli Helloween di A.Deris su una ritmica corposa e robusta con il duo Kupiainen /Johansson che da l'aria di un'intesa assodata dopo pochi album.'Rise Above It' parte ugualmente spedita con un super riff di Johanssom, che ricorda vagamente le note delle metal band Giapponesi, seguito a ruota dalle distorsioni elettriche di Kupiainen e ai frequenti cambi di tempo di Pilve alle pelli. Che dire ? i cori sono brillanti e la canzone risulta fluida in tutte le sue parti. 'Lost without a trace' porta un'altra ventata di aria fresca, non che ce ne fosse la necessità, il tutto con nuove atmosfere ,diverse dai primi pezzi, e con diverse soluzioni musicali (vedi l'uso anche della 7 corde) che i musicisti sono in grado di sciorinare dal loro background senza mai annoiare, cosa che però ,ahimè ,non riesce nel successivo pezzo 'Feeding the Fire' che comunque risulta ben suonato. Cosi come 'In my line f work' che non è nulla di eccezionale ma che si distingue per il buon assolo di Kupiainen in string skipping. La settima song 'Man in the mirror' va a sperimentare un tipo di Power quasi del tutto inedito in cui ritmiche stoppate e scale frigie dal tono esotico fanno da contorno. Il ritornello del buon Kotipelto risulta convincente.'Fire in your eyes' è invece una splendida ballad che apre con un bel pezzo di piano che accompagna le strofe dell'eclettico singer e prosegue con un solo stupendo calato dal talentuoso chitarrista finlandese. E veniamo alla lunga 'Lost Saga' che dopo una serie di cambi di batteria iniziali da luogo a dei cori epici/sinfonici il tutto orchestrato dalle dita dell'ex Malmsteen alla tastiera, sino all'accelerazione di Pilve alla batteria che non da mai la sensazione di perdere un colpo. La canzone si avvia al finale con uno stupendo arpeggio ,ovviamente in clean, seguito da un altrettanto bel solo con effetto octaver. Nel complesso il disco supera abbondantemente la sufficienza .Voto 80
Walterkill
Giovedì 8 Ottobre 2015, 17.06.11
64
...ognuno può dire o scrivere ciò che vuole perchè l'interpretazione di un disco è personale e soggettiva e per questo motivo deve essere rispettata. MA I METALLARI NON SONO ASSOLUTAMENTE DEGLI STUPIDI!!!
alp
Lunedì 5 Ottobre 2015, 23.16.34
63
*portando
alp
Lunedì 5 Ottobre 2015, 23.10.51
62
Questo disco conferma la stupidità dei metallari, gente capace di lamentarsi perchè nemesis, forse il miglior disco metal degli ultimi 10 anni, era brutto e cattivo per via dell'elettronica, facendo tornare la band sui suoi passi e alla produzione di un disco dozzinale
Walterkill
Lunedì 5 Ottobre 2015, 14.08.26
61
Ottimo disco degli scandinavi, Timo Kotipelto si conferma un cantante stratosferico! Nota di merito anche per il batterista Rolf Pilve, potente e preciso! Lunga vita agli Stratovarius
InvictuSteele
Lunedì 28 Settembre 2015, 15.39.07
60
Continuo ad ascoltarlo e cresce con gli ascolti, rimango dell'idea che ci siano troppi cori ma l'album è una bomba. Bello bello.
Mic
Lunedì 28 Settembre 2015, 13.39.02
59
Comunque Rise Above It, ha il riff e il preritornello presi direttamente da Foreveer Free
Mic
Lunedì 28 Settembre 2015, 13.37.47
58
Questi nuovi Strato mi piacciono meno di quelli era Tolkki perché i suoni sono più pieni e la chitarra risulta spesso poco evidente. Per i miei gusti mancano quei Riff che identificano i singoli brani.
