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Slipknot - Mate.Feed.Kill.Repeat.
( 3932 letture )
Gli statunitensi Slipknot sono una delle formazioni più celebri di tutto il genere metal: nel corso degli anni, la band è riuscita a riscuotere un grande successo commerciale e ad accaparrarsi una folta schiera di sostenitori. La loro fama, oltre che all'aspetto puramente musicale, è dovuta anche alla loro immagine appariscente: ogni componente indossa, infatti, una maschera raffigurante un personaggio horror. Questa peculiarità, però, in aggiunta alla loro propensione a comporre musica relativamente orecchiabile (caratteristica, d'altro canto, riscontrabile in un elevatissimo numero di gruppi alternative metal) e al fatto di avere molti fan di giovane età, ha contribuito a rendere gli Slipknot un facile bersaglio di contestazioni e critiche, mosse, la maggior parte delle volte, dagli ascoltatori più puristi e reazionari, notoriamente ostici alle evoluzioni meno canoniche del metal (e spesso apologeti anche di lavori estremamente derivativi ma accomunati dalle tanto amate classiche sonorità "old school" di fine anni '80/inizio anni '90).

Dopo aver raggiunto una formazione stabile nel 1995, che comprendeva Anders Colsefini alla voce, Donnie Steele e Josh Brainard alle chitarre, Paul Gray al basso, Joey Jordison alla batteria e Shawn Crahan alle percussioni (altro segno distintivo di questa band è proprio il fatto di avere sempre annoverato in line-up uno o più percussionisti in aggiunta al tradizionale batterista), l'anno seguente gli Slipknot pubblicano, grazie alla label Pale One Music, il loro album d'esordio, autoprodotto e stampato in sole mille copie: Mate. Feed. Kill. Repeat. Anche a causa della scarsa distribuzione, il disco passa inosservato e, ancora oggi, viene quasi completamente ignorato, al punto da venire spesso considerato semplicemente un demo (persino dalla band stessa, che attribuisce il titolo di primo effettivo full-length all'omonimo di tre anni dopo).

Ciononostante, sarebbe inopportuno circoscrivere il ruolo di Mate. Feed. Kill. Repeat. nella carriera degli Slipknot a quello di semplice "antipasto". La sorprendente varietà stilistica lo rende, infatti, oltre che di difficile classificazione, originale e imprevedibile: alle sonorità deviate e alienanti del pioneristico debutto dei Korn di due anni prima, che aveva spalancato le porte al nascituro nu/alternative metal, il sestetto alterna quelle più tradizionalmente violente del post-thrash (Pantera, Sepultura -quelli di Chaos A.D. in particolare-) e del death metal di inizio anni '90, concedendo anche momenti dal gusto funk, hip-hop e, addirittura, simil-jazz, rifacendosi evidentemente anche ai Rage Against The Machine, una tra le prime band ad implementare questo (apparentemente) improbabile crossover tra metal, hip-hop e funk. Inoltre, gli Slipknot suonano il tutto con un approccio talvolta brutale e straziante, talvolta giocoso e umoristico (in quest'ultimo caso, specialmente nelle sezioni dove la componente metal non è presente). Emblemi di questa molteplicità sono il cantato di Colsefini, che spazia da un ringhiato/growl di derivazione classica ad uno stile molto più vicino a quello di Jonathan Davis, e l'ottima performance alla batteria di Jordison, abile nell'alternare con scioltezza e fantasia sfuriate violente e fill velocissimi a sezioni più tecnicamente complesse o "groovy". Nonostante quest'accostamento di mondi così diversi non risulti quasi mai forzato e nonostante sia uno dei punti più caratteristici, e positivi, del disco, però, in alcuni momenti lo spezzare frequentemente ed in modo così netto il climax creato fa storcere un po' il naso: questo è, probabilmente, uno dei pochissimi difetti, se non l'unico, di Mate. Feed. Kill. Repeat.

