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Operation Mindcrime - The Key
( 4009 letture )
La notizia più importante degli ultimi tre anni consiste nel fatto che la telenovela più trasmessa dalle TV locali e nazionali non ha più come protagonista la nota attrice Grecia Colmenares, famosa per le sue apparizioni nelle leggendarie soap “Manuela” e “Milagros”, ma il cantante Geoff Tate e la sua ormai ex band Queensryche. Le nostre nonne, soprattutto all'inizio, rimarranno un po' spiazzate nel veder sparire dal teleschermo la bella donna dai lunghi capelli biondi in favore di tipi poco raccomandabili almeno nell'aspetto ma, alla fine, impareranno ad apprezzare anche questi nuovi attori dall'enorme talento. Amori passionali, tradimenti e pettegolezzi sono alla base di questo sceneggiato tutto da gustare, ma andiamo per ordine.

Nell'Aprile del 2012, a seguito di forti dissapori maturati nella band, i Queensryche, fenomeno di culto per i metallari degli anni ottanta e novanta, decidono di prendere la sorprendente decisione di licenziare di netto lo storico leader Geoff Tate, probabilmente per una violenta lite esplosa poco prima di uno show a San Paolo in Brasile e degenerata durante lo stesso evento. È la fine di un grande amore durato trenta lunghi anni, ma non finisce qui. Tempo qualche giorno e scoppiano le prime guerre personali, le prime dichiarazioni velenose condite di ego smisurato ed una incredibile disputa legale per i diritti sull'utilizzo del brand Queensryche, che si concluderà con entrambe le parti “sconfitte”. La sentenza definitiva, stabilisce che il gruppo con un Tate in meno e con un talentuoso Todd La Torre in più potrà conservare il nome, mentre il pavone Geoff, in preda a preoccupanti attacchi di protagonismo autocelebrativo, sarà padrone assoluto dell'opera suprema Operation: Mindcrime pubblicata nelle due versioni rispettivamente nel 1998 e nel 2006. Insomma, tutto e niente per tutti.
Si aggiunge che per due anni, in attesa della pronuncia del giudice, ci sono state due band con lo stesso nome che hanno pubblicato dischi in periodi ravvicinati creando una confusione degna di Hollywood Party: una capitanata da Tate e l'altra spalleggiata dal nuovo cantante La Torre. Una situazione tragicomica fuori dal comune che ci riporta a quanto accaduto tra Roger Waters ed i Pink Floyd nel caso più famoso, ma non solo.

Conclusasi definitivamente la causa ma non la trasmissione, è Tate a recitare per primo la sua parte con un nuovo gruppo il cui nome è espressione di enorme fantasia: Operation: Mindcrime. Ma va? E già questa scelta infelice, la dice lunga su quello che ci aspetta.
Se a qualcuno fosse balenata in testa l'idea di non vedere più il personaggio in questione, un po' come la Colmenares, questo qualcuno dovrà fare i conti con la realtà e l'immenso potere mediatico del singer che a quanto pare è duro a morire, considerando anche l'enorme motivazione da artista che lo traina. La paura di vedersi schiacciato dagli ormai ex compagni che, nel frattempo, percorrono la buona strada per la ripresa con una discreta pubblicazione omonima e per fortuna non anonima, soprattutto grazie al tribunale.
Tralasciando l'assurdità del moniker e l'orrenda artwork, una delle più brutte mai create, la nuova fatica dell'artista mezzo tedesco e mezzo americano si intitola The Key, primo capitolo di una trilogia figlia di un nuovo contratto firmato con la Frontiers, un salvagente al quale aggrapparsi prima di affogare.
La line-up di quello che Tate definisce un progetto con comunione di intenti e non una band è di tutto rispetto, segno che il ragazzo è ancora fortemente rispettato nell'industria musicale, anche come fonte di guadagno e visibilità. Tra le collaborazioni (anche temporanee) possiamo citare al basso Rudy Sarzo (Ozzy Osbourne e Whitesnake), Dave Ellefson (Megadeth e Metal Allegiance) e John Moyer (Disturbed), alla batteria Simon Wright (Ac/Dc, Dio), Scott Mercado (Candlebox) e Brian Tichy (Billy Idol e Ozzy Osbourne), alle tastiere Randy Gane (Myth), alla chitarra Kelly Gray, già nei Queensryche per qualche anno, Robert Sarzo (Ozzy Osbourne) e Scott Moughton. In supporto alla voce, troviamo Mark Daly (The Voodoos).