JERICHO 2015
Domenica 27 Settembre 2015, 18.48.17
57
Buon album! Cresce col passare degli ascolti, ma a mio parere, è un passo indietro rispetto a Nemesis. Comunque a parte My Eternal Dream ( e qualche rapido passaggio di The Lost Saga) non noto tutta questa similitudine coi i vecchi lavori Stratovarius era Tolkki! Lo stile è quello intrapreso in Nemesis! Le tracce migliori sono: My Eternal Dream, Shine in the Dark, Rise Above It, Man in the Mirror, The Lost Saga
Pete
Giovedì 24 Settembre 2015, 20.01.45
56
Spinto dalla bella recensione di The Wicked alla fine l'ho comprato evitando ascolti preventivi poco onesti. Gran disco. Bello il mastering molto arioso, ed infatti nei credits ho visto l'operato del grande Mika Jussila. Gli ho scritto per chiedere che hardware abbia usato, magari interessa a qualche lettore, vediamo che mi dice. Promossi. Piacevole e ben registrato. Tranne la batteria che al solito sembra finta, ma credo sia il genere che lo richieda.
Salvo
Giovedì 24 Settembre 2015, 13.38.44
55
boh, a me fa sbadigliare, purtroppo.
ayreon
Giovedì 24 Settembre 2015, 12.48.54
54
mah,al loro confronto i Symphony x sono sempre stati molte spanne sopra
Metal Shock
Giovedì 24 Settembre 2015, 8.19.58
53
Un buon album, qualche ottima canzone, ma per me hanno dato il massimo fino ad Infinite, poi tra varie diatribe non hanno piu` spiccato il volo
Pete
Mercoledì 23 Settembre 2015, 23.23.32
52
Non sono mai stato un amante dei "vecchi" Stratovarius, Elysium mi era piaciuto. Buterò un ascolto a questo e nel caso acquisterò. Grazie per la recensione come sempre grande qualità in questo sito.
Alberto Fuser
Mercoledì 23 Settembre 2015, 20.58.06
51
Ottimo album !
Painkiller
Mercoledì 23 Settembre 2015, 15.48.19
50
Sono i primi ascolti ma sono già colpito positivamente, ci sono almeno 3-4 pezzi che davvero non mi tolgo dalla testa, bel colpo.
AdeL
Mercoledì 23 Settembre 2015, 5.30.40
49
... Metriche note. Peccato davvero!
HeroOfSand_14
Martedì 22 Settembre 2015, 18.51.09
48
@invictusteele: figurati, non era un attacco contro di te ma solamente contro il tuo scritto che avevo interpretato come poco oggettivo il tuo parere è lecito invece, così come il mio, mica sono Jesus, però, piacciano o meno, i Sonata dei primi tempi hanno sfornato dischi e canzoni che possono benissimo stare tra gli amici del power, quantomeno quello post 2000. Invece non li vedo così simili agli Strato in Ecliptica, sopratutto per la tendenza di Kakko e compagni ha creare canzoni ai limiti del pop (a differenza degli Stratovarius che si basavano comunque su pezzi 99 per cento con la doppia cassa in pieno stile power scandinavo), ma comunque con arrangiamenti non banali e una tecnica ottima. Chiudo col discorso dei cantanti: beh gusti anche qua, a me Kakko piace moltissimo però devo ammettere che l importanza avuta da Timo nella storia del genere e il suo talento, fanno sì che Tony sia un ottimo discepolo, non un innovatore.
Le Marquis de Fremont
Martedì 22 Settembre 2015, 18.44.05
47
Monsieur Lele 12 *DiAnno, merci. Sono state ottime vacanze ma ora siamo impegnatissimi con la vendemmia. Quest'anno in Italia sarà una delle migliori annate. Parla del gruppo di Dominique Laboubée? Naturalmente gli ho sentiti varie volte ma non sono mai stato un fan del punk, neanche di quello Inglese. Peccato, comunque per la prematura dipartita di Dominique. Au revoir
lesson1
Martedì 22 Settembre 2015, 15.58.15
46
meglio il precedente, ma ho la sensazione che ti rimanga sempre poco negli strato dell'era senza timo. Bravi, ma gli manca profondità. Hanno una sorta di attitudine pop, sempre a cercare una melodia che alla fine passa lasciandoti poco. 78 e' un voto giusto nel breve, ma nel lungo sarei più in linea con quello dei lettori.
Galilee
Martedì 22 Settembre 2015, 14.49.28
45
Monsieur fremont, ho frainteso, ma difatti mi sembrava strano visti i suoi ascolti, l'aver snobbato in toto una band di tale levatura, almeno nel passato.