La prima traccia, intitolata proprio Slipknot, si apre con un marasma di opprimenti e claustrofobici suoni industriali accompagnati dal feedback della chitarra. L'attacco della batteria e di un riff di sepulturiana memoria, nonché del growl di Colsefini, trasportano il pezzo in una dimensione più tradizionale, pur mantenendo l'atmosfera malsana dell'inizio: la seconda parte, nella quale vengono affiancate sezioni violente e cadenzate ad altre più ragionate, oscilla, infatti, tra thrash e death metal. Gently comincia in tutt'altro modo: il delicato arpeggio di chitarra iniziale sembrerebbe quasi introdurre una prog-ballad, se non fosse per l'improvvisa entrata della chitarra distorta, che regala il solito turbinio di riff al cardiopalmo. Dopo una breve parentesi in cui Colsefini canta in pulito (e dove è subito evidente l'influenza stilistica di un vocalist come Davis), si ritorna alla brutalità del metal estremo, fino al brano seguente. Do Nothing/Bitchslap è il pezzo più sperimentale ed eterogeneo del lotto: l'intro slappato di basso porta ad un'insolita alternanza tra parti di death metal e brevissimi intermezzi jazzati. Proprio quando sembra aver raggiunto l'apice della veemenza, però, cambia improvvisamente: il growl, i riff e i fill di batteria lasciano spazio ad un funk giocoso con tanto di coretti grotteschi in sottofondo. Superata questa bizzarra parte, ricomincia l'incursione delle chitarre distorte e del ringhio di Colsefini. Le disperate urla finali portano a Only One, che ricalca l'accostamento di post-thrash e funk già espresso in Do Nothing/Bitchslap, risultando il brano più sottotono, sebbene si mantenga comunque ad un livello superiore a moltissime composizioni in ambito metal di quegli anni. Tattered & Torn, grazie ai disturbanti effetti chitarristici inziali, in sintonia con le rullate di Jordison, al cantato in parlato quasi straziante di Colsefini e al generale clima tutt'altro che allegro, entra di diritto tra le canzoni metal più inquietanti mai partorite. Confessions, al contrario, comincia in maniera più soffice: un giro di basso porta al solito intermezzo funk e al rap di Colsefini, seguiti da una sezione distesa ed onirica, che rievoca addirittura i leggendari Cynic nei loro momenti più eterei. Some Feel è, probabilmente, il pezzo più feroce, come dimostrato dall'interplay chitarristico inziale: mentre una delle due chitarre si muove su binari più death metal-oriented, l'altra è più aspra e dissonante. Quest'impetuosità iniziale viene, inoltre, conservata per tutta la durata, tra le vigorose schitarrate e i tappeti di doppio pedale di Jordison. L'ultima traccia, Killers Are Quiet, è una lunga composizione di più di 20 minuti e il capolavoro dell'intero album: i primi due minuti sono un lento e ripetitivo, quanto desolante, duetto tra basso e batteria (con l'aggiunta delle percussioni), che porta ad un riff sludge che va avanti per circa 3 minuti, fino a che il distorsore non scompare nuovamente e ritorna il tetro e deprimente giro iniziale. Dopo dei brevi fill e blast beat, una lunga sezione (caratterizzata prima da un lavoro minimale delle percussioni e poi dai suoni industriali del primo brano) conduce ad una sfilza di acide dissonanze chitarristiche ai limiti del noise, che chiude ottimamente il full-length.

Distanziandosi in modo così radicale dagli stereotipi del metal estremo di quel tempo, il gruppo dell'Iowa emerge prepotentemente da una scena che già a metà degli anni '90 stava cominciando a fossilizzarsi ed a riciclare cliché introdotti almeno un lustro prima. Tre anni dopo, gli Slipknot pubblicheranno l'altrettanto ottimo Slipknot (il primo con in formazione il ben più famoso vocalist Corey Taylor), dove la componente thrash/death metal verrà decisamente ridotta (anche a causa della nuova voce, più improntata verso l'hip-hop), pur risultando un lavoro personale e variegato come il precedente. Gli album pubblicati dopo il 2000, invece, complice forse la voglia di aprirsi al grande pubblico, perderanno gran parte della freschezza e della sperimentazione che caratterizzavano i primi due capitoli, in particolare l'ingiustamente snobbato Mate. Feed. Kill. Repeat., che raggiunge probabilmente il vertice qualitativo della discografia della band e può essere considerato, senza dubbio, uno dei migliori esempi di alternative metal mai realizzati.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
67.15 su 32 voti [ VOTA]
MichelelehciM
Venerdì 14 Febbraio 2020, 23.03.00
34
Mha....