Parlando della sostanza, l'ex Queensryche, comunque dotato di buone capacità di scrittura, non abbandona i temi impegnati ed attraverso le liriche ci porta a cercare la chiave che cambierà il nostro modo di vivere o di percepire il mondo. Un racconto intrecciato con più protagonisti la cui interpretazione la si potrà azzardare solo a seguito del terzo capitolo. C'è da ammettere che questa storia del concept un po' di curiosità l'ha trasmessa e, secondo le ultime interviste, le parti successive sarebbero complete.
L'album presenta dodici brani dove si sperimenta di tutto (forse un po' troppo e male) come confermato dallo stesso leader. Si tratta di un minestrone indigesto di generi in cui si spazia dall'hard rock al metal classico rendendo la classificazione del prodotto nello specifico praticamente impossibile. Potremo udire anche uno sconfinamento di dubbio valore nel crossover con The Stranger, sicuramente il punto più basso di The Key.
C'è una specie di dinamismo caotico composto da riff rocciosi di chitarre droppate fatti con lo stampino, da un drumming agile ma vuoto e da un tentativo di ritorno al sound di qualche decennio fa, caratterizzato anche dall'uso del chorus, qui fortemente presente. La disomogeneità che ne esce fuori è stucchevole, fastidiosa come il ronzio della zanzara in una calda notte d'estate.
Purtroppo, come era prevedibile aspettarsi, ci sono anche importanti voragini compositive che rendono il tutto incompleto, soprattutto nella parte centrale, quella che fa la differenza tra musica piacevole e non. Il platter non decolla come e quando dovrebbe e spesso si va incontro a brani tenuti in piedi dallo stesso giro senza cambi che rendano l'ascolto meno scontato, meno palloso per essere il più chiari possibile. La voce di Tate, che dovrebbe essere il punto di forza del disco, risulta soffocata dai troppi filtri che ne nascondono i difetti ormai noti. Certamente nessuno ha mai pensato o creduto ad una sua rinascita vocale, nessuno si è mai aspettato miracoli da quello che un tempo era un frontman con gli attributi, ma una performance più completa e meno piatta, magari con qualche “spinta” in più, sarebbe stata di certo più gradita. Inoltre, l'idea di affidarsi a dialoghi e intermezzi per rafforzare il concetto espresso nell'album, non aiuta per niente l'ascoltatore già stufo. Si salta rapidamente da un brano all'altro alla ricerca di qualcosa di buono, soprattutto dal secondo e dai successivi appuntamenti con il disco, quelli che mirano a tale scopo, specialmente in un lavoro difettoso. Qualcosa di buono c'è ed in effetti lo possiamo felicemente riscontrare nelle ultime tre tracce. È vero, è troppo poco per dare una valutazione positiva del disco, il primo dei tre almeno, ma c'è da dire che An Ambush of Sadness, breve ma bellissima introduzione strumentale alla successiva e solida Kicking in the Door e la chiusura di metal progressivo moderno con The Fall, creano maggiori aspettative nel secondo capitolo. Si può respirare qualcosa di Promised Land ma solo lontanamente, molto lontanamente.

Nel complesso, le previsioni di un lavoro mediocre si sono rivelate esatte ed il provare ad ascoltare più volte l'album non migliorerà le impressioni suscitate dal primo ascolto. Ecco, si potrebbe provare a congelare il voto in attesa della fine della storia, ma il proverbio dice che chi ben comincia è a metà dell'opera e qui si comincia benino solo alla fine. Bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno: The Key è un lavoro insensato dettato dal business, uno dei meno riusciti a memoria d'uomo che non fa altro che aumentare l'amarezza e spostare l'attenzione verso il progetto antagonista con La Torre. Un vero e proprio autogol.
Si attende speranzosi per i sequel, c'è poco da aggiungere, poco per essere speranzosi in effetti, almeno per gli amanti della musica. La telenovela, invece, avrà ancora qualcosa da regalarci, basta restare sintonizzati in attesa della risposta degli altri protagonisti, quelli buoni, almeno per ora.
Sta crollando un mondo, forse un mito e non possiamo far nulla per invertire la tendenza.