Lele 12 *DiAnno
Martedì 22 Settembre 2015, 10.13.28
44
@Le Marquis de Fremont: innanzitutto bentornato. Poi mi permetta: non mi ha ancora dato un'opinione sui rouenesi The Dogs ...
Le Marquis de Fremont
Martedì 22 Settembre 2015, 10.07.40
43
Well, vorrei dire a Monsieur Galilee che conosco bene i primi Stratovarius di Dreamspace, Episode, Visions e Destiny e allora NON suonavano un qualcosa che ricorda i Sonata Arctica. Qui, a mio avviso, la doppia cassa, i cori, le tastiere poi il solo delle chitarra e l'insieme, mi ricordano molto Ecliptica e i primi Sonata Arctica. Un mio parere, ripeto. Sono anche d'accordo con Monsieur HeroOfSand_14 che i primi Sonata Arctica, non erano un "gruppettino". Hanno fatto belle canzoni. Au revoir.
xXx
Martedì 22 Settembre 2015, 8.50.08
42
anche io quoto radamanthis 22. invece x me i primi sonata sono un clone degli strato ma poi han trovato la loro strada e a me piacevano più prima quando erano cloni degli strato.
renzo mattei
Lunedì 21 Settembre 2015, 23.48.23
41
Galli@ avendo le cassette registrate (ora finite da qualche anno nel bidone della plastica) ho rimosso gli album pre kotipelto, ho fatto una carrellata veloce sul tubo e ho rimembrato gli album in questione confermando il giudizio positivo sul valore. Invictus@ in effetti il pezzo plagiato dai ryche è quello che dici su 4 dimensio e praticamente è il copia incolla di screaming in digital...della serie tra le copie e gli originali preferisco sempre gli originali
InvictuSteele
Lunedì 21 Settembre 2015, 22.01.19
40
@HeroOfSand-14 No allora chiedo scusa, cerco di rimediare, capisco che posso aver offeso i fans dei Sonata, additando la band come mediocre. Diciamo allora che a me non sono mai piaciuti, ne il debutto Ecliptica che ho travato carino, ne il tanto celebrato Reckonin dove colgo la loro maturazione ma dove non ci trovo nulla di interessante davvero, ho provato più volte a farmelo piacere ma niente. Sarà un mio problema!!! Invece paragonare Kakko a Kotipelto no dai, e con questo non dico che Kotipelto sia un dio però è tra i migliori mentre Kakko è un cantante medio, perciò siamo su due mondi diversi...
Vanni Fucci
Lunedì 21 Settembre 2015, 22.00.22
39
@HeroOfSand_14 su Ecliptica erano molto molto simili agli Stratovarius dai, poi hanno cominciato a essere più personali e infatti a me Reckoning Night piace un sacco.... Comunque riguardo ripetitività degli Stratovarius... sicuramente il periodo Infinite- Elements è stato terribile da questo punto di vista, ma da quando Tolkki se ne è andato si sono progressivamente allontanati da quello stile.... obiettivamente Nemesis non è un clone di Episode o Destiny dai.
HeroOfSand_14
Lunedì 21 Settembre 2015, 20.11.32
38
@Invictu: gli Strato hanno fatto la storia del power e su questo non ci piove, ma dire che i Sonata sono solo un gruppettino mi pare fuori dal mondo, con tutto il rispetto. I Sonata hanno portato il power a lidi ancora più accessibili al pubblico, rendendo il tutto più melodico, ammorbidendo i suoni e usando liriche più "giovanili" (dettate anche dal fatto che erano giovanissimi pure loro agli esordi). Infatti Ecliptica fu creato da ragazzini, giovani ma dotati di un talento che pochi hanno considerando cosa hanno scritto all'epoca, piaccia o meno. Si sono poi evoluti fino ad arrivare a Reckoning dove hanno raggiunto l'apice della maturazione, almeno fino a prima che uscisse l'ultimo Parahia's Child dove sperimentano parecchio. E chi dice che sono stati i cloni degli Strato mi fa ridere considerando la diversità del sound. E, questo è un parere mio, penso che Kakko non abbia nulla da invidiare a Kotipelto, anzi, tutti e due sono dotati di un timbro pazzesco ma diverso. Kakko più adatto a lidi pop, in cui esprime tutta la sua espressività, mentre Kotipelto ha una timbrica più "piatta" ed adatta a cantare su tonalità Kiskeiane. Ma Kakko è tutt'altro che un pessimo cantante, apparte ultimamente ma il calo c'è stato eccome anche per Timo..