TapeWorm
Venerdì 11 Maggio 2018, 19.15.37
33
Per quanto sia solo una "modesta" demo penso che sotto certi aspetti sia addirittura migliore degli Slipknot moderni, ci trovo infatti una piacevole vena blues, ritmi decisamente più lenti (ai quali preferisco i più veloci "moderni") e un Anders Colsefini che si adatta molto bene al tutto e che, a parere mio, non sfigura neanche davanti al mostro sacro Corey Taylor. Il mio voto è stato 85 in quanto secondo me è stato un fondamentale tassello nella storia di una grande band che ancora oggi ci emoziona. Ora si aspetta il sesto album ufficiale con le dita incrociate e sperando che Corey & Company non sfigurino neanche a sto colpo
draKe
Venerdì 25 Settembre 2015, 18.46.06
32
per correttezza va detto che ci sono degli elementi del disco "da demo" e sono la tiratura limitatissima (1000 copie), il fatto che sia autoprodotto e che l'etichetta ha avuto solo questo disco in catalogo...cioè non è una vera e propria etichetta. Su questo posso concordare l'utilizzo del termine "demo"...su tutto il resto no
Nu Metal Head
Venerdì 25 Settembre 2015, 18.44.17
31
se non vuoi chiamarla demo l'unica definizione possibile è "album non ufficiale", altre non ne esistono...
draKe
Venerdì 25 Settembre 2015, 18.30.09
30
Non sono d'accordo raga, ogni termine ha una sua definizione, un suo senso, se lo togliamo non ci capiamo più. Vi riporto la definizione di "demo" presente su wikipedia: "La demo rappresenta la selezione di alcuni brani musicali registrati su CD o altro formato digitale (o, più raramente, audiocassetta). Generalmente i brani sono registrati con mezzi semi-professionali o dilettantistici e fungono da "biglietto da visita" presso le case discografiche o i produttori musicali. Secondo quanto dichiarato dalle maggiori case discografiche, il demo dovrebbe essere composto al massimo da tre/quattro brani, dovrebbe essere registrato esclusivamente su CD (o in taluni casi in formato mp3) e dovrebbe essere corredato da un breve curriculum artistico, dai recapiti del musicista e da alcune fotografie in figura intera e viso (preferibilmente il tutto compendiato in una piccola brochure in A4 stampata su carta fotografica). " Adesso decidete voi se questa è una demo o no...
Galilee
Venerdì 25 Settembre 2015, 17.17.16
29
Oltretutto. Non parlo di registrazione dei sogni Drake. Dico che se un gruppo registra un album e lo considera un demo perchè non raggiunge alcune determinati parametri, rimane una demo. E' irrispettoso nei confronti del lavoro di qualcuno non considerarlo tale. Non esistono delle determinate caratteristiche che stabiliscono cosa è un demo e cosa non lo è. Semplicemente se per un artista quella registrazione è un demo, il prodotto rimarrà un demo anche se poi verrà vanduto con copertina fica, avrà una lunghezza e un audio sopra la media.
d.r.i.
Venerdì 25 Settembre 2015, 16.53.47
28
Secondo me non è suona male o bene, lungo o corto, booklet scarno o copioso ma che questo è definito dagli stessi Slipknot una demo quindi prendo questo cd per quello che è.
draKe
Venerdì 25 Settembre 2015, 15.58.42
27
Ok, d'accordo che ogni musicista sogna di poter far suonare il proprio disco come ce l'ha in mente lui (ed è già una battaglia persa...) ma questo npn vuol dire che con i mezzi a disposizione, anche se modesti, non si possa raggiungere il fine, e l'esempio del black ne è una prova. Se fai metal tecnico e vuoi il suono dei dream theater, secondo il tuo ragionamento devi così farne di demo prima di poter far uscire un "album"! Le caratteristiche di una demo sono molte altre...ma poi a voi suona male questo "mate.Feed...."??