VOTO RECENSORE
45
VOTO LETTORI
66.58 su 12 voti [ VOTA]
Aceshigh
Domenica 7 Gennaio 2018, 15.50.02
26
Ritirato fuori oggi, non avendolo ascoltato a fondo quando uscì. Mah... onestamente tutto questo scandalo io non lo sento. È un album che qualitativamente per me sta più o meno al livello di tutto ciò che i Queensryche hanno prodotto dal 1997 al 2014, ovvero album buoni nel migliore dei casi, deludenti nel peggiore. Se proprio qualcosa è crollato (e su ciò le opinioni variano)... non è certo un processo iniziato nel momento del divorzio di Tate dalla band madre, ma due decenni prima. Tornando all'album, questo The Key ha 3 passi falsi nella zona mediana, ma il resto per me è buono. Da Tate come vocalist non mi aspettavo molto di più... ha sempre un timbro unico, anche se con un'ottava e mezzo in meno rispetto ai bei tempi; ma anche questo... lo scopriamo adesso? No, sono 20 anni che canta così per cui... Concludendo: trovo che ci si sia accaniti un po' troppo. Per me è 75.
Metal 73
Lunedì 27 Novembre 2017, 20.02.05
25
Dopo ripetuti ascolti il mio voto è 65
Pinco Pallino
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 17.38.18
24
A me è piaciuto e dopo qualche ascolto l'ho acquistato. Pur piacendomi anche l'ultimo queensryche trovo più coraggiosa la scelta di Tate di non ripetersi e tentare qualcosa di diverso
Chthulhu
Giovedì 15 Settembre 2016, 13.59.28
23
A me fan schifo tutti. Dovrebbero prendersi tutti un periodo di pausa, riallineare i loro chakra e cercar di far musica decente perchè qui si capisce chiaramente che nessuno ha piu buone idee. Ho visto che Condition Human e Queensryche han preso bei voti. Per carità non fan schifo come sta roba ma io oltre il 62 non andrei per nessuno dei due. Passabili ma non mi viene nessuna voglia di ascoltarli. Dopo Operation:Mindcrime II si è rotto qualcosa e la musica è diventata noiosa e priva di significato per me. Peccato
Alexius
Mercoledì 7 Ottobre 2015, 17.38.13
22
Ad essere onesti ha fatto forse più progressi Tate con quest'album che i Queensryche di La Torre con Condition Human. Ma a parte i giudizi che lasciano il tempo che trovano sappiamo tutti che un'epoca è finita e non tornerà mai più. Non capisco cosa Tate voglia trasmetterci ma la sensazione è tremenda e sa tanto di presa per il culo.......
Lo Struzzo
Venerdì 25 Settembre 2015, 15.37.06
21
Dite quello che volete, alla fine son gusti ed ognuno è libero di spendere soldi come ritiene opportuno. Qui si valuta la qualità di un album e non di una spesa presso un negozio di dischi. Se a Marco il disco piace, buon per lui, avrà un motivo in più per essere felice. Io purtroppo sono triste perché ritengo di aver perso un artista, anzi, l'artista per eccellenza. Empire, OM, Promised Land, The Warning non sono usciti da soli ma sono frutto di una mente geniale (come lo è stata quella di Tate) accompagnata da altre menti altrettanto geniali. Sono in lutto e non da oggi. Restate comunque sintonizzati perché il 2 ottobre esce Condition Human dei Queensryche e l'attesa è grande.
Marco
Venerdì 25 Settembre 2015, 13.29.44
20
Sono d'accordo con te Metal Shock, non voglio essere il difensore di questo lavoro ..ma va ascoltato più di una volta per essere capito..
Metal Shock
Venerdì 25 Settembre 2015, 8.34.28
19
Quando si giudica un album e` normale essere condizionati da cio` che l`artista ha fatto prima, essendo stato poi Tate il cantante di una storica band come i Queensryche. Pero` e` vero che Tate negli ultimi vent`anni non e` che abbia fatto album veramente buoni e penso che se questo album fosse uscito sotto un altro nome i giudizi non sarebbero stati diversi. Se facesse uscire un album della qualita` di Empire .od Operation io sarei contento e lo ascoltetei molto volentieri, perche` per me conta la musica e il resto non mi interessa.
P2K!