renzo mattei
Lunedì 21 Settembre 2015, 19.21.38
37
C'è anche da dire che gli strato hanno cominciato veramente a ingranare con koti infatti la band è ancora viva e in forma nonostante tolkki fosse lo Steve Harris del gruppo. La forza di koti parte comunque da lontano e ha raccolto i nostalgici degli helloween di kiske del quale il finnico e' l'ennesimo emulatore (sammett) che a sua volta ha emulato il camminatore di Santiago...e il cerchio si chiude
Galilee
Lunedì 21 Settembre 2015, 18.20.09
36
No vabbeh Renzo ascoltateli bene e ti ricrederai. Sono sicuro. Poi magari potranno non piacerti quanto un Episode, però tanta roba lo stesso.
InvictuSteele
Lunedì 21 Settembre 2015, 18.03.57
35
Il pezzo plagiato era su Fourth Dimension mi sembra, 030366 che copiava il brano dei Ryche
renzo mattei
Lunedì 21 Settembre 2015, 17.43.58
34
Già sentiti in cassetta ma sono stato folgorato da episode. Ricordo ancora il mitico concerto di Oleggio del 1996 in cui vennero du supporto ai rage di end of all days erano una band culto. Tornando ai precedenti mi ricordo un pezzo plagiato pari pari ai ryche, non ricordo se era gonna get to you o screaming in Digital...comunque uno scempio. Una di stavolta voglio indagare e risentirmelo ma non ricordo su che album era
Galilee
Lunedì 21 Settembre 2015, 16.31.51
33
Beh ti consiglio quelli prima, a mio parere Dreamspace è il loro miglior disco. Poi io preferivo la voce di Tolkki
renzo mattei
Lunedì 21 Settembre 2015, 15.27.40
32
Infatti il senso era quello. Band che ho adorato dall'ingresso di timo k quindi da fourth dimension fino all'apoteosi di visions. Dopo mi sono arreso
galilee
Lunedì 21 Settembre 2015, 13.41.01
31
Fino a Visions di già sentito non c'era nulla. Da lì in poi qualcosa ha iniziato a ripetersi. Dai ne mancano 769
renzo mattei
Lunedì 21 Settembre 2015, 12.57.14
30
Smessi di ascoltare dopo visions stomacato dalla continua sensazione di già sentito. PS il commento é per quello che vuole raggiungere i 700 commenti dei Maiden...voglio contribuire
InvictuSteele
Lunedì 21 Settembre 2015, 12.50.37
29
Inoltre non paragoniamo gli Strato ai Sonata Arctica su. I sonata sono un gruppettino che ha pubblicato un paio di dischi carini, il tanto osannato Ecliptica, che è il loro migliore, è un semplice buon album, Toni Kakko ha una vocetta e mi fermo qui perché potrei essere impietoso. Per me i Sonata appartengono alla schiera di quei mille mila gruppetti che hanno copiato palesemente il sound di band superiori ma che non hanno saputo sfruttarlo restando nella sufficienza
InvictuSteele
Lunedì 21 Settembre 2015, 12.37.07
28
Dopo svariati ascolti confermo che il disco è molto buono, peccato che ci siano quei cori invadenti che soffocano le melodie... non li sopporto proprio. La produzione è brillante ma forse troppo bombastica. In definitiva sono nettamente superiori Elysium e Nemesis ma anche questo è un bel dischetto. Onore a questa band. Adesso voglio i 500 commenti dei fans degli Iron Maiden che hanno commentato il nuovo album e che dicono che gli Stratovarius suonano sempre uguali e che il power è morto nel 97, dove sono finiti tutti quei nuovi utenti?
