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Rotting Christ - Lucifer Over Athens
( 2234 letture )
In una recente intervista, il leader degli storici Ulver, Kristoffer Rygg, discorrendo riguardo i maggiori ostacoli a cui un musicista va incontro mentre si occupa di una registrazione, ha negato, con il suo abituale tono provocatorio, la possibilità sul piano teorico di ricostruire su disco un’intera performance dal vivo.
Ovviamente il norvegese non è il primo a giungere alla suddetta conclusione. Fin dalla riscoperta del blues profondo ad opera dei primi seguaci di Lomax, l’autenticità del nastro è stata posta sotto continuo scrutinio, fino a giungere alla conclusione estrema, incarnata da Bob Dylan, capace di inventare ogni sera un'atmosfera diversa dalla precedente, relegando i celebri bootleg a mera documentazione, come se fossero appunti di una lezione, svuotati quindi della magia del momento.
Questa lunga digressione ci introduce al disco qui recensito, il doppio live degli ellenici Rotting Christ, formazione storica e conosciuta anche da chi non bazzica necessariamente i territori del metal estremo. diventando oramai parte del bagaglio culturale della gran parte degli appassionati. Nati alla fine degli anni Ottanta, giunti nel 1993 ad una prima consacrazione con Thy Mighty Contract, sono riusciti nella non agevole impresa di offrire al pubblico un prodotto mai scontato o debole, evolvendo il proprio songwriting in maniera naturale, senza spezzare bruscamente il flusso della loro musica. Al contempo, la band ha inoltre sempre composto album la cui solidità oggettiva non prevede necessariamente la conoscenza dei dischi venuti prima, anche se, chiaramente, un percorso artistico può essere compreso nella sua complessità solamente acquisendone tutti i tasselli.
Lucifer Over Athens sfida con coraggio da spartani il postulato di Rygg regalando, nelle sue due ore abbondanti, una riproduzione fedelissima della storia quasi trentennale del gruppo, seppur, a tratti, ricordando più una fotografia, che un filmato dinamico e drammatico. Essendo un disco dal vivo può risultare arduo esaminare il contenuto sotto una lente critica in quanto, se è vero che fruendo della release si può assimilare a volo d'uccello il nucleo dei Rotting Christ; quello che invece è negato, per la natura stessa di Lucifer Over Athens (che corona e consacra una carriera ricca di positivi distinguo, senza tuttavia esaurirla né riassumerla banalmente), è una storicizzazione dei singoli brani, utile a chi si approcci all’album senza conoscerli preventivamente. L'obiezione, dunque, potrebbe essere che quest'ultima produzione sia rivolta solo agli appassionati, agli aficionados dei fratelli Tollis. Tuttavia, non è vero. Per quanto, infatti, si possa sovente avere la sensazione di camminare in un museo scevri da conoscenze pregresse su ciò che si osserva, specialmente appunto per chi non abbia una sufficiente familiarità con il vasto catalogo dei Rotting Christ, il tempo è un tempo speso piacevolmente.
Non si può infatti accusare l'act di risparmiarsi, anzi. L'energia, la teatralità e la passione che il quartetto dimostra è ammirevole: che stiano interpretando un brano dall'ultimo disco Kata Ton Daimona Eaytoy o un pezzo dal magistrale Non Serviam, i greci sfoderano una prestazione strumentale adatta all'occasione celebrativa, dalle chitarre taglienti di Sakis, robustissime soprattutto nelle ritmiche, alle massicce linee di basso di Van Ace, fino agli incroci spesso ricchi di armonici artificiali della sei corde del giovane George Emmanuel, che aveva appena cinque anni all'uscita del primo full length dei Tollis. Il tutto è coadiuvato da una produzione curata che restituisce l'organicità di un'esperienza dal vivo e che non ricusando la pulizia del suono adatta ad un prodotto professionale, ed è esaltato da una doppia edizione, la prima nel classico doppio digipack, la seconda in una lussuosa stampa su tre vinili da dodici pollici, numerata a mano, perfetta per figurare sullo scaffale dedicato ad una delle band di maggiore spicco del panorama mediterraneo.

Che allora il lettore si prenda mezzo pomeriggio o serata liberi, accenda il cd player e lo stereo e si faccia testimone della narrazione omerica dei Tollis, apprezzandone, prima che la semplice qualità musicale -indubbia come abbiamo visto, ma non occorrevano conferme- l'omogeneità con cui questa è sviluppata, nonostante i salti temporali o i rimandi al passato interpretati però con la sensibilità del presente (e qui si osservi come la virilità dell'approccio etno-folkloristico di Aealo ritorni prepotentemente in episodi appartenenti al primo periodo black metal), senza che l'innovazione soffochi la freschezza di brani che oggi come all'epoca mettono soggezione per la loro potenza espressiva.
Sarebbe stato più semplice un approccio alla materia seguendo le orme di Dylan, destrutturando al parossismo i brani, annullandone il passato e riscrivendolo secondo canoni odierni: anche nel citato frangente, i Rotting Christ sfoggiano una classe che li ha resi un patrimonio all'interno della scena estrema.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
83.33 su 3 voti [ VOTA]
Punto Omega
Mercoledì 23 Settembre 2015, 3.01.08
3
Loro sono un patrimonio mondiale dell'umanità
Gemini72
Martedì 22 Settembre 2015, 14.27.51
2
Si prende, si prende: LIVE ALBUM BLACK A.D. 2015 datemi retta
Doomale
Lunedì 21 Settembre 2015, 16.16.09
1
Ho avuto modo di ascoltarlo per intero....Ottimo live e ottima scelta dei brani..anche se con un picco "neo" a mio modo di vedere...l'assenza della mitica "The old coffin spirit". Detto questo, nonostante il numero infinito di brani presenti il prodotto e molto buono e piu in la forse lo prendo. Omaggio doveroso ad uno dei miei gruppi preferiti.
INFORMAZIONI
2015
Season Of Mist
Black
Tracklist
Disco 1
1. Χ ξ ς
2. Dub-Sag-Ta-Ke
3. Athanatoi Este
4. Κατά τον δαίμονα εαυτού
5. Nemecic
6. After Dark I Feel
7. Sorrowfull Farewell
8. Among Two Storms
9. Gloria De Domino Inferni
10. Feast Of The Grand Whore
11. The Nereid Of Esgalduin
12. Forest Of N’Gai
13. The Sign Of Evil Existence
14. Transform All Sufferings Into Plagues
15. Fgmenth, Thy Gift
16. Societas Satanas



Disco 2
1. Demonon Vrosis
2. Quintessence
3. The Call Of The Aethyrs
4. In Yumen – Xibalba
5. Grandis Spiritus Diavolos
6. Welcome To Hel
7. King Of A Stellar War
8. Archon
9. Exiled Archangels
10. Dive The Deepest Abyss
11. The Fourth Knight Of Revelation
12. The Sign Of Prime Creation
13. Non Serviam
14. Enuma Elish
15. Noctis Era
Line Up
Sakis Tollis (Voce, chitarra)
George Emmanuel (Chitarra, voce)
Van Ace (Basso, voce)
Themis Tollis (Batteria)
 
RECENSIONI
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