Venerdì 25 Settembre 2015, 8.34.09
18
Io da fan devoto e storico del verbo Queensryche, per tutto quello che hanno fatto, oltre ad aver comprato il cd lo sto continuando ad ascoltare in macchina e ahimè il giudizio non cambia. Sono d'accordo con Marco quando afferma che molti dei giudizi negativi su questo album sono dettati più dall'antipatia e dall'odio che Tate si è creato intorno in questi anni, piuttosto che da giudizi oggettivi. Però in questo disco (a differenza del precedente) a ciccare clamorosamente è proprio Tate. E' come andare allo stadio a vedere il Barcellona e accorgersi che l'unico giocatore a giocare con sufficienza e anche meno, è proprio Messi. Le melodie in questo disco sono spesso abbozzate, e le sovraincisioni di voci che mette sui ritornelli spesso li rendono confusi e poco incisivi (prendo ad esempio lo scempio di "Hearing Vocie"). Aggiungo che il pezzo che ho gradito di più, "Life or death?" è cantato da Mark Daly, dove si sente che ci mette del suo per dargli un'anima, e il risultato si sente. STrumentalmente questa volta non mi sento di lamentare magagne. La band fa il suo in modo egregio. Ma purtroppo, mi ripeto, è Tate che deve darsi una svegliata. L'impressione è che, pieno di se com'è, si sia convinto che possa fare quello che vuole, anche lavorare con sufficienza, abbozzando delle linee melodiche così a casaccio (questa è l'impressione su molti brani), che tanto a lui tutto si passa.
Lo Struzzo
Giovedì 24 Settembre 2015, 23.48.24
17
Ci mancherebbe Marco. Io ho trovato la chiusura interessante...chissà.
Marco
Giovedì 24 Settembre 2015, 22.45.20
16
Mi permetto di dire senza voler creare polemiche che molta gente ha dato giudizi negativi solo perché l'album è di Tate e non per come suona ...per partito preso si danno giudizi negativi .. Io ho ascoltato e ascolto spesso quest'albim ...non facendomi condizionare da "chi" suona ma "come suona "dicessi che è un capolavoro direi una bugia ...non lo ritengo comunque uno schifo .. Ci sono sperimentazioni , sonorità anche nuove, coraggiose .. Lo trovo prodotto bene , sezioni ritmiche ben suonare , chitarra non scontate .,.qualcosa di diverso ... Se poi stiamo a guardare bene , non mi sembra che siamo circondati da album stupendi ..se poi stiamo a cercare qualcuno che faccia qualcosa di nuovo ....poi , per carità ..i gusti sono gusti ....
inflames69
Giovedì 24 Settembre 2015, 12.28.05
15
quest'uomo ormai è diventato patetico, e quest'album è veramente ma veramente inascoltabile
Lo Struzzo
Mercoledì 23 Settembre 2015, 12.42.07
14
Molti collezionisti lo hanno preso, anche a scatola chiusa. Purtroppo è un album che non rispecchia il talento di Geoff. Non so se il suo ingresso nell'opera avantasia potrà essergli di slancio ma spero di si. Ora si attende la risposta dei Queensryche.
Marco
Mercoledì 23 Settembre 2015, 0.10.46
13
Sì veramente....
Malleus
Lunedì 21 Settembre 2015, 14.54.34
12
Ma veramente c'avete speso soldi per sta spazzatura?
P2K!
Lunedì 21 Settembre 2015, 14.21.56
11
Penso che ormai se Tate facesse uscire un disco di livello come fu "Operation: Mindcrime" la gente lo crocifiggerebbe comunque. Ma alla fine se l'è meritato. Ne ha combinate di ogni colore e sfumatura per disintegrare quanto di eccelso costruito in anni di carriera. Io ho acquistato il disco e lo sto ascoltando in questi giorni, e alla fine nel suo insieme suona più convinto e con un fine del precedente "Frequency Unknown", dove si vedeva lontano un miglio che era stato assemblato in fretta e furia. Sulle canzoni poco da eccepire, poca roba si salva dal baratro ("Choises", "Re-inventig the Future", "Life or Death?", "Kicking in the Door" e la conclusiva "The Fall") e se penso che la migliore del lotto è "Life or Death?" che non è cantata da Tate, il quadro si fa drammatico, anche perché alcune tracce che ho elencato sopra sono gradevoli, ma non certo capolavori. Il resto invece è mondezza allo stato puro, con "Burn" che andrebbe pure bene se non avesse quella strofa così brutta e scazzata, "Stranger" che arriverei pure ad apprezzare ome brano crossover/nu-Metal con strofa rappata se solo Tate si fosse degnato di metterci un ritornello vagamente decente, "Hearing Voice" è brutta senza possibilità di recupero. E ilproblema è proprio Tate che offre una prestazione a livello di scrittura disarmante, e per l'interpretazione sta proprio ai minimi storici (risultando molto piatto).