Vanni Fucci
Lunedì 21 Settembre 2015, 12.06.44
27
@Galilee scusate se vado OT ma proprio per il motivo che dici tu non capisco perché tanti osannano così tanto Ecliptica, a quel punto dovendo scegliere preferisco Reckoning Night che unisce al power alla Strato dei momenti più personali.... per non parlare che Kakko pur avendo una bella voce non è mai stato tagliato per i super acuti.... (vabbè che anche Kotipelto, volendo, non lo metterei tra i grandissimi, ma per motivi diversi)
Painkiller
Lunedì 21 Settembre 2015, 11.56.13
26
quotone a Rada(22)
Galilee
Lunedì 21 Settembre 2015, 11.25.36
25
Marquis, da come scrivi sembra che tu non conosca questa band. Magari ho interpretato male, ma se è cosi vatti ad ascoltare i dischi fino ad Infinite compreso, poi mi dirai. Altro che Sonata Artica. Questi hanno creato uno stile negli anni 90 che è stato copiato da chiunque, anche dai SA.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 21 Settembre 2015, 10.07.15
24
Ho provato a riascoltarlo ancora e continua a non dirmi niente di particolare. Si, cavalcate power simpatiche (a volte somigliano ai primi Sonata Arctica o mi sbaglio?) e certamente non è musica scadente. Ma i pezzi sono tutti uguali (eccetto, forse la suite finale con i coretti) e anche la ballad è piuttosto piatta e con poco feeling. Niente di interessante. Le ottime cose sono da altre parti. Au revoir.
Vanni Fucci
Domenica 20 Settembre 2015, 13.04.03
23
Non è male, ma nemesis mi era piaciuto molto di più. Direi sul 70.....
Radamanthis
Domenica 20 Settembre 2015, 10.04.15
22
Beh, qui si può vedere (facendo un parallelismo) la differenza dell'abilità compositiva tra Matias Kupiainen e Sasha Gerstner degli Helloween. Negli Strato la freschezza del suono e le innovazioni (mantenendo comunque una radice col passato) c'è grazie al nuovo chitarrista mentre negli Helloween se non c'è il solito buon vecchio Deris e il emmbro fondatore Weikath ecco che gli altri brani (salvo qualche buona eccezione) non decollano. Ma la differenza credo sia anche voluta: Koti e Jens hanno avuto la forza di volontà e l'abilità di dare a Matias la possibilità di esprimersi al 100% perchè probabilmente ne intravidero le qualità compositive mentre per il "padre padrone" Weikath (a parte il suo pupillo Deris) una volta scrollatasi di dosso l'omra impegnativa di Hansen prima e Grapow poi ecco finalmente il giovane pischello che esegue il compitino e che non scriverà mai una Eagle fly free o una I want out (ma manco una Dark ride...). Alla fine sono scelte e in questo senso credo che gli Stratovarius abbiano fatto quella più sensata!
Mic
Domenica 20 Settembre 2015, 9.47.11
21
Chi ha detto che sia stato facile? Dico solo che dopo la separazione con Tolkki credevo che cantante e tastierista avrebbero dominato la scena compositiva. Invece hanno delegato bassista e chitarrista nuovo in tal senso. In sostanza non hanno trovato nuova ispirazione in se stessi ma sono stati bravi a trovare gente con nuova ispirazione. E non è la stessa cosa. Comunque bene così, sono contento che gli stratovarius esistano ancora con album come questo.
Marco78
Domenica 20 Settembre 2015, 1.19.38
20
Non è che il Sig. Kupiainen sia stato calato dal cielo, nè immagino sia stato semplice cazziare fuori Tolkki dal gruppo, nè immagino sia stato semplice trattenere il moniker Stratovarius... e soprattutto neppure Eternal è calato dal cielo, è frutto di un lavoro cominciato con Polaris - che fu anche un gran bel rischio per la band (rifondazione o definitiva stroncatura). Cioè, col senno di poi sembra tutto facile a sto mondo, nevvero?
Marco78
Domenica 20 Settembre 2015, 1.08.25
19
Eh... che lo facciano allora. Ah! com'è che non lo fanno?
Mic
Domenica 20 Settembre 2015, 0.31.19
18
Leggo di sta gran freschezza compositiva dopo 30 anni ecc. ecc... per forza dico io, con un giovane talentuoso al quale si lasciano scrivere il 70% dei pezzi anche i megadeth probabilmente vedrebbero una seconda giovinezza.