Galilee
Venerdì 25 Settembre 2015, 15.36.14
26
Parlo di qualità rispetto a quello che uno vuole fare. Le produzioni black hanno un suono scarno, ma voluto.
draKe
Venerdì 25 Settembre 2015, 11.47.10
25
@Mina, la discussione sta nel fatto che una demo ha determinate caratteristiche per essere chiamata tale, mentre un album ne ha altre, tutto qui. E' solo una questione di termini, se si parla di demo e si intende un album è sbagliato chiamarla demo, no? @Galilee, non solo la qualità della registrazione conta, perchè altrimenti 3/4 dei dischi black sarebbe da considerarsi una demo...le caratteristiche le ho già scritte nel post precedente, e aggiungo che una demo viene registrata per farsi conoscere all'interno del circuito degli addetti ai lavori più che per il pubblico, ovvero per trovare una casa discografica che ti produca, e loro già ce l'avevano: "Pale One Music"
Mina
Venerdì 25 Settembre 2015, 11.14.28
24
Ma poi se è la band stessa a considerarlo tale, dove sta la discussione? Poi qui il fatto che sia o meno una demo è un fatto di poco conto.
Galilee
Venerdì 25 Settembre 2015, 10.46.09
23
Ciò che distingue un demo da uno studio album è la professionalità con il quale viene registrato il prodotto. SE poi loro lo considerano un demo, rimane un demo a tutti gli effetti. Anch'io ho fatto uscire un demo con la mia band. Il demo è un cd ben confezionato e ha 8 pezzi. Un tizio al quale l'ho venduto mi fa: ma praticamente è un disco.. No Ziofà, è un demo e basta.
draKe
Giovedì 24 Settembre 2015, 15.21.36
22
innanzitutto per la sua durata: 51 minuti per una demo? Ce ne starebbero almeno 2! Poi perchè la produzione è più che buona e perchè i brani sono già molto ben arrangiati ed articolati; infine il booklet ha più pagine...
d.r.i.
Giovedì 24 Settembre 2015, 14.27.26
21
@drake: scusa ma gli stessi Slipknot lo considerano una demo ed ovunque Mate.Feed.Kill.Repeat. è inquadrato come demo quindi non capisco perchè non sarebbe corretto considerarlo come tale.
draKe
Giovedì 24 Settembre 2015, 13.58.30
20
tenendo conto dell'anno di uscita del disco (perchè considerarlo una demo non è corretto se non alla luce di quanto fatto dal '99 in poi) è veramente un ottimo incipit, ben suonato, ben prodotto e al passo coi tempi x non dire già "avanti". Quello che più salta all'orecchio è la differenza abissale rispetto a ciò che faranno con "slipknot" e in questo senso si può quasi dire che siano 2 band diverse, ed è incredibile il lavoro del produttore e dei nuovi innesti nel rivoltare come un guanto una proposta che già era sperimentale e che acquisirà un'identità ben definita, anche a livello di sound...
Mina
Giovedì 24 Settembre 2015, 13.29.27
19
Si entra in modo ingiustificato nella sindrome da "primo album migliore degli altri" e bla bla bla. Solo disasterpiece vale l'intero platter di questa demo, senza parlare di Yowa stessa. E questo 83 non è meno sparato di altri 90.
Nu Metal Head
Mercoledì 23 Settembre 2015, 1.03.20
18
sbaglio o hai detto che questo disco è una demo? no perché dal tuo discorso non è molto chiaro...