Dani3121
Lunedì 21 Settembre 2015, 10.00.30
10
Disco insignificante metal o no.Ha l'aggravante di aver chiamato la band Operation:Mindcrime,nel tentativo di mantenere i vecchi fan. Quello che non ha capito Tate è che il problema sono le canzoni,non il nome,e qui di buone non ce ne sono proprio.
marcos
Domenica 20 Settembre 2015, 21.31.14
9
Ma piace solo a me sto lavoro ??? mah...
Gontepartiro
Domenica 20 Settembre 2015, 20.26.01
8
Non capisco perché tate dovrebbe essere antagonista del nostro marò
ayreon
Domenica 20 Settembre 2015, 18.59.12
7
mah,l'unica cosa che si può fare per il suo bene è non andare più ai suoi concerti e non comprare i suoi dischi,chissà che magari ritorna ai tempi di "warning",certo che è sempre stato uno a cui piace sperimentare,non si è mai definito un cantante metal e lo ha fatto capire anche in "take cover",lo poteva riempire di pezzi di maiden,priest, e invece ha scelto gabriel,police.E' crollato un mito,ma anche certi recensori che avevano osannato "american soldier" o"hear in the now frontier ",potevano già allora stroncarlo di brutto,e anche "operation mindcrime 2 " non era poi quel capolavoro tanto atteso ,a parte "the hands " e il duetto con Dio. per quanto mi riguarda,l'ultimo vero pezzo alla queensryche che ha fatto è stato "the other side of my mind"
Sandro70
Domenica 20 Settembre 2015, 16.18.41
6
L'ho visto a Milano nel tour di empire e fu qualcosa di incredibile ( uno dei più bei concerti della mia vita ). Vederlo ridotto così mi fa piangere il cuore, purtroppo mi sembra che abbia problemi psicologici. Speriamo in un miracolo.
renzo mattei
Domenica 20 Settembre 2015, 10.26.55
5
I cocomeri non li raccoglie ma l'uva per il vino nella campagna del baden Wurttemberg sí. Dalla sua pagina Facebook ha postato immagini della recente vendemmia
Radamanthis
Domenica 20 Settembre 2015, 10.06.20
4
La speranza è che entrando a far parte di quel giro spettacolare a nome Avantasia finalmente Tate si renda conto di ciò che sta facendo, ciò che faceva e ciò che potrebbe riprendere a fare e da li dare una sterzata importante e drastica a questo suo periodo decisamente no!
edward 64
Sabato 19 Settembre 2015, 21.10.05
3
Scandaloso .... in un baratro .... andasse a cogliere i cocomeri.
ayreon
Sabato 19 Settembre 2015, 19.03.31
2
va be,si sapeva dal suo primo disco solista che voleva andare su strade diverse dal metal,in ogni caso penso che dal vivo si riscatterà proponendo dei classici dei ryche ,i quali sarebbe meglio puntassero più sul materiale inedito in sede live,altrimenti rimangono una cover band ( giudizio personale )
Hellion
Sabato 19 Settembre 2015, 17.05.37
1
Imbarazzante!
INFORMAZIONI
2015
Frontiers Records
Inclassificabile
Tracklist
1. Choices
2. Burn
3. Re-Inventing the Future
4. Ready to Fly
5. Discussions in a Smoke Filled Room
6. Life or Death?
7. The Stranger
8. Hearing Voice
9. On Queue
10. An Ambush of Sadness
11. Kicking in the Door
12. The Fall
Line Up
Geoff Tate (Voce)
Kelly Gray (Chitarre)
Scott Moughton (Chitarre)
Randy Gane (Tastiere)
John Moyer (Basso)
Simon Wright (Batteria)
Brian Tichy (Batteria)
 
RECENSIONI
45
 
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