Marco78
Domenica 20 Settembre 2015, 0.01.16
17
E bravi Stratovarius, devo dire che sono proprio pochi i gruppi con trent'anni sul groppone che suonano così dannatamente freschi. Aggiungo che, col senno di poi e con tutti i limiti che poteva avere un disco come Polaris, la rifondazione ha dato e sta dando tutti i suoi frutti, pur mantenendo saldi i legami col passato, chi l'avrebbe mai detto? Se ne sente parlare poco, ma questo chitarrista è davvero sopraffino, specialmente in ambito solista, ha un gusto melodico nel riffing fuori dal comune ma, come sempre, è tutta la band che suona con una tecnica e una produzione strepitosa. Certe melodie poi toccano davvero il cuore. Spesso mi chiedo se anche la giovane età dei membri di un gruppo sia di per sè linfa vitale, in questo senso gli Strato hanno pescato due jolly, uno alla chitarra e uno alla batteria. Eternal ha, a mio avviso, una qualità media decisamente alta, anche se ha pochi picchi stratosferici da vero classico della band. Mi piacerebbe ficcassero dentro ai loro album più di una sola suite, perchè mi lasciano sempre di stucco ( le canzoni Visions, Destiny, Infinity, Elysium, The Lost Saga... mio Dio sta roba a me fa impazzire) e sperimentassero ancora sulla scia di Halcyon Days... ma se la qualità è quella di Eternal è un dolce "accontentarsi".
Painkiller
Sabato 19 Settembre 2015, 19.33.58
16
La trilogia del dopo tollki mi ha convinto sin dai primi vagiti, con nemesis punta di diamante. Questo eternal non ha certamente la varietà compositiva del suo predecessore, ma è certamente fresco come raramente riescono ad essere i dischi che guardano al passato. Non li ho mai visti dal vivo ed ero titubante per la prossima data a trezzo per le critiche rivolte alla voce di kotipelto, ma in una intervista recente timo ha spiegato di aver avuto una malattia negli ultimi anni e che ora è guarito. I video recenti sul tubo sembrano confermarlo. Band che comunque mi sembra in ottima forma. Spero in un prossimo album più coraggioso.
HeroOfSand_14
Sabato 19 Settembre 2015, 18.26.30
15
Dopo alcuni ascolti posso dire che è un album convincente, che prende qualche parte della sperimentazione di Nemesis e la unisce al classico sound scandinavo. Band tecnicamente strepitosa, produzione a volte troppo bombastica come è già stato detto, quasi finta, suoni potenti ma non stonano con ottime melodie. Kotipelto ormai non ce la fa più, in studio viene aiutato parecchio dalla tecnologia (ho letto che ha usato Autotune, spero sia uno scherzo perchè è imbarazzante sennò) e riesce a cantare ancora su tonalità molto belle e complesse, ma dal vivo non sarà in grado e si ripresenterà il solito problema. Il batterista, il ragazzo, l'ho trovato fantastico, ha dettato ritmi bellissimi in tutto il disco con grande grinta. Belli anche gli assoli, e le tastiere di Jens in evidenzia come non mai, che tessono melodie da ricordare. Un bel disco, piacevole da ascoltare e bello tosto. L'unico pseudo plagio che ho riscontrato è In mY Line Of Work che è uguale a Best Of Times del nuovo dei Cain's Offering (side project di Kotipelto), mi domando se ha pensato che i fans si sarebbero potuti accorgere della somiglianza.
InvictuSteele
Sabato 19 Settembre 2015, 14.27.40
14
Complimenti per la recensione, la condivido in pieno, persino il voto è precisissimo, ci stavo pensando qualche giorno fa. 78 è il voto dell'album, un album ottimo come al solito, ispirato, sunato alla grande e con melodie stuopende. Sinceramente il precedente Nemesis (voto 85) è di poco superiore perché mi sembrava più fresco, più moderno e un po' più sperimentale. Eternal è più canonico, però gli Stratovarius sono un gruppo enorme, sempre di qualità, sempre onesti e che svolgono il proprio lavoro con passione e cuore. Questa è una band che non ha mai sbagliato, l'unico lavoro bruttino è stato l'omonimo del 2005 (che per me è comunque accettabile, da 60). Fanno la stessa musica da 25 anni? Sicuramente. Hanno un loro stile ormai navigato e studiato a tavolino? Certamente. Ma io li voglio così, sono una certezza, i re (insieme agli Helloween, altra band garanzia che non sbaglia mai) del power metal... e la voce di Kotipelto mi fa innamorare ogni volta.