Master Killer
Mercoledì 23 Settembre 2015, 0.28.33
17
Apprezzo la recensione di Gramya, ma come dicono tutti è una demo. Sinceramente questa demo, non mi fa impazzire, forse le prime 5 canzoni (di cui Tattered & Torn un po' meno claustrofobica, un pessimo Gently in confronto al Gently da Iowa, un Slipknot simpatico, un Only One quasi anonimo è un Do Nothing/Bitchslap che devo dire è di tutt'altro livello forse meglio del resto) ma dopo queste 5 canzoni non sono riuscito ad andare avanti, forse non sono lo stile che sinceramente mi prende, è una demo è vero, ma immaginatevi i Slipknot continuare a fare canzoni del genere... sinceramente non mi fa impazzire, ma è una demo, quindi meglio così.. 60
gianmarco
Martedì 22 Settembre 2015, 13.10.46
16
buon demo .
Galilee
Martedì 22 Settembre 2015, 10.18.01
15
Diciamo che la tua analisi è un pò atipica. A parte qualche riferimento secondo me un pò fuori luogo e la'anilisi di Corey abbastanza errata. Direi che ritenere questo disco il top degli Slipknot significa proprio non aver capito gli Slipknot e non apprezzarli per quello che sono. Questo disco è immaturo e il loro stile c'è a metà. Senza contare che le grandi canzoni non ci sono nemmeno. Nel post precedente ti ho fatto l'esempio di Rocka rolla dei juds prise e credo spieghi bene la situazione. Questa tua visione molto personale riguardo a questo album non potrà ricevere molti consensi. Dovevi comunque aspettartelo. Anyway hai al massimo sopravvalutato un pò questo dischetto, quindi per me nulla di cosi grave..
GraMya
Lunedì 21 Settembre 2015, 21.05.47
14
Io, in tutta sincerità, non capisco cos'abbia di sbagliato. Anzi, mi sembra anche fatta decentemente. Poi che si possa discutere su quale sia il migliore degli slipknot (per me è questo, per gli altri potrebbe essere l'omonimo, per altri iowa) va bene, che si possa discutere sul fatto che essendo un demo non sia ancora maturo (e per me non è così) va bene, però ho visto 90 sparati completamente a caso senza nessun commento dubbioso sotto. Probabilmente è perché il moniker è Slipknot e non Iron Maiden
Maurone
Lunedì 21 Settembre 2015, 19.45.23
13
Mamma mia..... che recensione.....
Vanessa Incrostata
Domenica 20 Settembre 2015, 22.08.36
12
Slipknot=Shit
GraMya
Domenica 20 Settembre 2015, 21.45.00
11
Magari spiega i motivi prima
Followthecheater
Domenica 20 Settembre 2015, 21.27.36
10
Cancellate e rifate sta rece ve prego...
galilee
Domenica 20 Settembre 2015, 13.02.03
9
L'importanza storica di questo platter secondo me non è di così rilievo. Ci sono idee ma sono ancora amalgamate male e non ci sono i grandi pezzi che faranno la storia della band. Anzi, qui manca ancora del tutto la classe e le capacità per scrivere canzoni cosa che distinguerà gli Slipknot dal resto delle band. Affermare che questo è il meglio che gli Slipknot han fatto è un pò come dire che Rocka Rolla è il meglio dei Judas. Per me 70 in pagella. Ai due successivi 100
d.r.i.
Sabato 19 Settembre 2015, 21.37.37
8
D'altronde considera "The Christhunt" dei God Dethroned innocuo...
Sicktadone
Sabato 19 Settembre 2015, 18.34.51
7
Iowa é un pezzo di storia del un metal, ancora oggi insuperabile.