xXx
Sabato 19 Settembre 2015, 14.09.06
13
bella recensione anche se pure x me nemesis era migliore. cmq sono tt sommato d'accordo con the wicked. tt le tracce son belle e sullo stello livello qualitativo. anke x me radamanthis dovrebbe diventare redattore. i suoi post-recensioni sono a volte meglio di quelle ufficiali. voto al disco 79
lana
Sabato 19 Settembre 2015, 13.36.21
12
@Radamanthis te ne intendi davvero tanto di musica tu...perchè non provi a scrivere qualche recensione?
Radamanthis
Sabato 19 Settembre 2015, 10.15.18
11
Mi aggiungo a chi reputa Nemesis superiore, lo stesso Metallized tra l'altro lo valuta superiore (85 vs 78) ma al di là di numerini e numeretti direi che anche in questo giro gli Stratovarius sono a cavallo! Il disco è molto bello, non molto vario ma molto bello. Suona in maniera perfetta (forse anche troppo...) con una produzione bombastica (forse anche troppo...). E' forse questo il suo maggior difetto? Le canzoni sono belle, arrangiate bene e suonate bene, Koti sempre più leader di questa band ormai lontana parente di quegli Strato che a metà degli anni 90 fino a poco prima della metà del nuovo millennio incantavanao e crearono il filone power scandinavo. E mentre Tolkki se ne esce con un disco ciofeca ecco la band madre produrre l'ennesimo capolavoro nonostante il cambio di rotta e di formazione a cui abbiamo assistito da Polaris (anno 2009) in poi. Non un capolavoro come Nemesis ma un ottimo disco, quello sì. Voto 82, bravi Strato!!!
Le Marquis de Fremont
Venerdì 18 Settembre 2015, 18.02.05
10
Come era successo per Nemesis (e anche per gli altri dei "nuovi" Stratovarius), le canzoni mi sembrano tutte uguali e nessuna decolla veramente. Ecco, se nell'ultimo degli Iron Maiden, si sente che sono loro e i pezzi sono belli, anche se non inventano niente di nuovo, qui si sente che sono gli Stratovarius ma i pezzi non sono belli, in sostanza e non ti viene voglia di riascoltarlo. Proverò con altri ascolti, ma che fatica... Au revoir.
DaX
Venerdì 18 Settembre 2015, 17.16.51
9
Molto bello, ma Nemesis era superiore. Hanno voluto, a mio parere, ricalcare la forma di Visions, mettendo insieme un prodotto che possa suonare con quello stile rapportato all'evoluzione che hanno avuto nel passato recente - e devo dire che il risultato è più che gradevole. Ora mi auguro che riprendano la via della sperimentazione intrapresa con Elysium e portata in ottimi lidi con Nemesis, questo tuffo indietro è stato apprezzato (da fan di vecchia data ho apprezzato davvero tanto), ma meglio guardare avanti.
The Wicked
Venerdì 18 Settembre 2015, 17.01.30
8
No no era riferita invece sia all'affermazione prima che a quella dopo. Nessun problema
IO
Venerdì 18 Settembre 2015, 17.01.07
7
concordo anch'io che Nemesis resta cmq una spanna sopra
IO
Venerdì 18 Settembre 2015, 17.00.41
6
i migliori. punto
Galilee
Venerdì 18 Settembre 2015, 16.57.44
5
Ok, da come hai scritto sembra che la risposta che dai si riferisca solo alla domanda "capace di far contenti tutti i fan indistintamente? " Almeno io leggendo ho interpretato cosi. Mea culpa.
Galilee
Venerdì 18 Settembre 2015, 16.53.08
4
Precisando che sono d'accordo con la tua recensione, questa frase che vuol dire allora? " ci troviamo davanti al loro miglior album dei tempi recenti"
The Wicked
Venerdì 18 Settembre 2015, 16.50.44
3
Non è stato infatti affermato che si tratta dell'album migliore dei tempi recenti. Tutt'altro!
Ste
Venerdì 18 Settembre 2015, 16.45.08
2
Recensione ottima e voto oggettivamente azzeccatissimo, io l'averi tenuto più basso per una serie di ragioni. Eternal si può sintetizzare in una sola parola; ruffiano. Sì, ruffiano, perchè è il classico disco che è suonato con sagace maestria, riprende un pò il mood musicale della band di quindici anni fà e lo attualizza negli arrangiamenti confezionandolo ad personam per questo 2015 e , come già detto dalla recensione, accontenta tutti. Ma è anche vero che non smuove la proposta del gruppo di un centimetro da quanto fece Nemesis, anzi. Nemesis così come Elysium facevano evolvere il suono del gruppo, Eternal consolida l'economia del suono ottenuta sino ad ora aggiungendovi tutti quegli stilemi che hanno reso celebri gli Stratovarius. Non a caso c'è nell'opener -My Eternal Dream- (e non solo) la doppia cassa in bella mostra. La struttura delle canzoni vengono snellite ed infarcite di cori su cori a pompa magna, in un certo senso l'album poggia i piedi su due strade diverse che tenta di far convergere; la sperimentazione post Tolkki e il passato con Tollki, e scusate se questa non è ruffianeria... come prendere due piccioni con una fava! Chi aveva schifato gli ultimi dischi perchè troppo poco power lo prenderà ovviamente perchè di power d'antan così fatto oggi nel 2015 non c'è n'è proprio, e chi, come me, ha molto apprezzato gli ultimi dischi e sperava che in Eterna ci fosse ancora un ulteriore evoluzione come in passsato con un pò di rassegnazione lo prenderà comunque sperando che al prossimo giro ritornino a sporcarsi le mani. Le canzoni si equivalgono tutte, diciamo che la caduta di tono la si trova nella sciapa ballad Fire In Your Eyes, non decolla proprio. Ci sono poi canzoni medie, carine ma nulla di eclatante come Feeding the Fire, In My Line of Work, Rise Above It e Few Are The Rose. E, infine da segnalare come migliori Lost Saga per l'intento a cimentarsi in un brano estremamente tecnico e ricco di arrangiamenti. Il power del 1999 al giorno d'oggi di My Eterna Dream. L'ottimo singolo Shine In The Dark figlio putativo di una demo di Nemesis post litteram. E -secondo me- la traccia più interssante del lavoro; Lost without a Trace, proprio perchè è quella che prende atto dal suono di Nemesis cercando di farlo evolvere, anzichè (come fanno le altre tracce) guardare ad un passato che ritorna -ahimè- sempre più attuale. In primis non fui affatto soddisfatto, anzi, inizialmente ero parecchio deluso poi ho capito la scelta della bandi di raccogliere quanto di buono semitato fin ora con un disco sfacciatamente power raccogliendo molti più consensi che difficilmente oggi avrebbero avuto se fosse uscito qualcosa di sperimentale come Elysium nel 2011, per il quale -ricordo- ci fu un opinione molto divisa sia tra fan che tra le varie recensioni sul web. Eternal, guarda caso, prende eccellenti responsi da tutte le parti. Per me è un onestissimo 75/100.
Galilee
Venerdì 18 Settembre 2015, 16.21.02
1
D'aacordo un pò su tutto, tranne che sul fatto che sia l'album migliore dei tempi recenti. Nemesis era una spanna sopra in tutto. Comunque grandi!
INFORMAZIONI
2015
earMUSIC
Power
Tracklist
1. My Eternal Dream
2. Shine in the Dark
3. Rise Above It
4. Lost Without a Trace
5. Feeding the Fire
6. In My Line of Work
7. Man in the Mirror
8. Few Are Those
9. Fire in Your Eyes
10. The Lost Saga
Line Up
Timo Kotipelto (Voce)
Matias Kupiainen (Chitarra)
Jens Johansson (Tastiera)
Lauri Porra (Basso)
Rolf Pilve (Batteria)
 
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