GraMya
Sabato 19 Settembre 2015, 16.22.25
6
Mi sa che sono l'unico a cui Iowa non ha convinto del tutto Comunque, Nu Metal Head, capisco quello che vuoi dire, ma dipende da come ti approcci a questo lavoro. Io, ascoltandolo tempo fa, non ho avuto pregiudizi sul fatto che fosse un demo o meno, o se poi a band avesse ripreso alcuni pezzi da qui per i futuri full "ufficiali", e mi son trovato davanti un album che, per l'anno di uscita, mi é sembrato incredibilmente personale, variegato senza essere forzato e ben suonato (sia tecnicamente, basta sentire jordison, sia a livello di suoni) e che, sempre secondo me, fa il culo a moltissimi album death, black, sludge e via dicendo molto più blasonati solamente per il moniker. È proprio per questo che per me è ampiamente sottovalutato (come, d'altronde, lo sono tutti gli slipknot, e basta sentire i pareri della maggioranza della comunità metallara). Che poi si preferisca questo o l'omonimo non è che faccia una gran differenza (magari l'83 è un po' esagerato, ma il gusto personale mi ha fatto alzare un po' il tiro)
Nu Metal Head
Sabato 19 Settembre 2015, 14.48.29
5
non me ne voglia il buon GraMya, ma anch'io avrei qualcosa da ridire... prima di tutto tale dischetto va trattato per quello che è in realtà, ovvero una demo; secondariamente issarlo addirittura ad apice del gruppo sembra un po' esagerato anche a me; terzo il capolavoro del gruppo è "iowa", o al limite "slipknot", dipende dai punti di vista, quindi tacciare l'album del 2001 di non essere fresco è quasi un'eresia; quarto dire che taylor è più hip hop di colsefini non è esatto, al limite si potrebbe dire che taylor è più melodico di colsefini... quest'ultimo le parti hip hop le propone eccome all'interno del disco (only one, confessions), e molto più pulite e nitide di quelle di taylor, che ha sì di tanto in tanto un andamento hip hop, ma proposto sotto forma di growl; quinto a me confessions ha sempre ricordato più che altro il mood dei RHCP... comunque come ho detto all'inizio, essendo una demo questo prodotto come tutte le demo è servito unicamente per lanciare la band nel mondo dello showbiz, e come tutte le demo è servito alla band per ripescarne e rielaborarne alcuni brani nei dischi ufficiali, niente di più secondo me... sta di fatto che però è un disco a suo modo accattivante, bizzarro e strano, e ci mostra una band lontana anni luce dalla foga e dall'iperattività quantomeno dei primi due album ufficiali... però in fin dei conti più di un 65 non me la sento di darlo...
Malleus
Sabato 19 Settembre 2015, 14.20.50
4
Ma il fatto è che gli stessi Slipknot considerano quest'album come una demo, tant'è vero che per realizzare il debutto ufficiale e Iowa hanno attinto a piene mane da MFKR, quindi personalmente non riesco proprio a considerarlo come il loro apice, proprio perchè è una raccolta di idee grezze che sono state sviluppate e rimaneggiate in un secondo tempo, sicuramente ha la sua importanza e rimane del materiale interessante, ma io non salirei sopra un dignitosissimo 70
GraMya
Sabato 19 Settembre 2015, 14.11.51
3
Per come la vedo io questo è l'album effettivamente più ispirato e "vero" degli slipknot, anche piú dell'omonimo (che, ripeto, è comunque un ottimo album). La "comparazione con i Cynic" è riferita solo ad una piccola parte (più o meno a metà pezzo) di Confessions, e non è che ci sia un assolo in stile Masvidal, ma semplicemente una sezione più distesa e onirica che può ricordare alcuni punti di Focus. Poi che la voce di Taylor sia più "improntata verso l'hip hop" rispetto a quella di Colsefini a me sembra un dato di fatto, però magari abbiamo modi diversi di vedere e sentire la musica, tutto qui
Ad astra
Sabato 19 Settembre 2015, 12.38.57
2
Comprazioni con i Cynic? Taylor che canta in hip-hop in Slipknot? e come dice malleus, Iowa peggio di questo?...mi sa che sono 15 anni che ascolto un gruppo diverso allora. scusa.
Malleus
Sabato 19 Settembre 2015, 11.18.10
1
Cioè stai dicendo che Iowa non è un album fresco? E che questo è meglio sia dell'omonimo che di Iowa?
INFORMAZIONI
1996
Pale One Music
Alternative Metal
Tracklist
1. Slipknot
2. Gently
3. Do Nothing/Bitchslap
4. Only One
5. Tattered & Torn
6. Confessions
7. Some Feel
8. Killers Are Quiet
Line Up
Anders Colsefini (Voce)
Donnie Steele (Chitarra)
Josh Brainard (Chitarra)
Paul Gray (Basso)
Joey Jordison (Batteria)
Shawn Crahan (Percussioni)
 
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